L’estate australe sta per iniziare. Per camminare e arrampicare al caldo, oltre che per scoprire luoghi di grande bellezza, scegliere il Sudafrica può essere una buona idea.
In fuga dal freddo alla scoperta di montagne poco conosciute dagli italiani e accessibili senza troppe difficoltà logistiche. Per tutto ciò il Sudafrica è un Paese da prendere in considerazione qualunque sia il modo in cui si intendono approcciare rocce e sentieri. Inizia infatti l’estate australe, garanzia di un clima piacevole, e riparte a pieno ritmo anche l’attività degli operatori specializzati locali. Ecco, quindi, tre suggerimenti per vacanze attive in altrettante aree del Paese.
Drakensberg: anche un nuovo trekking sui “monti dei draghi”
Patrimonio UNESCO dal 2000, le Drakensberg Mountains – il cui nome in Zulu “uKhahlamba” significa “barriera di lance”, in riferimento alle pareti montuose appuntite – rappresentano la catena montuosa più lunga e alta del Sudafrica: si estendono per oltre 1.000 km, e il picco più elevato, Thabana Ntlenyana, al confine con il Lesotho, raggiunge i 3.482 metri. Le pareti imponenti, le sporgenze rocciose vertiginose, gli altopiani ondulati che nascondono cascate e valli profonde rappresentano un paradiso per gli escursionisti, che possono scegliere tra comode camminate lungo le pendici del Cathedral Peak fino ad ascensioni impegnative sull’Amphitheatre o al Giant’s Castle. Tra le ultime aggiunte, un nuovo percorso di trekking chiamato Northern Drakensberg Nature Way: 55 km suddivisi in quattro tappe. Le Drakensberg sono anche una sorta di libro di storia a cielo aperto: le loro pareti di arenaria e grotte conservano oltre 35.000 pitture rupestri dei San, risalenti a migliaia di anni fa, e conferiscono alle montagne un’atmosfera quasi reverenziale.
Magaliesberg: 1000 vie di arrampicata su rocce antichissime
Da Johannesburg bastano due ore per raggiungere il Magaliesberg, una delle catene montuose più antiche del pianeta. E’ la più grande intrusione magmatica del mondo, presenta contorni dolci, colline erbose, boschi, praterie e grotte antiche che creano un ambiente ricco di biodiversità, sottolineato dalla nomina a riserva della biosfera UNESCO nel 2015. Si tratta di una meta accessibile per gite in famiglia, tra birdwatching, voli in mongolfiera e sport d’avventura, mentre chi arrampica può spaziare su oltre mille vie attrezzate e pareti di quarzite con ottima aderenza. Da vedere anche il De Wildt-Ann van Dyk Cheetah & Wildlife Centre: nato nel 1971 come progetto di conservazione dedicato al ghepardo, nel tempo è diventato un modello internazionale per la tutela di specie minacciate come il king cheetah, il licaone africano e la iena bruna.
Il Cederberg, una mecca del bouldering
Nell’Ovest del Paese, a due ore d’auto da Cape Town, le montagne del Cederberg offrono un’esperienza decisamente diversa. Si tratta di un paesaggio più arido, modellato dal vento e dal tempo in formazioni di arenaria frastagliate, canyon profondi e archi naturali di roccia. I sentieri, la maggior parte dei quali è percorribile previo permesso rilasciato da CapeNature, attraversano fiumi, vallate e scogliere color ocra che brillano al mattino, si scaldano con la luce del tramonto e incantano di notte. Tra i più conosciuti spiccano il Wolfberg Cracks e il Wolfberg Arch – che conduce a un’enorme arcata di pietra, simbolo del Cederberg -, quello per le Disa Pools, ideali per un’escursione più tranquilla tra corsi d’acqua e piscine naturali, e il Maltese Cross Trail, un cammino di circa 7 km che culmina con la vista di una colonna di roccia alta oltre venti metri. Gli escursionisti più esperti possono affrontare il Central Cederberg Circuit, un trekking di più giorni (60–70 km) che attraversa il cuore selvaggio della riserva. Il Cederberg è rinomato soprattutto per il bouldering: Rocklands è la mecca assoluta nel sud del mondo per questa disciplina.
