Lasciati conquistare dal fascino dalle mille facce dell’India.
Nei territori dell’India centrale, il Madhya Pradesh e il Maharashtra, puoi viaggiare dalla città sacra di Varanasi a Orchha, Bhopal, Ujjain, Maheshwar, Mandu e Aurangabad, sulle tracce di religioni secolari che hanno influenzato arte, cultura e architettura, tra fortezze, mausolei e monasteri. In Gujarat ti aspettano le rovine di Champaner, l’antica capitale dichiarata Patrimonio UNESCO, la frenetica Ahmedabad, il Grande e il Piccolo deserto di Kutch, le comunità pastorali nei dintorni di Bhuj, l’isola di Diu, il complesso templare jainista di Palitana e la Riserva Naturale di Sasan Gir che ospita il leone asiatico.
In Orissa puoi visitare alcuni dei luoghi più sacri agli Indù (come i templi di Bhubaneshwar, il tempio di Joranda, la città sacra di Puri, il maestoso Tempio del Sole di Konark) e incontrare gruppi etnici di origine dravidica, come le tribù Bonda, Gadhaba e Kondh. E infine in Karnataka puoi viaggiare tra i siti archeologici più affascinanti dell’intera India meridionale e scoprire Bangalore, Mysore, con i suoi sontuosi palazzi, le sculture esuberanti dei templi di Belur e Halebid, il sito archeologico di Vijayanagar, uno dei più imponenti al mondo, gli splendidi santuari di Pattadakal e Aihole, gli spettacolari templi rupestri di Badami e concludere l’itinerario nella regione del Maharashtra con le grotte di Ajanta e di Ellora, Patrimoni UNESCO.
Dalla mongolfiera ai tour in Vespa e in carrozza, la Maremma Toscana si scopre attraverso esperienze esclusive che uniscono avventura, eleganza e contatto autentico con la natura.
Nel cuore della Maremma Toscana, tra colline, mare e natura incontaminata, il lusso si misura in emozioni autentiche e momenti esclusivi. Il The Sense Experience Resort 5*L, immerso in un parco naturale di cinque ettari con affaccio sul golfo di Follonica, propone un turismo esperienziale che unisce raffinatezza, avventura e contatto diretto con il territorio.
La destinazione offre quattro esperienze da non perdere:
Maremma Quad Experience: escursioni off-road tra boschi e crinali, con piccoli gruppi guidati da esperti per un’esperienza sicura e personalizzata.
Vespa Tour: tour panoramici tra borghi, vigneti e uliveti, per scoprire la Maremma in modo autentico e stiloso.
Private Experience in Mongolfiera: voli all’alba sopra colline, borghi e costa, per una prospettiva unica e silenziosa sul territorio.
Private Tour in Carrozza: percorsi lenti e suggestivi attraverso paesaggi rurali e borghi medievali, ideali per coppie e famiglie in cerca di relax e immersione nella tradizione.
Il resort garantisce un’esperienza completa anche a tavola, con due ristoranti – Dimorà à la carte e il fine dining Eatè sulla spiaggia – e un Mixology Bar, valorizzando prodotti locali e materie prime del territorio. Le camere e le suite, fino alle Two Bedroom Suite con vasca idromassaggio esterna, offrono comfort e privacy, mentre l’Experience Specialist assicura soggiorni personalizzati e memorabili.
“Be natural, be you” sintetizza la filosofia del The Sense Experience Resort: unire eleganza e autenticità, lusso e contatto con la natura, per viaggiatori in cerca di esperienze uniche e memorabili.
Con l’arrivo del periodo del foliage, la natura si veste di colori nuovi – e tutti da scoprire: i boschi, le vallate e i sentieri si illuminano di toni caldi, invitando ad una riscoperta più lenta e calma dalla natura, magari con una passeggiata in sentieri meno battuti, ma che possono riservare sorprese meravigliose.
