Nelle terre di Emily Brontë: un viaggio tra cinema e brughiera nello Yorkshire

Nelle terre di Emily Brontë: un viaggio tra cinema e brughiera nello Yorkshire

 

Con l’arrivo nelle sale italiane il 12 febbraio, il film “Cime Tempestose” diretto da Emerald Fennell diventa protagonista della campagna globale di VisitBritain “Starring Great Britain”, puntando i riflettori sullo Yorkshire, dove i paesaggi selvaggi che hanno ispirato Emily Brontë diventano mete turistiche da vivere.

La pellicola, prodotta da Warner Bros. Pictures, propone una reinterpretazione intensa e contemporanea della storia di Cathy (Margot Robbie) e Heathcliff (Jacob Elordi), ambientata tra brughiere e dimore storiche, tra desiderio e ossessione.

VisitBritain propone un itinerario di tre giorni per immergersi nelle atmosfere del film:

Giorno 1 – Le valli e i set della brughiera
Si parte dallo Yorkshire Dales National Park, con panorami caratterizzati da muretti a secco e spazi aperti che diventano co-protagonisti del film. A Booze MoorHealaugh Crag e Seal Houses Moor, i visitatori possono ripercorrere i set delle scene più iconiche, mentre strutture storiche come Lady Mary Bothy offrono un’immersione autentica tra natura e cinema. Il pernottamento può avvenire in dimore storiche come Simonstone Hall HotelStone House Hotel o The Green Dragon at Hardraw, tra atmosfere edoardiane e rifugi di brughiera autentici.

Giorno 2 – Haworth e le radici letterarie
Si visitano Thornton, con la casa natale delle sorelle Brontë, e Haworth, con la Keighley & Worth Valley Railway a vapore. Il Brontë Parsonage Museum permette di respirare l’atmosfera delle sorelle Brontë, mentre la Brontë Way conduce a Top Withens e alle Brontë Waterfalls. L’esperienza esclusiva include il soggiorno nella camera di Cathy a Thrushcross Grange, disponibile su Airbnb dal 20 febbraio, tra drappeggi in velluto e arredi d’epoca.

Giorno 3 – Dimore storiche e brughiera gotica
La visita continua a Oakwell Hall e East Riddlesden Hall, dimore che riflettono l’estetica gotica e l’atmosfera del film. Il percorso gastronomico comprende tappe a The Old White Bear e The Box Tree, con cucina tradizionale e d’autore. La giornata si conclude nella Spa dell’Hollins Hall Hotel & Spa a Bradford, luogo ideale per un finale rilassante tra letteratura, cinema e natura.

Il film è interpretato anche da Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, Martin Clunes e Ewan Mitchell.

 

 

La Francia in treno: 8 viaggi straordinari

La Francia in treno: 8 viaggi straordinari

Sfrecciare tra dolci colline e vigneti storici, attraversare spettacolari zone montuose o costeggiare il litorale mediterraneo: la Francia vista dal finestrino di un treno è un’autentica meraviglia. L’eccellente rete ferroviaria francese consente di girare comodamente in lungo e in largo questo grande, incantevole paese. Ecco allora 8 itinerari in treno, scelti perché imperdibili dal punto di vista paesaggistico, per il loro taglio vintage o perché sono semplicemente favolosi. Tutti a bordo!

Il Train du Montenvers, dall’inconfondibile colore rosso. ©Julia Kuznetsova/Shutterstock

Il Train du Montenvers, dall’inconfondibile colore rosso.

1. Sul Train du Montenvers a ridosso di un ghiacciaio

Percorso: da Chamonix-Mont-Blanc a Montenvers

Lunghezza: 5 km

Durata: 20 minuti

Il maestoso Monte Bianco domina le Alpi con la sua cima perennemente innevata. Sulla montagna più alta d’Europa è in servizio fin dal 1908 il famoso Train du Montenvers color rosso ciliegia.

Partendo dalla stazione principale di Chamonix, il treno a cremagliera sale lungo il versante della montagna con una pendenza superiore al 9%, attraversando fitte foreste e gallerie scavate nella roccia. Sedetevi sul lato sinistro del treno per veder spuntare il Monte Bianco tra gli abeti.

Ci vogliono circa 20 minuti per colmare quasi 900 m di dislivello e, proprio quando parrebbe che il paesaggio non possa essere più spettacolare, si arriva ai piedi della Mer de Glace, un ghiacciaio posto a quota 1913 m. Da qui è possibile ammirare la parete nord delle Grandes Jorasses, un gigantesco muro di roccia e ghiaccio.

Ma lo spettacolo più incredibile è quello offerto dalle grotte di ghiaccio blu nelle quali è possibile passeggiare per ammirare le sculture di ghiaccio (l’escursione è inclusa nel biglietto del treno). Da non perdere anche il Glaciorium interattivo, che racconta la storia del ghiacciaio. Prima di rientrare prendete una cioccolata calda al caffè Le Panoramique, oppure trascorrete la notte nello storico Refuge du Montenvers, con il suo splendido patio affacciato sulla Mer de Glace.

Il viadotto di Chamborigaud, nelle Cevenne.

