Un angolo nascosto di montagna, che vanta 250 giorni di sole all’anno. Tra vigneti e muretti a secco, tra rustici e zone umide, un territorio tutto da scoprire.
Viaggio alla scoperta della Costiera dei Cech, angolo nascosto di montagna in bassa Valtellina, dove paesaggi, cultura e tradizioni si intrecciano armoniosamente.
Meta ideale per weekend e vacanze rigeneranti, è un luogo dove la natura si unisce alla riscoperta delle autentiche tradizioni e degli scorci legati alla vita contadina e montana. La zona gode di un microclima mite, grazie all’esposizione al sole e alla vicinanza al lago di Como. Con oltre 250 giorni di sole all’anno, il clima favorisce la coltivazione del Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca, su spettacolari terrazzamenti sostenuti da muretti a secco che modellano il paesaggio. I sentieri che si snodano tra questi terrazzamenti offrono percorsi per ogni esigenza, da passeggiate rilassanti a trekking più impegnativi, permettendo di esplorare a fondo il territorio e i suoi panorami.

Lungo la Costiera si incontrano piccoli borghi e frazioni, caratterizzati da case in pietra e vicoli stretti, che si arrampicano sui pendii coltivati regalando affascinanti scorci sulla Valtellina e sull’alto Lario. Traona, Cino, Cercino e altri insediamenti conservano un ricco patrimonio architettonico: chiese, campanili, cappelle votive, monasteri, palazzi nobiliari, ma anche torchi, mulini, cantine e vecchie osterie che raccontano la vita rurale di un tempo.
Traona, di origine medievale, deve la sua importanza alla posizione strategica sulla Via Valeriana, antica arteria commerciale che collegava la Valtellina a Milano e al lago di Como. Ne restano testimonianza l’Arco Dogana, voluto dal podestà per riscuotere i dazi, e il Forno Sforzini, ancora oggi utilizzato in occasioni speciali per cuocere il pane secondo la tradizione locale.

Nella frazione di Corlazzo si conserva uno dei torchi meglio preservati della Valtellina, risalente al Seicento. Realizzato in legno e metallo, si trova in un locale rustico appositamente costruito. La famiglia proprietaria lo metteva a disposizione del vicinato, trasformando la torchiatura in un momento di collaborazione e socialità.
Nel centro storico si trova anche il Mulino Arietti, antico impianto idraulico alimentato dal torrente Vallone. Le due macine in pietra servivano per la produzione di farina di grano saraceno, frumento e, dagli anni Cinquanta, farina gialla da polenta.
Cino, posto a mezza costa e attraversato da sei torrenti, conserva un forte legame con il suo passato agricolo. Le case con balconi in legno e intonaci colorati raccontano una vita scandita dai ritmi della transumanza e dell’allevamento. Le escursioni verso l’Alpe Bassetta e l’Alpe Piazza permettono di rivivere quell’atmosfera, con la possibilità di degustare i formaggi d’alpeggio prodotti ancora oggi.
Cercino, fondato intorno all’anno Mille come possedimento dei monaci di Sant’Ambrogio di Milano, è ricco di fonti d’acqua, torrenti e tracce storiche legate alla sua origine religiosa e rurale.

I muretti a secco, la cui tecnica costruttiva è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, non sono solo un elemento estetico: permettono alle viti di Nebbiolo di ricevere l’irraggiamento solare ideale e godere della ventilazione proveniente dal lago, dando vita a uve di eccellente qualità.
Per un’immersione nella natura più selvaggia, la Costiera è inoltre punto di accesso privilegiato alla vicina Riserva Naturale del Pian di Spagna e Lago di Mezzola, una delle aree umide più importanti del Nord Italia. Tra canneti, prati allagati e sentieri per camminate o pedalate, si esplora un ecosistema di straordinaria biodiversità. L’area ospita oltre 300 specie di uccelli migratori e rare specie vegetali, in un paesaggio in continuo mutamento, attrezzato con percorsi naturalistici e aree di sosta.