Paesaggi che cambiano volto giorno dopo giorno, spazi immensi e pieni di luce, la meraviglia della natura incontaminata: sono queste le parole d’ordine per scoprire i sentieri foliage più incredibili della nostra penisola. Ecco quindi la nostra selezione, da nord a sud, per vivere appieno questo fantastico periodo dell’anno.
Filorera – Rasica via Torrente Valle di Mello (Lombardia)
Alla scoperta delle cime lombarde nella Valle di Mello –
Un anello di quasi venti chilometri che attraversa la splendida Val di Mello, con paesaggi che alternano boschi di conifere, ampi pascoli e massi granitici: è il percorso della Filorera – Rasica via Torrente, in cui i colori della vegetazione creano contrasti spettacolari quanto inaspettati e tutti da scoprire.
Un cammino nelle cime lombarde che accompagna l’avventuriero con il dolce sciabordio del torrente cristallino che attraversa la valle, che, insieme ai rumori della natura che cambia veste, rende l’escursione suggestiva e perfetta per chi cerca un contatto autentico con la natura alpina.
Cascate di Vallesinella – Rifugio Casinei (Trentino-Alto Adige)
Le Cascate di Vallesinella sono una tappa obbligatoria nel percorso
Un percorso di circa cinque chilometri che conduce nel cuore delle Dolomiti di Brenta, immergendosi in boschi millenari e attraversando sentieri da favola che costeggiano il torrente Sarca di Vallesinella: è il percorso Cascate di Vallesinella – Rifugio Casinei, che incontra sulla via le celebri Cascate Alte e di Mezzo, incorniciate dai colori autunnali.
Il punto di arrivo è Rifugio Casinei, non solo il luogo perfetto per cercare ristoro dopo un’indimenticabile escursione, ma anche un punto panoramico indimenticabile, che offre uno sguardo unico nel suo genere dalle vette fino alle profondità della vallata, per una camminata di breve lunghezza, ma che regala emozioni ad ogni passo.
Via Francigena, Tappa 96: San Quirico – Radicofani (Toscana)
Cultura e natrua si incrociano in questo percorso nella Val D’Orcia –
Nel cuore della Val D’Orcia, l’itinerario Via Francigena, Tappa 96: San Quirico – Radicofani unisce natura e storia in un unico paesaggio, che, al sopraggiungere dell’autunno, si tinge di oro e di rosso, e stupisce per la sua varietà di paesaggi lungo il cammino – tra colline, campi coltivati e piccoli boschetti.
L’elemento culturale è nei punti di arrivo, i due borghi pieni di storia collegati da questo splendido percorso, la cui salita finale porta alla fortezza di Radicofani, struttura che domina la vallata e offre una vista spettacolare, che ripaga di tutti gli sforzi fatti, per un percorso che unisce il fascino del foliage alle atmosfere autentiche dei borghi toscani.
Laghetto d’Umbra – Falascone (Puglia)
Birdwatching, picnic, passeggiate sono solo alcune delle cose che si possono fare nella Foresta Umbra –
Scendendo lungo lo stivale, un percorso meno battuto, ma di grande fascino: all’interno della Foresta Umbra, nel Gargano, il cammino Laghetto d’Umbra – Falascone permette di scoprire ad ogni passo una meraviglia della natura, fra faggi secolari colorati delle intense tinte dell’autunno e i laghetti perfetti per un tuffo possibile con le temperature ancora miti.
Un percorso pensato per ogni tipo di attività: che cerchiate il luogo perfetto per il birdwatching – grazie alle diverse specie volatili che popolano la foresta – o un angolo di paradiso dove organizzare un delizioso picnic, in questa camminata troverete diversi spunti per un fantastico weekend fuori porta.
Cavagrande del Cassibile – Monti Iblei via Sentiero Carrubella (Sicilia)
Nella Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile è una sorpresa ad ogni passo –
Quasi dieci chilometri, un sogno naturale ad occhi aperti: il percorso del Cavagrande del Cassibile – Monti Iblei via Sentiero Carrubella, in Sicilia, attraversa attraversa la Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile, tra canyon spettacolari e laghetti nascosti, in cui la vegetazione mediterranea si unisce ai toni caldi dell’autunno.
