Se non sai ancora dove passare le vacanze e stai cercando una destinazione in Europa sappi che Barcellona, la vivace capitale della Catalogna, è una città affascinante e ricca di cultura, storia, arte e intrattenimento. Con la sua combinazione unica di spiagge soleggiate, architettura modernista, strade affollate e vibrante vita notturna, questa città offre una vasta gamma di esperienze che accontentano i viaggiatori di ogni tipo.
Scopriamo insieme cosa vedere a Barcellona, dove dormire, come muoversi in città e quali piatti devi assolutamente assaggiare durante il tuo viaggio.
Come arrivare e come muoversi a Barcellona
Prima di immergersi nelle sue bellezze e capire cosa vedere a Barcellona, capiamo come arrivare e come muoversi in città. Il modo migliore per raggiungere la città è in aereo, l’aeroporto Internazionale di Barcellona-El Prat è ben collegato con molti voli nazionali e internazionali. Una volta a destinazione, puoi prendere un taxi, un’autobus o un treno per raggiungere il centro della città. L’alternativa all’aereo, se vuoi risparmiare, sono i servizi di autobus che partono da molte città europee. Ci sono diverse compagnie di autobus che offrono collegamenti regolari verso la città.
Una volta a Barcellona, puoi muoverti utilizzando i mezzi di trasporto pubblico. La metropolitana di Barcellona è il modo più rapido ed efficiente per spostarsi in città. Ci sono diverse linee che coprono la maggior parte delle principali attrazioni turistiche. La città ha anche un’ampia rete di autobus che collegano diverse zone della città. Infine, puoi muoverti a piedi o in bicicletta, ci sono tantissime piste ciclabili e servizi di noleggio sparsi per la città.
Cosa vedere a Barcellona
SAGRADA FAMILIA: nel tuo itinerario, soprattutto se è la prima volta che vieni a Barcellona, non può non esserci la Sagrada Familia, il simbolo della città progettato dall’architetto catalano Gaudí. Si tratta di uno straordinario tempio in costruzione da oltre un secolo considerato un capolavoro dell’architettura modernista. Entra all’interno e sali sulle torri scolpite, dove la luce filtra attraverso le vetrate colorate creando un’atmosfera magica.
PARC GUELL: un altro luogo imperdibile progettato da Gaudí. Questo parco pubblico offre una vista panoramica sulla città e ospita meravigliose strutture architettoniche, giardini ornamentali e mosaici colorati. Esplora i suoi sentieri serpenti, osserva i dettagli delle opere di Gaudí e goditi un po’ di relax.
LA RAMBLA: la famosa via pedonale al centro della città, è un must per ogni visitatore. Questa strada vivace e affollata è costellata di negozi, caffè, artisti di strada e mercati colorati. Goditi l’atmosfera animata, assapora le delizie locali e acquista souvenir unici lungo il percorso, ma fai attenzione ai borseggiatori. QUARTIERE GOTICO: se vuoi immergerti nella storia di Barcellona, esplora il quartiere gotico, con le sue strade tortuose e piene di storia. Qui troverai la Cattedrale di Barcellona, con la facciata gotica, e attraverserai strette vie piene di boutique, caffè e ristoranti accoglienti.
CAMP NOU: gli appassionati di calcio non possono perdere l’opportunità di visitare il leggendario stadio del FC Barcelona. Merita anche la visita guidata dietro le quinte e il museo del club. LA BOQUERIA: se vuoi sperimentare i sapori autentici di Barcellona, visita il Mercato della Boqueria. Un paradiso gastronomico, con bancarelle che vendono una varietà di prodotti freschi, come frutta, verdura, pesce, carne e dolci. Assaggia i prodotti locali, prova le tapas tradizionali e immergiti nell’atmosfera vivace di questo affollato mercato.
MUSEO PICASSO: Barcellona è anche famosa per la sua connessione con l’artista Pablo Picasso. Il Museo Picasso ospita una vasta collezione di opere d’arte del famoso pittore spagnolo. CASA BATLLO E CASA MILA: infine, esplora due degli edifici più emblematici di Gaudí: Casa Batlló e Casa Milà, conosciute anche come La Pedrera. Si tratta di due straordinarie opere architettoniche con facciate uniche, dettagli affascinanti e sorprendenti terrazze panoramiche.
Barcellona è conosciuta anche per la sua spiaggia, Barceloneta, dove d’estate puoi goderti un po’ di mare, mangiare dell’ottima paella e sorseggiare un drink in uno dei tanti chiringuito sulla spiaggia.
Piatti tipici e migliori locali di Barcellona
Abbiamo visto cosa vedere a Barcellona, è ora di capire quali piatti assaggiare in questa città con una ricca tradizione culinaria. Ecco cosa devi assolutamente provare e dove:
TAPAS: le tapas sono una parte essenziale della cucina spagnola e a Barcellona puoi trovare una vasta selezione di questi piccoli finger food da condividere. Prova le patatas bravas (patate piccanti con salsa), le croquetas (crocchette), il jamón ibérico (prosciutto iberico), i calamari fritti e la tortilla española (frittata di patate). Puoi gustare tapas autentiche in luoghi come El Xampanyet, Quimet & Quimet e La Cova Fumada.
PAELLA: piatto spagnolo tradizionale a base di riso e frutti di mare o carne. A Barcellona, ci sono ristoranti che servono deliziose paellas, come il ristorante Can Solé, situato nel quartiere di Barceloneta, famoso per le sue specialità di pesce e frutti di mare.
PESCADO A LA BRASA: essendo in una città costiera trovi una grande varietà di pesce fresco. Prova il pescado a la brasa, il pesce alla griglia spagnolo. Un ottimo ristorante dove mangiarlo è La Paradeta, dove puoi scegliere il pesce fresco direttamente dal bancone e farti cucinare al momento.
CANELONS: piatto tradizionale catalano, simile alle lasagne, ma con ripieni diversi come carne macinata o bollito. Assaggia i canelons della Fonda Gaig, un ristorante stellatoMichelin che serve una versione raffinata di questo piatto. CREMA CATALANA: per il dolce, assicurati di provare la crema catalana, un dessert simile alla crème brûlée.
Dove dormire a Barcellona
Cosa vedere a Barcellona l’abbiamo capito, dove e cosa mangiare anche, dove dormire però? Ecco tre consigli per tutte le tasche! LE strutture che ti proponiamo si trovano tutte in ottime zone, comode a girare la città e raggiungere le principali attrazioni turistiche.
HOTEL PENINSULAR: quest’hotel molto verde si trova ai piedi della Rambla, a 200 metri dalla fermata della metropolitana. Situato nel quartiere Raval, intorno a numerosi locali e caffé.
