Beach Hotel Dhigurah Maldive

Beach Hotel Dhigurah Maldive

 

Il Beach Hotel Dhigurah è un’altra struttura del gruppo Maldives Hotel Management, una joint venture nata con l’obiettivo di creare una formula di ospitalità innovativa: fornire un prodotto in grado di garantire standard di servizio internazionali internazionali, pur salvaguardando tutti gli elementi tipici di una vacanza esperienziale su un’isola locale maldiviana.

Dhigurah significa “isola lunga” perché è lunga oltre 3 chilometri. È un’isola da vivere appieno, grazie alle sue magnifiche spiagge naturali e alle numerose attività e alle numerose attività ed escursioni disponibili ovunque.

LA LOCATION

Il Beach Hotel Dhigurah si trova sulla splendida isola di Dhigurah, nell’atollo di Ari Sud. È composto da due edifici contemporanei separati ma allo stesso tempo collegati tra loro.
È direttamente accessibile dall’aeroporto internazionale di Velana di Male, sia per via aerea che marittima.

Si trova esattamente all’interno dell’Area Marina Protetta di Ari Sud (SAMPA), un luogo unico al mondo dove gli squali balena vengono avvistati tutto l’anno.

stile e carattere

Il Beach Hotel Dhigurah è composto da due edifici adiacenti e collegati, con 15 camere ciascuno, situati direttamente sulla Bikini Beach, la spiaggia più bella dell’isola. La prima sezione, che comprenderà un ristorante, bar sulla spiaggia e bar sportivo, SPA, palestra e terrazza multifunzionale, è aperta dal luglio 2023. La seconda sezione sarà completata entro la fine dell’anno. Sono previsti anche un centro escursioni, un centro immersioni e un centro per gli sport acquatici.

le camere

Il Beach Hotel Dhigurah dispone di 18 camere con vista sull’oceano e 12 camere con vista sul giardino. Tutte le camere sono arredate in stile moderno e funzionale, con mobili in legno naturale e pavimenti in parquet, e sono dotate di tutti i comfort moderni per un’esperienza piacevole.

Le Ocean View hanno una superficie media di 25 metri quadrati, con un magnifico balcone direttamente sul mare da cui ammirare il meraviglioso tramonto maldiviano.
L’ingresso ha un pavimento in ceramica anticata, un grande armadio, un portabagagli e l’accesso al bagno ultramoderno e confortevole. La camera letto matrimoniale king size, una scrivania e un mobile bar. Una magnifica finestra conduce a un balcone con un comodo divano letto rotondo.
Possono ospitare fino a tre adulti o due adulti e un bambino.

Le camere con vista giardino hanno una dimensione media di 21 metri quadrati di superficie e hanno ampie finestre che si affacciano direttamente sulla natura lussureggiante dell’isola. Possono possono ospitare un massimo due adulti. Sono disponibili sia in versione matrimoniale che soluzioni con letto singolo. Questa camera è dotata di arredi e attrezzature in tutto e per tutto simile a quello delle vista oceano.

Sono disponibili 3 camere familiari, una combinazione di camere con Vista Oceano e Vista Giardino collegate da un ingresso comune.

RISTORAZIONE

Il ristorante principale del Beach Hotel Dhigurah accoglie anche clienti esterni. È una delle destinazioni più apprezzate dai visitatori che soggiornano in altre strutture, grazie alla sua posizione ideale sul litorale, che regala colori e sensazioni in continuo cambiamento a qualsiasi ora del giorno. Ci sono due opzioni a disposizione degli ospiti del Beach Hotel Dhigurah: possono scegliere la formula bed-and-breakfast e utilizzare il servizio di ristorante à la carte, oppure possono scegliere le convenienti combinazioni di mezza pensione o pensione completa con la formula del servizio misto, che comprende un buffet di antipasti e dessert e un piatto principale servito à la carte dalla selezione del giorno suggerita dallo chef.