Il percorso perfetto per gli avventurieri più temerari che desiderano scoprire l’immancabile forza selvaggia della natura siciliana, fra gole scavate dal tempo, scorci panoramici e la dolcezza delle acque del fiume Cassibile, tanti punti di interesse in un paesaggio unico nel suo genere per un percorso indimenticabile.
Controlli rigidi e massimo rispetto per la biodiversità, con un unico obiettivo: far sopravvivere questo paradiso il più a lungo possibile.
Montagne lussureggianti, foreste pluviali, spiagge incontaminate di sabbia bianca e acque limpide che brulicano di pesci colorati: siamo a Lord Howe, isola paradisiaca popolata da poco meno di 400 persone e situata a 372 miglia al largo della costa orientale dell’Australia continentale. Un eden dove la natura regna sovrana in tutto il suo primigenio splendore. E dove le spiagge sono incredibilmente deserte.
Per capire come mai bisogna fare un passo indietro e allontanarsi dalla logica della promozione turistica, quella che ha condannato fette del pianeta al cosiddetto overtourism. Gli abitanti di quest’isola non ragionano così, anzi: hanno sempre fatto di tutto per limitare il numero dei visitatori, fissando un limite di 400 turisti alla volta e un numero massimo di posti letto a disposizione. Una scelta che ha impedito loro di arricchirsi col turismo ma che ha protetto le molte specie endemiche uniche di Lord Howe, aiutando l’isola a guadagnarsi il riconoscimento di patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1982. Una tutela rigorosa che paradossalmente è andata a vantaggio anche dei turisti, perché quei pochi che hanno la fortuna di visitare l’isola possono godere delle sue bellezze in modo autentico, al pari dei locali. Che è poi il sogno di tutti coloro che amano davvero viaggiare.
Grande Laguna, Isola di Lord Howe
Paradiso unico al mondo. E per pochi
Arrivare a Lord Howe però è tutt’altro che semplice (per decenni, l’unico modo era in idrovolante) e i pochi posti letto disponibili sono già prenotati fino al 2026. Le tariffe aeree per un viaggio andata/ritorno da Sydney possono arrivare a 666 dollari e, in alta stagione estiva, un alloggio per due può variare da 200 a oltre 3000 dollari a notte. Un viaggio lungo e costoso che però ripaga di tutto: l’85% dell’isola è infatti ancora coperto di foresta nativa e circa il 70% del territorio è riserva naturale, il che significa che costruire è vietato. L’insediamento residenziale copre appena il 15% del suolo. Molti residenti discendono da coloni originali arrivati nel 1800 e amano questo posto così com’è. Trasformarlo in una destinazione turistica di massa per loro sarebbe inconcepibile.
Tre pesci farfalla dell’isola di Lord Howe e due pesci striati
Lunga poco più di 11 chilometri, l’isola è anche ricca di animali che non si trovano da nessun’altra parte, come il Petrello di Solander, un uccello marino grigio e bianco con un becco nero leggermente curvo che si riproduce principalmente qui. A piedi o in bicicletta, il turista a Lord Howe ha la possibilità di stare a stretto contatto con la natura senza intermediari, tra piante striscianti e orchidee o lungo spiagge facilmente raggiungibili. Sott’acqua, lo spettacolo è poi ancora più mozzafiato, con circa 500 specie di pesci da ammirare.
Controlli rigidi per proteggere la biodiversità
Per proteggere la biodiversità dell’isola dalle specie invasive, le procedure di biosicurezza sono molto rigide: tutte le importazioni vengono controllate, così come ogni singolo visitatore in arrivo, persino con l’ausilio di cani molecolari, che però invece della droga cercano ratti e rane. I controlli sono scrupolosi anche all’inizio dei sentieri, dove agli escursionisti viene chiesto di pulirsi molto bene scarpe e stivali. A Lord Howe capre e gatti domestici sono vietati dal 1982 e nel 2019 è stata condotta una feroce battaglia contro ratti e topi che stavano distruggendo le specie autoctone. Dopo l’eliminazione dei roditori, molte specie allora vicine all’estinzione – come il rallo di Lord Howe, un uccello che non vola, tra i più rari al mondo – hanno ricominciato a popolare il territorio.