Tutto il mondo festeggia l’arrivo del nuovo anno, e in certi posti le celebrazioni si arricchiscono di un tocco particolare. Che si tratti di una festa sulla spiaggia, di uno spettacolo pirotecnico nel cielo di una città senza tempo o di un’uscita in barca, ci sono molti modi per fare onore all’occasione. Salutate dunque l’arrivo del 2026 in una delle città a nostro avviso migliori per festeggiare il Capodanno.
Esplode la festa nel cielo sopra Copacabana a Rio de Janeiro.
1. Le spiagge di Rio de Janeiro
Con il clima caldo e soleggiato, i panorami mozzafiato e il seducente ritmo del samba, il Capodanno a Rio de Janeiro è un’esperienza che sprizza gioia di vivere. I festeggiamenti qui tengono (quasi) il passo con il famoso carnevale della città: il culmine delle celebrazioni è sulla spiaggia di Copacabana, dove circa due milioni di persone si riuniscono ogni anno per ascoltare musica, nuotare, giocare a pallone, fare il barbecue e assistere a un clamoroso spettacolo di fuochi d’artificio.
I ristoranti di Copacabana si riempiono rapidamente, quindi è essenziale prenotare in anticipo se si desidera cenare. Provate il Bip Bip, un’istituzione di Rio, per la musica dal vivo, e il Pavão Azul, uno dei locali preferiti dalla gente del posto, per il riso al polpo e la batida de coco, un cocktail a base di crema di cocco, latte condensato e cachaça (un distillato ottenuto dalla fermentazione del succo della canna da zucchero). Anche le spiagge come Ipanema e Flamengo, più piccole ma altrettanto vivaci, meritano di essere prese in considerazione.
Fuochi d’artificio nella notte di Roma.
2. Semplicemente Roma
Ammirate i sontuosi fuochi d’artificio nel cielo della Citta’ Eterna. Dirigetevi verso il Circo Massimo per La Festa di Roma, un evento gratuito che dura tutto il giorno con intrattenimento, attività ed eventi per tutte le età. Verso le 22, assicuratevi un posto in prima fila per festeggiare il nuovo anno guardando il Colosseo brillare alla luce variopinta dei fuochi. Se preferite qualcosa di più tranquillo, andate a Trastevere per una cena senza fretta in un’atmosfera di festa generale. E non è finita qui: il 1° gennaio, infatti, la capitale comincia l’anno nuovo con l’energia della Rome Parade, una sfilata che trasforma la città in un grande palcoscenico, tra musiche, balli e artisti da tutto il mondo.
3. Capodanno classicissimo a New York
Con il suo celebre, scintillante Ball Drop, Times Square è una delle location di Capodanno più iconiche al mondo. Il 31 dicembre la folla comincia a mettersi in fila già dal mattino, incurante del freddo, in attesa degli spettacoli dal vivo e dell’esecuzione di “New York, New York” a mezzanotte.
Ma questa non è l’unico posto in cui festeggiare il Capodanno a New York. Una crociera sul fiume, per esempio la New York New Year’s Eve Fireworks Party Cruise, garantisce un’atmosfera di spensieratezza e gioia, per non parlare della vista dei fuochi d’artificio che illuminano lo skyline di Midtown. Anche i rooftop bar andrebbero tenuti presenti: il Magic Hour, affacciato sull’Empire State Building, è il più grande della città. Se invece preferite stare lontani dalla frenesia di Manhattan, partecipate a un tour a piedi attraverso il ponte di Brooklyn per vedere il profilo della città scintillare e godervi magari i fuochi d’artificio a mezzanotte.
4. Scandire il countdown a Tokyo
L’evento più ambito del Capodanno a Tokyo è Countdown Japan, un festival musicale di quattro giorni che si protrae fino al 31 dicembre. Accaparrarsi un biglietto è difficile, ma se non doveste riuscirci la città offre molte altre occasioni per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, tra cui un altro countdown, quello di Tokyo Disney: gustate i piatti preparati per l’occasione e godetevi una delle poche circostanze in cui è possibile trattenersi nel parco ben oltre la mezzanotte.
