Nel 2026 si celebra il centenario dei 4000 chilometri più famosi degli USA, celebrati da musica, film e letteratura. Un itinerario da Chicago a Santa Monica, tra motel, stazioni di servizio, drive in illuminati al neon. Magari con i Rolling Stones in sottofondo e On the Road di Kerouac a portata di mano.
È il viaggio di tutti i viaggi e la strada di tutte le strade. La Route 66, o meglio il suo mito, è forse ciò che resta del sogno americano: libertà su una striscia d’asfalto. Il 2026 sarà l’anno della sua celebrazione perché Mother Road compie 100 anni e, sebbene oggi il suo tracciato originale non esista praticamente più sostituto da una serie di interstate che ne moltiplicano su sei corsie a scorrimento veloce i suoi 3940 chilometri, sono in programma iniziative, attrazioni e esperienze culinarie.
Eppure, l’unico vero modo di celebrarla rimane sempre e comunque percorrerla, perdendosi tra le cittadine anonime che la punteggiano, tra i motel dove fermarsi a dormire, tra i diners aperti 24 ore su 24 per servire colazioni improbabili su altrettanto improbabili divanetti in similpelle, cameriere che rimboccano tazze di caffè americano e apple pie pronte a lasciarsi assaggiare affogate nel gelato di vaniglia. Finestrino abbassato e, sul sedile accanto, una copia di On the road di Kerouac ad indicarci la strada.
Tutto cominciò un 30 aprile
Il 2026 è quindi l’anno della Route 66 e vale la pena cominciare a immaginare (e a preparare) il lungo viaggio lungo la strada che il 30 aprile 1926 venne inaugurata per collegare Chicago, Illinois, a Los Angeles, California: non era neanche completamente asfaltata e per esserlo avrebbe aspettato altri 8 anni. Era la strada che in migliaia percorsero per lasciare l’Oklahoma distrutto dalla grande tempesta di sabbia, la devastante Dust Bowl, e cercare una nuova vita in California.
Cool Springs Station. Arizona
Anche se tra loro i più famosi rimasero i componenti della famiglia Joad, ma soltanto perché Steinbeck ne fece i protagonisti del suo fortunatissimo romanzo Furore. Poi, a cantarla, arrivarono Chuck Berry, i Rolling Stones e Nat King Cole, mentre lungo i suoi margini nascevano motel, stazioni di servizio, drive in e quell’illuminazione al neon così cinematograficamente simbolica. Il sogno americano fatto strada: non a caso è proprio sulla 66 che nasce l’industria del fast food con il Red Giant Hamburgs a Springfield, in Missouri, che fu il primo drive-in, ed il primo McDonald’s a San Bernardino. L’inizio della decadenza negli anni ’60 e la rinascita, riverniciata dal mito, come strada di interesse storico con il primo cartello indicante “Historic Route 66” installato nel 1990 a Kearney Street all’incrocio con Glenstone Avenue a Springfield, Missouri. Ora i cartelli son diventati tanti, s’incontrano lungo la strada, e in molti li chiamano “selfie point”. E anche se oggi la Route 66 non esiste più, scomparsa per lunghi tratti, schiacciata dall’Interstate o semplicemente ridotta a spezzoni di asfalto, l’idea di percorrerla tutta non è mai tramontata, anzi, rimbalzando tra pagine Facebook dedicate, squadre di pallacanestro omonime, jeans, serie televisive, film Disney di successo, videogiochi e persino un marchio di sigarette. Tutto targato Route 66.
Pontiac, Illinois
Illinois: viaggio al via
Il viaggio comincia a Chicago, dove la Route 66 muove i primi chilometri. Prima di partire, una sosta da Lou Mitchell’s, storico diner aperto dal 1923, è quasi un rito: colazione servita tutto il giorno e i famosi donut holes offerti a ogni cliente. Poco più a sud, a Pontiac, si trova il Route 66 Hall of Fameand Museum, che conserva cimeli, foto e ricordi dei tempi d’oro della Mother Road. Tra cui il murale più grande dedicato al celebre cartello “Route 66”: un must per ogni viaggiatore.
Missouri e Kansas, l’epopea dei pionieri e dei minatori
Galena, Kansas
Entrando nel Missouri, la strada si riempie di attrazioni eccentriche: la sedia a dondolo più grande del mondo e la seconda forchetta più grande del mondo a Springfield sono solo due esempi di una creatività tutta americana. Da lì a poco è Kansas, il tratto più corto (poco più di 20 km), ma ricco di storia. Qui si trovano il Marsh Arch Bridge (o Rainbow Bridge), il Baxter Springs Heritage Center & Museum e il Galena Mining & Historical Museum. Sono i luoghi sacri dell’epopea dei pionieri e dei minatori.
