La città, la sua posizione e suoi dintorni hanno qualcosa di ideale che li circonda…” scrisse Wolfgang Goethe a proposito di Heidelberg. La città romantica del nord del Baden-Württemberg incarna meglio di ogni altro centro tedesco la memoria culturale della Germania. A Heidelberg, Goethe soggiornò otto volte e, come oggi recita lo slogan turistico della cittadina, vi lasciò il suo cuore. Qui il più grande scrittore tedesco di tutti i tempi, si innamorò di Marianne von Willemer, la Suleika del Westostilrcher Divan; a ricordo di questa passione, ella stessa, nel 1824, scrisse una poesia i cui versi sono scolpiti nella pietra del Castello: “Qui fui felice, innamorata e amata…”.
Nessuna città tedesca fu tanto corteggiata dai poeti del romanticismo. Tutti la visitarono e rapiti dalla sua atmosfera scrissero versi. Dalla ‘Ode a Heidelberg’ di Friedrich Hölderlin alla ‘Vecchia Heidelberg, tu leggiadra’ di Joseph Victor von Scheffel.
Antica e giovane. Storica e viva. Perché il suo fascino di oggi lo si ritrova nel connubio tra le radici monumentali della capitale del romanticismo e la sua vita sociale e culturale eternamente studentesca grazie alla più antica della Germania, con eventi che spaziano dal teatro ad arte, musica, danza, ambiente. Non a caso è una delle città più amate dai turisti in Germania con 12 milioni di visitatori l’anno.
Heidelberg, vecchio ponte sul Neckar e castello
PRIMO GIORNO
Si raggiunge l’antico centro attraversando il vecchio ponte che conduce alla Karlstor, una porta neoclassica i cui sotterranei erano adibiti a prigione. Passeggiando per il centro storico, trasformato in zona pedonale, si incontrano la Fontana dei Leoni con lo stemma del Palatinato, la Torre delle streghe e dei ladri e tutto l’insieme di edifici barocchi che concorrono all’armonia della città, che fortunatamente scampò ai bombardamenti. E la Ruprecht Karls Universitaet, la più antica della Germania. Fu fondata, nel 1386, dal conte palatino Ruprecht I da cui prende il nome, uno dei sette principi elettori dell’Impero. La sua storia rispecchia i mutamenti politici e ideali degli ultimi sei secoli. Ai tempi della Riforma protestante, diventò sede del dibattito tra luteranesimo e calvinismo. Nel 1518 accolse con grandi onori Martin Lutero, che tra le sue mura difese le sue 95 tesi. Ristrutturata nel 1803 dal granduca Karl Friedrich von Baden, divenne l’Ateneo più importante della Germania e assunse fama mondiale. Dalle sue aule sono usciti undici premi Nobel, tra studenti e professori. Oggi ospita 31.500 studenti, in una città di 160.000 abitanti.
Tra le erbivendole di Marktplatz si scopre il volto campestre di Heidelberg ma anche un lato tenebroso del suo passato: in questa piazza, l’inquisizione mandava al rogo streghe ed eretici.
Heidelberg, castello
Ci si arrampica poi sulla collina per raggiungere il Castello. Bastioni massicci, fabbricati rurali, palazzi di stile gotico e rinascimentale circondano l’immenso cortile interno, dando al visitatore un’idea immediata del passato irrequieto di quelle mura. Costruito all’inizio del Trecento, il Castello fu più volte ampliato e ristrutturato nei secoli successivi. Oggi racchiude diversi stili architettonici: medioevale, gotico, rinascimentale e barocco. Tra i resti di torri e mura sono racchiuse parte della storia della Germania e alcune leggende. La mitica stanza rinascimentale degli specchi, di cui non rimane quasi nulla. L’Elisabethentor, che Federico V fece costruire in una sola notte in onore della moglie Elisabeth Stuart. E l’immenso giardino: opera del medesimo principe. Poi l’Apotheken Tor, la torre dei farmacisti che per secoli sperimentarono alchimie degne di ’Il nome della rosa’: oggi ospita alambicchi, bilance, vasi e mortai dell’unico Museo della Farmacia esistente in Germania. Dalle torri alle cantine per vedere una botte gigantesca del 1751: lunga 8 metri e mezzo, del diametro di 7 metri e la capacità di 2200 ettolitri. A fianco della botte si scopre la figura, dipinta sul legno, del nano Perkeo: un leggendario giullare di corte, un cultore di Bacco di cui si narra l’eccezionale capacità di ingollare fino a 18 litri di vino al giorno. Il 7 giugno il Castello sarà coronato da uno spettacolo pirotecnico.
SECONDO GIORNO
Se la riva sinistra è quella della cultura, la sponda destra del fiume Neckar, che taglia Heidelberg, è lo spazio per il relax, la meditazione e le attività all’aria aperta. Da qui si gode la migliore vista sulla città vecchia aggrappata ai piedi delle mura rosse del Castello, che si stagliano tra il verde della foresta. Rosso e verde: i colori del romanticismo tedesco, le tinte che attirarono a Heidelberg il pittore inglese William Turner alla ricerca di ispirazione. Il panorama migliore lo si gode però dalla Philosophenweg, il collinare viale dei filosofi, dove da secoli le passeggiate si coniugano a meditazioni solitarie e a conversazioni colte. A Heidelberg, la stretta valle del Neckar, costeggiata dalle colline boscose dell’Odenwald, incontra la verde e vasta pianura del Reno.
Heidelberg city centre
CENA
A Heidelberg si beve vino. I vini di Baden e quelli delle collinose rive del Neckar, dove si producono i rossi Trollinger, Spätburgunder (Pinot noir), Müllerebe (Pinot meunier), Portugieser e Lemberger (quest’ultimo è molto fruttato); e i bianchi Riesling, Müller-Thurgau, Kerner e Silvaner. Il vino viene servito a quarti (viertele) o a ottavi nelle Studentenkneipe: osterie frequentate da giovani e studenti, dove si beve, si addentano spuntini e si schiamazza in compagnia. Molti di questi locali sono stati trasformati in ristoranti, si incontrano nella principale Haupstrasse, come Zum Sepp’l al 213 e Zum Roter Ochsen al 217. In Hauptstrasse 115 c’è invece Zum Goldenen Schaf, il più famoso ristorante cittadino, ambientato in un edificio storico serve piatti della tradizione regionale e preparazioni della cucina internazionale.