Scopri i luoghi delle Bahamas che hanno ispirato e ospitato film famosi.
Quando il sole delle Bahamas cala sull’orizzonte e si riflette sull’acqua, c’è un attimo in cui tutto appare costruito con la precisione di una scenografia, come se il paesaggio stesso fosse stato pensato per il cinema. Non stupisce che proprio qui, tra le oltre 700 isole dell’arcipelago caraibico, il confine tra realtà e finzione cinematografica si sia dissolto più e più volte. Le Bahamas non sono solo un paradiso per viaggiatori e velisti, ma anche un palcoscenico naturale per l’universo della celluloide. Negli ultimi decenni, sono diventate una vera e propria musa per Holliwood. Qui si gira, si recita, si nuota con gli squali, si sbaglia ripetutamente una scena – come fece Daniel Craig in “Casino Royale”, intrappolato tra onde capricciose e muscoli contratti – e si trasforma un paradiso tropicale nella tundra islandese, come ne “I sogni segreti di Walter Mitty”.
Nassau, licenza di girare tra le onde
Nassau, cuore pulsante delle Bahamas, con i suoi edifici coloniali dai colori pastello e le palme che ondeggiano pigramente sul porto, è da tempo una tappa fissa nel diario di viaggio cinematografico di James Bond. In queste acque trasparenti, gli attori che lo hanno incarnato hanno lasciato più che impronte nella sabbia: veri e propri frammenti di leggenda. Si racconta che durante le riprese di Thunderball, un guasto alla barriera di protezione abbia reso fin troppo reale una scena subacquea, portando gli attori faccia a faccia con un abitante non previsto: uno squalo curioso. Nessun effetto speciale, solo l’imprevedibilità del mare. Ma Nassau non è solo un set per l’adrenalina. Qui, dove il ritmo della vita rallenta, anche una semplice camminata sul molo o una nuotata può tramutarsi in un momento di cinema puro. Curiosità? Daniel Craig ha riscritto l’archetipo del Bond sensuale, emergendo dall’Oceano Atlantico con un’intensità tale da rendere iconica anche una scena nata sotto il segno della frustrazione: mare in tempesta, ciak difficili e, infine, il montaggio digitale a salvare tutto.
Exuma, dove Jack Sparrow ha comprato casa
Appena più a sud, nelle Exuma, la Thunderball Grotto conserva ancora l’eco delle riprese del celebre film del 1965. Oggi è meta di snorkeling e selfie, ma allora era un antro segreto per spie sottomarine e segreti da svelare. L’acqua è cristallina, ma la magia resta opaca: quello che si vede, non sempre è tutto ciò che c’è. Sempre qui, tra le isolette sparse come coriandoli sul turchese, Johnny Depp decise che la finzione non bastava più: acquistò Little Hall’s Pond Cay, la sua isola privata. È difficile dargli torto, dopo aver interpretato Jack Sparrow, chi non vorrebbe rimanere nei Caraibi per sempre?
Eleuthera e l’illusione della tundra islandese
Eleuthera è un inganno gentile. Con il suo profilo sottile che taglia l’oceano come un nastro di terra e sabbia rosa, riesce nell’impresa di fingersi qualcun altro, senza mai perdere la propria identità
In una delle sue vie principali, la Queen’s Highway, si è consumato uno degli incantesimi più eleganti del grande schermo contemporaneo: nella pellicola “I sogni segreti di Walter Mitty”, quella striscia d’asfalto diventa una remota strada islandese, percorsa in skateboard da un protagonista in fuga dalla routine. Eppure, niente ghiaccio, niente fiordi: solo l’orizzonte azzurro delle Bahamas, travestito con sapienza. Eleuthera, in quel momento, non finge: semplicemente regala un’altra versione di sé, come solo le grandi attrici sanno fare. La natura, qui, è la protagonista indiscussa: credibile, fotogenica, perfetta per ogni ruolo che le si voglia assegnare.
Andros, il mistero delle riprese in technicolor
Andros è l’altra faccia del paradiso: selvaggia, vasta, poco addomesticata. Le sue grotte marine e barriere coralline hanno fatto da cornice a “Into the blue”, un’opera filmica che mescola avventura e tensione in apnea. L’attore Paul Walker, durante le riprese con Jessica Alba, si immergeva tanto a fondo da scomparire per minuti interi. La troupe si preoccupava, lui rideva. Quando il set coincide con un visione artistica quasi onirica, si dimentica il tempo.
Un silenzio da brividi a Bimini con Hannibal Lecter
Chi avrebbe mai immaginato che “Il silenzio degli innocenti”, capolavoro del thriller psicologico, trovasse il suo epilogo proprio a Bimini? È qui che il dottor Hannibal Lecter – elegante, inquietante, in fuga – fa la sua ultima telefonata a Clarice Starling. Lo fa da una cabina telefonica sulla spiaggia, mentre si prepara a “cenare con un vecchio amico”. Il contrasto tra l’horror e la vista paradisiaca non potrebbe essere più tagliente.
Paradise Island, la fonte dell’eterna giovinezza
Infine, Paradise Island, con i suoi straordinari resort e un mare da favola, è stata la cornice di “Cocoon”, la storia di un gruppo di anziani che ringiovaniscono grazie a misteriosi bozzoli alieni. Mentre giravano, gli attori raccontavano di sentirsi effettivamente più giovani, rinvigoriti dall’energia dell’ambiente circostante. Sarà il clima, sarà la luce, o forse un po’ di quell’incanto che solo le Bahamas sanno evocare.
C’è qualcosa, nell’arcipelago caraibico, che sfida la logica cinematografica. I colori sono troppo saturi per sembrare reali, la luce troppo morbida, le nuvole troppo scenografiche. Non c’è da meravigliarsi se qui filmmaker e sceneggiatori trovano lo sfondo perfetto per narrare storie impossibili. Ma per chi ci arriva senza copione né truccatori, queste isole regalano una verità ancora più stupefacente: la settima arte, a volte, copia soltanto la bellezza del mondo. E quel mondo, almeno una volta nella vita, bisogna vederlo con i propri occhi.






