Vere e proprie gemme italiane, sono poco conosciuti, ma affascinanti per i loro ponti, i mulini, le possenti mura. Perfetti per una visita a passo lento, che includa anche le degustazioni dei prodotti locali.

Non solo paesini abbarbicati sulle scogliere, distesi nelle vallate, adagiati nelle campagne. L’Italia sa incantare anche lungo i fiumi, dove l’acqua disegna il confine tra storia e natura, tra passato e presente. I borghi fluviali, con i loro ponti sospesi, le antiche mura e le storie secolari, sono un patrimonio da scoprire tra il Natisone e il Po, il Tevere e il Mincio. Alcune regioni, come Liguria e Veneto, sono particolarmente ricche di questi piccoli gioielli, che ogni anno richiamano numerosi visitatori, pur restando lontani dal turismo di massa. Con la loro quiete, sono una meta ideale soprattutto in primavera, quando la natura trionfa in una tavolozza di colori e il clima mite invita a passeggiare. Perfetti per un turismo lento, alla scoperta degli angoli forse meno conosciuti, ma non per questo meno affascinanti, della nostra penisola.

Cividale del Friuli (Friuli-Venezia Giulia)

Incorniciata da montagne e vigneti, è una delle mete più evocative della regione, che nei secoli ha mantenuto intatta un’impronta nobile e austera. La cittadina si affaccia sul fiume Natisone, sul quale è arditamente sospeso il ponte del Diavolo, capolavoro di ingegneria e bellezza avvolto nella leggenda. Nel centro storico, che conserva tracce del periodo longobardo, si possono ammirare piazza del Duomo, con l’imponente Basilica di Santa Maria Assunta e il Palazzo dei provveditori veneti, che oggi ospita il Museo archeologico nazionale. Se, perdendovi tra le vie, vi venisse un languorino, potete fermarvi ad assaggiare la gubana, tipico dolce friulano a forma di torciglione, arricchito con frutta secca e spezie.

Borghetto sul Mincio (Veneto)

 

Borghetto sul Mincio (VR)
Borghetto sul Mincio (VR)

In provincia di Verona, a due passi dal Lago di Garda, questo borgo medievale è una frazione di Valeggio sul Mincio. Visitabile in poco meno di un’ora, evoca un’atmosfera sospesa nel tempo, tra case in pietra e scorci d’acqua. A dominare lo scenario sono la chiesa neoclassica di San Marco Evangelista e il maestoso Ponte Visconteo, lungo 650 metri e largo circa 25, che si raccorda al vicino Castello Scaligero. Non mancano le suggestive ruote dei mulini ad acqua, un tempo utilizzate per la molitura di frumento e cereali. D’obbligo una sosta a tavola, per gustare i celebri tortellini fatti a mano, ripieni di carne e avvolti in una sfoglia sottilissima: una specialità che da sola vale il viaggio.

Dolceacqua (Liguria)

“Il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza”, scrisse il pittore Claude Monet a proposito di Dolceacqua durante la sua permanenza nel 1884. Nei pressi di Imperia, il borgo è infatti caratterizzato da un ponte medievale ad arco, forse uno dei più fotografati della regione, che scavalca il fiume Nervia. Passeggiando tra i carugi, si scoprono botteghe artigiane e antiche cantine, mentre le case colorate si arrampicano sulla collina dominata dal celebre Castello dei Doria, che vanta oltre novecento anni di storia. Tra le specialità locali spiccano il Rossese, pregiato vino rosso, e le olive taggiasche, dalle quali si ricava un olio extravergine corposo, dal vellutato retrogusto di mandorla.

 

Dolceacqua (IM)
Dolceacqua (IM) 

 

Nazzano (Lazio)

Un borgo piccolo ma pittoresco, che fa capolino sulle rive del Tevere, all’interno dell’omonima riserva naturale, ideale per gli amanti del birdwatching, delle escursioni, del trekking e per chi cerca un’esperienza immersiva nel verde senza allontanarsi troppo dalla capitale. Percorrendo le strade acciottolate del centro, ci si imbatte nella chiesa di Santa Maria Consolatrice, nel complesso di San Francesco e nella chiesa di Sant’Antimo. Merita una visita anche il Museo del fiume, che racconta la storia dell’antico corso d’acqua. Infine, se la passeggiata vi ha fatto venire appetito, non c’è che l’imbarazzo della scelta: dai ravioli con ripieno di pesce alle lasagne con i carciofi, fino al calzone con le verdure. E per terminare in dolcezza, ciambelle all’anice e mostaccioli.

Castel San Lorenzo (Campania)

 

Borghetto sul Mincio (VR)
Borghetto sul Mincio (VR) 

 

Nel cuore del Cilento, dove vigneti e uliveti solcano i declivi che scivolano verso il fiume Calore, sorge questo borgo che abbraccia percorsi di armonia e suggestione. Qui la natura accogliente si mescola con il silenzio dei vicoli, che conducono alla piccola Piazza Umberto I, dove si trovano il vecchio Municipio, che ospita il Museo della civiltà contadina, e i resti di Palazzo Carafa. Sull’uscio delle botteghe artigiane, le donne, dedite all’arte del ricamo, e i contadini, intenti a intrecciare cesti di vimini, raccontano di un tempo lento, quasi sospeso. Impossibile lasciare il paese senza aver assaggiato gli scazzatielli castellesi, pasta fresca a forma di conchiglia fatta a mano dalle massaie locali e servita con il tradizionale ragù di castrato.

Bosa (Sardegna)

Angolo incantato in provincia di Oristano, in cui tutto sembra essersi fermato. Lungo le rive del fiume Temo, l’unico navigabile della regione, si possono ammirare le antiche concerie, dichiarate Monumento nazionale nel 1989. Una di queste ospita oggi un piccolo museo, dove scoprire la storia della lavorazione delle pelli. Addentrandosi poi tra gli stretti vicoli, si raggiunge il quartiere di Sa Costa, punteggiato dalle caratteristiche case color pastello. Da qui si può salire, a piedi o in auto, fino al Castello Malaspina, da cui lo sguardo avvolge la spettacolare vallata. E per concludere la visita, una degustazione di Malvasia, pregiato vino bianco da accompagnare con formaggi locali o dolci a base di frutta secca.

 

Bosa (OR)
Bosa (OR)