Tra montagne imponenti e mare cristallino, Hamnøy è un villaggio norvegese che conquista con le sue casette rosse riflesse sull’acqua e luci artiche che colorano il cielo.
Alcuni luoghi hanno la capacità di trasportarci in un libro di fiabe o comunque in uno scenario da film… tra questi c’è proprio Hamnøy: un posto incredibile che visto dal vivo rende le foto di Instagram solo un ricordo. Si tratta di uno degli angoli più spettacolari e fotogenici della Norvegia, in cui le montagne scendono a picco sul mare e le casette rosse del borgo di pescatori si specchiano nell’acqua creando un contrasto cromatico assurdamente fotogenico.
Hamnøy, un villaggio incantevole da scoprire
Hamnøy è un piccolo villaggio di pescatori appartenente alle isole Lofoten. Fa parte dell’arcipelago tra i più amati della Norvegia e sembra uscito da un dipinto grazie ai suoi colori vividi e unici. A trionfare su tutto è la natura ma le casette rosse che i local chiamano rorbuers, costruite come palafitte, sanno dare un tocco in più al luogo dove il profumo del mare e l’aria limpida fanno battere il cuore.
Il borgo si rivela un microcosmo perfetto dove le giornate scorrono a ritmo lento ed è la natura a dettare le regole. Riconosciuto come il villaggio più fotogenico al mondo da National Geographic, è anche storia, tradizione e avventura.
Qui ci si può rilassare gustando la bellezza dei fiordi, oppure partire per un’escursione alla scoperta delle spiagge nascoste: con una barca si possono raggiungere infatti Bunes Beach o Horseidstranda, baie remote e selvagge dove potresti essere l’unico visitatore.
Ma Hamnøy non è solo fotogenica: è storia, tradizione, e avventura. Un luogo dove puoi rilassarti in una sauna con vista sui fiordi o partire per un’escursione alla scoperta delle spiagge nascoste. E se sei fortunato, potrai anche assistere allo spettacolo unico dell’aurora boreale danzare sopra le acque del mar di Norvegia. L’acqua qui è incredibilmente calma e limpida. Partendo da Reine o Hamnøy, puoi esplorare i fiordi in kayak, tra silenzio, natura selvaggia e una sensazione di pace assoluta.
Tra le cose da fare assolutamente? La foto al ponte di Hamnøy. Sì, quella che hai visto mille volte su Instagram. Il punto panoramico sul ponte regala una vista perfetta delle rorbuers con le montagne sullo sfondo. Da lì non dista molto Reine, un altro borgo da scoprire e che spesso è una tappa prima di affrontare la scalata al Reinebringen: si tratta della salita impegnativa che conduce ad una cima da cui godere una delle viste più suggestive sui fiordi.
Da ottobre a marzo, le possibilità di avvistare le Northern Lights sono altissime: ti basterà salire su una barca e vederle riflettersi sul mare è un’esperienza che non dimenticherai mai.
Hamnøy è uno dei posti migliori per godersi le Northern Lights
Dove si trova e come arrivarci
Hamnøy si trova nelle Isole Lofoten, più precisamente sull’isola di Moskenesøya, collegata al resto dell’arcipelago tramite la strada panoramica E10. Anche solo arrivarci è un’esperienza indimenticabile: curve dolci, scogliere mozzafiato, e quella luce artica che trasforma tutto in poesia.
Ci si arriva in aereo volando verso Leknes o Svolvær, due aeroporti regionali serviti da Oslo tramite scali intermedi. Da lì, puoi noleggiare un’auto e guidare fino a Hamnøy, oppure in traghetto partendo da da Bodø e sbarcando a Moskenes per poi proseguire in auto per circa 10 minuti.
La Terra del Sol Levante, il Giappone, affascina per la sua storia e cultura, le sue diversità, i luoghi mistici e silenziosi in cui natura e anima si fondono, per le tradizioni e per i rituali senza tempo come la cerimonia del tè in un magnifico giardino di bambù. Composto da un arcipelago di più di 3000 isole situate nel nord-est asiatico tra l’Oceano Pacifico del Nord e il Mar del Giappone, questo paese presenta un territorio per la maggior parte vulcanico, montuoso, ricoperto prevalentemente da foreste e ricco di corsi d’acqua. Le isole principali sono 4: Honsu, Hokkaido, Kyushu e Shikoku.
La vetta più alta del Giappone è il famoso Monte Fuji, il vulcano simbolo paesaggistico del paese. La capitale Tokyo, situata sull’isola di Honshu, a cui è ben collegata dai puntualissimi treni ad alta velocità (un autentico vanto nazionale), coniuga elementi tradizionali e ultramoderni in maniera mirabile. Accanto ai templi storici sorgono infatti grattacieli altissimi che brillano con le loro sfavillanti superfici. Si stima che nell’area metropolitana di questa autentica megalopoli vivano oltre 12 milioni di abitanti.