Il viadotto di Chamborigaud, nelle Cevenne.

2. Le Cévenol, remoto e selvaggio

Percorso: da Clermont-Ferrand a Nîmes

Lunghezza: 303 km

Durata: 5-6 ore

La bellezza selvaggia del Massiccio Centrale si svela lungo una delle più antiche linee ferroviarie francesi, nonché una di quelle che hanno dato più filo da torcere ai costruttori, vista la topografia delle Gorges de l’Allier. Le tecnologie di metà Ottocento rendevano una vera impresa scavare gallerie sui fianchi delle montagne, ma la dedizione di operai e progettisti rese possibile questa epica impresa ingegneristica. Le Cévenol (nota anche come La Ligne des Cévennes) fu inaugurata nel 1870 per il trasporto di passeggeri e di merci, tra cui il carbone per la regione del Rodano e il vino destinato a Parigi.

Le Cévenol fa parte di una linea più lunga che attraversa il paese collegando Marsiglia a Parigi, ma la maggior parte dei passeggeri sale a bordo a Clermont-Ferrand, circondata dai vulcani dell’Alvernia. Si parte ammirando i coni vulcanici che punteggiano il paesaggio prima di arrivare alle magnifiche Gorges de l’Allier. Oltre il corso del fiume Allier lo sguardo può spaziare lontano attraverso la gola.

Lungo il percorso si passa su tre viadotti storici, si serpeggia attraverso diverse valli di solenne bellezza e si superano 106 gallerie. Il punto più alto è La Bastide-Puylaurent, a quota 1024 m, mentre il viadotto di Chamborigaud promette un’esperienza da brivido: avrete l’impressione di librarvi nel vuoto per 409 infiniti metri.

Suggerimento per la pianificazione: i lavori di manutenzione vengono spesso effettuati in primavera. In queste occasioni gli autobus della Société Nationale des Chemins de Fer (SNCF) sostituiscono i treni: fate qualche verifica prima di prenotare.

La tratta Marsiglia-Ventimiglia tocca località splendide come Villefranche-sur-Mer. © bellena/Shutterstock

La tratta Marsiglia-Ventimiglia tocca località splendide come Villefranche-sur-Mer.

3. Da Marsiglia a Ventimiglia: splendidi panorami sul mare

Percorso: da Marsiglia a Ventimiglia

Lunghezza: 187 km

Durata: 3 ore e 45 minuti

 

Il viaggio da Marsiglia a Ventimiglia, tra il sud della Francia e la Liguria, potrebbe non avere un particolare fascino esotico, ma vi assicuriamo che gli scenari attraversati sono tutt’altro che ordinari. Vedrete scogliere ricoperte di macchia mediterranea, villaggi color terracotta e colline ricoperte di palme.

Il percorso, che si snoda tra scogliere imponenti, macchia mediterranea, palme e villaggi color terracotta, è scandito da stazioni che hanno nomi leggendari: St-Tropez, resa famosa da Brigitte Bardot; Cannes, una delle capitali mondiali del cinema; il Principato di Monaco, minuscolo stato indipendente che è sinonimo di ricchezza e glamour; Nizza, con il suo mix inebriante di musei di livello mondiale e spiagge irresistibili. Non trascurate, poi, i luoghi meno conosciuti, come l’incantevole borgo di Èze, su un picco alle spalle di Cap-D’Ail, e la poco appariscente ma piacevolissima Mentone. Scendete dal treno, esplorate, godetevi il sole e ripartite, tutto senza fretta.

Il tratto di 50 minuti tra Nizza e Ventimiglia è forse il più suggestivo: ammirerete ville art déco, baie scintillanti e città dai colori pastello che sorgono su colline punteggiate di palme.

La stazione di Entrevaux, sulla linea del Train des Pignes. © PHOTOGRAPHY BY BERT.DESIGN/Getty Images

La stazione di Entrevaux, sulla linea del Train des Pignes.

4. Le Train des Pignes: un tuffo nel passato

Percorso: da Nizza a Digne

Lunghezza: 150 km

Durata: 6 ore

Alle spalle della costa di Nizza, le cime frastagliate e grigie delle Alpi Marittime si stagliano, invitanti, all’orizzonte. Con il Train des Pignes ci arriverete in poco più di 3 ore, attraversando paesaggi mozzafiato lungo il percorso: la campagna provenzale punteggiata di uliveti lascerà via via il posto a imponenti gole fluviali e fortezze medievali.

Una tappa a Entrevaux, ad appena un’ora e mezza da Nizza, vi darà modo di passeggiare tra incantevoli stradine e di visitare la cinquecentesca cittadella. Digne-les-Bains, stazione capolinea, è graziosissima, con le sue viuzze acciottolate, le magioni in pietra ammantate di bouganville e le botteghe che vendono miele, lavanda e altri prodotti locali.

Questa linea, con le locomotive diesel e i vagoni dotati di panche in legno lucido, è ciò che rimane della ferrovia a scartamento metrico Chemins de Fer de Provence che un tempo attraversava il sud della Francia.