Se cercate un’alternativa più tranquilla, visitate uno dei templi della città per assistere al rito delle campane. A mezzanotte, un monaco fa rintoccare la campana del tempio per 108 volte, una per ciascuno dei desideri mondani riconosciuti dal buddhismo giapponese: una cerimonia di purificazione che coinvolge tutti i partecipanti. L’antico tempio di Zōjō-ji, risalente al 1393, attira residenti e turisti per l’hatsumōde, la prima visita del nuovo anno a un santuario o a un tempio. La zona di Roppongi è un altro luogo molto frequentato a Capodanno, con numerosi eventi e tanta musica.
Yokohama, dall’altra parte della baia di Tokyo, offre spettacoli di laser e luci e crociere per un suggestivo countdown sul mare.
Il rito delle campane accoglie i visitatori al tempio di Zōjō-ji.
5. La grande festa di Cape Town
A Cape Town l’estate è in arrivo proprio a Capodanno: non c’è momento migliore per visitare la città. Le opzioni per festeggiare sono davvero entusiasmanti. Immergetevi nella musica, nello sport e nel cibo sudafricani al Get Lucky Summer Festival, che si svolge nei fine settimana da dicembre fino al 4 gennaio. La festa di Capodanno dell’Alcazar è davvero unica, con performance artistiche e uno spettacolo musicale straordinario. È possibile inoltre fare una crociera nelle acque di fronte al porto per godersi da una posizione privilegiata l’ultimo tramonto del 2025. Se desiderate un punto di osservazione perfetto per i fuochi d’artificio, mettete qualche panino in uno zaino e salite in funivia sulla cima della Table Mountain.
I festeggiamenti nella baia di Sydney.
6. A Sydney, sul mare
La notte di Capodanno i riflettori si concentrano su Sydney. Numerosi punti panoramici per i famosi fuochi d’artificio sul porto accolgono i visitatori per tutta la giornata del 31 dicembre; controllate online il flusso dei visitatori (la maggior parte dei belvedere chiude quando raggiunge la capienza massima, nel primo pomeriggio) e accertatevi che il consumo di alcolici sia autorizzato. Il Royal Botanic Garden è un luogo favoloso (e gratuito) in cui festeggiare il nuovo anno, così come il Sydney Harbour National Park: potrete godervi i fuochi sulle isole Clark, Shark o Goat, oppure presso il porto a Bradleys Head, Strickland Estate o North Head.
Un’opzione molto glamour è la festa House of Splendour alla Sydney Opera House (biglietti a partire da 1050 dollari australiani), oppure una crociera nella baia. Ci sono anche eventi per famiglie come percorsi a ostacoli, musica e face painting per bambini al Greens North Sydney.
7. Una cena di lusso a Dubai
A Dubai sanno come si organizza una festa. Lo spettacolo pirotecnico al Burj Khalifa è così sfolgorante che può essere visto in tutti gli Emirati Arabi Uniti. In città ci sono numerosi luoghi da cui goderselo, tra cui la splendida Kite Beach, dove è possibile anche fare un picnic. Non mancano galà glamour e serate gourmet, come quella dell’opulento Atlantis, con champagne a volontà, cuochi stellati e, anche qui, un grande spettacolo pirotecnico.
Un magnifico rooftop bar di Bangkok.
8. A Bangkok, benvenuto 2026!
Anch’essa famosa per la vivace vita notturna, la capitale thailandese non deluderà le vostre aspettative per il 31 dicembre. Il CentralWorld Plaza è il fulcro dei festeggiamenti, con una grande birreria allestita all’aperto e intrattenimenti dal vivo; il mercato notturno Asiatique è un’altra meta popolare per Capodanno, con ristoranti che propongono menu speciali.