Rallo dell’Isola Lord Howe (Hypotaenidia sylvestris)
Ma tutto questo ancora non basta. Nonostante gli sforzi del governo e dei cittadini per proteggere questo paradiso, molte delle sue peculiarità sono minacciate dai cambiamenti climatici. Lo sbiancamento dei coralli e il disfacimento nella foresta pluviale sono fenomeni difficili da arginare, così come i sempre più frequenti eventi meteorologici gravi.
Una vita fuori dal tempo
A Lord Howe non esiste una scuola secondaria, i bambini devono fare istruzione a distanza o frequentare i collegi sulla terraferma, e l’acquisto di qualsiasi cosa richiede una certa programmazione perché tutte le importazioni, compreso il cibo, avvengono tramite una nave merci quindicinale. Il costo della vita è il triplo che sulla terraferma e molti isolani compensano con l’agricoltura e il giardinaggio, coltivando dalle verdure a radice agli avocado, fino alle piante botaniche native come i limoni selvatici. Molti non disdegnano il baratto. Le parole d’ordine sono insomma riutilizzare, ridurre e curare. E se qualcosa manca ci si consola facendo surf, nuotando, facendo escursioni e andando in bicicletta.
Nei bambini, il rispetto per l’ambiente viene instillato fin dalla più tenera età e circa l’80% dell’elettricità dell’isola è alimentato da una rete solare comunitaria. Gli abitanti sono tenuti a smistare i propri rifiuti e portarli nell’impianto di gestione dell’isola e tutto ciò che non può essere riutilizzato, compostato o riciclato viene trasformato in pacciame da giardino.
Lord Howe si trova a sole due ore di volo dalla terraferma, ma il suo stile di vita è talmente diverso dal nostro che sembra lontana anni luce. Il motto dei suoi abitanti è “di meno è di più”. L’unica salvezza per il pianeta.
Oltre alle spiagge di sabbia bianca e lagune turchesi in questi paradisi incontaminati ci sono importanti siti archeologici e geologici nei quali avventurarsi.
Sono conosciute in tutto il mondo per le spiagge di sabbia bianca, le lagune turchesi e i paesaggi che vanno dagli atolli corallini alle vette vulcaniche. In realtà le isole di Tahiti, situate nel Sud del Pacifico, sono tra le mete ideali per chi vuole fare una vacanza attiva. Varrebbe la pena scambiare per un giorno o due il costume da bagno per un paio di calzoncini e scarpe da trekking e avventurarsi in un territorio ricco di bellezza, da scoprire un passo dopo l’altro, lungo sentieri che portano nomi che custodiscono leggende, memorie ancestrali e mostrano un forte legame spirituale con la natura. Nei prossimi mesi sono in programma degli eventi che radunano un pubblico internazionale, come il Tahiti Yoga Festival di ottobre, la gara di canoe a bilanciere polinesiane (29 ottobre-1 novembre) e la competizione di danza tradizionale con 700 ballerini provenienti da tutto il mondo (21-23 novembre).
L’energia vitale che muove la vita dei polinesiani
In questi luoghi c’è un legame spirituale con la natura che vive nel concetto di Mana, un’energia vitale che permea la vita quotidiana dei polinesiani. Lo spirito del Mana è ovunque, dicono gli abitanti, scorre attraverso la terra, il mare, la cultura e il popolo e riconnette l’individuo con l’essenziale. Molti sentieri conducono alla scoperta delle isole vulcaniche “alte” di Tahiti, Moorea, Bora Bora, Huahine, Taha’a e Raiatea. Ci sono anche splendidi percorsi nelle più remote Isole Marchesi e nelle Isole Australi. Ogni isola raccoglie paesaggi unici dove il premio riservato agli esploratori è rappresentato da panorami mozzafiato impossibili da cogliere dalle coste dell’isola.