Sono state formulate diverse ipotesi per spiegare la “pigna” presente nel nome: forse si riferisce alla lentezza del treno, tale di consentire ai passeggeri di scendere per raccogliere le pigne, oppure al fatto che, quando il carburante cominciava a scarseggiare, i macchinisti gettavano pigne nella caldaia. In ogni caso, le maestose foreste attraversate dalla linea sono meravigliose.

Campi di girasoli e di lavanda nella Valle della Loira. © aldo_dz/Getty Images

Campi di girasoli e di lavanda nella Valle della Loira.

5. Da Orléans a Le Croisic sulla Interloire: la combinazione ideale tra treno e bici

Percorso: da Orléans a Le Croisic

Lunghezza: 338 km

Durata: 4-6 ore

La Valle della Loira si dispiega agli occhi dei viaggiatori con i suoi splendidi castelli rinascimentali, i fiumi verde smeraldo e gli affascinanti villaggi medievali. È davvero uno scenario fiabesco: del resto il castello d’Ussé ispirò Charles Perrault per La bella addormentata nel bosco. La ferrovia Interloire (gestita dalla TER Centre-Val de Loire e dalla TER Pays de la Loire) attraversa la regione da Orléans, città legata alla figura di Giovanna d’Arco, fino a Le Croisic, affacciata sull’Atlantico.

Tra le tappe da non perdere figurano Blois, coronata dal castello che nel Cinquecento fu la residenza di Luigi XII ; Amboise, ultima dimora di Leonardo da Vinci; Nantes, storica città bretone con un castello risalente al XV secolo.

Suggerimento per la pianificazione: approfittate dell’opportunità di viaggiare in treno con la bicicletta al seguito. Avrete modo, così, di percorrere un tratto del Loire à Vélo, il lungo percorso ciclabile, relativamente pianeggiante, che si dipana nella campagna francese.

6. L’Eurostar: una fuga a Londra attraverso il tunnel della Manica

Percorso: da Parigi a Londra

Lunghezza: 451 km 

Durata: 2 ore e mezza

Se vi venisse voglia di fare una puntata a Londra, anche solo per trascorrere mezza giornata ascoltando i rintocchi del Big Ben o passeggiando per i corridoi del Victoria and Albert Museum, non avrete che da salire a bordo dell’Eurostar, che freccia nel tunnel sotto la Manica. Completata nel 1994, quest’opera straordinaria, soprannominata “Chunnel” (fusione tra le parole “channel” e “tunnel”), corre sotto lo stretto braccio di mare che separa la Francia e l’Inghilterra, coprendo in mezz’ora i 51 km del tratto sottomarino.

Dalla Gare du Nord, nel cuore di Parigi, alla St Pancras International, nel centro di Londra, l’intero viaggio dura appena 2 ore e mezza. Lungo il percorso potrete godervi il paesaggio, ugualmente affascinante sui due lati della Manica; sarà emozionante riemergere in superficie in Inghilterra dopo esservi tuffati nell’oscurità del tunnel in Francia.

7. Da Nîmes a Le Grau-du-Roi: un tuffo nel Far West

Percorso: da Nîmes a Le Grau-du-Roi

Lunghezza: 37 km (23 miglia)

Durata: 55 minuti

Tori selvaggi e cow boy? In Provenza? Mais oui! L’umida Camargue, situata a sud di Arles, dove il Grand Rhône e il Petit Rhône si gettano nel Mediterraneo, è la versione francese del selvaggio West. I gardian, i cowboy della Camargue, vivono nelle manades (ranch) e si dedicano all’allevamento dei tipici tori locali montando cavalli bianchi autoctoni dalla criniera fluente.

Nella regione è molto seguito uno sport taurino incruento, chiamato course camarguaise: l’obbiettivo è staccare delle coccarde o dei laccetti posti sulla testa e sulle corna degli animali (buoi o, raramente, tori). Altri elementi peculiari della cultura e delle tradizioni locali sono la paella (anche se il riso della Camargue è diverso da quello spagnolo), la musica jazz manouche e un temperamento indipendente sviluppato nel corso dei secoli in questo territorio non facile. Potete calarvi in questa dimensione viaggiando a bordo del treno che collega Nîmes a Le Grau-du-Roi.

Partendo da Nîmes, il treno a binario unico attraversa i vigneti di Costières de Nîmes prima di passare per Aigues-Mortes. Nel Duecento il re di Francia Luigi IX partì da questa città fortificata per partecipare alla settima e all’ottava crociata. Tutto intorno si estendono saline e lagune: tenete gli occhi aperti per avvistare cavalli e tori, oltre ai fenicotteri rosa, che vedrete volare sopra le vostre teste. Il percorso termina a Le Grau-du-Roi, affacciata sul Mediterraneo.

Il "treno giallo", molto amato dai viaggiatori. © Leonid Andronov/Shutterstock

Il “treno giallo”, molto amato dai viaggiatori.

