La decisione per l’isola e l’isolotto di Lobos, con relative aree marine emersa e sommersa. Situata a 8 chilometri dalla costa, l’area è al centro delle migrazioni di foche, leoni marini e grandi cetacei.
Uruguay. L’area dell’isola e dell’isolotto di Lobos, che si trovano nell’Oceano Atlantico di fronte alla località di Punta del Este, assieme all’area marina che le circonda, sono state dichiarate da qualche giorno Parco Nazionale, e quindi area protetta, per il loro valore di ecosistema. Lo ha riferito lo stesso governo di Montevideo.
“Un grande passo”, ha scritto il vice ministro dell’Ambiente, Gerardo Amarilla, in una nota su X riguardo alla decisione di preservare questo ecosistema, scelta celebrata anche da membri dell’opposizione e da gruppi ambientalisti.
L’area marina, che si trova a 8,1 km dalla costa, è la prima zona interamente oceanica ad essere annessa al Sistema nazionale delle aree protette uruguaiano, che comprende un totale di 19 enclave in tutto il Paese.
Il decreto del ministero dell’Ambiente vieta “lo sbarco o la discesa di visitatori a fini ricreativi o turistici nelle isole, compreso il loro perimetro roccioso emerso”, nonché “le attività di pubblica utilità, che per la loro natura, intensità o modalità comportino lo alterazione delle caratteristiche ambientali dell’area”.

Impedisce inoltre qualsiasi processo di urbanizzazione, costruzione di nuovi edifici, estrazione di minerali e introduzione di specie di flora e fauna non originarie del luogo. Stabilisce inoltre che non venga compromesso l’equilibrio acustico dell’area, né si possano praticare attività di pesca e caccia che danneggino l’ecosistema locale. Inoltre non consente la nuova posa di cavi sottomarini o l’installazione di parchi eolici.
I 43,5 ettari dell’isola principale e gli 1,3 ettari dell’isolotto compongono un insieme di 22 formazioni rocciose che emergono dall’oceano nella zona più meridionale del territorio uruguaiano, poco lontano da quella – Punta del Este – che è la più rinomata stazione turistica marina del Paese sudamericano.

Imponenti barriere coralline e una grande biodiversità fanno dei 44,8 ettari del territorio più meridionale dell’Uruguay un “punto di sosta” per foche ed elefanti marini, un’area chiave nella migrazione della balena franca australe e habitat per delfini, orche e tartarughe marine, aggiunge il testo.
L’isola e l’isolotto di Lobos, dove è stato eretto un faro dal 1906, eramo un punto geopolitico strategico e un sito importante per l’industria della caccia alle balene e alle foche durante l’era coloniale. Il governo ha affermato che d’ora in poi sarà sviluppato un piano di gestione per garantire la conservazione e l’uso sostenibile dell’area.