Dall’unicità del paesaggio ai colori del mare, passando per le eredità culturali delle sue antiche civiltà (senza tralasciare la salubre e deliziosa cucina), il Mediterraneo è uno scrigno di tesori universalmente apprezzati. Meno note sono invece le splendide strade che collegano gli arenili e le scogliere del Mare nostrum con gli aromatici paesaggi della “macchia” dove guidando tra arbusti di origano, serpillo e ginepro si raggiungono parchi archeologici, città d’arte, baie punteggiate da faraglioni e spettacolari catene montuose. La sensazionale collezione di itinerari stradali spazia dal Sud della Francia al Nord del Maghreb, e i cinque percorsi selezionati in questo articolo sapranno soddisfare in egual misura le aspettative di conducenti e passeggeri.

1. Dalla Tangeri di Burroughs alla kasbah di Chefchaouen

 

 

Nei visionari paragrafi del Pasto Nudo, il conturbante personaggio di Bill Lee – protagonista del romanzo di Burroughs – cercava ispirazione nella città di frontiera marocchina, in cui abitò anche Yves Saint Laurent. In tempi recenti, la casa dello stilista è diventata un elegante boutique hotel (Villa Mabrouka) e con la ristrutturazione dei tanti immobili storici, il fascino di Tangeri continua a esercitare un magnetico richiamo nei confronti dei viaggiatori che antepongono cultura ed intelletto, alla frenesia da selfie.

Ubicata sullo stretto di Gibilterra, Tangeri è anche un magnifico punto di partenza per addentrarsi nelle Rif Mountains, con tappa intermedia a Chefchouen. Nota per il suo minareto ottagonale e per la kasbah risalente al XV secolo, la città blu del Marocco si raggiunge da Tetouan percorrendo la statale N2. Prima della strada nell’entroterra, l’itinerario da Tangeri prevede panoramici tratti costieri (la National Road 16) fino a Ceuta, ubicata all’imbocco del Mar Mediterraneo.

2. Da Roquebrune al Massiccio dell’Esterel

 

 

Se al primo impatto l’itinerario può sembrare scontato e affollato, le spettacolari corniche che sorvolano Roquebrune Cap Martin e il Principato di Monaco fino a Villefranche sur Mer sono un’esperienza da non perdere in ogni periodo dell’anno. La medesima considerazione riguarda la sosta ad Ezè (panoramico borgo in pietra un tempo frequentato da Walt Disney con insegne in ferro battuto ed un meraviglioso giardino botanico) ed il soggiorno a Cap Ferrat, penisola punteggiata da pini marittimi in cui sorge l’iconico Grand Hotel du Cap. Qui ci si può rinfrescare a Paloma Beach prima di visitare Villa & Jardins Ephrussi de Rothschild per poi intraprendere la strada costiera fino a Nizza.

 

Una volta superata Cannes, ha inizio il Massiccio dell’Esterel, area geografica di 32.000 ettari composta da alture selvagge, scogliere color ocra (che diventano fiammeggianti al tramonto) e calanque con acque verdi smeraldo. Fotogenico e perfettamente mantenuto, il percorso di curve e tornanti della D559 che collega Thèoule sur Mer e Saint Raphael è ideale per le vetture cabriolet. Avendo sufficiente tempo a disposizione, il tragitto può estendersi fino al cuore della Provenza, nel jet-set di St.Tropez oppure concludersi con una vista alle maestose Gole di Verdon che costeggiate da falesie alte 700 metri, sono il canyon più grande d’Europa.

3. Da Granada a Jerez de la Frontera

 

 

Assolata e atmosferica, la regione settentrionale della Spagna ha un entroterra forse ancor più interessante degli ecosistemi marittimi. Atterrando a Malaga, uno dei percorsi di maggior fascino collega le spiagge della Costa del Sol (alcune delle più belle sono Playa de Burriana a Nerja) con Granada e Jerez. Il tragitto può includere la sosta a Gibilterra (identificata nell’antichità come sede delle Colonne d’Ercole assieme alla montagna di Jebel Musa in Marocco) e una volta raggiunta la cittadina dell’Alhambra e dell’Albayzin, la sessione di guida nella Sierra Nevada lungo la A-4025 si rivelerà spettacolare quanto la successiva scoperta di Ronda.

Nei pressi del paese tinteggiato di bianco ed edificato dai romani su una scoscesa falesia di tufo, sorge inoltre il circuito Ascari con la sua signorile clubhouse. Proseguendo a nord sulla A-374 si arriva quindi ad Arcos de la Frontera (un’assopita gemma nascosta) ed infine a Jerez, sede dell’omonimo circuito particolarmente amato dai motociclisti e casa dello sherry, liquore che deve il suo nome alla città fenicia di Xerò.

4. Dalla casa della Venere al monastero di Agios Ioannis

 

 

I luoghi di culto e delle arti edificati nell’Antica Grecia, sono quasi sempre avvolti da paesaggi naturali di grande energia e poesia. Non fa eccezione l’Anfiteatro di Milos a poca distanza dal quale, fu ritrovata la statua della Venere (millenario emblema della bellezza femminile) oggi custodita al Louvre. Oltre ai reperti del periodo classico, la vulcanica isola cicladica anche nota per i sirmata (colorati ricoveri per le barche dei pescatori) e per l’estrazione mineraria, assicura un’impareggiabile scelta di spiagge.

Gli arenili sono circa 70 e quelli del versante occidentale offrono pace e silenzio anche in pieno agosto. Partendo da Tripiti (paesino accanto alla zona archeologica ai piedi di Plaka) e dopo aver circumnavigato l’interno del golfo a ferro di cavallo in macchina, la strada s’inerpica verso le pale eoliche collocate nei pressi della montagna Profitis Ilias. Da qui l’asfalto lascia presto spazio ad un ampio sterrato di tornanti e curve con vista, dalle quali è possibile scorgere i profili di Sifnos, Kimolos e Serifos. In prossimità del bivio con Triades, il sentiero diventa una polverosa pietraia ma proseguendo adagi si raggiunge finalmente il monastero dedicato a San Giovanni e sotto ad esso, si trova l’omonima spiaggia di sabbia dorata contrapposta ad acque turchine e cangianti formazioni rocciose.

5. Dalla Valle d’Itria al Salento

 

 

Complice l’avvento del turismo internazionale, la regione nel tacco d’Italia si è rifatta il trucco ma seppur a costi sempre più elevati, le tradizionali attrattive culturali, balneari e culinarie pugliesi restano incantevoli. Partendo da Capitolo – dove il tratto di mare davanti all’Hotel La Peschiera è tra i più belli del versante adriatico della penisola – il percorso si dirama tra ulivi e muretti a secco nelle verdeggianti sfumature della Valle d’Itria. Nell’area geografica di trulli e masserie sorgono graziosi paesini come Locorotondo e Martina Franca e man mano che ci si distanzia dal trambusto costiero nei pressi di Ostuni & Co., la rotta campagnola sulla SP66 diventa sempre più silenziosa, autentica e solitaria.

 

Il percorso via Manduria conduce a Porto Cesareo dove le trasparenze ed i colori dell’acqua delimitata da spiagge bianche, rivaleggiano con i mari tropicali. La destinazione è inoltre vicina al circuito di Nardò (che ospita anche un anello dedicato ai collaudi tanto esteso da essere visibile dallo spazio) e agli altri splendidi arenili salentini quali Punta della Suina a sud di Gallipoli.