HOTEL NOUVEL: un hotel a 3 stelle situato nella città vecchia, a 100 metri dalla famosa e vivace Plaza Catalunya. Il ristorante interno propone piatti mediterranei e in due minuti raggiungerai la Cattedrale di Barcellona. HOTEL TURIN BARCELONA: un altro hotel a 3 stelle a 50 metri dalle Ramblas, moderno e di design. Nella hall puoi usufruire gratuitamente di acqua, the e caffé, mentre ogni mattina ti attende un’abbondante colazione a buffet.
Puoi anche pensare di inserire Barcellona come tappa all’interno di un giro più ampio della Spagna, o come tappa di partenza o arrivo per le Isole Baleari. Se vuoi partire senza pensieri, compila il form qui sotto e contattaci, creeremo l’itinerario che desideri o troveremo per te la migliore offerta disponibile.
Il nostro ultimo consiglio è quello di sottoscrivere una polizza annullamento prima della partenza, in modo da non perdere i soldi spesi nel caso un imprevisto ti impedisse di partire.
Le spiagge selvagge delle Laccadive sono note per essere tra i luoghi più incontaminati ed esotici di tutto il pianeta e sono un gruppo di isole coralline nell’Oceano Indiano. Questo paradisiaco arcipelago nel Mar Arabico è il più piccolo distretto appartenente all’Unione Indiana, sparse tra l’ottavo, il dodicesimo ed il trentesimo grado di latitudine nord, e tra il settantunesimo e il settantaquattresimo grado di longitudine est. Il nome Laccadive, Lakshadwipa, Lakshadweep le “centomila isole”, gli è stato dato dagli abitanti della costa del Malabar, e probabilmente in origine includeva anche le Maldive che oggi sono chiamate dai nativi semplicemente Div-i, o Amendivi, dagli abitanti dell’isola principale.
Situate nel Mar Arabico, a una distanza dalla costa del Kerala compresa tra 220 e 440 km. e, nonostante il loro nome significhi 100mila isole, in verità sono solamente 36 isole di cui 12 atolli, delle quali solo 10 sono abitate, alcuni isolotti, tra i quali 4 recentemente emersi e 5 reef sommersi. Si tratta delle propaggini settentrionali della catena di isole coralline che si estende a partire dalle Isole Maldive.
Le isole principali sono Kavaratti, Kadmat, Kalpeni, Minicoy, Bangaram, Thinnakara e Agatti
Solo 10 isole sono abitate e di queste solo cinque sono aperti a turisti e viaggiatori stranieri. Kavaratti capitale amministrativa dell’arcipelago è l’isola più sviluppata, ospita alcune moschee, tra cui la moschea Ujira, riccamente decorata, e un acquario, dove si trovano specie di pesci regionali, squali e vari coralli.
Le isole sono piccole e la loro estensione (per le più piccole) non arriva neanche a 1 km e l’area totale misura circa 80 m². Sono difficilmente visibili se non per le palme da cocco che ricoprono completamente queste isole. Il terreno è di bianca sabbia corallina, e qualche metro sotto si trova uno strato corallino che si estende oltre l’intera area delle isole. Questo corallo, nelle isole principali è stato completamente scavato, infatti la sabbia umida che si trova sotto viene utilizzata per la coltivazione di cereali. In questi spazi ricavati sono coltivati grano, legumi, banane e verdure; le noci di cocco crescono in abbondanza dappertutto.
I turisti stranieri possono visitare solo alcune delle isole: Agatti, Bangaram, Kadmat, Thinnakara e Minocoy, e sempre attraverso tour operator, che si incaricherà di ottenere i permessi necessari. E’ necessario prenotare con un largo anticipo soprattutto se si intende pernottare durante il periodo di altissima stagione (indicativamente tra il 15 dicembre e il 20 gennaio). La stagione migliore di soggiorno è compresa tra ottobre e marzo e durante la stagione monsonica quasi tutte le strutture sono chiuse anche perchè non è garantito il collegamento marittimo tra le isole.
Le spiagge selvagge delle Laccadive si raggiungono attraverso voli diretti dall’aeroporto di Cochin in Kerala in circa un’ora e mezza di volo o in alternativa in 18-20 ore di navigazione, sempre da Cochin.
La maggior parte degli abitanti appartiene alla religione musulmana e parla il Malayalam, la lingua del Kerala; non esistono industrie e la popolazione si dedica unicamente alla pesca, alla coltivazione/lavorazione del cocco e alle strutture turistiche.
Le strutture locali, hotel o guesthouse sono molto semplici e spartane quasi interamente gestite dal governo. Non aspettatevi i confort 3, 4, 5 stelle ma il servizio è basic e in alcuni casi serve spirito di adattamento. L’attrazione principale è il mare e il suo fondali con possibilità di snorkeling, immersioni subacquee e pesca per cui coloro che sono interessati alle attività menzionate e non si preoccupano troppo del tipo di sistemazione possono viaggiare alle Laccadive. Nell’arcipelago non vengono venduti e consumati liquori perchè sono isole musulmane.
Le isole principali sono:
Agatti, possiede l’unico aeroporto dell’arcipelago e una meravigliosa baia. L’isola è attraversata da una strada principale che collega l’aeroporto al centro dove nel villaggio vivono i circa 7.000 abitanti dell’isola che si dedicano prevalentemente alla pesca. Ci sono alcuni resort o bungalow sulla spiaggia molto semplici e basic.
Bangaram, il disabitato atollo corallino di Bangaram è forse il gioiello dell’arcipelago. L’isola è un piccolo paradiso tropicale adornato da un’ininterrotta spiaggia argentea e circondato da una laguna lunga 10 chilometri e larga 6, per un’area di circa 40 chilometri quadrati. Entro il raggio della laguna si trovano altre isole, Thinnakara, Parali I e Parali II, che ci riportano con la mente agli avventurosi viaggi di Robinson Crusoe. La profondità della laguna varia da 60-90 centimetri fino a 120 metri di acqua cristallina, con un immenso patrimonio di specie acquatiche tra cui coralli, pesci e piante marine. L’isola è disabitata, eccetto che dagli occasionali turisti e dal personale addetto.
C’è una sola struttura gestita dal governo e il servizio è basic.
Kalpeni, l’isola di Kalpeni è un’enorme laguna circondata da altri 3 isolotti abitati. L’isola è nota per i suoi spettacolari coralli, le spiagge di sabbia bianca, l’acqua turchese nelle baie circostanti è così limpida che si può vedere i pesci nuotare nell’acqua trasparente.
