Città delle 4 culture, questo angolo d’Europa in Africa si sta aprendo al turismo internazionale, ed è una destinazione tutta da esplorare, in un mix di influenze berbere, tradizioni ebraiche e induiste, arte sacra cattolica e Modernismo.

Il profumo delle spezie del Maghreb si fonde con i sapori della cucina ebraica e andalusa, e le divinità indù troneggiano a pochi isolati dalle cappelle dove sono protagoniste le sculture barocche dell’Addolorata, finemente abbigliate. Benvenuti a Melilla, enclave spagnola sulla costa mediterranea del Marocco, meta che non può mancare nel “palmarès” dei viaggiatori, dove l’estate sembra non finire mai. Città d’incontro fra Europa e Africa, qui convivono in alchimia 4 culture (cristiana, musulmana, induista ed ebraica) e una minoranza gipsy. Melilla è raggiungibile via mare o con voli diretti da numerose città spagnole; da Roma o Milano si fa scalo a Madrid o Malaga, per poi arrivare in soli 45 minuti in questo piccolo angolo d’Europa (12 chilometri quadrati di superficie, per un totale di quasi 87mila abitanti) nel cuore dell’Africa. Fra palme e alberi di tulipano africano (con i fiori di colore arancione vivo), Melilla va vissuta davvero in maniera “multisensoriale”, ed è una destinazione tutta da scoprire per chi ama una vacanza no stress e slow, fuori dalle rotte dell’overtourism.

 

Melilla La Vieja

 

Cosa fare, vedere e mangiare in città: la Top Ten delle esperienze da non perdere

Melting pot di culture, atmosfere e sapori, Melilla è sospesa fra Europa e Africa, in una dimensione che sembra  fuori dal tempo e dallo spazio, dove lo stress è una parola sconosciuta agli abitanti locali. La città si può visitare in un weekend, girando comodamente a piedi, e le spiagge, come la lunghissima spiaggia San Lorenzo (dove ancora si può fare il bagno, complice il clima africano), sono tutte accessibili. La nuova sfida per Melilla, adesso, è fare il grande salto dal turismo spagnolo a quello internazionale. Città Autonoma della Spagna dal 1995, Melilla (il cui nome originario era Rusadir) ha una storia molto antica: su queste coste arrivarono i Fenici nel VII secolo a.C., seguiti dalle dominazioni dei Cartaginesi, dei Romani, dei Bizantini poi e degli Islamici (VIII secolo d.C.), ai quali si deve il nome di “Malilla” (che significava “pietra bianca”, per il colore delle scogliere locali). La conquista spagnola della città avvenne nel 1497, e quel che oggi si può vedere dell’agglomerato urbano antico è la parte che risale principalmente al Cinquecento. Per organizzare al meglio il vostro viaggio potete consultare i siti web www.melillaturismo.com e www.spain.info. Quello che vi suggeriamo è un itinerario all’insegna di 10 esperienze culturali e gastronomiche imperdibili in città.

 

1 Atmosfere gotiche e panorami mozzafiato: esplorare La Ciudadela

Melilla La Vieja, nota anche come La Ciudadela o El Pueblo, è la parte più antica ed enigmatica della città, dominata dai forti del Rosario e di Las Victorias: dichiarata ufficialmente Patrimonio di Interesse Storico e Artistico, questa fortezza costruita tra il XVI e il XVIII secolo ha ben 4 cinte murarie, ed è un dedalo di bastioni, cisterne, piazze, fossati, ponti, grotte, vicoli abbelliti da murales. La cosa migliore è iniziare il percorso dalla suggestiva Plaza de Las Culturas, punto di ritrovo degli abitanti locali (fra bar e caffè), attraversare la porta di Santiago, per poi sostare ad ammirare dall’alto la spiaggia dell’Insenatura delle Galápagos e l’unica cappella gotica dell’Africa, ovvero la Cappella di Santiago, costruita dall’architetto Miguel de Perea nel 1551. Continuate ora il vostro cammino fino al Museo Històrico Militar (con ingresso libero) per ammirare uno dei più spettacolari scenari della città vecchia a picco sul mare. Da non perdere la vicina Chiesa de la Purìsima Concepciòn, recentemente restaurata.