A Bangkok ci sono molti bar e ristoranti sui tetti davvero magnifici. All’hotel Lebua, nella State Tower, avrete l’impressione di sfiorare le stelle in quattro ristoranti e bar che sfidano l’altitudine: uno di essi è con ogni probabilità il rooftop bar più alto del mondo. Se desiderate invece una serata romantica, fate una crociera sul fiume e godetevi il cibo thailandese, la musica e i fuochi d’artificio.
9. Ballando per le strade a Québec City
La temperatura media invernale a Québec City è di 9 gradi sotto zero: per fare fronte ai rigori della stagione questa affascinante città offre terrazze riscaldate e caminetti all’aperto. Anche sorseggiare un cocktail Caribou, preparato con vino rosso, superalcolici e sciroppo d’acero, può essede d’aiuto.
La festa che richiama il maggior numero di persone, la Toboggan New Year’s Eve, è un evento di due giorni che si svolge alla Grande Allée, con un villaggio invernale, band che suonano dal vivo, balli per le strade, ruote panoramiche e fuochi d’artificio. Potrete assaggiare alcuni dei piatti tipici della cucina di Québec al ristorante Coteau dell’Auberge Saint-Antoine; prima, però, fatevi venire appetito con una discesa in slittino sulla famosa Terrasse Dufferin o pattinando sotto le stelle sulla pista di Place d’Youville.
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10. Le luci nel cielo di Las Vegas
La Strip di Las Vegas diventa il centro dei festeggiamenti di Capodanno a partire dalle otto di sera, quando viene chiusa al traffico e la gente si riversa per la strada. I fuochi d’artificio vengono sparati dai tetti di sette casinò e illuminano il cielo del Nevada. A nord della Strip, vale sempre la pena partecipare alla festa che si tiene in Fremont St, con altri fuochi, varie band e un palco in cui la musica scandisce le evoluzioni di acrobati e ballerini.
Un altro ottimo modo per festeggiare il 2026 è prenotare una cabina sulla High Roller, una ruota panoramica che offre una vista mozzafiato sulla Sin City.
La Scala Santa è, secondo la tradizione, la scala salita da Gesù per raggiungere l’aula dove ha subìto l’interrogatorio di Ponzio Pilato prima della crocifissione.
La più celebre e visitata scala santa, meta di pellegrinaggio da parte dei cattolici, è quella che si trova a Roma, facente parte di un complesso denominato “pontificio santuario della Scala Santa” nelle immediate adiacenze della basilica di San Giovanni in Laterano.La tradizione, di origine medievale, risalente almeno all’anno Mille[1], afferma che si tratterebbe della scala stessa salita da Gesù, che sarebbe stata trasportata a Roma da Sant’Elena Imperatrice, madre di Costantino I, nel 326.
Nel 1854 papa Pio IX affidò in perpetuo la custodia della Scala Santa ai Passionisti poiché hanno il compito di “promuovere la memoria della Passione del Signore”.
Propriamente, l’edificio chiamato Scala Santa è un complesso edilizio fatto edificare alla fine del XVI secolo da papa Sisto V come nuovo patriarcato del vescovo di Roma, in sostituzione del precedente, demolito per la nuova costruzione. Realizzato da Domenico Fontana nel 1589, il palazzo comprende:
la Scala Santa vera e propria, un insieme di 28 gradini di marmo bianco rivestiti da una protezione di legno, affiancata da altre quattro rampe di scale, due alla sua destra e altrettante alla sua sinistra;
la cappella di San Lorenzo in Palatio, detta Sancta Sanctorum, cioè la cappella privata del papa, vescovo di Roma, fino agli inizi del XIV secolo; è in questa cappella che è custodita l’Acheropita lateranense, ossia la pala d’altare della cappella papale che la tradizione vuole non sia stata dipinta da mani umane;
la cappella di San Lorenzo, cui si accede dalla prima rampa di scale a destra;
l’Oratorio di San Silvestro in Palatio, cui si accede dalla prima rampa di scale sulla sinistra;
la cappella del Crocifisso, posta alle spalle del Sancta Sanctorum;
affiancano l’edificio l’oratorio del Santissimo Sacramento al Laterano e il Triclinium Leoninum.
