C’è un luogo in Piemonte dove la natura è tornata a raccontare storie di armonia e bellezza. È il territorio dell’Ecomuseo del Lago d’Orta e del Mottarone, custode di un piccolo grande miracolo italiano: il recupero ambientale di un lago un tempo pesantemente inquinato dagli scarichi industriali e oggi tornato balneabile, pescoso e limpido. Un modello di rigenerazione ambientale che ha saputo unire comunità, ricerca scientifica e volontà politica, e che ora si offre ai visitatori in tutta la sua rinnovata bellezza.
L’isola gioiello
Il nostro viaggio inizia obbligatoriamente da Orta San Giulio, uno dei borghi più belli d’Italia, con un dedalo di viuzze acciottolate che scendono fino alla piazza centrale, affacciata sul lago. Davanti, come sospesa sulle acque, l’Isola di San Giulio sembra uscita da un romanzo. Dominata dal silenzio del Monastero Mater Ecclesiae, è meta di passeggiate meditative lungo il “percorso del silenzio e della meditazione”, dove le suore benedettine invitano a ritrovare la quiete interiore. A dominare il borgo c’è il Sacro Monte di Orta, patrimonio UNESCO, con le sue venti cappelle affrescate dedicate alla vita di San Francesco, immerse in un bosco sacro che profuma di incenso e muschio.

Ma l’incanto del Lago d’Orta non si esaurisce qui e regala al visitatore curioso molte altre mete. Salendo sulle alture si raggiunge il settecentesco Santuario della Madonna del Sasso, costruito su uno sperone di granito bianco che si tuffa nel lago. La vista da qui è particolarmente affascinante: l’acqua si apre come uno specchio, incorniciata dai boschi e dai tetti di Orta.
Le Bandiere Blu
E proprio per chi ama l’acqua e i piaceri della balneazione nella stagione calda, il Lago d’Orta offre spiagge che vantano la Bandiera Blu, come il Lido di Gozzano e la spiaggia di San Maurizio d’Opaglio, luoghi ideali per un bagno di sole, un tuffo rigenerante o una giornata in canoa.
Se invece il desiderio è quello di vivere il lago in cammino, c’è l’Anello Azzurro di Girolago, che lo abbraccia in un itinerario di oltre 40 km, attraversando boschi, borghi, scorci romantici, canneti in via di ripristino e antichi mulini. Un percorso da fare a piedi – per lunghi tratti accessibile anche in mountain bike – suddiviso in tre tappe di circa tredici chilometri ciascuna.

A San Maurizio d’Opaglio si visita il Museo del Rubinetto, che racconta un altro volto del territorio, legato alla storia centenaria di uno dei simboli di un’industria locale che ha saputo trasformare un piccolo centro nella capitale italiana della rubinetteria. Un esempio di ingegno manifatturiero che affonda le radici nella tradizione, ma guarda a un futuro fatto di design, alta qualità e sostenibilità.
La dedica a Gianni Rodari
Per le famiglie, ma non solo, una tappa imprescindibile è il Parco della Fantasia Gianni Rodari a Omegna, città natale dello scrittore. Qui, tra laboratori creativi, letture animate e installazioni interattive, si celebra l’universo immaginifico di uno dei grandi maestri della letteratura per l’infanzia, in un parco che è un invito continuo al gioco e alla scoperta.
Sulla sponda meridionale del lago si erge la spettacolare Torre di Buccione, unico resto di un’antica fortificazione medievale risalente con tutta probabilità al XII secolo, simbolo dell’indipendenza della Riviera di San Giulio. Da qui si apre un panorama che spazia dalla Cupola di Novara a sud fino alle vette del Monte Rosa a nord.

Prima di lasciare il territorio del Lago d’Orta vale la pena visitare alcuni borghi dell’entroterra, come Ameno, con i suoi itinerari d’arte contemporanea immersi nella natura, o il delizioso Miasino, scrigno di architettura rurale e tradizioni, con la cinquecentesca Villa Nigra, più volte ampliata nei secoli. Qui, il tempo si fa più lento, le osterie propongono piatti della cucina locale e le passeggiate si snodano tra colline morbide e sentieri segreti.
Il Parco del Mottarone
Per chi desidera spingersi più in alto, l’Ecomuseo si estende fino al Parco del Mottarone, la montagna dei due laghi, che regala viste spettacolari sia sul Lago d’Orta che sul Lago Maggiore. Una meta perfetta per passeggiate e picnic tra alpeggi e fioriture, e per visitare – sul versante che guarda Stresa – il Giardino Alpinia, un balcone botanico a cielo aperto con oltre 1.000 specie di piante alpine e una terrazza panoramica tra le più spettacolari del Piemonte.