 

Street art nei vicoli di Melilla La Vieja
Veduta del mare dall’interno delle Grotte del Conventico

 

2 Alla scoperta delle Grotte del Conventico

Una delle destinazioni più affascinanti della città vecchia di Melilla sono le Grotte del Conventico, scavate nella roccia a picco sul mare, con scorci di panorama davvero mozzafiato. Le grotte sono collegate al Convento omonimo, e fanno parte della muraglia della Cruz. Questo sito, misterioso nel suo genere, durante la prima e la seconda Guerra Mondiale, veniva utilizzato come rifugio e magazzino, e qui erano celebrate le funzioni religiose. Ancora oggi sono visibili le nicchie scavate dai soldati, per dormire durante gli assalti.

 

Scalinata della Moschea Centrale
Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

 

3 Dalla moschea alle divinità indù: percorrere la Ruta de Los Templos

Per capire a fondo lo spirito di Melilla e dei suoi abitanti, e l’integrazione di culture che rappresenta l’essenza della città, dovete dedicare una mattinata alla Ruta de Los Templos, l’itinerario guidato dei luoghi di culto delle 4 culture presenti nella città, che si può effettuare contattando direttamente l’Ente del Turismo locale. Si inizia con la Moschea Centrale, fulcro della cultura berbera in città, realizzata in stile modernista neoarabico nel 1945 da Enrique Nieto, iconico architetto del Modernismo melillense, allievo di Gaudì. Si prosegue poi con la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, dove sono custodite la statua della Madonna patrona di Melilla (Nostra Signora della Vittoria) così come diverse rappresentazioni della Vergine Addolorata e della Passione di Cristo, dove il “pathos” dell’arte barocca spagnola simboleggia la fede autentica che oltrepassa la religione. A questo punto ci si dirige verso la Sinagoga Or Zaruah (“Sacra Luce”), finita di costruire nel 1924. Il giro si conclude con il pittoresco Tempio Hindù, con il pantheon delle divinità indiane e il libro sacro della Bhagavadgita, non solo sede della minoranza di culto induista, ma anche centro di attività olistiche (come i seminari di yoga) e di attività di beneficenza.

 

Interno della Sinagoga Or Zaruah
Interno del Tempio Induista

 

4 Architettura, che passione: l’itinerario Modernista

Una sola città, mille sfaccettature: l’altro volto di Melilla, davvero sorprendente considerato che ci troviamo nel continente africano, sono i palazzi modernisti, la maggior parte dei quali ad opera dello scultore (originario di Barcellona, ma trasferitosi a Melilla) Enrique Nieto. Una passeggiata per l’Ensache Modernista, meglio se in compagnia di una delle guide dell’Ente del Turismo melillense, è un viaggio nell’urbanismo modernista e nell’Art Deco.

Si parte dal Palacio de la Asemblea (il Municipio, finito di costruire nel 1949), sede del Governo della città, e si prosegue attraverso l’Edificio El Acueducto, la Casa Vicente Martìnez, la Càmara del Comercio, la Casa David Melul e l’Edifico della Reconquista. Questo itinerario guidato, in estate, si può fare anche di notte.

 

 

Il Modernismo a Melilla 
Palazzo in stile modernista a Melilla

 

5 Rilassarsi nel Parco Hernàndez

Il Parco Hernàndez, che affaccia sulla centralissima Plaza de Espana, è un altro must to see di Melilla: al suo ingresso spicca la statua di Isabella di Castiglia la Cattolica. Fra palme, piante di banano, statue in stile neoclassico e giganteschi alberi di ficus magnolioide, ecco il contesto ideale per fare una pausa rilassante e magari leggere un libro seduti su una panchina nel verde, immersi nel suono degli uccelli che, in questo caso, sostituiscono i gabbiani, che sentireste predominanti sulla spiaggia e al porto.

 

Un angolo del Parco Hernàndez
Il Mercato Centrale

 

6 Full immersion di spezie nel Mercado Central

Se amate le spezie, i sapori esotici e lo street food, il Mercado Central è la tappa che fa per voi. Tripudio di karkade, cumino, chiodi di garofano, cannella, mandorle, anacardi, la vivace atmosfera del mercato è una gioia per tutti i sensi.