Se Tokyo è famosa per i grattacieli, i centri commerciali e lo shopping, Kyoto è invece nota per i templi buddisti, i santuari shintoisti, le pagode e i giardini zen curatissimi. Dopo essere stata la capitale imperiale per oltre un millennio, è tutt’oggi considerata la capitale culturale del Giappone ed è anche conosciuta come “la città dei 1000 templi”. A differenza di Tokyo, la città non è stata oggetto di bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale e conserva pertanto un aspetto e interi quartieri decisamente più legati alle tradizioni nipponiche.
Altre località turisticamente molto apprezzate sono l’incantevole e raffinata Nara, la città di Kanazawa, con gli antichi quartieri delle geishe e dei samurai e ricca di edifici ben conservati risalenti all’epoca Edo, il villaggio di Shirakawa-go con le abitazoni dai caratteristici tetti spioventi in paglia e la località di Arashiyama con la celebre foresta di bamboo.
Viaggio in Giappone: costo
Esplora l’antica bellezza del Giappone in un viaggio che ti farà vivere in un mondo di contrasti e scopri il suo fascino unico: una terra di tradizioni millenarie, modernità sfrenata e una cultura affascinante.
I nostri tour vi guideranno attraverso le principali mete del paese, offrendovi un’esperienza completa e indimenticabile. Potrai ammirare la maestosità del Monte Fuji, per poi immergerti nella modernità frenetica di Tokyo, tra grattacieli e luci sfavillanti. Esplora Kyoto, un tesoro di antichi templi, giardini zen e la raffinata cultura delle geisha e fai un tuffo nella storia visitando Hiroshima e la sua pace monumentale. Da Osaka alle affascinanti isole di Okinawa, il Giappone offre un mix unico di tradizione e innovazione. In Giappone, ogni istante è un’opportunità per scoprire l’incredibile. Non lasciarti sfuggire l’incantevole stagione del Momijigari, uno spettacolo naturale di foglie autunnali che ti trasporterà in un mondo ricco di colori vivaci e una atmosfera magica.
Il Giappone è davvero un paese affascinante, ma anche straordinariamente difficile da girare da soli; e può rivelarsi molto costoso, se i servizi di viaggio non sono prenotati per tempo e organizzati con professionalità. Il costo dei nostri viaggi organizzati in Giappone può variare chiaramente in base al volo aereo, ai pernottamenti, all’itinerario e ai servizi scelti.
I prezzi dei pacchetti di viaggio in Giappone sono indicativi, ovvero da riconfermarsi tramite preventivo anche in base alle variazioni che deciderai di apportare. In molti casi infatti esiste la possibilità di personalizzare voli, durata, tappe, hotel, attrazioni, escursioni ed esperienze di viaggio, confezionandolo “su misura” per te.
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Un viaggio alla scoperta delle origini, dei caratteristici paesaggi bucolici del Nord Est USA e delle più autentiche tradizioni americane.
Dalle grandi città storiche della East Coast alle fertili pianure, vallate e colline del MidAtlantic, con una breve ed imperdibile deviazione naturalistica in Canada.
Dalle luci, dai grattacieli e dalle mille attrazioni ed interazioni di New York City alle maestose e sorprendenti Cascate del Niagara, passando attraverso la Finger Lakes Region ed i suoi preziosi vigneti prima e la rigogliosa campagna della Pennsylvania subito dopo, tra ponti coperti, fattorie, villaggi d’altri tempi ed autentiche comunità Amish, per poi raggiungere Gettysburg, sede di una delle più cruente e sanguinose battaglie della Civil War, e proseguire quindi verso la Capitale degli USA, Washington DC, per seguire un emozionante percorso lungo i musei e gli edifici istituzionali del Mall, dal Capitol Hill alla White House, fino al Lincoln Memorial.
Ed ancora da Washington DC lungo il Maryland e l’antica città di Baltimore, fino a raggiungere il luogo in cui a tutti gli effetti nacquero gli Stati Uniti d’America, la storica ed affascinante Philadelphia, per poi rientrare infine su New York City, non prima di aver fatto tappa a Princeton, sede di una delle più antiche e prestigiose università d’America, la Princeton University.
Un viaggio da effettuare, come nella maggior parte dei casi quando si parla di Stati Uniti, prevalentemente on the road, ma che può essere anche organizzato in treno concentrandosi esclusivamente sulle tre città principali del Triangolo dell’Est, ovvero New York City, Philadelphia (volendo anche Baltimore) e Washington DC.
Punto d’inizio e d’arrivo dell’itinerario, New York City!
Impossibile non dedicarle più tempo e giorni, soprattutto se si è alla prima esperienza, a cominciare dall’alto dei suoi 5 osservatori – all’Empire State Building, al Top of The Rock ed alla Freedom Tower si sono da poco aggiunte la terrazza panoramica più alta dell’Emisfero Occidentale, The Edge, e i view point esperienziali del Vanderbilt One – alle strade più amate, tra tutte la 5th Ave e la Broadway, ai quartieri cool di Soho, Noho, Nolita, Tribeca, Chinatown e Little Italy.
Senza dimenticare Central Park, Harlem, Lower Manhattan, oltre ai percorsi più autentici e le esperienze più local – tra musei, eventi, arte, musica e cibo – che è oggi possibile effettuare in tutti e cinque i distretti della città, da Brooklyn al Queens, dal Bronx a Staten Island.