Nel 1589, durante il pontificato di Sisto V, la Scala Santa fu traslocata dal Palazzo Laterano, nel quale si trovava, al Sancta Sanctorum, sul lato sinistro della piazza di San Giovanni in Latetano I ventotto gradini che la compongono furono messi in opera cominciando dall’alto, perché non fossero calpestati dai piedi dei muratori, ma toccati solamente dalle ginocchia dei fedeli oranti; praticamente il 1° gradino divenne il 28°.
Nel 1587-’88 le pareti erano inoltre state abbellite da diversi affreschi. I cantieri pittorici sistini si distinsero per la celerità d’esecuzione e il gran numero di affrescanti presenti, tra cui Andrea Lilli, Giovan Battista Ricci, Giacomo Stella, Paris Nogari, Paul Bril, Giovanni Baglione, Prospero Orsi e altri, sotto la guida di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra.
Più tardi, sotto papa Innocenzo XIII, i gradini furono coperti con tavole di noce, per impedirne l’usura. Ancor oggi molti fedeli cattolici salgono in ginocchio tutta la scala, pregando e chiedendo grazie.
Nella seconda metà dell’Ottocento vennero collocate nell’atrio alcune sculture: il Bacio di Giuda e l’Ecce Homo di Ignazio Jacometti, il Cristo alla colonna di Giosuè Meli, Pio IX in preghiera e La Pietà di Tomasz Oskar Sosnowski e Gesù nel Getsemani di Giuseppe Sartorio.
Indulgenza
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La Chiesa cattolica concede a chi sale i gradini in ginocchio l’indulgenza plenaria per sé o per un defunto.
Chi non ha sognato almeno una volta di attendere il nuovo anno all’ombra dei grattacieli di Manhattan? Un grande classico che regala sempre qualcosa di nuovo.
Difficile dare torto a Robert De Niro quando dichiara che «niente batte New York a Capodanno». La battuta viene pronunciata nel film “Capodanno a New York” in cui diverse storie si intrecciano durante la notte di San Silvestro; eppure, la vera protagonista non è una singola persona, ma la città intorno a cui ruotano tutti.
New York City: un’esperienza unica per accogliere il nuovo anno
Perché sarà pur vero che il Capodannoè una delle celebrazioni più antiche dell’umanità e che viene vissuta in modo diverso a seconda del paese in cui ci si trova, ma solo New York City soddisfa qualsiasi desiderio. Se si sceglie di vivere quest’esperienza, si possono valutare innumerevoli opportunità. Festeggiamenti instagrammabili con l’albero di Natale più conosciuto al mondo al Rockeffeler Center e a Times Square con l’attesa della Ball Drop, la sfera luminosa che allo scoccare della mezzanotte si illumina con oltre 2.600 cristalli scintillanti.
Se si desidera ammirare lo skyline di Manhattan da una diversa angolatura è allora il caso di scegliere una crociera sul fiume Hudson, venendo inondati da fuochi d’artificio. Il contatto con la natura è, invece, assicurato a Central Park tra fuochi d’artificio al Bowbridge-Cherry Hill e la Midnight Run, una corsa nel cuore verde della città. Come ogni anno cambia veste anche Fifth Avenue ornandosi in un’ideale gara tra vetrine: tra Tiffany & Co., Cartier e Bengdorf Goodman sono da vedere da vicino gli addobbi in versione natalizia per trascorrere qualche ora prima dello scoccare della mezzanotte. All’American Museum of Natural History c’è il tradizionale The Origami Holiday Tree, un albero di Natale composto da oltre 1000 origami realizzati a mano, mentre per i più romantici sono a disposizione le piste di pattinaggio da quella simbolo a Central Park o quella sotto lo storico ponte di Brooklyn.