Minicoy, situata a soli 100 km dalle Maldive, è un’isola a forma di mezzaluna che abbonda di una delle più grandi lagune del paese. Essendo così vicini alle Maldive, gli isolani hanno una più stretta affinità con lo stile di vita maldiviano e parlano in Mahl (la lingua ufficiale delle Maldive). L’isola è un paradiso per vari sport acquatici.
Karavatti, è la capitale amministrativa delle Laccadive, ed è quindi molto più commercializzata di qualsiasi altra isola dell’arcipelago. Ma ci sono molte bellissime spiagge sparse in tutta l’isola che offrono ai viaggiatori un’esperienza rilassante e divertente.
Kadmat, il viaggio in barca dall’isola di Agatti per raggiungere l’isola di Kadmat è molto bello. Sono 3-4 ore di navigazione con la possibilità di vedere i delfini che corrono a fianco della barca. Kadmat ha una bellissima spiaggia, fondali con bellissimi coralli e tartarughe marine. Se arrivate a Kadmat durante i mesi invernali, troverete le spiagge di sabbia bianca ulteriormente abbellite da una popolazione brulicante di tartarughe marine.
Dove mangiare in Versilia. Nascosta tra le pieghe affascinanti della costa del centro Italia troviamo la Versilia. Una zona della Toscana che si snoda tra l’abbraccio del mare Tirreno e le Alpi Apuane. In Versilia, l’esperienza culinaria è una celebrazione dei sapori toscani e della cucina mediterranea, arricchita da ingredienti di alta qualità. Non ci si può di certo nascondere dietro un dito e va detto che sicuramente i prezzi, soprattutto per quanto riguarda la zona Forte dei Marmi, sono sopra la media ma comunque con le giuste dritte le possibilità per mangiare bene sono un po’ per tutte le tasche e abbastanza variegate.
Dove mangiare in Versilia
Franco Mare
La ristorazione di questa zona può essere raccontata partendo da uno dei diversi stellati che troviamo nella proposta gastronomica versiliese. L’unico tra questi stellati a trovarsi in riva al mare. Stiamo parlando di Franco Mare, senza dubbio uno dei posti più di tendenza della zona. Il sommelier francese Robin Gevaert e il maitre Mirco Plebani svolgono in maniera egregia la loro funzione in sala e introducono al meglio all’esperienza. La cucina è affidata invece a Alessandro Ferrarini, chef di Varese classe ’83. Alessandro ha scelto “Loda il mare ma resta a terra” come menu degustazione per gli ospiti che preferiscono discostarsi dalla proposta di pesce (140 euro a persona). “La nostra tradizione” (150 euro) invece è quello che offre un più tradizionale, per il luogo, menu di mare. Quest’ultimo inizia con una selezione di crudi, prosegue con polpo scottato, risotto al gambero rosso, pescato del giorno e un tutto da scoprire “Sassi sul mare”. “Non c’è limite al mare” (140 euro a persona) è invece l’altro menu ad impronta ittica che prevede 8 portate. Tutti i piatti sono selezionabili anche alla carta, con la possibilità dunque di scegliere il proprio percorso degustativo. A pranzo si può optare per il light lunch.
Franco Mare. V.le Roma 41, Marina di Pietrasanta (LU). Tel.0584 20187. Sito.Facebook.Instagram
Apogeo
Da Apogeo, in quel di Pietrasanta, in molti dicono che si possa mangiare una delle migliori pizze d’Italia. Pizzeria che nel 2023 ha festeggiato i 14 anni di attività. Una lunga esperienza alle spalle, dunque, che certifica la bontà dei prodotti da loro serviti. Massimo Giovannini e la moglie Barbara Boniburini hanno creato una delle prima pizzerie gourmet toscane. Quest’anno al 16esimo posto nella prestigiosa classifica di 50 top Pizza (in salita di tre posizioni), a dimostrazione del progetto di crescita costante portato avanti nel tempo. Nel menu troviamo prima di tutto una sezione “Oltrelapizza”, che permette al commensale di godere anche di altri ottimi prodotti (notevole nella sua semplicità il Crostone fatto con pane cotto a legna con pomodorino datterino e lardo di colonnata, 8 euro). Si prosegue con una sezione più tradizionale dove poter scegliere tra marinara, margherita e tante altre pizze classiche. Qui la differenza, com’è ovvio che sia, la fa la qualità sopra la media delle materie prime. “Apogeo” è, invece, la sezione dove arriva la sperimentazione e la creatività. Le pizze in questo caso vanno tutte dai 15 ai 18 euro. Di notevole fattura la focaccia con tartare di manzo, scarola riccia e maionese alla senape, assolutamente da provare. Possibile scegliere anche un percorso degustazione.
Qui si definiscono la terza via nella cucina versiliese di qualità. Infatti tra gli stellati, le cucine di stabilimenti balneari e le trattorie ci può essere anche una via di mezzo. Questa sembra poter essere rappresentata a Forte dei Marmi dal ristorante la Sciabola, all’interno dell’hotel 4 stelle St. Mauritius, da pochi mesi per la prima volta aperto al pubblico esterno. Daniele Gherardi, versiliese Doc, è lo chef ai fornelli che cerca di proporre una cucina radicata sul territorio che si mescola al fine dining. Nel menu alla carta per iniziare si trova un antipasto che è una celebrazione dello stesso pesce che dà il nome al ristorante: il pesce sciabola, emblema del pesce povero, si presenta con un panatura aromatica al pistacchio, cipolla di Tropea in agrodolce, uvetta passa e pinoli (altri antipasti vanno dai 18 ai 35 euro della cruditè). A seguire si alternano linguine trafilate al bronzo alle arselle sgusciate e tordelli della tradizione versiliese (fatti a mano dallo chef stesso) ripieni di carne e timo e conditi con ragù di manzo (primi tra i 18 e i 24 euro). Tra i secondi immancabile il polpo croccante accompagnato dalle classiche patate olive e pomodorini, il tocco di modernità viene dato dalla lavorazione con ultrasuoni (secondi di pesce dai 25 ai 30 euro). Da sottolineare a fine pasto la possibilità di provare una experience di specialty coffee.