BHD Sport bar

La vendita e il consumo di bevande alcoliche sono severamente a Dhigurah, come in tutte le isole locali maldiviane. Presso lo Sport Bar è possibile scegliere tra un’ampia selezione di bevande analcoliche, frullati e mocktail dai sapori tipicamente tropicali da gustare con i nostri snack, pasti leggeri, insalate e molto altro ancora, dal primo pomeriggio fino a tarda notte. L’autentico espresso italiano è un must, e altre prelibatezze come i nostri gelati, fatti in casa o confezionati, possono essere gustati a qualsiasi ora del giorno da soli o con la frutta fresca. Questo edificio è stato concepito principalmente come luogo di ritrovo per socializzare mentre si guardano gli eventi sportivi sugli schermi giganti montati sulle pareti. Collegata allo Sport Bar c’è anche la nostra palestra.

servizi e strutture

Vivere l’isola

Scegliere di trascorrere le proprie vacanze su un’isola maldiviana non ha solo a che fare con il portafoglio. È una modalità di vacanza molto più coinvolgente, che permette di immergersi nelle acque turchesi delle nostre spiagge, ma anche nella vita sociale, per lo più sconosciuta, della popolazione autoctona.

Dhigurah vanta anche una bellezza naturale unica tra le isole delle Maldive. Il villaggio è stato costruito solo nel primo appezzamento dell’isola a causa della sua natura allungata, lasciando il resto intatto. Inoltre, grazie alla mancanza di automobili e soprattutto grazie ai residenti, la maggior parte del suo territorio è stata preservata. Anche solo passeggiare tra le case, si nota subito una differenza rispetto alle altre isole: la morbidezza della sua sabbia!

Avventure a Dhigurah: Dalla foresta al banco di sabbia

Esplorare l’isola è fondamentale a Dhigurah. Non basta andare per le strade del villaggio alla ricerca di eventi locali, boutique o di angoli piacevoli, ma soprattutto avventurarsi lungo il sentiero che attraversa l’isola e la foresta per raggiungere lo splendido banco di sabbia all’estremità opposta dell’isola.
La passeggiata è lunga un paio di chilometri e durante questo periodo incontriamo per la prima volta le aziende agricole locali che producono la frutta fresca sulla nostra tavola. Poi entriamo nella foresta vera e propria; la maggior parte delle piante della rigogliosa vegetazione maldiviana sono visibili qui. Nel frattempo, ci alterniamo tra le due lunghissime spiagge: sul lato ovest, di fronte alla laguna che è una spiaggia per bikini, e lato est, vicino alla barriera corallina oceanica. Essendo al centro di una foresta, sotto le palme ondeggianti, cullati dalla brezza e dal ritmo delle onde che lo circondano, è una senso ineguagliabile.

 

Basilicata rurale: il cuore autentico di una terra che sa di pane e radici

Basilicata rurale: il cuore autentico di una terra che sa di pane e radici

“Da noi il mondo è lontano, ma c’è un odore di terra e di gaggia, e il pane ha sapore del grano”. Sembra di sentire riecheggiare i versi di Mario Trufelli, girando tra i borghi della “Lucania” (che dà il titolo a questa sua famosa poesia). Una terra sincera e generosa, dove ogni angolo – un po’ lontano dal mondo – racconta una storia, ogni profumo è un richiamo al passato. Una terra che il nuovo progetto “Basilicata Rurale – Rete dell’accoglienza per turisti, viaggiatori, curiosi” (https://basilicatarurale.com) sta cercando di narrare e valorizzare. E il viaggio di scoperta non può che iniziare dal cuore pulsante del Vulture, dove il paese di Rionero in Vulture è custode di memorie racchiuse nell’ex carcere borbonico nato, nel 1443, come grancia per la conservazione proprio del grano e poi trasformato in struttura detentiva, ma per reati minori, come il furto di una gallina o di ortaggi nell’orto del vicino. Oggi questo luogo ospita il Museo del Brigantaggio e tutto ruota attorno al proverbio popolare: “Il brigante è come la serpe: se non lo stuzzichi, non ti morde”. Un monito che racconta tutta la complessità di quell’epoca. Si scopre così come si vestivano i briganti, dai cappelli a larghe tese ornati di nastri rossi e piume ai mantelli di lana con cappuccio, passando per l’immancabile “scoppetta” a doppia canna portata a tracolla da tutti. E soprattutto il ruolo delle brigantesse: donne che combattevano, guidavano, resistevano, affiancando gli uomini in una lotta per la libertà. Quella che una volta fu la camerata femminile fino al 1930, quando il carcere fu destinato ai soli uomini, ospita la storia di Carmine Crocco, il leggendario Generalissimo dei briganti, originario proprio di Rionero che riuscì, con la sua armata a conquistare numerosi paesi, prima di morire in carcere a Portoferraio.