Tahiti: le gallerie sotterranee “Lavatubes”
Tra i sentieri più suggestivi di Tahiti spiccano i Lavatubes, gallerie sotterranee scavate dallo scorrere della lava migliaia di anni fa. È proprio da questa origine che deriva il loro nome: lunghi corridoi naturali, modellati dal fuoco e dal tempo, che oggi si possono esplorare accompagnati da guide esperte. Lungo il percorso ci si avventura in un paesaggio sorprendente fatto di rocce vulcaniche, grotte, alcune delle quali impreziosite da stalattiti e stalagmiti, e piscine naturali. Un’esperienza che unisce avventura e geologia, regalando la sensazione di camminare nel cuore stesso dell’isola. L’esperienza è modulabile in base al livello di preparazione fisica, con itinerari più brevi o più impegnativi a seconda delle preferenze, sempre nel rispetto di rigorose misure di sicurezza. Sempre a Tahiti c’è il percorso “Jardins d’eau de Vaipahi”. Creati nel 2007 a Mataiea, sull’isola di Tahiti, i giardini d’acqua di Vaipahi offrono la possibilità di una visita in due tappe. Nella parte inferiore è possibile osservare numerose specie botaniche e piante acquatiche, scoprendo al tempo stesso le vestigia del passato e la leggenda del luogo. Nella parte superiore si trovano invece tre percorsi escursionistici con un tempo di percorrenza fino a tre ore.
Moorea: l’itinerario tra le palme da cocco
A Moorea, il Three Coconut Tree Pass è uno dei sentieri di trekking più iconici dell’isola. Il nome deriva dalle tre palme da cocco che un tempo segnavano il passo e che ancora oggi evocano il fascino di questa valle lussureggiante. Il percorso, che richiede tra le tre e le quattro ore, si snoda tra foreste tropicali e pendii verdi fino a raggiungere un punto panoramico spettacolare, da cui si ammirano le due baie gemelle di Cook e Opunohu: una vista che da sola ripaga ogni passo. Lungo il sentiero si possono ammirare numerose specie di piante e animali tropicali: dagli uccelli alle coloratissime farfalle, fino ad una vegetazione rigogliosa che include ibischi e felci, simboli potenti della biodiversità polinesiana.
Bora Bora: nel cuore verde dell’isola
Il Cross-Island Trail di Bora Bora è un percorso semplice che attraversa il cuore verde dell’isola, lontano dalle spiagge più note. Questo sentiero conduce tra foreste rigogliose, pendii scoscesi e antichi Marae (luoghi sacri utilizzati nelle società polinesiane sin dai tempi pre-cristiani per eventi sacri e sociali), fino a raggiungere vedute spettacolari sulla laguna turchese e sul Monte Otemanu, il profilo vulcanico che domina l’isola. Un trekking che svela il lato più autentico e selvaggio della “perla del Pacifico”.
Raiatea: nel sito geologico dei gabbri
La “Promenade des Gabbros” è un sito geologico e panoramico di Raiatea, dove si possono osservare i gabbri. Vi si arriva al termine di una scalinata e di un breve sentiero di circa 150 metri. Qui si svelano queste affascinanti curiosità geologiche, ovvero delle rocce scure erose dal tempo fino ad assumere la forma di creste naturali che sembrano lavorate dalle mani esperte di uno scultore e che formavano il camino del vulcano da cui è nata l’isola stessa. Due piattaforme panoramiche offrono una vista privilegiata sulla caldera, regalando uno spettacolo naturale di rara suggestione in un percorso accessibile che richiede circa 30 minuti di passeggiata.
