L’estate in Islanda: cascate, lagune glaciali e whale watching
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Incastonato tra le scogliere di Port de Sóller e la maestosa Serra de Tramuntana, Patrimonio Mondiale UNESCO, Jumeirah Mallorca riapre il 14 marzo 2026, offrendo agli ospiti un’estate all’insegna della contemplazione, del benessere e della scoperta.
La stagione prende il volo con un appuntamento astronomico raro: l’eclissi solare totale del 12 agosto, un fenomeno che il resort osserverà dalla fascia di totalità, rendendo l’esperienza ancora più esclusiva. Per quattro giorni, dal 10 al 14 agosto, gli ospiti saranno immersi in un calendario di eventi studiati per combinare natura, scienza e cultura: dall’Astronomy Masterclass con l’Istituto Astronomico di Maiorca alle osservazioni guidate con telescopi solari, fino a rituali al chiaro di luna e sessioni di benessere pensate per ritrovare equilibrio e armonia.
La sera dell’eclissi sarà dedicata a un’esperienza sensoriale totale: cocktail di benvenuto a 100 metri sul mare, intrattenimento dal vivo e due percorsi gastronomici d’eccellenza. “Vogliamo offrire un’esperienza dove il cielo e la terra si incontrano, e ogni ospite possa creare il proprio percorso tra emozione e scoperta”, spiega il management dell’hotel. La cena di gala mediterranea al Cap Roig e la proposta Nikkei al Sunset Lounge si fondono con la cornice naturale del mare e delle stelle, creando un ricordo indelebile.
Oltre agli eventi dell’eclissi, Jumeirah Mallorca propone escursioni private in yacht lungo la costa nord-occidentale, esperienze gastronomiche tra antichi uliveti e rituali di benessere personalizzati, rendendo ogni soggiorno un’occasione di rigenerazione completa. Le camere e suite, recentemente rinnovate, offrono terrazze panoramiche con viste spettacolari sul Mediterraneo o sulle montagne, mentre cinque ristoranti e la pluripremiata Talise Spa completano l’offerta di lusso discreto e raffinato. Le tariffe partono da 600 euro a notte per una Deluxe Mountain View Room.
Jumeirah Mallorca conferma così la propria vocazione: un rifugio esclusivo dove il lusso si fonde con la natura, l’arte e la cultura mediterranea, e dove ogni ospite può vivere un’esperienza unica e irripetibile sotto le stelle.
Quando, durante l’half time del Super Bowl, Bad Bunny ha portato Puerto Rico davanti a centinaia di milioni di spettatori, non è stato solo uno spettacolo musicale. È stato un gesto politico e culturale, un promemoria di quanto quest’isola sia più di una cartolina tropicale. Poco dopo, Ricky Martin ha messo in guardia dal rischio di trasformare l’isola in un paradiso svuotato dall’overtourism, luoghi dove la cultura locale finisce per diventare solo scenografia, come è in parte accaduto alle Hawaii.

Puerto Rico si trova proprio su questa linea sottile: una destinazione sempre più popolare, ma anche un territorio con una storia complessa e una forte identità. Visitare l’isola oggi significa scegliere come farlo, e allora abbiamo raccolto qualche consiglio per viaggiare in modo consapevole.

Puerto Rico unisce due anime: quella caraibica delle spiagge, delle foreste pluviali e delle barriere coralline, e quella latina fatta di storia, musica e gastronomia.
Le strade di San Juan, con la loro architettura coloniale e i ritmi tropicali, raccontano una cultura viva e stratificata. Allo stesso tempo, l’isola è un crocevia culturale che riflette influenze spagnole, africane e statunitensi, visibili tanto nella cucina quanto nella scena artistica e musicale.
Il cuore dell’isola, però, si trova spesso lontano dalle cartoline: nei villaggi di montagna, nelle fattorie di caffè, nei mercati e nelle spiagge frequentate dai surfisti. Basta uscire dai percorsi più ovvi per entrare in contatto con la cultura boricua, che si esprime nei chioschi di strada, nei club di salsa e nelle piccole comunità costiere.
È proprio questa complessità che artisti come Bad Bunny e Ricky Martin cercano di difendere: un’identità che non vuole essere ridotta a semplice intrattenimento per visitatori.
La capitale è il punto di partenza naturale. Le strade acciottolate e le case color pastello di Old San Juan offrono un viaggio nella storia coloniale dell’isola, mentre i quartieri più contemporanei mostrano una città in costante evoluzione.
Qui, invece di limitarvi alle zone dei resort, potete passare una serata a Santurce, tra bar con musica reggaeton e furgoni di street food frequentati dai residenti.
Nella zona di Luquillo, lungo la costa nord, i Kioskos de Luquillo offrono un assaggio diretto della vita locale: una fila di chioschi dove mangiare fritti, pesce e piatti creoli con i piedi nella sabbia.
Spostandovi verso l’interno, la regione montuosa di Jayuya permette di entrare in contatto con la cultura taíno tra musei, sentieri e haciendas di caffè, dove è possibile degustare produzioni artigianali direttamente sul posto.
Nei dintorni di Adjuntas, la Sandra Farms Coffee propone tour legati al commercio equo e alla produzione locale di caffè e cioccolato, offrendo un esempio concreto di economia sostenibile.
Per un contatto diretto con la natura, nella regione carsica di Utuado si possono esplorare fiumi, grotte e siti con petroglifi taíno, un paesaggio che conserva ancora un forte legame con la cultura indigena.
Sulla costa occidentale, Rincón è il luogo ideale per vivere l’isola fuori dal turismo di massa: qui si può surfare o semplicemente osservare il tramonto in bar come Tamboo Tavern o nel locale birrificio Rincón Beer Company, frequentato da surfisti e residenti.
Se avete più tempo, le isole di Vieques offrono un’esperienza ancora più lenta, tra spiagge quasi deserte, cavalli allo stato semi brado e piccoli villaggi dove la vita segue ritmi lontani dal turismo organizzato.