E di certo i briganti non si facevano mancare un bicchiere di buon Aglianico, il vino apprezzato già dal poeta Orazio. Diverse la Cantine concentrate in questa zona e, tra queste, le Cantine del Notaio si aprono come un abbraccio sotterraneo: le grotte scavate nel tufo vulcanico, risalenti al 1600 e utilizzate dai padri francescani, si sviluppano nel sottosuolo del paese e si irradiano da una piccola piazzetta chiamata Facìle, tipica dell’architettura locale, utilizzata per la raccolta delle acque piovane. I vini portano nomi di atti notarili, come “Il Preliminare, Il Rogito, il Sigillo”, a ricordare il nonno del fondatore Gerardo Giuratrabocchetti che era un notaio. Una curiosità? “Il Lascito 2018” è stato donato nel 2022, dall’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi a Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, durante un incontro a Palazzo Chigi. Le cantine organizzano visite guidate e degustazioni del nettare di Bacco, un’occasione anche per assaggiare “l’emigrante” un salame “avvolto” dal formaggio. Un escamotage ai tempi dell’emigrazione verso l’America: non essendo consentito esportare i salumi oltreoceano, la gente era solito nasconderli all’interno della provola. Proseguendo tra paesaggi di vigne e fitti boschi di castagneti e cerri, rifugio del brigante Crocco, si arriva ai Laghi di Monticchio che appaiono come due gemme d’acqua ai piedi del vulcano spento. Il Lago Piccolo e il Lago Grande, divisi da un ruscello, riflettono le chiome degli abeti bianchi – una rarità a questa altitudine – e dell’antico acero campestre, qui conosciuto come “occhiène” per via dei suoi semi, simili a piccole eliche. Si dice che Sikorskij, uno degli inventori dell’elicottero, abbia avuto l’idea osservando un seme di acero cadere a terra.

Sulle acque del lago piccolo si specchia l’Abbazia di San Michele, fondata dai frati Benedettini nel XI secolo su una grotta naturale nella quale, secondo la leggenda, apparve San Michele Arcangelo. E anche i resti dell’Abbazia di Sant’Ippolito, d’impianto basiliano (in origine era una grandissima abbazia che dal 1000 al 1500 ha condizionato l’intera area nel Vulture. Considerata al pari di quella di Montecassino, tanto che i monaci venivano a fare quello che ora chiameremmo stage). L’interno custodisce il Museo di Storia Naturale del Vulture, dove si può ammirare la Bramea (il cui nome è dedicato dai cercatori orientali al dio Brahma), una falena notturna considerata un fossile vivente, unica al mondo, scoperta nel 1963 da un entomologo altoatesino, Fred Hartig. Sono diffuse in Etiopia, in Giappone, in India e in Cambogia, ecco perché la presenza sul Vulture la rende ancora più preziosa.

Da qui, salendo tra colline fiorite e fitti boschi, si raggiunge Ripacandida, la “piccola Assisi di Basilicata”. Nel Santuario di San Donato (riconosciuto nel 2010 come monumento messaggero di cultura di pace dall’Unesco) si resta incantati dagli affreschi giotteschi che raccontano il ciclo della Genesi: la loro bellezza ricorda quelli della cittadina umbra. Proprio accanto il giardino comunale ospita piante secolari, tra cui una Sequoia Gigantea di oltre duecento anni. Ma Ripacandida è anche la “prima città del miele” e qui c’è il primo centro benessere in Europa – Honey Spa – a tema. Tutto nasce dalla volontà di Franco Rondinella, che negli anni ‘90 dette vita alla sua azienda “L’Apicoltura Rondinella Franco” e negli ultimi anni ha deciso di diversificare la sua attività, provando ad affiancare la produzione di molte varietà di miele alla cultura del benessere. Nella Stanza delle Api, si pratica l’api-aromaterapia (si respirano i profumi intensi delle arnie, ricchi di resine e oli essenziali) e l’apisound, ovvero il rilassante ascolto del ronzio naturale delle api (favorisce uno stato profondo di meditazione e benessere, simile a quando si ascolta musica classica).