 

Cous cous marocchino in sala medievale, La Muralla
Sala da tè in stile berbero, Teteria Nazarì

 

7 Viaggiare nei sapori: dal cous cous ai churros

Melilla è una meta da tenere a mente anche per i buongustai: raramente potrete fare una full immersion di sapori internazionali così diversi fra loro in un territorio tanto piccolo. Se volete assaporare il meglio della cucina berbera, fra cous cous, pane tachnift (il pane marocchino con semola) e pastella de pollo marroqui, l’indirizzo da segnare in agenda è La Muralla, nella città vecchia, mix di atmosfere medievali e cucina marocchina. Per un lunch dai gusti fusion, dove assaggiare l’uovo fritto con jamon iberico spagnolo e pimientos (peperoncini) del Padròn annotate sul vostro taccuino di viaggio il gastrobar La Cala, sul mare. Il piatto tipico di pesce melillense è il Rape alla Rusadir (rana pescatrice in umido, con patate). Se amate la cucina di pesce, e anche i crudi, così come le zamburinas gallegas (simili alle capesante) il ristorante più “in” è La Traviata. Se invece volete tapear, ovvero assaggiare una serie di tapas accompagnate dal tipico Vermut di Melilla, fate rotta sul Victoria Cafe Bar, trionfo di tortillas de patata e polpo a la gallega. Per fare merenda con i caratteristici churros (le frittelle lunghe a base di farina, acque a pasta madre, servite spolverate con lo zucchero) allora il must è churreria El Mantelete, del 1955, la più antica della città. Concedevi poi un break per il tè marocchino in una sala da tè dove vi sembrerà davvero di non essere in Europa, ma in salotto delle Mille e una Notte: stiamo parlando della Teteria Nazarì, fra i cui “cavalli di battaglia” c’è la lemonada con hierba buena. Last but not least, se volete riportare con voi in Italia il meglio della pasticceria berbera, programmate uno stop over alla Confiteria Montemar, la migliore per i dolci magrebini e spagnoli home made: buonissimi i “polvorones”, i tipici pasticcini andalusi super friabili.

 

Pasticcini berberi, Confiteria Montemar

 

8 Salire sul Faro

Se volete ammirare uno dei più vasti panorami di Melilla, che spazia fino al Marocco e al monte Gurugu (famoso per le sue scimmie), allora salite i 38 gradini che vi portano sulla cima del Faro che affianca la Ciudadela. Naturalmente il momento più suggestivo per ammirare il Faro stesso è al tramonto, quando la sua luce intermittente si accende al calar del sole.

 

Il Faro visto dai bastioni della Città Vecchia

 

9 Shopping etnico per tutti i gusti

Caftani colorati, prelibatezze della tradizione kosher, incensi indiani, bijoux etnici, babouche marocchine in pelle, mani di Fatima beneaugurali per la casa, profumi speziati ed elisir di cosmetica berbera per la giovinezza del viso, come l’olio di fico d’India. Senza dimenticare un vero e proprio Duty Free in centro città. Lo shopping fra i bazar nel cuore di Melilla è multietnico. Il simbolo che troverete più ricorrente è la Mano di Fatima, nota anche come Khamsa, antico talismano magrebino di protezione contro le energie negative.

 

Dettaglio di un bazar a Melilla 
Una tomba dei primi del ‘900 nel Cimitero della Purissima Concezione

 

10 Il cimitero artistico, dove i gatti sono custodi delle anime

Sapevate che Melilla è una città piena di colonie feline, dove i gatti stanno particolarmente a cuore agli abitanti? Una meta davvero fuori dalle rotte ordinarie è il Cimitero della Purissima Concezione, che risale al 1892, dove è sepolto Enrique Nieto e dove si trovano diverse tombe dal raffinato gusto artistico dei primi del Novecento. Qui i mici della colonia felina locale sono diventati un po’ i “custodi” delle anime, e se vi aggirate fra le lapidi li troverete adagiati e rilassati, pronti a fare le fuse ai visitatori.

 

Gatto della colonia felina nel Cimitero di Melilla