Oklahoma. Cuore storico della Mother Road
L’Oklahoma custodisce lo spirito autentico della Route 66. A Clinton, il Oklahoma Route 66 Museum racconta la nascita e l’evoluzione di questa strada leggendaria. Da non perdere la Blue Whale of Catoosa, una gigantesca balena blu oggi in restauro per il centenario della Route, e la storica Threatt Filling Station a Luther, uno dei primi punti di sosta per viaggiatori afroamericani, oggi rinata a memoria. C’è anche il Rock Café di Stroud che è stato la fonte d’ispirazione per il film Cars. E si può anche dormire al NationalAutograph Collection, all’interno della storica First National Bank.
Tra Texas, con le Cadillac a testa in giù, e New Mexico
Cadillac Ranch, Amarillo, Texas
Ad Amarillo, nel cuore del Texas, sorge una delle installazioni più iconiche della Route 66: il Cadillac Ranch, con la sua sfilata di automobili colorate conficcate per metà nel terreno come alberi di metallo e coperte di graffiti colorati. A Santa Rosa, il Route 66 Auto Museum espone auto d’epoca e memorabilia dedicati al mondo dei motori. Ad Albuquerque, aprirà presto il nuovo West Central Route 66 Visitor Center, una struttura polifunzionale di 2.000 m² con una collezione di insegne al neon, un museo, anfiteatro, sala conferenze, negozio di souvenir e spazi per eventi e mercati all’aperto. Qui sarà disponibile anche un’esperienza immersiva, la “Route 66 Remixed”, in collaborazione con Meow Wolf, Refract Studio e artisti locali, che trasformerà la Central Avenue in un “road trip artistico” con installazioni su larga scala ed esperienze digitali che celebrano le tradizioni locali. Le installazioni comprendono esperienze di realtà aumentata in location come il Guild Theater e l’Albuquerque Museum Sculpture Garden, oltre ad opere fisiche tra cui sculture e la decorazione del bus Albuquerque Rapid Transit.
Arizona – Il cuore vintage della Route
Flagstaff, Arizona
Dal Petrified Forest National Park, unico parco nazionale attraversato dalla Route 66, fino al mitico Jack Rabbit Trading Post di Joseph City, l’Arizona rappresenta la Route 66 dei grandi spazi aperti. Qui si celebra anche la musica come compagna di viaggio prediletta capace di raccontare i luoghi e la loro anima: Winslow, celebrata dagli Eagles in Take It Easy, e Kingman, con i suoi musei dedicati alla storia e al futuro dei veicoli lungo la Route.
California. Il traguardo sull’oceano
L’ultimo tratto attraversa il Deserto del Mojave dove il Bottle Tree Ranch di Elmer Long luccica con le sue sculture di bottiglie scintillanti. A San Bernardino, è immancabile una visita al primo McDonald’s Museum, testimonianza del più iconico fast food made in USA. È qui che inizia ad arrivare l’aria dell’oceano e della California. Infine è il momento di Santa Monica. Anzi, di Santa Monica Pier. Qui l’insegna End of the Trail segna la conclusione del viaggio, con l’oceano Pacifico dritto davanti a voi. È il momento dell’arrivo e degli addii. Il mito, però, non si saluta. Quello rimane.
Profumo di mandorle e dolci tipici, tra luci, città d’arte, presepi d’autore e le cime innevate degli Appennini: nella Terra dello Slow Mix, nel territorio di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, tante idee di viaggio per un finesettimana natalizio suggestivo e goloso.
Tanti itinerari all’insegna di emozioni e tradizioni, tra borghi medievali scintillanti, castelli scenografici, mercatini profumati di creatività, presepi d’autore, eventi nelle città d’arte e magie da scoprire nel territorio fra Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Il profumo del croccante alle mandorle e dei dolci tipici delle tradizioni emiliane si mescolano alle note dei cori natalizi, mentre le luci di originali mercatini e spettacolari alberi di Natale danzano sulle pietre millenarie dei borghi medievali e sulle belle piazze delle città d’arte. L’Avvento è fra i periodi migliori per sperimentare l’atmosfera di festa emiliana, in preparazione delle date più attese dell’anno.
La “Top 8” delle destinazioni da non perdere durante l’Avvento
L’Emilia, la Terra dello Slow Mix, traccia un sentiero incantato tra mercatini artigianali, presepi d’autore, sagre ed eventi speciali che celebrano i sapori e le arti di un territorio generoso e creativo. Un itinerario esperienziale da vivere, grazie a 8 percorsi selezionati da Visit Emilia, dove le feste si assaporano, si respirano, si custodiscono come doni preziosi da condividere (info su www.visitemilia.com). Adatte sia alle famiglie, ma anche alle coppie come ai single, queste destinazioni sono ideali per organizzare un finesettimana in cui staccare la spina dallo stress degli impegni di lavoro quotidiani.