Per chi cerca un lato più autentico, dirigetevi verso la costa di Rincón, una zona meno urbanizzata. Qui l’atmosfera è rilassata, con spiagge frequentate da surfisti e comunità locali, lontane dal turismo dei grandi resort. Scegliere località come questa significa distribuire i benefici del turismo in modo più equilibrato e ridurre la pressione sulle aree più affollate.
Uno dei modi più semplici per viaggiare in modo responsabile è mangiare dove mangiano i residenti. Nei Caraibi, il place to be sono i mercati agricoli e delle bancarelle lungo le strade, dove si trovano prodotti freschi e si sostiene direttamente l’economia locale.

Le ricerche sul turismo nelle isole tropicali mostrano un equilibrio fragile tra economia locale e pressione turistica. L’avvertimento di Ricky Martin sulle Hawaii è un esempio concreto di cosa può accadere quando il turismo supera la capacità del territorio.
A Puerto Rico, potete fare la differenza con scelte semplici:
L’energia portata da Bad Bunny sul palco del Super Bowl non era solo intrattenimento: era un invito a guardare Puerto Rico per imparare a conoscerlo.
Se visiterete l’isola con questo spirito, scoprirete che il vero show non è quello di un halftime da milioni di spettatori, ma quello quotidiano di una cultura che resiste, si reinventa e continua a cantare la propria storia.
Vahine Private Island è l’indirizzo ideale per la clientela più esigente: un motu privato al largo di Taha’a, dove solo 9 bungalow e una Royal Villa accolgono chi cerca riservatezza ed esclusività assoluta.
Da luglio 2025 Vahine Private Island è gestito da Pearl Resorts, il resort offre ciò che rende davvero unico un soggiorno in Polinesia: privacy totale e panorami aperti sulla laguna cristallina, con viste che spaziano fino a Bora Bora e Huahine. Le sistemazioni, sulla spiaggia o overwater, sono immerse tra palme da cocco e barriera corallina, pensate come rifugi intimi in perfetta armonia con l’ambiente naturale.
Vahine è la scelta giusta per proporre una Polinesia autentica e incontaminata, lontana dai circuiti di massa, dedicata a chi non cerca semplicemente un resort, ma un’esperienza rara e profondamente esclusiva.

L’esclusività del resort trapela anche dall’architettura delle sistemazioni per gli ospiti, costruite ricorrendo a tradizionali materiali polinesiani e impiegando le tecniche locali di progettazione e realizzazione dei bungalow. Lo stile autoctono si evidenzia ulteriormente nella decorazione degli interni e si compone di tre categorie di bungalow, ognuno arredato secondo le necessità dell’ospite più esigente. I Beach Bungalow dispongono in 50 mq dei principali comfort desiderabili, con un’ampia terrazza con vista sull’oceano e Bora Bora. Una doccia esterna da spiaggia offre il giusto angolo per rinfrescarsi. I Beach Suite si sviluppano su 115 mq e sono l’ultimo ritrovato in fatto di intrattenimento tecnologico, con TV LCD e lettore DVD, accesso a internet. Gli Over Water Bungalow si propongono come santuari del relax, con 70 mq di spazio interno ed un tavolo di vetro che permette di ammirare da breve distanza le variopinte specie di pesci tropicali, attratte dai riflettori inseriti appositamente. La terrazza esterna, parzialmente coperta dal tetto in paglia, è raggiungibile in piroga ed è concepita per distendersi sull’amaca approntata allo scopo. Tutte le sistemazioni hanno: aria condizionata, almeno una ventola per il soffitto, uno schermo con musica e film su chiavetta USB, telefono e connessione internet DSL.

Un percorso sensoriale inebriante attende l’ospite che sperimenta le creazioni culinarie degli chef del Vahine Private Island. L’abbraccio tra la tradizione enogastronomica polinesiana e la cucina francese si manifesta attraverso un’abbondante colazione arricchita di primizie assolute come la marmellata di mango. Il pranzo variegato ma leggero si compone invece di ricche insalate, grigliate di pesce e sandwich, serviti da splendide donne polinesiane vestite in abiti tradizionali. La cena è l’apice di un evento romantico a lume di candela, con menù gastronomici e una selezionata lista di vini. Sono disponibili su richiesta dei menù vegetariani. Il bar è ambientato in un locale realizzato con differenti varietà di legni esotici e pietre vulcaniche provenienti dall’isola di Taha’a e si propone come il luogo giusto per degustare un cocktail personalizzato.

L’equilibrio psico-fisico può essere raggiunto affidandosi alle sapienti mani dei massaggiatori del resort, che permettono di tonificare e rilassare il corpo con trattamenti benessere all’olio di Tamanu. L’ospite è libero di scegliere l’ambiente più attraente dove farsi fare questi massaggi. Le attività sono comunque numerose e spaziano dalla pesca in laguna allo snorkeling, alle escursioni in kayak, in piroga ed in barca a vela. La visita alle piantagioni di vaniglia è un cammino intrigante ideato per scoprire i segreti di questa spezia. Il tour della barriera corallina antistante il resort consente di apprezzare l’unicità di questo piccolo angolo di paradiso.

La struttura non è adatta alle famiglie con bambini piccoli.