Prima di accogliere l’arrivo del nuovo anno si può anche lasciare Manhattan, spostandosi a Brooklyn e scoprire una New York City alternativa. Qui si mostra una città a parte dove tra Bay Ridge, Dyker Heights e DUMBO si accendono migliaia di luci e ornamenti giganti posizionati in case addobbate con figure di Babbo Natale, renne e scene natalizie che creano uno spettacolo che dà allo spirito natalizio una dimensione fiabesca.
Voglia di paillettes e lustrini? C’è l’imbarazzo di locali alla moda a partire dal mitico “Studio 54”, con party esclusivi e concerti dal vivo. Qualsiasi sia la scelta, con Turisanda si può creare il viaggio come lo si è sempre sognato, in base ai propri gusti e desideri; ogni idea di viaggio può essere sia abbinata ad escursioni sia integrata a proposte di tour negli Stati Uniti.
Conclusi i festeggiamenti si può vivere New York City di giorno alternandosi tra musei, teatri e quartieri iconici. Le mete tradizionali sono la Statua della Libertà e Ellis Island, ma se si preferisce un museo ci sono MoMA e MET con capolavori unici al mondo, senza trascurare lo shopping e i convenienti saldi post-natalizi. L’energia unica e la varietà di eventi fanno di New York City la meta ideale da assaporare almeno una volta nella vita.
Le stelle brillano dietro le montagne mentre il primo richiamo alla preghiera spezza la quiete che precede l’alba. Accampati su un tetto in un villaggio ai piedi delle rovine di una kasbah diroccata, nell’Alto Atlante marocchino, siete decisamente lontani dal trambusto dei suq delle città, e i vicoli stretti della medina cedono il posto alle ampie vallate e alle alte creste che caratterizzano la regione centrale del Marocco.
Il Tizi n’Tichka, tortuoso passo attraverso l’Alto Atlante
A M’Goun, geoparco globale UNESCO, la Valle di Aït Bougmez offre lo stile di vita rurale tradizionale e numerosi sentieri escursionistici, tra cui la traversata di tre giorni sul massiccio del M’Goun fino ad Aït Ali N’Ito attraverso pascoli ad alta quota, con la possibilità di pernottamenti in tenda o presso le famiglie nei villaggi lungo il percorso.
Dopo il trekking, durante il tragitto verso Imlil fermatevi al suq domenicale di Demnate per acquistare spezie appena macinate, olio d’oliva di produzione locale e una gamma ricchissima di babouche. Se capitate nelle giornate giuste, anche i suq settimanali dei villaggi dell’Atlante intorno al Toubkal offrono una scena di socializzazione e shopping ferma nel tempo.
A Imlil non mancano i turisti, soprattutto escursionisti interessati alla scalata di due giorni del Jebel Toubkal; i visitatori che sentono la mancanza di lodge eleganti e di un drink corroborante dopo l’escursione qui troveranno entrambi. Ma se proseguite verso i villaggi circostanti, come Aroumd e Matat, scoprirete stretti vicoli tra case tradizionali in pietra, accompagnati dal ticchettio dei telai per tappeti e dallo scalpitio degli zoccoli degli asini, suoni che scandiscono il ritmo di una vita più autentica.
La Kasbah du Toubkal
Dopo esservi riposati e aver fatto provviste, dalla salita principale del Toubkal dirigetevi verso est e percorrete un anello della durata di sette giorni che conduce sulla vetta più alta del Marocco, per poi discendere a Imlil passando dalle fragorose Cascades d’Irhoulidene e dal villaggio di Azib Tamsoult con le case di pietra. Infine, come le carovane di un tempo, scendete dall’Atlante verso la pianura di Haouz e Marrakech. Dopo aver trascorso tanto tempo sui monti, gli ampi viali della Ville Nouvelle e i vicoli affollati della medina colpiscono per contrasto, ma dopo qualche giorno tra la Jemaa el-Fna e un bagno serale negli hammam storici sarete pronti a iniziare la prossima avventura.
I nostri consigli
Cosa mangiare
Una saporita e bollente tajine: scelta affidabile in qualsiasi zona del Marocco.
Cosa bere
Difficilmente passerete un giorno senza che vi venga offerto un tè dolce alla menta.