1) Nelle città d’arte tra vintage market, regali dal mondo e souvenir artistici: Piacenza superstar
Nella suggestiva cornice di Piazza Cavalli di Piacenza, casette in legno si stagliano sul tipico selciato per ospitare un particolare Mercatino di Natale dedicato alle tradizioni gastronomiche e agli oggetti natalizi più disparati d’Italia e del mondo (fino al 24 dicembre 2025). Passeggiando nel centro storico, su Corso Garibaldi, entrate nell’Auditorium Sant’Ilario, dove il 29 e 30 novembre e poi il 20 e 21 dicembre, si svolge A Mano market, un mercato di artigianato caratteristico. Il 7 e l’8 dicembre, invece, nella ex chiesa del Carmine, in una delle zone più antiche del cuore della città, il Laboratorio Aperto Piacenza organizza Creare, Mostra Mercato di Alto Artigianato, occasione per lasciarsi ispirare da creazioni uniche. Inoltre, il 13 e il 14 dicembre c’è Abat Jour, vintage market dedicato alle autoproduzioni di moda e di design, con espositori da tutta Italia, djset, laboratori e workshop. Per chiudere l’anno in bellezza, il 30 e il 31 dicembre 2025 si può partecipare alle visite guidate per ammirare la cupola affrescata da Pordenone nella Basilica di Santa Maria di Campagna, e con lo stesso biglietto la meravigliosa cupola della Cattedrale del Guercino. Nell’ultima notte dell’anno, il Teatro Municipale ospita il tradizionale concerto di Capodanno.
2) Reggio Emilia: cori, concerti e appuntamenti gioiosi per grandi e piccini
A Reggio Emilia, l’inizio ufficiale delle feste è il 29 novembre 2025, quando, in Piazza Prampolini si accende il grande albero di Natale con il concerto del coro Le Verdi Note dell’Antoniano.
Nella bella Piazza San Prospero si illuminano le tipiche casette dei mercatini di Natale, ed un ricco programma di eventi per bambini e famiglie, visite guidate, concerti, cori, appuntamenti nelle chiese anima la città, in un clima di gioiosa convivialità, fino al 6 gennaio 2026.
3) La magia del circo e della grande musica classica a Parma
A Parma non potete perdere il Festival dedicato a circo contemporaneo e magie nouvelle Tutti matti sotto zero, dal 6 dicembre al 6 gennaio 2026, nello chapiteau allestito nel prato centrale del Parco della Cittadella, con artisti internazionali. Appuntamento tradizionale, poi, con il Concerto di Capodanno, il 1 gennaio alle 18.00, al Teatro Regio, con i Filarmonici di Busseto. L’ensemble è composto da Corrado Giuffredi al clarinetto, Cesare Chiacchiaretta alla fisarmonica, Giampaolo Bandini alla chitarra, Roger Catino alle percussioni, Antonio Mercurio al contrabbasso. Le musiche sono di Giuseppe Verdi, Richard Strauss, Maurice Ravel, George Gershwin, Astor Piazzolla, Joaquín Rodrigo, Nino Rota, John Williams.
4) Ispirazioni Liberty e Krampus a Salsomaggiore Terme
Tra le atmosfere Liberty di Salsomaggiore Terme (PR), non può mancare un mercatino natalizio di grande fascino, contornati dalle meraviglie artistiche di Galileo Chini. Nell’ultimo mese dell’anno sono tanti gli eventi a tema natalizio, come le Suggestioni visuali del 13 dicembre, l’esibizione della Cartoon Band il 20 dicembre, la sfilata dei Krampus (maschere spaventose che affondano la loro origine nel folklore popolare) il 21 dicembre, e lo spettacolo della Carrozza Fatata il 27 dicembre.
5) Castelli medievali e sapori antichi: la magia dei borghi dell’Appennino Tosco Emiliano
Il fascino del Natale in Emilia si fa avvolgente nei borghi storici e nei maestosi castelli che si ergono tra le valli dell’Appennino Tosco Emiliano. Castell’Arquato (PC), uno dei Borghi più Belli d’Italia, si trasforma il 30 novembre e poi il 7 e 8 dicembre in Winterland, con musica, spettacoli, profumi, sapori e mercatini, animazioni per bambini e presepi dal mondo, tra le stradine e le piazze antiche del borgo medievale. Il 31 dicembre, inoltre, va in scena “L’ultima dell’anno”, una visita guidata alla piazza monumentale, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea, che si conclude con un brindisi nell’Enoteca Comunale. Nella vicina Vigoleno (PC), il 15 dicembre si apre il Mercatino delle meraviglie, con speciali autoproduzioni. Nella fiabesca Grazzano Visconti (PC), in Val Nure, vale la pena fare un giro nei Mercatini natalizi con stand gastronomici, allestiti fino al 6 gennaio 2026, con animazioni ed attrazioni, street food, musica dal vivo, cori gospel, pista da pattinaggio e ruota panoramica, immersi in un’atmosfera in stile medievale.