8. Le Petit Train Jaune: il più famoso fra i treni d’epoca

Percorso: da Villefranche-de-Conflent a Latour de Carol

Lunghezza: 64 km

Durata: 3 ore

Lo storico “trenino giallo” è forse il più celebre di tutta la Francia e certamente uno dei più suggestivi dal punto di vista paesaggistico. Il percorso si snoda nei Pirenei orientali dalla medievale Villefranche-de-Conflent a Latour de Carol, al confine con Andorra: tocca imponenti gole e foreste ombrose, attraversa viadotti, passa vicino a due fortezze e a un antico monastero arroccato sulle montagne. Bolquère Eyne, a quota 1593 m, è la stazione più alta di Francia. Su questa linea, oltre ai treni ordinari, ne circola uno d’epoca che talvolta è dotato di carrozze aperte.

Consigli pratici per viaggiare in treno in Francia

La rete ferroviaria

I TGV, Trains à Grande Vitesse, sono la soluzione migliore per viaggiare tra la maggior parte delle città più grandi: sfreccerete a una velocità compresa tra 255 km/h e 320 km/h e arriverete a destinazione in poche ore. Per andare da Parigi a Bordeaux, per esempio, ci vogliono 2 ore e mezza, mentre da Parigi a Marsiglia servono solo 3 ore e 40 minuti. Segnaliamo inoltre il servizio premium TGV inOui, gestito dalla SNCF su alcune linee ad alta velocità, tra cui quelle che collegano Italia e Francia.

Per raggiungere le regioni periferiche avrete invece a disposizione i treni locali e regionali. Le mappe della rete ferroviaria francese sono disponibili sul sito della SNCF.

Prenotazioni

Nelle stazioni sono operative biglietterie e distributori automatici, ma spesso risulta più conveniente prenotare i biglietti in anticipo. Contattate la SNCF.

Biglietti economici

Sono disponibili diversi pass ferroviari, tra cui il France Pass, che consente viaggi illimitati sulla rete nazionale, e l’Eurail Global Pass, che include le tratte che proseguono nei paesi confinanti. Spesso vengono offerti pacchetti che comprendono hotel, musei e attrazioni varie. Maggiori informazioni sono disponibili sui siti di SNCF e Rail Europe.

Prenotando con un anticipo di 3 mesi (o addirittura superiore per l’estate) potrete usufruire di biglietti Prem’s (economici) sui TGV.

Il servizio ad alta velocità Eurostar, che collega la Francia con il Belgio, i Paesi Bassi e il Regno Unito, offre limitate riduzioni a chi prenoti con almeno 6 mesi di anticipo. Il sito di Rail Europe consente di creare un avviso che segnala quando si rendono disponibili dei biglietti scontati.

Per/dall’Italia

I treni ad alta velocità impiegano circa 7 ore per coprire la tratta Milano-Lione-Parigi: fermano a Torino, Oulx, Modane, Saint-Jean-de-Maurienne e Chambéry.

Alla scoperta dei vini di Borgogna lungo la Route des Grands Crus

Alla scoperta dei vini di Borgogna lungo la Route des Grands Crus

La Route des Grands Crus della Borgogna non è solo una strada, ma un’esperienza affascinante attraverso due millenni di viticoltura, scandita dal prestigio dei migliori vini del mondo e dall’orgogliosa modestia di coloro che li producono. Il percorso, conosciuto anche come “Champs-Élysées della Borgogna”, va da Digione a Santenay, 60 km lungo i quali si trovano villaggi incantevoli e 33 vigneti grand cru di eccezionale qualità, tutelati dall’UNESCO: qui vengono prodotti alcuni dei vini più rari al mondo, in quantità così limitate che molti di essi vengono totalmente assorbiti dal mercato francese (e a volte addirittura da quello della regione).

Vigneti in autunno presso Beaune. © Bildagentur Zoonar GmbH/Shutterstock

Vigneti in autunno presso Beaune.

Un viaggio lungo la Route des Grands Crus, va detto, pone alcune difficoltà logistiche: con decine di villaggi, innumerevoli vigneti e una miriade di piccoli produttori, molti dei quali ricevono i visitatori solo su appuntamento, può essere difficile stabilire da dove cominciare. È fondamentale pianificare il viaggio, perché molti posti sono raggiungibili solo in auto e il limite legale del tasso alcolemico per la guida è di 0,5 grammi per litro di sangue: ciò significa che per i conducenti è consigliabile un approccio “zero alcol”, non sempre facile da mantenere in una regione così ricca di eccellenze enologiche. Seguendo i nostri consigli avrete tutti gli elementi per godervi uno dei viaggi più gratificanti che si possano fare in Francia, non solo per i vini, ma anche per le attrattive della Borgogna.

Una bottiglia di pinot nero grand cru. © barmalini/Shutterstock

Una bottiglia di pinot nero grand cru.

Che cosa c’è da sapere sui vini di Borgogna?

Sebbene la datazione precisa sia tuttora oggetto di dibattito, il ritrovamento appena fuori Beaune di un vigneto risalente al I secolo d.C. suggerisce che il vino venisse prodotto nella Côte d’Or già in epoca romana. La viticoltura prese piede quattro secoli più tardi grazie ai monaci benedettini. Il vino ha infatti una grandissima importanza simbolica, rituale e sacrale: quello prodotto nelle abbazie, spesso di buona qualità, veniva utilizzato per le celebrazioni, arrivava sulle tavole dei ricchi e serviva anche come merce di scambio.

