| La Mongolia: un nome che evoca spazi infiniti dove cavalcano solitari cavalieri eredi di un mondo antico, quello dell’impero di Gengis Khan. |
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| Sono trascorsi quasi otto secoli, ma i nomadi, con i loro costumi, le tradizioni ancestrali e gli sconfinati paesaggi naturali, sono rimasti quasi come al tempo di Marco Polo. Ma questo Paese dell’Asia orientale non è solo steppe e incontri con i cavalieri nomadi e le loro bianche ger. |
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| È anche la capitale Ulaanbaatar, con i suoi musei. È il deserto del Gobi, vero oceano di dune. Sono le verdissime valli della Mongolia centrale, con mandrie di cavalli e yak e greggi di pecore e capre. È l’antica capitale Kharakorum con il monastero e i templi di Erdene Zuu. Sono le province occidentali di Uvs, Bayan-Ulgii e Khovd, famose per i loro splendidi paesaggi mozzafiato con alte montagne, laghi unici e animali selvatici. Sono gli straordinari petroglifi di Bayangiin Nuruu e il sito paleontologico di Bayanzag, famoso per il ritrovamento di uova fossili di dinosauro. |
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| I nostri viaggi sono esperienze indimenticabili in una terra dai cieli immensi e dagli orizzonti infiniti, in contatto diretto con la natura e le genti. Come il Festival del Naadam, la principale celebrazione nazionale della Mongolia, soprannominato l’Olimpiade della steppa, che vede lottatori, arcieri e cavalieri mongoli sfidarsi anche nelle località più remote. E il Festival delle Aquile, tra gli spettacolari Monti Altay, nell’estremo ovest del paese, durante il quale i cacciatori kazaki nei loro tradizionali costumi si esibiscono con le loro aquile, utilizzate abitualmente per la caccia. |
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