Tra le altre cittadine inserite nel progetto di Basilicata rurale rientrano Venosa e Melfi. Venosa, fondata dai romani come Venusia (nasce nel 291 a.C.), in onore di Venere, Dea dell’amore, vanta i natali del poeta latino Orazio (nacque nel 65 a.C. e lo ricordiamo per il suo “Carpe diem”) ed era una città molto ricca dal punto di vista commerciale, del resto ci passava l’Appia Antica. Batteva persino moneta, aveva un teatro, le terme, il foro. Da vedere, il Castello del Balzo del 1470 (piazza Umberto I), con le possenti torri cilindriche e la pianta quadrangolare, sede del Museo Archeologico con una raccolta di “tesori” dalla preistoria al periodo normanno: collezioni di ceramiche e di monete, mosaici e pitture parietali. Attorno si dipanano stradine e piazzette sulle quali affacciano le botteghe artigiane (specie di ceramica, tra cui Muscatiello Ceramiche D’arte) e negozi di specialita? tipiche da assaggiare. Il fiore all’occhiello resta l’Incompiuta, un complesso monastico in aperta campagna, e come s’intuisce dal nome, mai completato. Si presume che le condizioni economiche dei benedettini influirono sulla possibilità di proseguire nei lavori. Il colpo d’occhio è straordinario. Qua e là bassorilievi, ornamenti, stele e incisioni.

Poco distante, Melfi evidenzia secoli di potere imperiale con il suo castello normanno. Federico II vi promulgò le Constitutiones Augustales, primo codice giuridico medievale a regolare diritti civili, sanitari e feudali, e a riconoscere anche alle donne il diritto di successione ereditaria. Al suo interno, il museo Archeologico Nazionale del Vulture Melfese che custodisce meraviglie come i sarcofagi marmorei di Atella e Rapolla, testimonianze della raffinatezza culturale dell’antica Lucania.

In questo percorso, merita una sosta pure Potenza, capoluogo discreto e autentico, città che detiene il record delle scale mobili più lunghe del mondo, seconde solo a quelle di Tokyo (un sistema di 1,3 chilometri di lunghezza complessiva, rispetto a 1,5 chilometri della capitale del Giappone). Tra le novità, l’esperienza del Silent Play (promosso da Gommalacca Teatro): una passeggiata immersiva dove ogni passo, lungo via Pretoria, è racconto, musica, visione. E si arriva alla Torre Guevara, da poco ritornata al suo splendore e grazie a una visita virtuale si ritorna indietro nei secoli.

Così fra i silenzi antichi e moderni, fra le storie sussurrate, il tour nella Basilicata rurale sembra sospeso nel tempo.

Ma proprio quando il cammino pare farsi più lento e ci si lascia cullare dalla dolcezza dei borghi, ecco che la terra cambia respiro. All’improvviso il paesaggio si fa roccia viva, slancio verso il cielo. È il richiamo delle Dolomiti Lucane, dove l’emozione prende velocità. A Castelmezzano, da qualche giorno, ha aperto, infatti, la slittovia delle Dolomiti Lucane, un nuovo attrattore che si unisce al più famoso Volo dell’Angelo. Un bob su rotaie che corre per 1180 metri tra i picchi scolpiti dal vento, ai quali la fantasia popolare ha dato i nomi di Becco della Civetta, la Grande Madre o Aquila Reale. Il via è nel quartiere San Marco – dalla “Cima delle emozioni” – e la pendenza della pista non lascia spazio alla noia: una media del 46% che si spinge fino a un picco del 65%, mentre si arrivano a toccare i 40 km orari tra curve vertiginose e rettilinei che tolgono il fiato.