Ci troviamo in Viale Ammiraglio Enrico Morin 67. ll Lux Lucisè il ristorante una stella Michelin dell’hotel Principe di Forte dei Marmi. Il paesaggio che si ammira dalla terrazza è di quelli notevoli, tra mare e montagna. Mentre i menu dello chef Valentino Cassanelli sono una vera e propria espressione della cucina italiana. Ci si muove tra equilibrio ed eleganza, con piatti di terra e di mare. La cucina punta in maniera netta a gusto, equilibrio e leggerezza. “Litorale” , “Salmastro”, entrambi a 150 euro a persona, sono i menu che seguono un percorso degustazione già definito, “Orizzonti”(190 euro), invece, è composto da 12 assaggi a sorpresa presi dalla carta per un viaggio nella “Versilia in Movimento”. Uno dei piatti più curiosi è sicuramente il piccione maturato alle erbe di mare e di scoglio, in questo caso lavorato in maniera molto particolare per avvicinarlo alla cucina di mare. Nella struttura ci sono anche lo spazio “all day” e il “Dalmazia”, nello stabilimento balneare di proprietà, per chi vuole consumare un pasto più informale e meno impegnativo.
Lux Lucis. Via Ammiraglio Morin 67, Forte dei Marmi (LU). Tel. 0584 783636. Sito. Facebook.Instagram.
Moreno
Se voleste concedervi un semplice aperitivo in terra versiliese, c’è Moreno. Enoteca che si trova tra le stradine di Caranna. La bottega di Gian Matteo Bertozzi, sommelier di esperienza, è tappa fissa per gli appassionati di vino. Tante le bottiglie, dagli Champagne in vari formati a etichette d’Italia ed estero. Momento clou della giornata l’aperitivo, dalle 18.30 alle 20.30, scandito da calici in compagnia di salumi, affettati e formaggi. Super consigliato da chi è del luogo per i prodotti particolari e autentici, tra mozzarelle pugliesi, salumi toscani ed etichette meno conosciute ma di indubbia qualità. Per i più fortunati spesso è possibile trovare una deliziosa mortadella di maiale nero.
Moreno. Via della Barbiera 81, Fraz. Caranna, Forte dei Marmi (LU). Tel. 0584 82234. Sito.Facebook. Instagram.
Aria Steak House
Quando si parla di Versilia si pensa subito al mare e soprattutto ad una proposta gastronomica molto legata ai prodotti ittici. Però non c’è da temere per chi vuole staccare un po’ dal pesce, esistono anche altre possibilità di livello. Ad esempio un posto che si può considerare una buona alternativa è Aria Steak House. L’atmosfera in questo localino è sicuramente glamour e piacevole. Il focus qui è la carne, con tagli selezionati e pregiati nazionali. Neanche a dirlo l’attenzione per la cottura è notevole. Foie gras tra gli antipasti, sicuramente da provare, e tra i primi una cacio e pepe senz’altro degna del suo nome. Gli starter vanno dai 18 ai 28 euro, primi dai 20 ai 26 euro.
Aria Steak House. Via Provinciale 26, Forte dei Marmi (LU). Tel. 0584 784023. Sito.Facebook. Instagram.
Da Valè
Il reparto street food è coperto in maniera egregia con Da Valè. Tutto nasce nel 1924, quando Valentino Ruglioni fondò quello che è diventato un vero e proprio must di Forte dei Marmi. Ci si viene prima di tutto per la focaccina tonda olio e sale, questa viene sfornata letteralmente a getto continuo e proposta pure con vari ripieni. Non mancano poi lo gnocco fritto, la pizza a trancio, insalate e taglieri. Il dehors con tavolini in piazza Garibaldi è l’accogliente location di questo street food che ormai mette tutti d’accordo, turisti e non.
Da Valè. P.zza G. Garibaldi 4, Forte dei Marmi (LU). Tel. 0584 89361. Sito. Facebook. Instagram.
Pesce Barracca
Se esiste un posto dove non si può non passare quando si è in Versilia è Pesce Barracca. Questo locale propone semplicità combinata con la cura alle materie prime e alle preparazioni. La cosa più apprezzata da tutti gli estimatori di questa realtà gastronomica è la possibilità di poter scegliere ciò che si vuole mangiare direttamente da un meraviglioso banco di pesce. I prodotti sono dunque sempre freschi, anche per questo i prezzi si modificano in base alla stagionalità e alla tipologia del prodotto offerto. La proposta culinaria si divide in due parti, o meglio in due menu, si può scegliere infatti di sedersi comodamente al tavolo oppure per chi è più di fretta (o vuole gustarsi un pasto senza troppo impegno) c’è il menu dedicato allo street food. Da segnalare in modo particolare la cosiddetta “Pesce Terrazza”, proprio sul tetto del Pesce Barracca con una vista mozzafiato sull’orizzonte e le Alpi Apuane. A partire dal tardo pomeriggio la terrazza è pronta per servire aperitivi e piatti di pesce da condividere in compagnia in una posizione senza dubbio privilegiata.
Pesce Barracca. Via Achille Franceschi 2, Forte dei Marmi (LU). Tel. 0584 1716337.Sito.Facebook.Instagram.
Antico Vinaio
Di certo quella di Tommaso Mazzanti è una realtà che non ha bisogno di presentazioni. Attività che ormai ha spopolato in lungo e in largo per tutta Italia e non solo, viste le recenti aperture anche all’estero. In Versilia, più precisamente a Forte dei Marmi, lo si trova in una veste un più cool rispetto allo stile tradizionale a cui siamo abituati, con i prezzi lievitati rispetto alle altre sedi (difficile trovare una schiacciata che stia sotto i 10/12 euro e i taglieri che si aggirano tutti intorno ai 30 euro). Locale quello a Forte che è meno street food, meno “prendi e porta via”, ma più da consumazione al tavolo. Si può accompagnare la tipica schiacciata a cocktail, o scegliere tra bollicine e vini di ogni tipo. Ovviamente immancabile è l’edizione limitata, la “Forte dei Marmi Ediscion” con acciughe del cantabrico riserva, fiori fritti e crema di stracciatella e ricotta (14 euro).
L’Antico Vinaio. Piazza G. Garibaldi 2d, Forte dei Marmi (LU). Tel. 333 2021089. Sito.Facebook.Instagr
Dove mangiare a Mykonos. Quando si parla delle mete più gettonate dell’estate è impossibile non citare Mykonos. Spiagge con acqua cristallina, mulini emblematici del XVI secolo, case tipiche greche e gli appuntamenti al tramonto caratterizzano l’isola delle Cicladi mondana per eccellenza. Le spiagge e la vita notturna attribuiscono uno spirito leggendario all’isola, che offre anche ozio nelle spiagge incontaminate. Mykonos però non è solo mare, sole, spiagge e sirtaki. Anche il cibo vuole la sua parte.
Ecco quindi una breve lista, ma esaustiva, di quelli che a mio avviso sono i luoghi degni di nota (e che ho provato durante le mie visite nell’isola). Troverete dalle tavernetipiche, in cui mangiare a prezzi più contenuti, ai beach bar e ristoranti romantici più rinomati.