I vini di Borgogna sono rigorosamente classificati secondo uno schema piramidale. Alla base ci sono i Bourgogne, il cui terroir comprende tutti i produttori delle regioni Yonne, Saône-et-Loire e Côte-d’Or. Seguono i Villages, denominazione che copre aree di produzione più piccole. Alzando ancora il livello, i premiers crus spiccano per qualità all’interno di una denominazione Villages. Al vertice della piramide, i grands crus rappresentano l’eccellenza dei vini della regione. Lungo la Route des Grands Crus si toccano i siti grands crus, o climats (parola che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si riferisce al clima, ma a un’area viticola definita con precisione nel corso di secoli di meticolosa osservazione). La bottiglia di vino venduta al prezzo più alto in assoluto proviene da qui: un Domaine de la Romanée-Conti del 1945, prodotto a Vosne-Romanée, che è stato battuto all’asta per 558.000 dollari.

Dove inizia e dove finisce il percorso?

La Route des Grands Crus inizia a Digione, capoluogo della regione Borgogna-Franca Contea, si snoda verso sud attraverso la Côte de Nuits e la Côte de Beaune e termina nei pressi del villaggio di Santenay. I 60 km dell’itinerario sono ovviamente percorribili in un giorno, ma per rendere giustizia ai vigneti e ai villaggi sarebbe meglio spalmarli su due o tre giorni.

La maggior parte dei viaggiatori sceglie di soggiornare a Beaune, la capitale del vino della Borgogna, punto intermedio naturale del percorso.

Digione è comodamente raggiungibile con il TGV da Parigi (1 ora e 40 minuti dalla Gare de Lyon) e da Lione (2 ore dalla stazione di Lyon Part-Dieu). Beaune dista da Digione un’altra mezz’ora di treno.

Ciclisti lungo la Voie des Vignes, un percorso che inizia vicino a Beaune. © nikonka1/Shutterstock

Ciclisti lungo la Voie des Vignes, un percorso che inizia vicino a Beaune.

Quali sono i mezzi di trasporto più comodi?

Chi viaggia in automobile sarà libero di fare deviazioni a piacimento e di portare a casa comodamente molte bottiglie. A Beaune e a Digione sono operative diverse agenzie di autonoleggio, e la maggior parte delle tenute si trova a meno di mezz’ora di macchina da questi due centri, lungo strade invero un po’ strette e tortuose. Orientarsi non sarà un problema, dal momento che la Route des Grands Crus è costellata di cartelli marroni che raffigurano un grappolo d’uva. Parcheggi gratuiti sono disponibili pressoché ovunque.

Per molti, tuttavia, il mezzo perfetto per spostarsi tra i vigneti è la bicicletta. La Voie des Vignes (Via dei Vigneti) è uno degli itinerari cicloturistici più famosi di Francia: si snoda tra i prestigiosi vigneti della Côte de Beaune, da Beaune a Santenay (ne parliamo più avanti). Il percorso è prevalentemente pianeggiante, ma noleggiare una e-bike rende le salite più facili e consente di muoversi più rapidamente, così da poter dedicare più tempo alle degustazioni.

Una veduta autunnale del villaggio di Pommard. © javarman3/Getty Images

Una veduta autunnale del villaggio di Pommard.

Qual è il periodo migliore per visitare la Borgogna?

Le stagioni della Côte d’Or hanno caratteristiche ben distinte, ciascuna in sintonia con il calendario vitivinicolo. In primavera le viti iniziano a fiorire e il clima è mite: un periodo eccellente per andare in bicicletta o gironzolare a piedi nei villaggi, al pari delle lunghe, luminose giornate estive, anche se le cantine sono più affollate e il caldo può rendere più impegnativi gli spostamenti in bicicletta. L’autunno è la stagione più suggestiva poiché coincide con la vendemmia e l’imbottigliamento, ma ciò significa anche che molti produttori di vino non sono disponibili per le degustazioni. In inverno le viti sono spoglie, ma molte cantine rimangono aperte, i ristoranti non vengono presi d’assalto e le sistemazioni sono più economiche.

È necessario prenotare in anticipo le degustazioni?

La risposta è sì. Le tenute della Borgogna sono aziende piccole, spesso a conduzione familiare, dove poche persone si occupano di tutto, dalla potatura al servizio durante le degustazioni. Con le rese sempre più ridotte a causa del cambiamento climatico, semplicemente non vengono prodotte abbastanza bottiglie per organizzare un calendario di degustazioni regolari, senza contare che diverse tenute sono aperte solo agli operatori del settore. Bisogna dunque prenotare con largo anticipo: provvedete da soli o appoggiatevi all’hotel in cui soggiornerete.

Più accessibili (ma sempre da prenotare) sono le visite ai negotiants, i commercianti di vino della regione. Le duecentesche cantine a volta di Patriarche Père et Fils si sviluppano per 5 km sotto le vie del centro di Beaune: le visite guidate si concludono con una degustazione. Bouchard Aîné et Fils, un altro rinomato negotiant, organizza diverse degustazioni dal giovedì alla domenica, mentre la Maison Louis Jadot apre le porte delle proprie cantine alle 15 dal lunedì al venerdì e alle 10 il sabato.