Unique Tanzania Lo spettacolo della Natura in stile Ensy7

Unique Tanzania Lo spettacolo della Natura in stile Ensy7

Viaggiare nel cuore dell’Africa, dove la natura si mostra nella sua forma più selvaggia e spettacolare e dove ogni giorno regala grandi emozioni, pernottando in strutture selezionate e con esperienze uniche, nello stile : ecco cosa è per noi “Unique Tanzania”.
Unica è infatti l’esperienza di un safari nei grandi parchi del Nord (Serengeti, Ngorongoro, e Tarangire) dove la savana si estende a perdita d’occhio, i tramonti infuocati tingono il cielo d’arancio e i Big Five – il leone, il leopardo, l’elefante, il rinoceronte e il bufalo – si muovono indisturbati nel loro habitat naturale. Un’emozione ancora più indimenticabile quando, nella zona di Kogatende d’estate e di Ndutu d’inverno, si va all’osservazione della Grande Migrazione: un fenomeno perpetuo, definito il “più grande spettacolo sulla Terra”, che vede lo spostamento di milioni di gnu e zebre inseguiti instancabilmente dai predatori carnivori.
Dal maestoso Serengeti l’esperienza prosegue fino alla meraviglia della caldera di Ngorongoro, dove gli animali vivono in un ecosistema intatto, e al Parco Tarangire, con i suoi maestosi baobab e le grandi mandrie di elefanti.
Ma il safari non è solo avvistamenti: è volare sui panorami incantevoli del Serengeti, cenare sotto un cielo stellato con un esclusivo bush dinner, ascoltare i suoni della notte durante un safari notturno, e sorseggiare un calice di vino con vista sulla caldera di Ngorongoro, uno dei panorami più straordinari d’Africa.
E perchè non terminare il viaggio a Zanzibar? Qui, tra spiagge di sabbia bianca e acque turchesi, l’emozione è perdersi tra i vicoli di Stone Town (patrimonio UNESCO), esplorare antiche piantagioni di spezie o semplicemente lasciarsi cullare dalle onde a bordo di un tradizionale dhow al tramonto.
Preparati a vivere un viaggio affascinante, con lo charme Ensy7, dove ogni attimo è una cartolina e ogni incontro con la fauna selvatica lascia senza fiato.
Petra by Night si rinnova: più serate e nuove tecnologie per un’esperienza immersiva sotto le stelle

Petra by Night si rinnova: più serate e nuove tecnologie per un’esperienza immersiva sotto le stelle

 

Torna uno degli appuntamenti più iconici per i viaggiatori in Giordania: Petra by Night, lo spettacolo notturno che permette di scoprire il fascino millenario della città nabatea avvolta nell’atmosfera suggestiva del deserto. A partire dal 1° maggio, il format si presenta in una veste completamente rinnovata: più serate, nuove tecnologie e un percorso narrativo pensato per valorizzare l’esperienza visiva e sensoriale dei visitatori.

Lo spettacolo sarà in scena cinque volte a settimana, dalla domenica al giovedì, dalle 20:30 alle 22:30. Un’estensione del calendario che risponde all’elevata richiesta internazionale e che mira a offrire più occasioni per vivere questo appuntamento sotto le stelle.

Il nuovo Petra by Night combina ora tecnologie immersive all’avanguardia: audio potenziato, proiezioni 3D, ologrammi e scenografie digitali accompagnano il pubblico in un racconto evocativo tra storia e mito.

L’esperienza inizia con una camminata notturna lungo il Siq, il canyon che conduce al cuore del sito archeologico, illuminato da migliaia di fiammelle che creano un’atmosfera sospesa e intima. Il percorso culmina di fronte al Tesoro (Al-Khazneh), dove i visitatori si sistemano su tappeti per assistere a uno spettacolo di luci, suoni e narrazione, accompagnato da musica tradizionale giordana.

Con questa nuova formula, Petra by Night punta a rendere ancora più accessibile e coinvolgente uno dei momenti simbolo della destinazione, valorizzando il patrimonio culturale e naturalistico del sito.

Per facilitare la fruizione dell’esperienza è stato lanciato il nuovo sito ufficiale – www.petrabynight.jo – dove è possibile consultare tutti i dettagli aggiornati.

Un invito a lasciarsi incantare dalla magia notturna di Petra, tra suggestioni visive e il silenzio del deserto, in uno dei luoghi più affascinanti del mondo.

 

Isole Samoa: dove si trovano e cosa vedere

Isole Samoa: dove si trovano e cosa vedere

Le Isole Samoa sono un vero paradiso nel cuore dell’Oceano Pacifico, un arcipelago che incanta con le sue spiagge bianche, le acque cristalline e una cultura autentica che affonda le radici in antiche tradizioni polinesiane.

Questa destinazione, ancora poco battuta dal turismo di massa, offre scenari mozzafiato tra lagune turchesi, foreste tropicali e imponenti cascate, oltre a un’accoglienza calorosa da parte della popolazione locale. Ma dove si trovano esattamente le Samoa? E quali sono le attrazioni da non perdere? Scopriamolo insieme.

Dove si trovano le Isole Samoa?

Isole Samoa cartina

Le Samoa si trovano nel Pacifico meridionale, a circa 3.000 km dalla Nuova Zelanda e 4.000 km dalle Hawaii. Sono parte della Polinesia, un’area geografica caratterizzata da culture e paesaggi unici al mondo.