Dove mangiare a Mykonos
Kiki’s Tavern – Agios Sostis
Ecco il primo ristorante della lista, Kiki’s Tavern, uno dei locali più suggestivi dell’isola lontano dal caos, sopra la nota caletta di Agios Sostis. La sua terrazza panoramica, immersa nella natura, è arredata in perfetto stile vecchia taverna greca. Per chi cerca piatti della tradizione greca e pochi manierismi, Kiki’s è il posto ideale. Qui vale la politica “nessuna prenotazione”, per questo il locale è sempre affollato e c’è quasi sempre da aspettare. Niente elettricità, solo una brace a legna, per cui nel menu figurano principalmente grigliate sia di carne che di pesce, oltre ai piatti locali a prezzi abbordabili. Troverete polpo, gamberi, spigola oppure cosce di pollo o costine di maiale tutto rigorosamente alla griglia, da abbinare alle diverse insalate o verdure grigliate. Kiki è tecnicamente aperto solo per il pranzo, ma il servizio va avanti fino a tarda sera per coloro che hanno iniziato il pranzo in ritardo.
To Apomero è un ristorante intimo situato nella zona di Ornos. Un cortile interno ospita i tavoli che con il calar del sole vengono illuminati da candele e lucine. Il ristorante è gestito da una famiglia; il servizio è veloce e accurato, con Panaiotis, il figlio, che gestisce le ordinazioni del giardino. In carta antipasti freddi come tzatziki, kopanisti (un formaggio piccante locale) o insalata di melanzanecon melograno. Tra gli antipasti caldi figurano la feta al cartoccio, la kremmydopita (una torta tipica di Mykonos con cipolle) o le sardine grigliate. Immancabili la moussaka, la pita calda o l’insalata greca. Non manca nel menu una sezione dedicata alla griglia con i souvlaki di polloo di maiale o la costoletta di vitello. Dal mare invece calamari fritti, gamberi o polpo alla griglia. I prezzi sono indubbiamente più bassi rispetto alla media di Mykonos.
Impossibile non inserire il 180° nella lista dei migliori locali di Mykonos dato il suo panorama mozzafiato. Ma quel che è certo è che i prezzi sono molto alti. La sua posizione rialzata rispetto alla Chora, permette di avere una vista a 180 gradi, appunto, sulle casette bianche intorno al porto e i famosi mulini a vento. L’appuntamento fisso a Mykonos è quello con il tramonto e lo scenario diventa impareggiabile. A stomaco vuoto non si dovrebbe bere, si sa; è infatti possibile scegliere tra tapas, come pannocchia grigliata (12 euro) o hot dog al tartufo (17 euro). Per la cena invece il menu è più strutturato. Una cucina tradizionale greca con tecniche innovative e sapori esteri a contaminare il menu. In carta, dal mare ostriche (12 euro l’una), nigiri egeo (25 euro) o ancora ceviche di gamberi (40 euro). Dalla terra invece insalata di cavolfiore (24 euro), o summer rainbow rolls (28 euro) con carote, cetrioli, mango e avocado. Non mancano proposte per quanto riguarda la mixology, con un’ampia carta di cocktail e drink (25 euro).
Rizes è una perla incontaminata nel cuore dell’isola, una fattoria guidata da una famiglia mykoniana che continua a vivere seguendo le tradizioni e le abitudini di un tempo. “Al Rizes vogliamo vivere la Mykonos delle nostre radici”. Niente Champagne, niente musica né folla, solo l’autentico stile di vita dell’isola cicladica. Nikos Zouganelis, alla guida, ha deciso di aprire le porte della sua casa offrendo attività quotidiane; infatti potrete prenotare un tour guidato intorno alla tenuta, oppure un corso di cucina (in cui preparerete il vostro pasto) o ancora assistere alla produzione del pane. A fare da contorno alla fattoria, in cui si può anche soggiornare, ci sono dei laboratori “folcloristici”, un vigneto, un piccolo giardino e una scuderia con gli animali domestici. Buone le materie prime, infatti dal giardino arrivano ogni giorno le verdure fresche usate direttamente in cucina. In carta i piatti semplici della cucina tradizionale con torte fatte in casa, insalate e creme, arrosti e carne al forno. Ad accompagnare il tutto le bevande greche più conosciute come ouzo, tsipouro e vino.
Con uno degli scenari migliori di Mykonos, Spilia, che significa grotta, è un ristorante arroccato sul mare di Kalafatis, ad Agia Anna. Il locale, con circa 30 anni di storia, ha subito recentemente un restyling ed è la scelta ideale per una cena romantica. La proposta gastronomica di Spilia è incentrata su una cucina mediterranea-mykoniana, dove i frutti di mare che arrivano dal mar Egeo fanno da protagonista. Si possono ordinare ostriche, cozze, ricci, gamberi, aragoste e pesce fresco direttamente da una piscina naturale di mare. Imperdibile l’iconica insalata greca o le linguine all’aragosta. La carta dei vini presenta diverse etichette greche da abbinare al pasto. Spilia è aperto sia a pranzo che a cena, ma l’orario migliore per godere di un’incredibile vista mare è quello del tramonto.
Spilia. Agia Anna Beach, Kalafatis, Mykonos, Grecia. Tel. +30 2289071205. Sito. Facebook.
Fokos Taverna – Ano Mera
Nella parte nord dell’isola, a pochi metri dalla spiaggia di Fokos, da cui prende il nome, Fokos Taverna mantiene da anni il suo sapore autentico. Infatti, i proprietari non sono intenzionati a seguire le mode, ma piuttosto vogliono offrire ai clienti un ritorno alla semplicità. Il menu propone una cucina tradizionale greca e i piatti sono preparati con carni locali e pesce fresco del giorno. Polpo alla brace, pesce alla griglia, insalate greche, piatti di maiale e agnello sono solo alcune delle proposte; il pane, così come i dolci, sono rigorosamente fatti in casa. Fokos Taverna è noto per i suoi piatti greci incontaminati, oltre che per la splendida vista mare. Ad accompagnare il pasto, un interessante elenco di vini greci.
Limnios Tavern porta avanti da oltre 20 anni e due generazioni i sapori autentici attraverso la cucina tradizionale greca e isolana. Situato a nord rispetto alla Chora, la grande terrazza coperta gode di una magnifica vista di Delos e del tramonto. Limnios è a gestione familiare, con una forte attenzione verso le materie prime, che si manifesta nelle portate. La cucina è il regno della signora Margarita, che prepara i piatti tipici come le foglie di vite farcite in casa, le polpette al sugo e il moussaka. In carta poi un’ampia selezione di carne e pesce alla griglia, dove le carni sono locali e il pesce proveniente direttamente dall’Egeo. La specialità della casa sono le famose costolette di agnello di Mykonos alla griglia del signor Manolis. Ad accompagnare i piatti, il vino della casa o diverse etichette greche.