Lasciata Nyc, rotta verso nord-ovest con tappa nella Finger Lakes Region, una fertile ed idilliaca zona tra il Canandaigua Lake, il Seneca Lake ed il Cayuga Lake, famosa per i suoi sentieri escursionistici e per i vigneti, ben 130, che producono alcuni tra vini più pregiati degli USA. Imperdibile la degustazione associata ad un tour guidato alla scoperta delle vigne della Fox Run Vineyards.
Destinazione successiva le Niagara Falls, ovvero le 3 maestose cascate che si trovano tra la provincia dell’Ontario ed il New York State, nell’ultima curva a gomito del fiume Niagara, American Falls e Bridal Veil Falls nel versante americano e HorseshoeFalls, le più suggestive, nel versante canadese, queste ultime si raggiungono muniti di passaporto attraversando il Rainbow Bridge. Il consiglio è quello di effettuare l’escursione a bordo della Hornblower o della Maid of the Mist, un’imbarcazione che arriva fin sotto il getto delle cascate, regalando foto e ricordi indimenticabili, e di prolungare poi l’escursione in Canada con la visita della vicina Toronto prima di rientrare negli USA.
Il percorso continua verso sud-est, dal New York State alla Pennsylvania, con soste ad Harrisburg, per visitare alcuni tra i suoi più suggestivi e perfettamente preservati Covered Bridges, i vecchi Ponti Coperti costruiti per guadare i fiumi tra la fine dell’700 ed i primi decenni del ‘900, a Denver, la capitale statunitense dei negozi d’antiques, a Lancaster, per scoprire una delle più autentiche comunità Amish del paese, e infine a Gettysburg, per visitare la storica cittadina e l’omonimo campo di battaglia, dove dal 1 al 3 Luglio 1863 con perdite altissime da entrambi i fronti si svolse uno degli scontri più violenti della Guerra Civile Americana.
Tappa successiva, Washington DC.
La Capitale degli Stati Uniti d’America merita una visita approfondita, a cominciare dai numerosi memoriali e musei con accesso gratuito lungo il Mall, il viale monumentale che dallo US Capitol conduce, passando per la White House ed il Washington Monument, al Lincoln Memorial. Imperdibili tra i musei, l’Air and Space Museum, il National Museum of Natural History ed i National Archives.
Non si può lasciare la città senza essersi spinti al di là del fiume Potomac in Virginia per visitare l’ArlingtonNationalCemetery, il cimitero militare statunitense più famoso e celebrato dove riposano il Presidente John Fitzgerald Kennedy, il fratello Robert e la moglie Jackie, aver trascorso una serata a Georgetown e aver degustato l’Original Chili Half Smoke, un hot dog a base di salsiccia e chili piccante, nell’iconico locale di U Street, Ben’s Chili Bowl.
Da Washington DC a Baltimore, per passeggiare nella sua vivace LittleItaly, salire sul Top of the World Observation Deck per ammirare la città dall’alto e partecipare ad un tour guidato nella The Star Spangled Banner Flag House, il luogo in cui, nel 1812, fu cucita la leggendaria bandiera che respinse l’assalto degli Inglesi e che ispirò le parole dell’inno nazionale americano, The Star Spangled Banner appunto.
Ed infine da Baltimore a Philadelphia, per intraprendere un emozionante viaggio nella storia degli Stati Uniti, nati a tutti gli effetti qui il 4 luglio del 1776 con la firma della Dichiarazione d’Indipendenza dall’oppressore britannico.
Un percorso alla scoperta di Philly, così la chiamano i local, non può prescindere dalla visita dell’Independence National Historical Park, dall’Independence Hall dove fu firmata la Dichiarazione d’Indipendenza, alla LibertyBell, la campana che suonò il giorno della firma, alla Betsy Ross House, ovvero la casa della sarta personale di George Washington che cucì la prima bandiera a stelle e strisce, a Elfreth’s Alley, una pittoresca strada storica con 32 case d’epoca annoverata tra le più antiche d’America ed abitata ininterrottamente dal 1722.
Senza dimenticare una passeggiata per South Philly tra street art, Little Italy e la ricerca di alcune delle locations della saga cinematografica Rocky, un pranzo al vecchio Reading Terminal Market per degustare il tipico Philly Cheesesteak, un panino con carne e formaggio, ed una cena con autentici piatti d’epoca coloniale, nello storico City Tavern Restaurant, la taverna preferita di George Washington.
Sulla strada del rientro verso New York City si può decidere di fermarsi a Princeton, per passeggiare in uno dei campus universitari più antichi e prestigiosi d’America, la Princeton University, o allungare il percorso lungo la linea di costa del New Jersey da Atlantic City ad Asbury Park, tra oceano, spiagge, relax, divertimenti ed uno speciale itinerario dedicato ai luoghi che hanno segnato l’evoluzione artistica di The Boss, Bruce Sprengsteen.
Un percorso lungo la costa norvegese, lontani dal turismo di massa e vicinissimi allo spirito nordico che predilige silenzio e natura. Sei fari iconici, dal più antico al più settentrionale al mondo, dove dormire, leggere, rilassarsi al rumore del mare illuminati dalla luce della notte artica.