L’arcipelago è diviso in due territori distinti:

  • Samoa (o Samoa Occidentali), uno stato indipendente formato da due isole principali, Upolu e Savai’i, e diversi isolotti minori.
  • Samoa Americane, un territorio non incorporato degli Stati Uniti, con capoluogo Pago Pago, situato a circa 100 km a est delle Samoa indipendenti.

Il fuso orario di Samoa è tra i più particolari al mondo: nel 2011 il paese ha deciso di spostare la linea del cambiamento di data, diventando una delle prime nazioni a vedere il nuovo giorno.

Cosa vedere alle Isole Samoa

Le Samoa offrono una combinazione perfetta di natura incontaminata, cultura e avventura, rendendole una destinazione ideale per chi cerca un viaggio autentico lontano dai soliti itinerari turistici.

Upolu: l’isola principale

Upolu Apia

L’isola di Upolu è la più popolata e ospita la capitale Apia, un vivace centro culturale e commerciale. Qui si trovano mercati locali, ristoranti tipici e il Museo di Robert Louis Stevenson, dedicato all’autore di L’Isola del Tesoro, che trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio a Samoa.

A pochi chilometri dalla città si trova la meravigliosa To-Sua Ocean Trench, una piscina naturale nascosta tra le scogliere, famosa per le sue acque turchesi e la vegetazione lussureggiante che la circonda.

Savai’i: l’isola selvaggia

Savai'i

Savai’i, la più grande delle isole samoane, è un paradiso per gli amanti della natura. Qui si possono esplorare spiagge incontaminate, grotte vulcaniche e maestose cascate come le Afu Aau Waterfalls, ideali per un bagno rinfrescante.

Un’altra attrazione imperdibile è il blowhole di Alofaaga, un fenomeno naturale spettacolare in cui l’oceano spruzza getti d’acqua attraverso i fori delle rocce vulcaniche.

Alofaaga

Per chi ama la cultura e la storia, il villaggio di Saleaula ospita le rovine di un’antica chiesa sepolta dalla lava, testimonianza delle eruzioni che hanno modellato l’isola.

Saleaula

Spiagge e immersioni paradisiache

Le Samoa vantano alcune delle spiagge più belle del Pacifico. Lalomanu Beach, situata a sud-est di Upolu, è considerata una delle più affascinanti al mondo, con la sua sabbia bianca e le acque cristalline ideali per lo snorkeling.

Lalomanu Beach

Per gli appassionati di immersioni, i fondali samoani sono un vero spettacolo, con barriere coralline ricche di vita marina, relitti sommersi e grotte sottomarine.

Esperienze culturali da non perdere

Oltre ai panorami mozzafiato, Samoa è un luogo dove la tradizione è ancora fortemente radicata. La cultura samoana, conosciuta come “Fa’a Samoa”, è basata sul rispetto della famiglia, della comunità e della natura.

Un’esperienza imperdibile è partecipare a un Fiafia Night, una serata tradizionale in cui si assiste a danze samoane e alla spettacolare Siva Afi, la danza del fuoco.

Per conoscere meglio lo stile di vita locale, si può visitare un fale, la tipica casa samoana senza pareti, simbolo di ospitalità e semplicità.

Quando visitare le Isole Samoa?

Il clima delle Samoa è tropicale, con temperature calde tutto l’anno. Il periodo migliore per visitarle va da maggio a ottobre, durante la stagione secca, quando il clima è più mite e si evitano le piogge intense della stagione umida, che va da novembre ad aprile.

In agosto si celebra il Teuila Festival, uno degli eventi culturali più importanti dell’arcipelago, con spettacoli, competizioni di canoa e manifestazioni tradizionali che permettono di immergersi completamente nella cultura samoana.

Come arrivare alle Isole Samoa

Nonostante la loro posizione remota, le Isole Samoa sono ben collegate grazie a voli internazionali che atterrano all’Aeroporto Internazionale di Faleolo, situato sull’isola di Upolu.

  • Dalla Nuova Zelanda: voli diretti da Auckland (circa 4 ore).
  • Dall’Australia: voli diretti da Sydney e Brisbane (circa 5 ore).
  • Dalle Hawaii: voli diretti da Honolulu (circa 5 ore).