Dove dormire
Scegliete un riad (dimora tradizionale) restaurato nelle città storiche e una delle accoglienti gîtes d’étape (rifugi) durante i trekking.
Come arrivare e come muoversi
Il Marrakech Menara Airport (RAK) è il consueto punto di arrivo nel paese. Dalla città partono alcuni mezzi pubblici che attraversano l’Alto Atlante, spesso passando per Azilal, ma i transfer privati consentono un notevole risparmio di tempo.
Quando andare
Il periodo da marzo a giugno è il migliore per il viaggio: alla fine della primavera le temperature sono ancora basse, ma i tappeti di fiori selvatici in alta montagna vi faranno dimenticare il freddo. Maggio e giugno sono ideali per i trekking e il clima non è ancora torrido nelle pianure e a Marrakech.
Diciamolo subito: sia le Isole Cook che la Polinesia Francese sono due destinazioni magnifiche. E questo complica non poco le cose. Sarebbe stato più semplice scegliere tra una destinazione un pò più “bruttina” ( sempre che esista una destinazione “bruttina” ) e una meta da sogno, ma non è il nostro caso, dato che entrambe sono mete a dir poco favolose! E dunque, Isole Cook o Polinesia Francese per il vostro prossimo viaggio? Quale meta scegliere?
Una scelta estremamente difficile: Isole Cook o Polinesia Francese?
Partiamo dal presupposto che non esiste una sola Polinesia, ma anche le Cook fanno parte della Polinesia. No, non sto dicendo un’inesattezza ma è la verità. Quando parliamo di Polinesia, ci riferiamo a diversi arcipelaghi, tra cui anche le Isole Cook. C’è poi la Polinesia Francese invece, che è tutt’altra cosa ed è quella che conoscete anche voi.
Questo è per rimarcare il fatto che entrambe le destinazioni sono straordinarie e incredibilmente ricche di bellezze naturalistiche e paesaggistiche.
Ma nonostante la vicinanza sono comunque due mete molto diverse tra loro, con culture, stili di vita e realtà completamente differenti.
Fare una scelta non è semplice, lo so; ma cercherò con questo articolo di darvi qualche spunto di riflessione per prendere la decisione migliore per voi, sulla base delle vostre esigenze e caratteristiche del vostro viaggio ideale.
Scegliere la Polinesia Francese: gli aspetti positivi
La Polinesia Francese è perfetta se avete intenzione di soggiornare su numerose isole, in quanto le possibilità sono davvero infinite.
Il mare, le lagune e le barriere coralline sono davvero straordinarie, tra le migliori al mondo e questo è davvero indiscutibile.
Ci sono numerose isole così diverse tra loro; dagli atolli corallini ideali per fare immersioni e snorkeling, alle isole vulcaniche perfette anche per escursioni tra cascate, giungle e foreste. Le attività da fare sono sempre numerose e c’è una grandissima varietà.
In Polinesia Francese avrete l’imbarazzo della scelta quanto a sistemazioni: dalle più semplici guesthouse e pensioni familiari ai resort più lussuosi e sofisticati del pianeta.
E’ la meta ideale per soggiorni rilassanti e per un viaggio da sogno. Insomma quel viaggio che tutti pensiamo di fare almeno una volta nella vita: questa è decisamente la meta perfetta!
Quanto a collegamenti aerei è solitamente l’arcipelago più comodo da raggiungere. L’aeroporto di Papeete è ben collegato dall’Europa, dal Giappone, dalla Nuova Zelanda, dall’Australia, dagli Stati Uniti, dunque è molto semplice riuscire a trovare una buona soluzione per i voli, soprattutto per i combinatidi più destinazioni. Ad esempio, se prima di raggiungere la Polinesia Francese trascorrerete alcuni giorni in Giappone, non sarebbe poi difficile da lì raggiungerla.
E’ la destinazione con più Overwater in assoluto, quindi se sognate di concedervi qualche giorno di relax in una villa sull’acqua avrete l’imbarazzo della scelta quanto a sistemazioni.