Anche la Norvegia comincia a fare i conti con il turismo di massa: Lofoten e Tromsø, sempre più assaltate dai turisti, Trollstigen, la famosa strada a tornanti che sale all’altopiano con i suoi undici tornanti e il Geirangerfjord, 15 km di profondità patrimonio Unesco, sono sempre più protagonisti Instagram, e soprattutto nel periodo estivo sono sconsigliabili per la grande presenza turistica attratta dalle temperature piacevoli. L’insofferenza dei locali cresce e non è un caso che a giugno il Paese abbia deciso di seguire la strada intrapresa da molte altre destinazioni europee approvando una legge che consente ai Comuni di introdurre una tassa di soggiorno fino al 3% sui pernottamenti. Tassa che si aggiunge a prezzi notevolmente alti, almeno rispetto a molte altre mete europee.
Ma c’è una Norvegia che va oltre l’overtourism perché è quella che racconta il sottile legame che questo Paese e i suoi abitanti hanno sempre avuto con il mare e l’isolamento. È la Norvegia dei fari che, in quel lembo sottile che divide la terra dal mare, attrae per i suoi silenzi ancestrali e tempeste improvvise, raccontando storie di mare, solitudine e luce. La sintesi più immediata e diretta dell’anima nordica.
Degli oltre 200 fari che, dal 1655 furono costruiti lungo le coste che si affacciano sull’Atlantico del Nord, oggi ne sono visitabili circa una sessantina. Avamposti di una frontiera invisibile, non si ricordano tanto per le loro architetture, anche se alcuni di loro sono ormai diventati iconici, ma perché entrarci e, quando possibile, soggiornarci, offre la possibilità di vivere anche solo per qualche ora in un mondo in via d’estinzione al pari di quello dei rinoceronti bianchi meridionali.
I fari norvegesi: essenza dello spirito nordico
Ci sono diverse modalità per visitarli: di solito non si pernotta nel faro stesso, ma nella casa del guardiano del faro; anche se in effetti alcuni fari sono stati trasformati in bar e lounge molto cool. Il livello delle sistemazioni varia: da quelli rustici, accoglienti ma piuttosto semplici, a quelli lussuosamente ristrutturati, come il faro di Værøy alle Lofoten, o nel raffinato faro di Høyevarde a Karmøy, appena fuori Haugesund. Molja, nel centro della cittadina di Ålesund, è stato trasformato in una confortevole camera d’hotel. Alcuni fari norvegesi sono più accessibili di altri, come ad esempio il famoso faro di Lindesnes, il più antico in Norvegia.
Faro di Lindesnes
Si può anche scegliere di visitarne uno senza rimanere a dormire: alcuni infatti non offrono sistemazioni notturne ma spesso ospitano ristoranti e caffè con una vista spettacolare. In altri ci sono gallerie d’arte, come al faro di Alnes appena fuori Ålesund, al faro di Obrestad a Jæren nella regione di Stavanger, e al faro di Ryvarden nella Norvegia dei fiordi. Al faro di Tranøy, a Hamarøy nella Norvegia settentrionale, si può cenare al ristorante Naustet Mat & Drikke in una vecchia rimessa per le barche. Nel faro di Stangholmen, che in estate si raggiunge in battello vicino a Risør, un bar è allestito nella torre. Non è l’unico ad essere raggiungibile solo via barca: sono diversi i fari norvegesi su isole piccole e remote che possono essere raggiunti soltanto in traghetto o battello. Il faro di Litløy (Littleisland Lighthouse), alle Vesterålen nella Norvegia settentrionale offre l’opportunità di dormire da solo su un’isola in mezzo all’oceano.
Da sud a nord, sei fari imperdibili
Da sud a nord si può procedere lungo un itinerario immaginario e visitarne almeno sei. Il tempo è fondamentale. Non sono luoghi turistici tout court ma sono piuttosto luoghi dell’anima, dove fermarsi ad ascoltare le onde o ad ammirare il paesaggio che si trasforma al cambiare della luce.
Se si sceglie il sud della Norvegia come punto di partenza Lindesnes Fyr rappresenta il primo faro e l’ultimo confine. La sua luce, per guidare i naviganti, ha iniziato a brillare nel 1655 ed è stata la prima volta che questo accadeva in Norvegia. Oggi il faro è giustamente un museo, perché nelle acque su cui si staglia, con il suo caratteristico profilo bianco e rosso, sono passati vascelli mercantili, pescatori, sommergibili tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Dal 1920 al 1987, una sirena antinebbia veniva utilizzata per avvertire le navi in caso di scarsa visibilità. Oggi due guardiani, gli ultimi in Norvegia a svolgere questa professione, ci lavorano ancora. Accanto alla casa del guardiano del faro, c’è un appartamento che si può affittare e ospita al massimo sei persone. Una delle modalità di affitto più affascinanti è la settimana di lavoro, ideale per chi cerca pace e concentrazione per scrivere, pensare o immergersi in un progetto in un ambiente unico. A poca distanza, un centinaio di chilometri, appare il faro rustico Ryvingen Fyr, località Mandal, nel quale è possibile soggiornare per una vacanza o per un weekend, magari anche in gruppo di amici considerando che, nell’ex casa del guardiano del faro ci sono cinque camere da letto con possibilità di ospitare fino a 10 persone in un’atmosfera davvero speciale e tenendo ben presente che il faro è accessibile solo in barca o kayak.