Huahine: tra foreste e panorami sull’oceano
A Huahine, il sentiero di Matairea conduce in circa un’ora e trenta alla scoperta di uno dei più importanti siti archeologici dell’isola. Camminando tra foreste rigogliose e panorami sull’oceano, il percorso rivela antichi Marae e testimonianze della vita polinesiana di secoli fa. Il trekking unisce natura e storia, regalando la sensazione di viaggiare non solo tra le bellezze dell’isola, ma anche nel tempo.
faaone, vaiha, pont faaona
Sette giorni in sette isole
Tahiti è l’isola principale, il punto di arrivo di ogni visitatore, l’isola più grande dove ha sede la capitale Papeete e si concentra la maggior parte della popolazione polinesiana. Da non perdere il suo mercato con i suoi colori e profumi, magari lasciandosi attrarre dal suo prodotto più prezioso, le famose perle di Tahiti, o facendo scorta di monoi, l’olio di cocco idratante per pelle e capelli che qui si trova ovunque. Da segnalare anche il Musée de Tahiti et des Îles e perché no, vale la pena avventurarsi in una gita in 4×4, a cavallo, in quad o a piedi per conoscere l’entroterra. A Moorea, invece, oltre alla laguna e all’entroterra, è possibile optare per esperienze speciali, come una visita con degustazione alle piantagioni di ananas, una lezione di cucina locale, o la visita alla “Montagna Magica”. A Bora Bora non c’è che l’imbarazzo della scelta tra momenti di relax sulla spiaggia di Matira, immersioni subacquee o snorkelling tra le mante e una miriade di pesci tropicali, un picnic su un motu deserto, o una crociera al tramonto su un catamarano. C’è spazio anche per gli spiriti più avventurosi con una sessione di paddleboard o kayak, un volo in idrovolante o in elicottero, o una prova di paracadutismo ascensionale. Raiatea è invece l’Isola Sacra, vero e proprio punto di riferimento per l’intero triangolo polinesiano. Qui è consigliabile la visita al villaggio di Uturoa, per poi immergersi nella sacralità e nella cultura polinesiana più ancestrale con una visita al Marae Taputapuatea, sito Unesco. Interessante anche l’escursione lungo il fiume Faaroa, l’unico navigabile della Polinesia Francese, in kayak, canoa o paddleboard e anche la gita in barca verso l’isola sorella, Taha’a. Huahine, infine, è conosciuta come “l’isola delle donne” ed è rinomata per la sua vita tranquilla, la sua autenticità e la sua affascinante storia. Anche in questo caso, laguna ed entroterra meritano di essere scoperte tramite escursioni e gite giornaliere. Tra le attività, è possibile visitare una pearl farm per scoprire di più sul processo di coltivazione delle ostriche da perla e acquistare in loco. Per soggiornare nelle isole sono disponibili diverse opzioni di alloggio: hotel di lusso con overwater, ville, piccole strutture familiari, case per le vacanze, nonché yacht, catamarani e navi da crociera.
C’è chi pensa che l’autunno sia solo una stagione di passaggio. A Malta non è così. Qui settembre, ottobre e novembre sono mesi di luce dorata, giornate ancora calde, cieli limpidi e un ritmo che rallenta, regalando a chi arriva il privilegio di vivere l’arcipelago in tutta la sua autenticità.
Lontano dalla folla estiva, Malta si mostra con una bellezza diversa: intima, accogliente, sorprendente. E ogni esperienza — dal mare alla cultura, dal benessere al gusto — diventa ancora più speciale.
Tre isole, tante emozioni
Malta e Gozo sono vicine, collegate in pochi minuti di traghetto, ma diverse nel carattere. A Malta si respira l’energia delle città, con Valletta che si accende al tramonto, le Tre Città illuminate dai riflessi del Grand Harbour e i vicoli di Mdina che invitano a perdersi nel silenzio.
Gozo, invece, offre un ritmo diverso: borghi rurali dove il tempo sembra fermo, campagne verdi da esplorare a piedi o in bici, mulini e fattorie didattiche dove scoprire antiche tradizioni. E poi c’è Comino, piccola e selvaggia, che in autunno regala lagune tranquille e sentieri quasi deserti: perfetta per chi cerca silenzio e natura allo stato puro.