Scegliere la Polinesia Francese: gli aspetti negativi
Non è certamente la meta più a buon mercato: un viaggio in Polinesia Francese ha un costo importante, anche cercando di viverlo nel modo più low cost possibile. I costi dei voli sono elevati, ma anche le sistemazioni e il costo della vita in loco. Sicuramente è possibile trovare delle soluzioni più economiche, ma comunque è un viaggio che richiede un budget importante.
E’ una destinazione ormai molto turistica, quindi se cercate autenticità sarà più difficile trovarla. Non dico che non esiste genuinità, ma sicuramente bisognerà optare per delle isole meno note o per gli arcipelaghi meno turistici.
In Polinesia Francese ci sono poche spiagge e quelle che ci sono tendono ad essere piccole e strette. Non immaginatevi i classici spiaggioni chilometrici dove potersi godere la vera e propria vita da spiaggia. In Polinesia si vive maggiormente il mare in tutto e per tutto.
Scegliere le Isole Cook: gli aspetti positivi
Le Isole Cook sono certamente più economiche della Polinesia Francese, quindi sono perfette per coloro che desiderano godersi una meta da sogno, con un occhio di riguardo al budget.
Questo arcipelago è indiscutibilmente ancora molto autentico e il turismo qui non ha ancora raggiunto i suoi massimi livelli. Difatti le Isole Cook non sono ancora così diffuse sul mercato italiano, questo le rende quindi molto autentiche, genuine e meno congestionate della Polinesia Francese.
Le Cook sono ideali per coloro che cercano una meta più tranquilla, ma allo stesso tempo con delle splendide lagune. Non dimentichiamoci che Aitutaki possiede una delle lagune più belle del mondo.
Gli abitanti, i maori, sono estremamente cordiali e cercheranno sempre di mettervi a vostro agio, permettendovi di vivere un viaggio da sogno.
Questa è una destinazione internazionale: gli italiani qui sono pochissimi, per cui se siete alla ricerca di una meta davvero lontana dal turismo di massa e non volete incontrare molti altri connazionali, queste isole sono perfette!
Si tratta di un paradiso terrestre ancora poco conosciuto quindi la natura e le bellezze qui sono intatte e non hanno subito molti deterioramenti negli anni: giungle vergini, barriere coralline colorate e spiagge bianchissime.
Scegliere le Isole Cook: gli aspetti negativi
Le Isole Cook sono meno semplici da raggiungere della Polinesia Francese. Mi spiego meglio: se il vostro viaggio contempla solo il soggiorno alle Isole Cook, sono comode da raggiungere, anche se ci sono sicuramente meno voli rispetto a quelli per la Polinesia Francese. Quando parliamo invece di combinati non sono sempre ben collegate ad altre destinazioni, quindi bisogna cercare di far coincidere il soggiorno in base al giorno in cui operano i voli. Le destinazioni più comode da cui raggiungere le Cook sono senz’altro la Nuova Zelanda e l’Australia.
Se volete vivere un soggiorno più movimentato qui sarà più difficile: la scelta delle isole di solito ricade su Rarotonga, Aitutaki e al massimo Atiu, che sono le uniche isole ( o quasi ) che sono aperte ad ospitare turisti, per cui potrebbe essere un viaggio meno itinerante di quello in Polinesia Francese.
Se cercate estremi lussi e comfort, qui le possibilità sono minime. La maggior parte delle sistemazioni sono abbastanza semplici, ci sono pochissimi resort lussuosi e quindi nel caso bisognerà prenotare con largo anticipo.
Se il vostro desiderio è quello di vivere interi soggiorni in Overwater, considerate che alle Isole Cook ce ne sono pochissimi. Nel caso vi suggerisco di optare per l’Aitutaki Lagoon Private Island Resort, ma oltre a questo non li trovate da nessun’altra parte a differenza della Polinesia Francese che ne ha numerosi.
Allora che ne dite? Sulla base di queste considerazioni optereste per le Isole Cook o per la Polinesia Francese? A me va bene tutto, onestamente 😀