Kjeungskjær Fyr
Procedendo verso nord il faro di Alnes, che risale al 1937, si trova su un’isola collegata da un tunnel ad Ålesund, una delle città più visitate della Norvegia. La caratteristica torre bianca e rossa è circondata da prati verdi e ci si può fermare per un caffè e una delle mostre d’arte che vi vengono costantemente allestite. Proseguendo verso la regione di Trøndelag, Kjeungskjær Fyr sembra davvero emergere dalle acque come da un dipinto. È un piccolo cilindro rosso, piantato in mezzo al mare, su uno scoglio che appare e scompare con le maree. Era considerato uno dei fari più “scomodi” da presidiare perché intorno non ha nessun approdo sicuro. Eppure questo piccolo faro è così iconico da rappresentare una delle attrattive del percorso che quotidianamente affrontano i mitici Postali della Hurtigruten in navigazione lungo la costa da nord a sud o all’inverso. Nessun confort moderno, accessibile solo in barca, senza connessione, senza rumori, una stufa a legna e qualche libro. E il fascino di vivere una notte come un vecchio guardiano. Continuando sulla Kystriksveien (strada costiera) verso nord, un’esperienza indimentiabile è la notte al Litløy Fyr, sulI’sola Litløya, nel Vesterålen. Il faro è ristrutturato con stile puramente nordico e vista mozzafiato sull’oceano tutto intorno. Si accede in barca e rappresenta il ritiro perfetto per scrittori, artisti o, in generale, per chi cerca silenzio assoluto.
Il faro più settentrionale del mondo
Immancabile infine una sosta al faro più a nord del mondo, nel Finnmark. Al faro di Slettnes, oltre il circolo polare artico, il sole non tramonta d’estate e non sorge d’inverno. Costruito nel 1905, distrutto nel 1944 durante la guerra dai tedeschi in ritirata, e ricostruito nel 1945-48, è situato su una vasta pianura costiera tra il Mare di Barents e le montagne. Luogo affascinante da visitare per gli amanti del paesaggio, della fauna selvatica, della storia e delle forze brutali della natura, oggi ospita un piccolo centro per il birdwatching: le scogliere intorno sono un santuario per le pulcinelle di mare. Qui lo standard è semplice e i bagni sono in comune. Ma l’esperienza è impagabile.
Lastovo, isola croata autentica e selvaggia, offre borghi silenziosi, natura incontaminata, spiagge rocciose e storia antica lontana dal turismo di massa.
Ancora oggi esistono angoli d’Europa veri, che non si sono piegati al turismo di massa e che non hanno trasformato ogni porto in un locale per aperitivi o in una passerella per influencer. È il caso di Lastovo, un’isola della Croazia dove il silenzio ha ancora spazio, il cielo è così buio da far vedere le stelle come non accade quasi più, e i ritmi sono rimasti quelli di una volta.
Nessuna discoteca, nessuna spiaggia attrezzata con lettini a file serrate: solo natura selvaggia, borghi sonnolenti e un mare limpido che non ha bisogno di filtri. Scopriamo insieme tutto ciò che c’è da sapere su Lastovo.
Dove si trova e come arrivare a Lastovo
Lastovo (Lagosta in italiano) è un’affascinante isola dell’Adriatico che si trova nel profondo sud della Croazia, immersa tra acque limpide e lontana dal grande afflusso turistico che caratterizza altre località del Paese.
Raggiungerla richiede un po’ di organizzazione: l’opzione più comune è prendere un traghetto da Split o da un porto vicino come Dubrovnik.Il viaggio è parte del fascino, con panorami che preparano a un luogo fuori dal tempo, in cui la natura regna sovrana e ogni angolo racconta una storia diversa.
Cosa fare e vedere all’Isola di Lastovo
Chi sceglie Lastovo come propria meta di viaggio ha la possibilità di perdersi tra i suoi borghi silenziosi, fare trekking tra sentieri che si snodano tra boschi e calette nascoste, o semplicemente lasciarsi avvolgere dal ritmo lento e autentico di un posto che sembra essersi fermato nel tempo.
Il centro storico di Lastovo
La visita non può che iniziare dal centro storico di Lastovo: all’apparenza sembra un piccolo borgo tranquillo, ma in realtà è un vero e proprio scrigno di storia e tradizioni che pochi turisti conoscono davvero. Passeggiando per le sue strade strette, ci si accorge subito di quanto la vita qui abbia un ritmo diverso, privo di fretta e caos.
Tante le cose da visitare, come il campanile della chiesa di San Nicola da dove si può ammirare tutto il paese e il mare che lo circonda, ma anche scorgere piccole insenature e isolotti nascosti. Poi la Fortezza Napoleonica facilmente raggiungibile a piedi e l’interessante Museo Civico ospitato in un prezioso edificio storico.