Per un pranzo in spiaggia, senza allontanarsi dal mare, a Mykonos i beach bar non mancano. A sud dell’isola, verso la spiaggia di Paraga, il Kalua permette di godersi il pranzo a ritmo di musica chill in una delle spiagge più note dell’isola; il beach bar ha aperto nel 2003 e sotto la guida di Sebastian Diamantoulis ha subìto un restyling nel 2018. Sulla spiaggia, oltre ai lettini si può optare per uno dei baldacchini, che vi consiglio di prenotare con anticipo. Il menu della spiaggia propone diverse insalate, dalla greca alla Kalua con gamberi, zucchine e barbabietola. Da non perdere il loro club Sandwich, servito con patatine fritte; in carta anche un’ampia selezione di sushi che arriverà direttamente sul vostro lettino. Inoltre, la cocktail list vede sette signature drink, oltre ai grandi classici e cinque differenti gin tonic. I prezzi sono senza dubbio alti, ma il posto è davvero attento ad ogni esigenza del cliente.
Hippie Fish è un altro posto ideale se si vuol mangiare sulla sabbia. Si trova sulla spiaggia di Agios Ioannis, nella zona meridionale dell’isola. È uno dei ristoranti più noti di Mykonos, grazie al suo ambiente mozzafiato. Un’atmosfera bohémien con il legno che si combina a piante e cuscini colorati creando un ambiente caldo, dove relax è la parola d’ordine. La cucina del ristorante mantiene forti i legami con la tradizione, con uno stile più moderno e dinamico. Le materie prime vengono acquistate fresche ogni giorno e arrivano dal mar Egeo o dalla terra dell’isola, prediligendo ingredienti biologici. In carta una selezione di crudi vede una ceviche di spigola o di vongole, una tartare di tonno o ancora varie opzioni di sushi. Figurano anche diversi antipasti, come il polpo grigliato, il saganaki o i calamari fritti. Tra i secondi potrete ordinare una Tomahawk da 1 kg o la tagliata di Black Angus; dal mare invece i gamberetti tigre o il granchio reale. Per finire, i dolci come la millefoglie Hippie Fish o la Namelaka alcioccolato.
Lo Scorpios è prima di tutto un ristorante di cucina raffinata situato a pochi metri dal Kalua, tra la spiaggia di Paraga e Kavos. Un luogo davvero magico per assistere al tramonto grazie alla posizione privilegiata. Ristorante, bar, negozio e beach club, allo Scorpios ci si può trascorrere l’intera giornata. Qui si balla dall’aperitivo fino a notte fonda, ma per chi è interessato principalmente alla cucina, si può cenare ai tavoli arroccati sugli scogli. La cucina aderisce alla dieta mediterranea, focalizzandosi sulla cucina olistica, facendo cura alla provenienza delle materie prime. Imperdibile il ceviche di mare dello chefAlexis Zopas. Inoltre, in carta portate come le mezedes, gli antipasti tipici da condividere (42 euro), il piatto di souvlaki misto (95 euro), empanadas di carne o vegane (29 euro) o i tacos di gamberi (28 euro). Non mancano cocktail originali, ma altrettanto cari (circa 22 euro), oltre che un’ampia selezione di vini e Champagne. Oltre all’ambiente idilliaco, lo Scorpios è uno dei migliori posti per mangiare a Mykonos.
…E capisci subito perché la chiamano “citta’ madre”: una natura incredibile che ti avvolge e travolge, che si prende cura del tuo spirito, ti conforta e ti fa sentire inaspettatamente ‘a casa’ a 13.000 km di distanza. Una luce calda e magica che riscalda ogni dettaglio e accende ogni colore rendendolo ‘vivo’. Due oceani che si incontrano e si scontrano, un vento forte che soffia e spazza via i pensieri. Contrasti, forti, sotto un cielo blu che sa di libertà…??❤️
Il nostro viaggio inizia qui.
Da una città piena di dicotomie. Dove coabitano ricchi e poveri, dove bianchi e neri vivono ancora separati, ognuno nelle proprie ‘prigioni’: le ville hollywoodiane con splendidi giardini, piscine e connessione wi -fi, protette da alti cancelli, filo spinato e telecamere di sicurezza distano poche centinaia di metri da baracche fatiscenti in lamiera e township che si perdono a vista d’occhio. Questo è uno degli aspetti che colpisce a bruciapelo visitando questa città e che è difficile da digerire (ve ne parlo in modo approfondito qui ‘cosa sapere prima di partire per il Sud Africa’).
Cape Town è una città divisa in quartieri, ognuno con la sua identità e le sue peculiarità. Il mio suggerimento è quello di noleggiare un’auto (bisogna avere la patente internazionale per guidare in Sud Africa!) per riuscire a visitare liberamente di giorno tutti i dintorni (i paesaggi e la natura tutt’attorno sono la vera attrattiva di questa città).
@Victoria & Alfred Waterfront
Il Victoria & Alfred Waterfront è il porto storico di Città del Capo, nonchè uno dei posti più visitati della città e dell’intero paese, particolarmente amato dai turisti per la sua splendida location, situato fra Robben Island e La Table Mountain, con magnifici scorci della montagna e del mare. Di fatto è un enorme e piacevole palcoscenico in cui intrattenersi fra artisti di strada, concerti, shopping e bei locali. Ospita inoltre il Nelson Mandela Gateway che offre gite in battello verso Robben Island (che noi non siamo riusciti a visitare in quanto già fully booked per i giorni che ci interessavano da diversi mesi) ma anche il Two Oceans Aquarium ed il museo Chavonnes Battery.
Bellissimo al tramonto, anche di sera è uno degli unici posti relativamente sicuri di Cape Town.
@Bo Kaap
Ex township situata alle pendici della Signal Hill, sopra il centro della città (letteralmente Bo Kaap significa ‘Upper Cape’), conosciuto anche come il quartiere malese, centro della cultura musulmana, Bo Kaap è oggi uno dei luoghi in assoluto più fotografati di Cape Town, nonchè una delle zone residenziali più vecchie che ha conservato nel tempo la sua impronta originale e colorata. Sembra di essere in un ‘Burano’ africana, dove invece del dialetto veneziano, dalle case si sentono le diverse lingue afrikaans che popolano questa zona.