Fuori Beaune, lo Château de Pommard e lo storico Château du Clos de Vougeot propongono visite alle tenute e ai vigneti, concluse dall’immancabile degustazione.

Lo Château de Meursault. © Massimo Santi/Shutterstock

Lo Château de Meursault.

Quali sono i posti da non perdere lungo il percorso?

Nella Côte de Nuits, fermatevi a Gevrey-Chambertin, uno dei più antichi villaggi vinicoli della Borgogna, dove sono state rinvenute tracce di vigneti risalenti a duemila anni fa. Più a sud si trova Vosne-Romanée, sede dei leggendari vigneti Romanée-Conti e La Tâche, i cui vini sono tra i più ambiti del mondo. Nelle vicinanze, la città di Nuits-Saint-Georges ospita una grande asta di vini di Borgogna: l’evento si tiene nel Domaine des Hospices la seconda domenica di marzo.

Aloxe-Corton è imperdibile per i suoi vigneti grands crus posti in cima alla collina e per lo Château de Corton André, con il suo suggestivo tetto di tegole policrome. Più a sud, lungo la Voie des Vignes, si trova Pommard, rinomata per i pinot noir corposi e per un elegante castello del XVII secolo: circondato da 20 ettari di giardino, ospita un museo del vino e una galleria d’arte con opere di Picasso, Dalí e altri maestri. Agli amanti del vino bianco consigliamo di fare tappa a Meursault, famosa per i suoi cinque castelli e per gli chardonnay, prima di proseguire toccando Puligny e Chassagne-Montrachet, due villaggi i cui nomi sono associati ad alcuni dei bianchi più apprezzati del mondo. La gita si può concludere a Santenay, l’ultimo centro vinicolo della Côte de Beaune, conosciuto per i suoi vini rossi e per un mulino a vento del XIX secolo. Esplorate Santenay-le-Haut, la parte alta del villaggio, dove si trovano una cappella e il borgo di Saint-Jean.

Arabia Saudita: un viaggio oltre il tempo

Arabia Saudita: un viaggio oltre il tempo

L’Arabia Saudita è un Paese ancora poco conosciuto e avvolto da un’aura di mistero, che custodisce una bellezza e un patrimonio culturale di straordinaria rilevanza, intrecciati a una storia millenaria e a paesaggi di grande suggestione.

Scopri con noi le testimonianze dell’epoca preislamica, autentici gioielli archeologici come l’antica Hegra, immersa nell’immensa e rigogliosa oasi di AlUla. Puoi viverla seguendo le tracce dei Nabatei, con il viaggio che conduce anche alla sua “gemella” Petra, in Giordania, seguendo idealmente la Via dell’Incenso, una delle principali rotte di scambio di merci e idee dell’antichità

Ma l’Arabia Saudita è anche l’inaspettato cuore d’argilla che emerge tra i moderni grattacieli della capitale Riyadh; sono i palazzi storici in corallo di Jeddah; sono i luoghi simbolo della nascita e della diffusione dell’Islam, come Medina e la celebre Moschea del Profeta. E ancora, i faraglioni di arenaria della Hisma Valley, le sabbie rosse del deserto del Nefud e le coste del Mar Rosso, dove un’esclusiva crociera ti fa raggiungere i Farasan Banks, vasto arcipelago di isole di origine vulcanica e barriere coralline, habitat ideale per numerose specie animali.

Parti con noi per l’Arabia Saudita. Un viaggio oltre il tempo attraverso un Paese che si rivela poco a poco, con discreta ma potente intensità.

Dal Carnevale di Venezia a Rio: dove viaggiare seguendo le grandi parate

Dal Carnevale di Venezia a Rio: dove viaggiare seguendo le grandi parate

Ci sono feste che non seguono il calendario, ma il ritmo delle città. Maschere, costumi scenografici, musica che invade le strade e piazze che si trasformano in palcoscenici a cielo aperto: lo spirito del Carnevale non conosce stagioni e accompagna il viaggio durante tutto l’anno, cambiando forma, clima e latitudine.
In Europa e nel mondo, dalle celebrazioni più iconiche e legate alla tradizione alle grandi parate multiculturali che animano le città in primavera e in estate, ogni destinazione interpreta il Carnevale a modo suo. Dall’eleganza dei Carnevali storici italiani alla creatività dei carri allegorici, fino all’energia travolgente del Brasile, Omio ha selezionato alcune delle destinazioni dove lasciarsi travolgere da feste popolari e sfilate spettacolari, perfette per un viaggio all’insegna dello stupore e della condivisione.  Una scelta che intercetta anche le nuove tendenze di viaggio: secondo il report NowNext ’25 di Omio, il 27% della Gen Z in Italia indica festival ed eventi live tra le principali motivazioni nella pianificazione dei viaggi leisure nei prossimi 12 mesi.