Ma a fare la differenza sostanziale sono soprattutto i dettagli, come la rete di piccoli cortili nascosti, dietro le facciate apparentemente semplici, in cui una volta si svolgevano incontri riservati o feste private tra famiglie del paese. Qui, tra piante rampicanti e scorci di cielo, si respira un’atmosfera di comunità antica, fatta di legami profondi e storie tramandate a voce.
Lastovo Forest Park
A pochi chilometri a sud-ovest del paese sorge il Lastovo Forest Park, polmone verde dell’isola e un posto dove la natura regna sovrana e si respira un silenzio che raramente si trova altrove nel Mediterraneo. Passeggiando tra i sentieri immersi nella macchia mediterranea, si incontrano profumi intensi di rosmarino, mirto e lentisco, accompagnati dal canto degli uccelli e dal fruscio delle foglie.
Fino a pochi decenni fa, questi boschi erano usati per raccogliere legna, erbe aromatiche e frutti selvatici, attività che oggi sono diventate quasi rare. Solo in pochissime zone, infatti, si possono ancora scorgere antichi sentieri e tracciati usati per queste pratiche tradizionali, nascosti tra querce e pini.
Il parco è anche un rifugio per la fauna locale con volpi, ricci e diverse specie di uccelli che qui trovano un habitat protetto. Ma non è tutto, perché alcuni angoli del Forest Park regalano panorami mozzafiato sulle colline di Lastovo e sulle acque cristalline che la circondano.
Faro di Struga
I più romantici non possono di certo perdersi il Faro di Struga, sulla punta sud-occidentale dell’isola, che si affaccia sul mare aperto. Oltre ad essere un punto di riferimento per i navigatori, è un simbolo della solitudine e della bellezza selvaggia di Lastovo. Qui il vento e il suono delle onde fanno da colonna sonora, mentre il panorama spazia dalle scogliere a picco alle acque profonde e turchesi.
Chi lo desidera può fare delle camminate nei suo dintorni, per immergersi in un paesaggio aspro in cui la natura domina senza compromessi.
L’affascinante Faro di Struga a Lastovo
Resti archeologici romani
Gli antichi Romani arrivarono anche in quest’isola quasi sperduta. E a dimostrarlo sono una serie di resti archeologici dell’epoca sparsi in vari punti. Lastovo, infatti, era un piccolo ma strategico avamposto nel Mare Adriatico.
Tra mura di pietra, frammenti di ceramica e antiche strutture, si percepisce la presenza di una comunità romana che viveva e lavorava qui, in un contesto rurale ma con collegamenti marittimi importanti. Questi ruderi non sono grandi monumenti da cartolina, ma piuttosto piccoli scorci che richiedono attenzione e voglia di scoprire una storia nascosta.
Molti di questi siti si trovano nelle campagne intorno al centro storico di Lastovo o lungo antichi sentieri intorno al villaggio di Ubli, dove è ancora possibile vedere tracce di villae rusticae, ovvero fattorie romane che testimoniano l’agricoltura e la vita quotidiana di allora.
Grotta Rača
A Lastovo non mancano di certo fascino e mistero, e a provare quanto appena detto è senza ombra di dubbio la Grotta di Rača. Questa meraviglia della natura, infatti, non è solo un buco nella roccia: è uno di quei posti dove, appena ci si mette piede, si sente che qualcosa di molto antico è successo lì. Si trova sul lato sud-est dell’isola, un po’ fuori mano, tra boschi e silenzi che isolano dal mondo e vi sono stati trovati reperti che vanno dal Neolitico fino all’epoca romana.
Parliamo di ossa umane, ceramiche fatte a mano, oggetti d’uso quotidiano. Non sono esposti in un museo sotto vetro, ma sono stati studiati sul posto da archeologi che ci hanno visto le tracce di una presenza umana continua. Il bello della Grotta di Rača è proprio questo: non ha nulla di turistico, non è illuminata con faretti e non c’ nemmeno la fila di gente a fare selfie.
Dentro, l’atmosfera è silenziosa e un po’ mistica. La pietra calcarea gocciola lentamente, il muschio ricopre i bordi e il fresco naturale avvolge.
Villaggio di Pasadur
Pasadur è un grazioso villaggio situato sull’estremità occidentale dell’isola di Lastovo, affacciato su un canale calmo che separa l’isola principale dalla piccola isola di Prežba (collegata da un ponte). Da queste parti non ci sono negozi di souvenir né locali rumorosi, ma solo barche che dondolano placide, pinete che profumano di resina e acque limpide che sembrano dipinte.
Pasadur è il posto giusto per rallentare, per vivere l’isola con un ritmo naturale e senza fronzoli, magari per ritrovarsi a chiacchierare con un pescatore al porto o a sorseggiare un bicchiere di vino locale in una konoba con vista sul tramonto. È anche una base strategica per esplorare Prežba o fare immersioni nei fondali ricchi di vita marina e relitti sommersi.
Villaggio di Ubli
Poi ancora Ubli, la porta d’ingresso all’isola di Lastovo in quanto è qui che attraccano i traghetti da Spalato. Eppure, molti passano oltre senza fermarsi, ed è un peccato.