@Table Mountain
Una delle 7 meraviglie naturali nel mondo, la Table Mountain campeggia sulla città da qualsiasi parte la si guardi. E’ maestosa, imponente e si colora delle mille sfumature che solo qui, in Sud Africa, la luce del cielo è in grado di regalare. 6 volte più ‘vecchia’ dell’Himalaya, è di fatto, la montagna più antica di tutto il Pianeta. Ed è incredibile come la sua storia si ‘senta’ e si ‘percepisca’ solo guardandola e sentendola incombere su Cape Town. Per Nelson Mandela e gli altri prigionieri di Robben Islands, ha rappresentato sempre l’anelito alla libertà. E’ stata senz’altro una delle esperienze più belle, in assoluto, vissute durante questo viaggio…salire sulla Table Mountain e camminare sopra le nuvole, sopra Cape Town. Un paesaggio unico e meraviglioso. In pochi minuti si sale con una cabinovia che ruota su se stessa a 360°, parzialmente aperta (occhio per chi soffre di vertigini!) e che regala scorci splendidi della città e degli avventurieri, esperti scalatori che si avventurano nella scalata del massiccio. Una volta in cima ci sono diverse passeggiate da intraprendere di diversa difficoltà, ben segnalate. La cabinovia non è sempre aperta e il tempo (e il vento) influiscono non poco. Assicuratevi quindi di trovare una giornata di bel tempo e acquistate online i biglietti. Questo non vi assicurerà di non fare coda, ma di dimezzarla, sicuramente si. Armatevi in ogni caso di pazienza. L’attesa sarà ripagata. Noi, con i biglietti acquistati il giorno prima, una volta esserci assicurati che sarebbe stato bel tempo, siamo saliti verso il punto di partenza della CableWay alle 9 e alle 10:30 eravamo in cima alla montagna. Passeggiata di 2 h abbondanti e siamo scesi verso le 13:30 così da dedicare il resto della giornata a Cape Point.
@Cape Point
Altri wow e il cuore pieno di felicità…In un’ora e mezza circa di macchina dalla base della Table Mountain, si arriva alla riserva protetta di Cape Point (all’ingresso si paga un pedaggio minimo per persona e per macchina – ricordatevi di controllare bene gli orari di ingresso e chiusura del Gate, quando siamo andati noi alle 17 chiudeva). La natura potente e incontaminata e selvaggia che chiama: i due oceani che si incontrano e scontrano, nel Cape of Good Hope, il faro di Cape Point, babbuini (terribili!!!!state attenti perchè sono veramente molesti…), struzzi, antilopi, paesaggi infiniti, strade che si perdono all’orizzonte. E la luce…una luce che solo qui, in Sud Africa, io ho trovato. Che avvolge e riscalda ogni cosa, che cambia rapida, che dipinge in toni pastello e allarga le braccia e fa stringere il cuore dall’emozione.
@Simon’s Town e Boulders
Scendendo verso Cape Point (o risalendo), tappa imperdibile è la spiaggia di Boulders vicina e ben segnalata rispetto alla graziosa cittadina di mare di Simon’s Town, abitata da una colonia di pinguini…Anche qui arrivate prima che gli accessi alla spiaggia vengano chiusi (ore 17 per noi) e godetevi il posto meraviglioso (sembra uno scorcio delle Seychelles) con la simpatica compagnia dei pinguini, così abituati alla presenza umana che si mettono in posa per farsi fotografare!
@Camps Bay, Hout Bay, Chapman’s Peak e Noordhoeck
Una strada costiera bellissima da fare con il vento tra i capelli e una colonna sonora di rispetto in sottofondo (noi purtroppo abbiamo trovato brutto tempo ma i panorami sono stati comunque eccezionali e indimenticabili). A Noordhoeck, bellissima spiaggia selvaggia, sarebbe stato bellissimo, tempo permettendo, fare una lunga cavalcata al tramonto (ci sono diversi maneggi in zona proprio per questo). Il pedaggio per il Chapman’s Peak è a pagamento (non accettano carte di credito internazionali, quindi, portate con voi dei contanti).
Sea Point & Camps BaySea Point & Camps BayChapman’s Peak
Hout BayHout BayHout BayNoordhoek
@Muizenberg
Bellissima spiaggia famosa per il surf e per le sue casine colorate!
#Eat & Drink
Dove mangiare a Cape Town? C’è solo l’imbarazzo della scelta! La cucina è strepitosa. Un mix di colori e sapori: la cucina malese che incontra quella europea, carni di ottima qualità (tra cui la carne di struzzo e antilope), pesce, salse, curry, dolci strepitosi e ottimi vini. C’è un’abbondanza di ristoranti stellati annoverati tra i i ’50 Best Restaurant in The World’. Per alcuni di questi è indispensabile prenotare con largo anticipo (e anche questo potrebbe non essere sufficiente…vedi per The Test Kitchen, il ristorante considerato il migliore di tutta l’Africa, per anni nella top 10 dei migliori al mondo – una lista d’attesa lunghissima, nonostante il tentativo di prenotare diversi mesi prima!).
Queste le nostre scelte:
dalla stessa mano e testa del The Test Kitchen, le altre due creature dello chef Dale Roberts:
L’impressione è quella di entrare in un vero e proprio Club: atmosfera anni ’50, cucina a vista sul bar all’ingresso e una sala elegantissima con eleganti divanetti. Cameriere personale, benvenuto a base di ostriche che vengono servite con un carrellino da cui propongono anche un aperitivo (bollicine!), baguette presentata al tavolo avvolta in un panno caldo con un panetto di burro buonissimo e un menu in cui la carne domina!
Ultimo piano dell’Old Biscuit Mill. Il concetto è quello di piatti in stile tapas da dividere tra i commensali scegliendo tra un menu di proposte diviso tra ‘salato’, ‘dolce’, ‘aspro’, ‘amaro’. Divertentissima cena al bancone del bar con vista sulla cucina, districandoci nella scelta delle portate (si consiglia di prendere in due almeno 7 piatti da condividere!) chiacchiere facili e leggere con i nostri vicini di ‘bancone’ – una coppia dall’Arizona -, ottima birra e ottimi vini (qui abbiamo iniziato ad innamorarci del Pinotage – incrocio di Pinot Noir ed Hermitage, uvaggio unico e tipico del Sud Africa…e un vino eccezionale!)
Location spettacolare, atmosfere coloniche, spettacolare giardino all’ingresso che funge sia da bar che da ristorante (riscaldato), diverse stanze interne ognuna con uno stile e un carattere preciso: grandi candelabri, caminetti, una combinazione di moderno e antico che si sposa perfettamente in questa magnifica casa Vittoriana. Musica jazz in sottofondo e il miglior pollo al curry di sempre!!! Strepitoso!