Per spostarsi tra le isole, sono disponibili traghetti che collegano Upolu e Savai’i, con traversate della durata di circa un’ora.

Le Isole Samoa rappresentano una delle destinazioni più autentiche e spettacolari del Pacifico, un luogo dove la natura selvaggia incontra una cultura millenaria ancora profondamente radicata nelle tradizioni locali.

Se sogni un viaggio lontano dalle rotte turistiche convenzionali, in un paradiso naturale ancora poco esplorato, Samoa è la meta perfetta per te.

Sardegna, Cala Goloritzè spiaggia più bella del mondo. Premiata anche per scelte anti-overtourism

Sardegna, Cala Goloritzè spiaggia più bella del mondo. Premiata anche per scelte anti-overtourism

Nell’edizione 2025 di “The World’s 50 Best Beaches” il famoso litorale dell’Ogliastra domina un podio di siti tropicali. In top Cefalonia unica citazione mediterranea tra Caraibi, Polinesia e Oceano Indiano. La è chiusa dalla seconda italiana, ancora sarda: è La Pelosa di Stintino.

L’Italia si riprende lo scettro di detentrice della spiaggia più bella del mondo. Almeno secondo il sito The World’s 50 Best Beaches che da anni elegge i migliori siti di tutto il pianeta. Cala Goloritzè, con i suoi ciottoli davanti a una distesa di acqua cristallina senza eguali, è stata collocata al primo posto. Il che sicuramente contribuisce a rendere la Sardegna una delle mete più ambite anche per la prossima estate.

La località ogliastrina ha preceduto alcuni dei luoghi più iconici della striscia tropicale del pianeta, come Entalula Beach, nelle Filippine, e Bang Bao, in Thailandia. Nella top 10 sono presenti anche la Grecia (Fteri Beach, Cefalonia), la Polinesia francese (Pk 9), la Repubblica Dominicana (Canto de la Playa), le Seychelles (Anse Source d’Argent), il Madagascar (Nosy Iranja), le Samoa Americane (Ofu Beach) e Turks & Caicos (Grace Bay).

 

 

Nella lista delle migliori 50 spiagge c’è anche un’altra rappresentante del tricolore e dei quattro mori: La Pelosa di Stintino, altro capolavoro della natura in provincia di Sassari. Questa classifica è il risultato “di innumerevoli giornate trascorse dai nostri giudici, dai Beach Ambassador e dal team di World’s 50 Beaches a esplorare spiagge in ogni angolo del pianeta”, si legge sul sito.

Le motivazioni dei giudici

Secondo i giudici, Cala Goloritzé è molto più di una semplice spiaggia: “la sua bellezza selvaggia riesce a toccarti nel profondo fin dal primo sguardo. Che tu la osservi dall’alto, dal celebre belvedere, o che ti trovi sulla riva con i piedi nell’acqua cristallina, la scena è davvero mozzafiato”.

 

 

Sul sito viene rimarcato come “l’intera costa di Baunei è un vero spettacolo, ma Cala Goloritzé spicca su tutte, anche grazie al suo iconico pinnacolo di calcare alto 143 metri, che sembra uscito da una cattedrale scolpita dalla natura”. Spiaggia, sole, clima… ma anche collocazione, contesto, scenario. Insomma, un quadro dipinto negli anni ma oggi a disposizioni di tutti coloro che amano la bellezza. E poi c’è lei, l’acqua, la regina dell’estate. “È incredibilmente limpida, è perfetta per nuotare”.

Le misure di tutela ambientale

Ma ciò che rende questa spiaggia “davvero unica” sono “le forti misure di tutela ambientale” che la proteggono, scrivono i giudici, applaudendo le scelte fatte dalla Sardegna per proteggere il suo patrimonio.

Dichiarata monumento naturale negli anni ’90,

 

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 Cala Mariolu beach near Cala Biriola and Cala Goloritze, Baunei, Sardinia, Italy 

 

Cala Goloritzé è rimasta straordinariamente intatta con il passare degli anni. L’accesso è riservato a chi percorre il sentiero escursionistico — con un numero limitato di ingressi giornalieri — oppure a chi arriva via mare, con le barche che possono ancorarsi soltanto a 200 metri di distanza, dietro una barriera protettiva che mantiene la spiaggia libera dal traffico nautico.È il perfetto connubio tra bellezza naturale incontaminata e un’esperienza balneare che non ha paragoni.