Ubli ha un carattere tutto suo: tranquillo, essenziale, quasi ruvido, ma autentico. C’è un piccolo lungomare con un paio di bar, una manciata di case, qualche barca ormeggiata e un’atmosfera che sa di mare vissuto. Ma il vero tesoro del villaggio è la sua storia nascosta, fatti di resti di una basilica paleocristiana del V secolo dedicata a San Pietro, una delle più antiche testimonianze cristiane della Dalmazia meridionale.
Ubli è anche un ottimo punto di partenza per esplorare il resto dell’isola, sia via terra che via mare. È il territorio più “collegato” dell’isola, ma non per questo meno affascinante.
Collina di Hum
Infine la Collina di Hum, il vero e proprio tetto di Lastovo: ben 417 metri di altitudine. Raggiungendo la cima si ha davvero la sensazione di abbracciare l’Adriatico con lo sguardo. Ma Hum non è solo un belvedere, perché è un luogo dove la natura, la storia e il silenzio si incontrano in modo potente.
La strada per arrivarci è stretta e un po’ tortuosa, ma percorrendola si attraversa la parte più verde e selvaggia dell’isola.
Le spiagge più belle di Lastovo
Selvagge, rocciose e spesso senza un’anima viva nei dintorni, le spiagge di Lastovo sono il riflesso perfetto del carattere schivo e autentico dell’isola. Nessuna passerella, zero stabilimenti e spesso nemmeno sabbia fine. Ma se si ama tuffarsi da una roccia, nuotare in acque profonde e trovarsi da soli in mezzo a una bellezza ruvida e silenziosa, non c’è luogo migliore. Tra le spiagge da non perdere segnaliamo:
Zaglav Bay: situata nella parte meridionale dell’isola, offre una spiaggia di ciottoli immersa nel silenzio e nella macchia mediterranea. L’acqua è incredibilmente trasparente;
Kručica: piccola baia tranquilla vicino al villaggio di Lastovo, è circondata da pinete e rocce basse;
Mihajla Beach: si raggiunge facilmente dal villaggio di Lastovo (circa 1,5 km a piedi), ed è una delle poche spiagge con un piccolo bar (molto frequentata dai locali al tramonto);
Uska Beach: prende vita a Pasadur, in una stretta insenatura e presenta acque calme e riparate dal vento;
Lučica Bay: a breve distanza da Lastovo paese, è una baia tranquilla con fondale roccioso;
Jurjeva Luka: vicino a Ubli, si trova all’interno di una grande insenatura naturale. Le acque sono calme, ideali anche per i bambini, e il panorama è suggestivo;
Korita Bay: una vera e propria perla nascosta nei pressi di Pasadur che colpisce perché le rocce formano delle “vasche naturali” dove immergersi, con un fondale ricco di vita marina;
Pionir Beach: spiaggia in cemento del villaggio di Ubi, con ombra naturale e adatta a bambini e persone anziane. È possibile anche tuffarsi in mare;
Čampa Bay: è una delle baie più suggestive e meno conosciute dell’isola, caratterizzata da acque cristalline e un ambiente tranquillo. Prende vita sulla costa settentrionale di Lastovo, vicino al villaggio di Zaklopatica;
Saplun Beach: non è proprio a Lastovo ma nell’isolotto di fronte, ed è una delle pochissime spiagge di sabbia bianca dell’arcipelago. Raggiungibile solo in barca, offre acque limpide e un ambiente incontaminato da sogno.
Red Beach a Santorini: la spettacolare spiaggia vulcanica dalle scogliere rosse e acque turchesi, tra natura selvaggia, colori intensi e viste mozzafiato.
Santorini è una delle mete turistiche più amate della Grecia, famosa per i suoi tramonti mozzafiato, le case bianche a picco sul mare e le spiagge vulcaniche. Tra queste ultime, una delle più affascinanti e fotografate è senza dubbio la Red Beach, conosciuta anche con il nome greco di Kokkini Paralia – spiaggia rossa. Si tratta di una piccola baia racchiusa tra imponenti scogliere di lava rossa che creano un contrasto spettacolare con l’azzurro del Mar Egeo.
La Red Beach è molto più di una semplice spiaggia: è un luogo che unisce natura, geologia e paesaggio in una cornice quasi surreale – come essere catapultati su Marte. Proprio per la sua unicità, attira ogni anno tantissimi visitatori provenienti da ogni parte del mondo, desiderosi di scattare una foto ricordo o di godersi un tuffo in uno dei mari più belli dell’Egeo.
Visitare la Red Beach di Santorini significa vivere un’esperienza unica e indimenticabile, a metà tra natura selvaggia e meraviglia paesaggistica. Questa spiaggia, incastonata tra le rocce rosse, regala emozioni forti e scorci indimenticabili, ma richiede anche consapevolezza e rispetto.
È una meta perfetta per chi cerca qualcosa di diverso dalle tipiche spiagge greche, un luogo dove il fascino dell’origine vulcanica incontra la bellezza del mare azzurro. Red Beach rimarrà uno dei ricordi più vivi durante un viaggio a Santorini.