Storia antichissima che incontra il presente
Malta è un luogo unico in Europa: qui i templi megalitici, tra i più antichi al mondo, convivono con musei di arte contemporanea e spazi creativi. Nelle città monumentali come la capitale Valletta, edificibarocchi si affacciano su piazze animate, i mercati storici ospitano botteghe gourmet e le antiche fortezze diventano set per eventi internazionali o grandi produzioni cinematografiche.
Passeggiare tra queste strade significa vivere ogni giorno un continuo incontro tra autenticità e lifestyle moderno, un contrasto sorprendente che diventa la cifra distintiva dell’arcipelago.
Il lusso che emoziona
In autunno, il vero lusso a Malta non è fatto solo di hotel cinque stelle, ma di esperienze memorabili.
Può essere una cena in un palazzo storico di Valletta, una sessione di yoga al tramonto su una terrazza vista mare, un’escursione in kayak tra grotte e fiordi nascosti, oppure un weekend in un boutique hotel che unisce design contemporaneo e architettura tradizionale.
È un lusso discreto, intimo, che mette al centro il viaggiatore e la sua voglia di vivere emozioni uniche.
Il piacere del viaggio slow
L’autunno invita a rallentare. È il momento perfetto per sedersi in una panetteria di un villaggio e assaggiare una ftira appena sfornata, per scoprire la grande partecipazione alle feste patronali locali, per fermarsi a parlare con chi vive ogni giorno queste isole.
Significa immergersi nella vita autentica dei borghi, partecipare a piccoli eventi culturali, visitare musei senza folla, sorseggiare un bicchiere di vino in una vigna al tramonto. È la stagione del viaggio slow, che non corre ma assapora.
Sole d’autunno e facilità di viaggio
Con oltre 300 giorni di sole all’anno, Malta offre anche in autunno giornate luminose e temperature miti: perfette per fare ancora il bagno, esplorare sentieri costieri o organizzare una gita in barca.
Raggiungere l’arcipelago è semplice grazie ai voli diretti da moltissime città italiane. Una volta arrivati, spostarsi è facilissimo perché le distanze sono ridotte e i collegamenti rapidi.
Soggiorni che fanno la differenza
Un viaggio a Malta in autunno è reso ancora più speciale dalla varietà di sistemazioni che l’arcipelago offre. Dai resort cinque stelle affacciati sul mare, con spa e piscine riscaldate ideali per un soggiorno all’insegna del benessere, ai boutique hotel ricavati in palazzi storici di Valletta, Mdina o le Tre Città, perfetti per chi cerca charme e autenticità. Per le famiglie o i viaggiatori indipendenti non mancano residence e appartamenti con cucina, mentre chi desidera un’esperienza esclusiva può optare per ville private o le farmhouse, masserie ristrutturate a Gozo, immerse nella campagna e nella macchia mediterranea. Ogni soluzione ha un carattere unico, ma tutte condividono la stessa filosofia: offrire qualità e accoglienza, in linea con il ritmo più lento e intimo dell’autunno maltese.
Un arcipelago che sorprende
Malta è un luogo che sa trasformarsi senza mai perdere la sua anima. È una destinazione che innova, che punta alla qualità e che continua a sorprendere chi la visita con esperienze sempre nuove. In autunno, l’arcipelago invita a vivere attività che vanno oltre la vacanza tradizionale: escursioni in barca al tramonto, degustazioni di vini locali tra vigne e masserie, tour in bici attraverso la campagna di Gozo, giornate di snorkeling o diving quando il mare è ancora caldo. Gli appassionati di cultura possono partecipare a festival, concerti e mostre che animano le città, oppure scoprire l’isola attraverso itinerari legati al cinema e alla storia dei Cavalieri di San Giovanni. Per chi cerca benessere e relax, non mancano retreat di yoga, spa con trattamenti ispirati al mare e passeggiate nella natura tra riserve e sentieri panoramici.