Eleganza, satira e tradizione: il Carnevale italiano

Venezia (dal 31 gennaio al 17 febbraio)

Tra gennaio e febbraio, Venezia torna a essere un teatro a cielo aperto dove storia e immaginazione si incontrano. Maschere eleganti, costumi ispirati al Settecento e scenografie naturali uniche al mondo trasformano calli e campielli in un racconto senza tempo. Il Carnevale veneziano culmina nei balli in maschera nei palazzi storici e in appuntamenti simbolici come il Volo dell’Angelo in Piazza San Marco, regalando un’esperienza sospesa tra eleganza, mistero e tradizione.

Viareggio (dal 1 al 21 febbraio)

Sempre a febbraio, Viareggio mette in scena uno dei Carnevali più spettacolari e riconoscibili d’Italia. I giganteschi carri allegorici in cartapesta, frutto di mesi di lavoro artigianale, sfilano lungo il mare raccontando l’attualità con ironia e spirito satirico. Musica, coriandoli e partecipazione popolare trasformano il lungomare in una festa collettiva che unisce creatività, impegno e divertimento.

Parate urbane e Carnevali in Europa

Il Carnevale di Águilas, Murcia (dal 31 gennaio al 28 febbraio)

Nel sud-est della Spagna, Águilas, comune della regione di Murcia, ospita uno dei Carnevali più sentiti e spettacolari del Paese, riconosciuto anche come Festa di Interesse Turistico Internazionale. Tra fine gennaio e fine febbraio, la cittadina andalusa si anima con grandi sfilate in costume, carri coloratissimi e una forte componente satirica, espressa attraverso personaggi simbolici come Don Carnal e Doña Cuaresma, protagonisti di un rituale che mescola ironia, tradizione e partecipazione collettiva. Un Carnevale autentico, vissuto intensamente da tutta la comunità, dove la festa invade le strade giorno e notte.
Il Carnevale di Águilas è anche l’occasione ideale per scoprire Murcia, che secondo un’analisi di Omio, è l’ottava città europea tra più di 200 destinazioni ad aver registrato una crescita delle prenotazioni del +77% anno su anno, posizionandosi tra le città europee da tenere d’occhio nel 2026.

Il Karneval der Kulturen di Berlino (dal 22 al 25 maggio)

Con l’arrivo della bella stagione, Berlino celebra la sua anima più internazionale. Tra fine maggio e inizio giugno, il Karneval der Kulturen anima il quartiere di Kreuzberg con una grande parata che riunisce comunità provenienti da tutto il mondo. Costumi coloratissimi, danze tradizionali e musica dal vivo danno vita a una festa multiculturale che riflette perfettamente lo spirito libero e inclusivo della città.

Le Marchas Populares di Lisbona (12 giugno)

A giugno, Lisbona celebra i santi popolari con le Marchas Populares. I quartieri della città sfilano lungo l’Avenida de Liberdade con costumi coordinati, coreografie e musica, in una competizione festosa che coinvolge residenti e visitatori. Un appuntamento molto sentito, dove tradizione e orgoglio di quartiere si fondono in una grande parata urbana estiva che ricorda moltissimo le atmosfere del carnevale.

Il Carnaval Tropical di Parigi (luglio 2026)

Nel cuore dell’estate, Parigi sorprende con una delle parate più colorate e scenografiche d’Europa. A luglio, il Carnaval Tropical porta sui grandi viali della capitale francese costumi ispirati alle culture caraibiche, africane e brasiliane, accompagnati da musica,  danze e carri spettacolari. Un evento che trasforma la città in un palcoscenico multiculturale, regalando un’anima alternativa di Parigi.

Lo Zomercarnaval di Rotterdam (dal 24 al 26 luglio)

A luglio, Rotterdam diventa la capitale europea del Carnevale estivo. Nato proprio per portare lo spirito carnevalesco fuori stagione, lo Zomercarnaval anima la città con una grande parata multiculturale che attraversa il centro. Carri, costumi spettacolari e gruppi coreografici si sfidano in una celebrazione che mescola influenze caraibiche, sudamericane ed europee.

Il West Indian Carnival di Leeds (24 agosto)

Nel pieno dell’estate, Leeds ospita uno dei Carnevali caraibici più importanti d’Europa. Ad agosto, la città si riempie di costumi monumentali, musica soca e reggae, e di una grande parata che attraversa le strade coinvolgendo migliaia di persone. Un evento che celebra la cultura afro-caraibica e trasmette tutta l’energia dei Carnevali tropicali in versione urbana.

Brasile: quando il Carnevale diventa identità 

Il Carnevale di Rio de Janeiro (dal 13 al 21 febbraio)

Quando si parla di Carnevale nel mondo, il pensiero corre subito al Brasile. Ogni anno a Rio de Janeiro, tra febbraio e inizio marzo, il Carnevale raggiunge la sua espressione più iconica con le spettacolari parate delle scuole di samba al Sambodromo: costumi monumentali, carri scenografici e coreografie che trasformano la competizione in uno spettacolo globale.
Ma in Brasile il Carnevale va ben oltre i giorni delle sfilate ufficiali. Dai blocos di quartiere alle prove delle scuole di samba che animano le città per mesi, la festa diventa una presenza costante, profondamente intrecciata alla vita quotidiana e all’identità culturale del Paese.