Dove si trova la Red Beach e come arrivare
La Red Beach, chiamata così per via del colore della sua sabbia, si trova nella parte meridionale dell’isola, a soli 3 km da Akrotiri. La distanza da Fira, la capitale di Santorini, è di circa 12 chilometri, mentre da Oia sono poco più di 25.
La posizione isolata ma facilmente accessibile la rende una meta perfetta per una gita in giornata, magari abbinata alla visita alle rovine dell’antica città minoica – Akrotiri, detta anche la “Pompei dell’Egeo” – sepolta dall’eruzione vulcanica del 1600 a.C..
Per raggiungerla in autonomia, la soluzione più comoda è noleggiare un’auto – solo se si raggiunge la spiaggia nelle prime ore del mattino altrimenti il parcheggio diventa troppo affollato – o uno scooter. Si può parcheggiare vicino al sito archeologico da cui parte il sentiero panoramico che conduce alla spiaggia.
Vista aerea della Red Beach
Il percorso a piedi dura circa 10-15 minuti ed è piuttosto suggestivo, ma va affrontato con le giuste scarpe: il terreno è un pò scosceso e a tratti instabile, perciò è meglio evitare infradito o sandali di plastica.
Per chi preferisce invece i mezzi pubblici, i bus locali partono regolarmente da maggio a ottobre da Fira e fermano proprio nei pressi del sito di Akrotiri, a pochi passi da dove inizia il sentiero d’accesso.
Un’alternativa molto apprezzata dai turisti è arrivare via mare, grazie ai taxi boat che partono dal molo poco sotto il sito archeologico di Akrotiri – o da Fira – e toccano la Red beach, la White Beach e la Black Beach.
Ci sono inoltre molte escursioni giornaliere in barca, con partenza dalle spiagge di Perissa o Kamari, che includono una sosta panoramica davanti alla Red Beach, insieme ad altre tappe spettacolari. Questa modalità è particolarmente comoda per chi vuole godersi il panorama dal mare, evitando la camminata.
Le caratteristiche uniche di Red Beach
Ciò che rende Red Beach in Grecia un luogo così straordinario è senza dubbio il suo aspetto geologico. Le alte scogliere di pietra lavica rossa che la sovrastano sono il risultato di millenni di attività vulcanica – la spiaggia si trova vicino alla Caldera, un cratere attivo che sovrasta la zona. L’eruzione che ha modellato Santorini ha lasciato qui una testimonianza tangibile della potenza della natura.
La spiaggia in sé è piuttosto piccola e stretta, con uno spazio limitato per distendersi, ma è proprio la sua dimensione raccolta a conferirle un’atmosfera intima e affascinante. In alta stagione può diventare però molto affollata, soprattutto tra le 11 e le 16, quindi per godersela al meglio, è consigliabile arrivare presto al mattino oppure verso il tardo pomeriggio, quando la luce calda del sole al tramonto rende il rosso delle rocce ancora più vivo.
Nonostante le dimensioni ridotte – si estende per circa 300 metri – la Red Beach offre alcune attività interessanti. La spiaggia, riparata dal vento, è molto apprezzata da chi pratica sport acquatici come snorkeling e immersione subacquea, grazie ai fondali ricchi di rocce e vita marina.
Il mare è limpido e ideale per una nuotata rinfrescante – sono consigliate le scarpette da scoglio per entrare in acqua. La spiaggia è libera e a volte parzialmente attrezzata con alcuni lettini e ombrelloni disponibili a noleggio, anche se in numero limitato e nei periodi centrali della stagione.
Mentre l’ultimo bar – che vende anche souvlaki – si trova proprio a fianco dell’inizio del sentiero. Perciò chi vuole passare una giornata in spiaggia deve organizzarsi con pranzo e acqua in quanto sulla Red Beach non ci sono bar o taverne.
Kokkini Paralia, la spiaggia rossa di Santorini
Chi ama la fotografia troverà in questo luogo uno degli scorci più suggestivi dell’isola. Il contrasto tra la roccia, la sabbia vulcanica di colore rosso intenso e l’acqua turchese è irresistibile per chi vuole portarsi a casa un ricordo meraviglioso di Santorini.
Cosa sapere prima di visitare la Red Beach
Red Beach non è solo bella: è anche un luogo da affrontare con un po’ di attenzione. A causa della sua conformazione geologica, la zona è soggetta a frane e caduta di massi dalle pareti rocciose sovrastanti.
Non a caso, all’inizio del sentiero che porta alla spiaggia, sono presenti cartelli ben visibili che avvisano del potenziale pericolo. Alcune sezioni sono state temporaneamente interdette in passato ed è consigliato rimanere nelle aree designate senza avvicinarsi troppo alle pareti rocciose.
Infine, non bisogna dimenticare il rispetto dell’ambiente. La Red Beach è un ecosistema delicato e già messo a dura prova dal turismo di massa. È fondamentale non abbandonare i rifiuti, non portarsi via sabbia o rocce e non arrampicarsi sulle scogliere. Non essendoci bidoni o strutture fisse in spiaggia, è buona norma riportarsi tutte le proprie cose indietro fino al ritorno.
Una ripresa aerea con drone cattura la spiaggia rossa, Santorini