Oggi voglio raccontarvi la mia avventura in un posto magico: l’isola di Murano, proprio nella bellissima laguna di Venezia. Questo posto ha un fascino unico, è come se fossi tornata indietro nel tempo, ai giorni della Repubblica Serenissima. Ma ora, dettagli! Ho iniziato il mio viaggio attraversando stretti vicoli, dove casette colorate si mescolano a palazzi magnifici. Vi giuro, mi sembrava di camminare su un set cinematografico, e la luce che si riflette sull’acqua… WOW!
Se vai a Murano per un giorno, è obbligatorio entrare in qualche bottega tipica dove puoi ammirare un’infinità di prodotti in vetro dalle molteplici forme. Per questo motivo ti consiglio di andare fino al Ponte Longo proprio in fondo alle Fondamenta dei Vetrai, dove potrai trovare sia tantissime di queste botteghe in cui viene tramandata da secoli la tecnica per lavorare il vetro soffiato sia la chiesa di San Pietro Martire, un vero gioiello.
All’interno della chiesa ho trovato opere spettacolari che arrivano dalle chiese circostanti, alcune salvate dall’assalto di Napoleone. Io sono rimasta affascinata da Il San Girolamo del deserto di Veronese (il suo vero nome era Paolo Caliari). Ma vi garantisco che ogni angolo ha una storia da raccontare.
Attraversato il Ponte Longo, ho raggiunto la riva Longa, dove il Museo d’Arte Vetraria fa la sua comparsa nel maestoso Palazzo Giustinian. Questo posto ha una storia lunga, che risale al 1861. Era una residenza patrizia, e anche sede temporanea del vescovo di Torcello (Marco Giustinian) che si era rifugiato qui per scappare dalla malaria.
Il museo, ora mescola opere d’arte vetraria storiche con creazioni contemporanee. La collezione racconta 700 anni di storia del vetro. Io sono rimasta particolarmente colpita dalla “Coppa Barovier“. È un pezzo d’arte in vetro azzurro, decorato con smalti e oro, pensata per essere un regalo di nozze. Si possono infatti osservare gli sposi e due scene allegoriche che rappresentano un buon augurio ai due novelli marito e moglie.
Ho poi raggiunto il Duomo dei Santi Maria e Donato, un gioiello veneziano-bizantino che risale al VII secolo, ma che ha preso la sua forma attuale nel XI. Qui riposa San Donato, che, secondo la leggenda, che mi è stata raccontata da un simpatico signore del posto, ha sconfitto un drago minaccioso con un segno della croce. Dietro l’altare un mucchio di ossa – che si dice siano proprio del drago, ma che in realtà sono di una balena – regalano un brivido in più all’esperienza.
Il duomo è meraviglioso sia fuori che dentro, con colonne gemelle e un mosaico pavimentale che risale al 1140, ricco di simboli medievali e figure bibliche. Non posso descrivervelo a sufficienza, dovete vederlo!
Per concludere la mia giornata sull’isola, ho raggiunto il Faro di Murano, di proprietà della Marina Militare, un’opera in splendida pietra bianca d’Istria.
Dove nasce la fortuna di Murano?
Il successo di Murano ha origine a partire dal 1291, un’epoca in cui la sua fortuna cominciò a risplendere. In quell’anno fu emesso un importante decreto che obbligava ogni vetreria di Venezia a spostarsi sull’isola di Murano. Questa mossa strategica serviva per prevenire incendi catastrofici a Venezia, dato che le botteghe artigiane erano all’epoca prevalentemente costruite in legno.
Vuoi sapere un’altra curiosità affascinante? Durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, i Maestri Vetrai erano tra le rare persone non di nobili origini che avevano il permesso di sposare le figlie dei patrizi. Questo raro privilegio testimonia l’importanza e il prestigio di questa maestria nell’isola.
Un altro aspetto interessante è che, se un Maestro Vetraio avesse desiderato lasciare l’isola, era tenuto a ottenere l’autorizzazione dal Doge, il capo del governo veneziano. Questo vincolo era in atto per preservare il patrimonio e l’abilità degli artigiani, riducendo al minimo la diffusione incontrollata di questa preziosa arte al di fuori di Murano.
Hai mai sentito parlare delle celebri Murrine?
Si tratta di piccole tessere multicolori ottenute attraverso l’uso di canne di vetro, fuse insieme con maestria per creare magnifici mosaici. Questa tecnica richiede abilità nel fondere il vetro a temperature elevate, dando vita a opere davvero straordinarie.
Ecco, la mia avventura a Murano è giunta al termine. Se volete saperne di più sull’isola, ti consiglio di organizzare presto una visita, ne vale davvero la pena! Ti assicuro che è stata una magica esperienza! Ah, quasi dimenticavo se non sai come arrivarci, ti spiego come raggiungere Murano!
Come raggiungere il magico mondo di Murano
Quest’isola è raggiungibile solo via mare. Quando ho avuto il piacere di visitarla qualche anno fa, il biglietto del traghetto costava 10 €, anche se, prima di partire ti consiglio di verificare i prezzi attuali.
Il punto di partenza è il cuore di Venezia, e personalmente, ho imboccato il traghetto a Piazzale Roma. La mia destinazione era la fermata Colonna. Da qui ho esplorato comodamente tutta l’isola.
La traversata dura circa 10 minuti, un’esperienza breve ma affascinante. Ah, dimenticavo! C’è anche una linea notturna in funzione, nel caso abbiate voglia di scoprire l’isola anche sotto le stelle.
Dove dormire per visitare Murano?
Per visitare Murano, ci sono diverse opzioni interessanti. Tieni presente che la scelta dipenderà dal tuo budget e dalle tue preferenze. Alcuni alberghi e strutture ricettive si trovano sull’isola stessa, ma per un’esperienza più ampia e variegata puoi prendere in considerazione di soggiornare a Venezia e prendere il vaporetto per Murano, del resto l’isola, come ti ho raccontato si gira anche in un solo giorno!
Un’altra alternativa, soprattutto se hai a disposizione più giorni di vacanze è quella di prendere in considerazione una destinazione in Veneto, magari anche lontana da Venezia e spostarti facilmente, anche con i mezzi pubblici. Questo ti permetterebbe di risparmiare sulle spese e sull’alloggio e approfittare di tariffe più convenienti rispetto a Murano e Venezia.
Ricorda di prenotare in anticipo, specialmente se stai pianificando di visitare in alta stagione turistica. Sia che tu preferisca rimanere direttamente a Murano o in un’altra parte del Veneto, avrai l’opportunità di esplorare l’isola dei vetrai in tutta la sua bellezza.