Carnevale di São Paulo (13–21 febbraio 2026)

Più urbano e contemporaneo, São Paulo ospita uno dei Carnevali più importanti del Brasile presso l’Anhembi Sambadrome, dove le principali scuole di samba affiliate alla lega ufficiale della città si sfidano per diverse sere. Profondamente radicato nella cultura afro-brasiliana, il Carnevale di São Paulo unisce ritmi potenti, estetiche audaci e un forte senso di comunità. Accanto agli spettacoli al Sambadrome, centinaia di blocos animano le strade della città, dando vita a un’atmosfera festosa che inizia ben prima della settimana di Carnevale.

Carnevale di Salvador de Bahia (12–17 febbraio 2026)

A differenza di Rio, definita dalle sfilate delle scuole di samba, il Carnevale di Salvador si svolge quasi interamente all’aperto ed è guidato dagli iconici trios elétricos, dove musica, danza e partecipazione sono al centro della scena. Profondamente inclusivo e celebrativo, è noto anche per il forte legame con la comunità LGBTQ+ durante i giorni di festa.

Bahamas destinazione top per pesca sportiva e subacquea tutto l’anno

Bahamas destinazione top per pesca sportiva e subacquea tutto l’anno

Le Bahamas, destinazione d’eccellenza per la pesca sportiva e le attività subacquee, si presentano al pubblico di Pescare Show di Rimini (Padiglione A3 Stand 035) dal 13 al 15 febbraio. In questa occasione lanceranno una mini brochure dedicata alla pesca alle Bahamas, oltre a un flyer con delle offerte di pacchetti pesca alle Bahamas in collaborazione con H2O Fly Fishing.

Le Bahamas offrono condizioni uniche che le distinguono nel panorama internazionale:
– Pesca 365 giorni l’anno su 16 isole diverse con acque cristalline ricche di biodiversità marina
– Varietà di tecniche: dalla pesca d’altura per marlin, tonni e pescevela, alla pesca alla mosca per bonefish, tarpon e permit nelle acque basse tra le mangrovie
– Spot leggendari: Bimini con oltre 50 catture da record di marlin, e le Exuma per wahoo e mahi-mahi
– Impegno per la sostenibilità: politiche di pesca responsabile, pratiche catch-and-release e zone marine protette (MPAs)

“Questo evento rappresentano un approccio diretto al mercato italiano della pesca sportiva”
, dichiara Maria Grazia Marino, General Manager del Ministero del Turismo, Investimenti e Aviazione delle Bahamas. “Le Bahamas offrono alcune delle migliori acque al mondo per la pesca sportiva, in un contesto di turismo sostenibile che rispetta e protegge gli ecosistemi marini. Le Bahamas sono partner di organizzazioni internazionali come il Marine Conservation Group e il WWF, garantendo che ogni esperienza di pesca contribuisca alla conservazione per le generazioni future”.
Altro importante appuntamento nel calendario di BMOTIA è EUDI Show (stand D63), il principale appuntamento italiano dedicato al mondo della subacquea, che si terrà a Bologna e che ogni anno richiama appassionati, professionisti e operatori del settore diving.
A rappresentare le Bahamas ci sarà Maria Grazia Marino, General Manager, insieme al partner Sandals Resorts, a disposizione per incontri con giornalisti e operatori turistici.

Un’esperienza immersiva allo stand

I visitatori di EUDI Show potranno vivere un’esperienza immersiva unica grazie alla Shark Experience in VR 360°, realizzata in collaborazione con Shark Trust.
Seduti comodamente, sarà possibile “immergersi” nel mondo degli squali alle Bahamas e:
• osservare il grande squalo martello a Bimini,
• esplorare una immersione su relitto a Nassau circondati da squali di barriera dei Caraibi,
• ammirare le aquile di mare del Sud a Grand Bahama.

Un’esperienza estremamente realistica, la più vicina possibile a un’immersione con gli squali… senza bagnarsi.
Il film è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra Shark Trust e il Bahamas Ministry of Tourism, Investments & Aviation. Le immagini entreranno inoltre a far parte di un progetto immersivo completo destinato a cupole e planetari, in programma nel 2026.

Alcuni numeri chiave sulla subacquea alle Bahamas
• 3ª barriera corallina più grande al mondo (Andros Barrier Reef)
• Oltre 200 relitti censiti, accessibili a subacquei di ogni livello
• Santuario degli squali dal 2011, tra i pochi Paesi al mondo a tutelarli sull’intero territorio nazionale
• Immersioni praticabili tutto l’anno, con temperature dell’acqua tra 24 e 29°C
• Destinazione ideale per famiglie, principianti e subacquei esperti

Le acque che circondano le isole delle Bahamas sono rinomate per la loro eccezionale visibilità, che consente di ammirare la vita marina in condizioni ottimali. Grotte e caverne sottomarine, spettacolari pareti verticali illuminate da giochi di luce naturali e numerosi relitti fanno delle Bahamas una destinazione imperdibile per gli amanti della subacquea