Controlli rigidi e massimo rispetto per la biodiversità, con un unico obiettivo: far sopravvivere questo paradiso il più a lungo possibile.

Montagne lussureggianti, foreste pluviali, spiagge incontaminate di sabbia bianca e acque limpide che brulicano di pesci colorati: siamo a Lord Howe, isola paradisiaca popolata da poco meno di 400 persone e situata a 372 miglia al largo della costa orientale dell’Australia continentale. Un eden dove la natura regna sovrana in tutto il suo primigenio splendore. E dove le spiagge sono incredibilmente deserte.

Per capire come mai bisogna fare un passo indietro e allontanarsi dalla logica della promozione turistica, quella che ha condannato fette del pianeta al cosiddetto overtourism. Gli abitanti di quest’isola non ragionano così, anzi: hanno sempre fatto di tutto per limitare il numero dei visitatori, fissando un limite di 400 turisti alla volta e un numero massimo di posti letto a disposizione. Una scelta che ha impedito loro di arricchirsi col turismo ma che ha protetto le molte specie endemiche uniche di Lord Howe, aiutando l’isola a guadagnarsi il riconoscimento di patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1982. Una tutela rigorosa che paradossalmente è andata a vantaggio anche dei turisti, perché quei pochi che hanno la fortuna di visitare l’isola possono godere delle sue bellezze in modo autentico, al pari dei locali. Che è poi il sogno di tutti coloro che amano davvero viaggiare.

 

Grande Laguna, Isola di Lord Howe
Grande Laguna, Isola di Lord Howe 

 

Paradiso unico al mondo. E per pochi

Arrivare a Lord Howe però è tutt’altro che semplice (per decenni, l’unico modo era in idrovolante) e i pochi posti letto disponibili sono già prenotati fino al 2026. Le tariffe aeree per un viaggio andata/ritorno da Sydney possono arrivare a 666 dollari e, in alta stagione estiva, un alloggio per due può variare da 200 a oltre 3000 dollari a notte. Un viaggio lungo e costoso che però ripaga di tutto: l’85% dell’isola è infatti ancora coperto di foresta nativa e circa il 70% del territorio è riserva naturale, il che significa che costruire è vietato. L’insediamento residenziale copre appena il 15% del suolo. Molti residenti discendono da coloni originali arrivati nel 1800 e amano questo posto così com’è. Trasformarlo in una destinazione turistica di massa per loro sarebbe inconcepibile.

Tre pesci farfalla dell'isola di Lord Howe e due pesci striati
Tre pesci farfalla dell’isola di Lord Howe e due pesci striati 

 

Lunga poco più di 11 chilometri, l’isola è anche ricca di animali che non si trovano da nessun’altra parte, come il Petrello di Solander, un uccello marino grigio e bianco con un becco nero leggermente curvo che si riproduce principalmente qui. A piedi o in bicicletta, il turista a Lord Howe ha la possibilità di stare a stretto contatto con la natura senza intermediari, tra piante striscianti e orchidee o lungo spiagge facilmente raggiungibili. Sott’acqua, lo spettacolo è poi ancora più mozzafiato, con circa 500 specie di pesci da ammirare.

Controlli rigidi per proteggere la biodiversità

Per proteggere la biodiversità dell’isola dalle specie invasive, le procedure di biosicurezza sono molto rigide: tutte le importazioni vengono controllate, così come ogni singolo visitatore in arrivo, persino con l’ausilio di cani molecolari, che però invece della droga cercano ratti e rane. I controlli sono scrupolosi anche all’inizio dei sentieri, dove agli escursionisti viene chiesto di pulirsi molto bene scarpe e stivali. A Lord Howe capre e gatti domestici sono vietati dal 1982 e nel 2019 è stata condotta una feroce battaglia contro ratti e topi che stavano distruggendo le specie autoctone. Dopo l’eliminazione dei roditori, molte specie allora vicine all’estinzione – come il rallo di Lord Howe, un uccello che non vola, tra i più rari al mondo – hanno ricominciato a popolare il territorio.

Rallo dell'Isola Lord Howe (Hypotaenidia sylvestris)
Rallo dell’Isola Lord Howe (Hypotaenidia sylvestris) 

Ma tutto questo ancora non basta. Nonostante gli sforzi del governo e dei cittadini per proteggere questo paradiso, molte delle sue peculiarità sono minacciate dai cambiamenti climatici. Lo sbiancamento dei coralli e il disfacimento nella foresta pluviale sono fenomeni difficili da arginare, così come i sempre più frequenti eventi meteorologici gravi.

 

Una vita fuori dal tempo

A Lord Howe non esiste una scuola secondaria, i bambini devono fare istruzione a distanza o frequentare i collegi sulla terraferma, e l’acquisto di qualsiasi cosa richiede una certa programmazione perché tutte le importazioni, compreso il cibo, avvengono tramite una nave merci quindicinale. Il costo della vita è il triplo che sulla terraferma e molti isolani compensano con l’agricoltura e il giardinaggio, coltivando dalle verdure a radice agli avocado, fino alle piante botaniche native come i limoni selvatici. Molti non disdegnano il baratto. Le parole d’ordine sono insomma riutilizzare, ridurre e curare. E se qualcosa manca ci si consola facendo surf, nuotando, facendo escursioni e andando in bicicletta.

Nei bambini, il rispetto per l’ambiente viene instillato fin dalla più tenera età e circa l’80% dell’elettricità dell’isola è alimentato da una rete solare comunitaria. Gli abitanti sono tenuti a smistare i propri rifiuti e portarli nell’impianto di gestione dell’isola e tutto ciò che non può essere riutilizzato, compostato o riciclato viene trasformato in pacciame da giardino.

Lord Howe si trova a sole due ore di volo dalla terraferma, ma il suo stile di vita è talmente diverso dal nostro che sembra lontana anni luce. Il motto dei suoi abitanti è “di meno è di più”. L’unica salvezza per il pianeta.