6) Artigianato e golosità in Val Trebbia
Spostandosi in Val Trebbia, a Bobbio (PC) in un altro splendido borgo emiliano, dove ancora aleggia la leggenda su San Colombano legata al suo Ponte Gobbo, o “Ponte del Diavolo”, dalle molte arcate irregolari che attraversano il fiume Trebbia, si può partecipare a tradizionali eventi del periodo natalizio. Come la Sagra della Lumaca e Mercatino del 7 dicembre, in cui assaporare la ricetta della tradizione gastronomica bobbiese e visitare il mercatino agricolo, con intrattenimento per grandi e piccoli; ma anche la Croccantata, inno al tipico dolce natalizio a base di mandorle, che chiama a raccolta il 21 dicembre artigiani pronti a comporre sculture e a proporre golosi assaggi. Tra le mura cittadine, allestiti sotto i porticati e persino nei cortili privati, inoltre, sono di scena (dal 24 dicembre al 6 gennaio) i presepi d’autore, che partecipano all’atteso appuntamento Presepi in Mostra. Con mappa alla mano e curiosità, si scoprono lungo l’itinerario, piccoli capolavori tra suggestivi angoli e scorci del borgo. Nel giorno dell’Epifania si svolge la premiazione, aspettando la Befana. Divertente, a Bobbio, è anche la sfilata dei Babbi Natale della Vigilia.
7) Misteriosi manieri, presepi e arte contemporanea
L’antico maniero di San Pietro in Cerro (PC), che sorprende per la sua collezione di arte contemporanea, la sala delle armi e la mostra delle riproduzioni dei celebri Guerrieri di Xi’an, dà vita il 29 e 30 novembre all’evento La Magia del Natale (Proposte Creative), mercatino che offre produzioni artigianali a tema e banchi dedicati alle tradizioni enogastronomiche locali e tipiche del periodo, con la possibilità di partecipare a tour guidati tra le opere d’arte del castello. Fra castelli e caratteristici borghi sono tanti, inoltre, i presepi particolari da scoprire, come i 100 personaggi che popolano il paese de I Bersani, il borgo delle fiabe nel Comune di Gropparello, e la mostra della Rocca Pallavicino Casali a Monticelli, giunta alla 25a edizione. Anche Bazzano, frazione di Neviano degli Arduini (PR) si trasforma nel Paese dei Presepi, disseminati lungo le vie e nei cortili, proponendo ai visitatori un itinerario molto suggestivo.
8) Voglia di neve e dimore storiche sull’Appenino Reggiano
Sull’Appennino Reggiano, all’Alpe di Cusna, tantissimi gli appuntamenti sugli impianti sciistici, tra Apré sky, Snow Kids, e il cenone animato di Capodanno. I Castelli del Ducato, la prestigiosa rete turistica culturale interregionale che unisce 38 magnifici manieri visitabili tra Parma, Piacenza, Guastalla e Pontremoli, presenta un ricco calendario di eventi per il periodo natalizio e le feste di fine anno. Fino al 6 gennaio 2026, castelli, borghi medievali e dimore storiche si trasformano in scenari fiabeschi con mercatini artigianali, presepi viventi, visite guidate a tema natalizio e spettacoli per tutta la famiglia. Dalle atmosfere Liberty di Salsomaggiore Terme alla magia del Castello di Gropparello con “Castello d’Inverno”, passando per i presepi di Castell’Arquato e le degustazioni al Castello di Contignaco, ogni location offre un’esperienza unica, tra arte, cultura ed eccellenze enogastronomiche del territorio.
C’è un modo di camminare tra gli scorci nascosti e le meraviglie iconiche di Roma, che non ha fretta e che cancella in un attimo caos e traffico, accendendo colori e bellezza di una città che sa stupire ogni volta. Tra i cipressi di Villa Medicie i sentieri verdeggianti di Villa Borghese, iniziano a svelarsi a poco a poco, per chi li sa ascoltare, il dolce suono dell’acqua che scorre, i profumi di erba e rugiada di inizio mattina e il richiamo lontano di campane. Un percorso dove il tempo quasi di dilata, presente e passato si intrecciano e ogni passo racconta una storia sospesa tra arte e natura.
L’alba dei giardini, i silenzi, le pennellate di luce e colore all’orizzonte: scoprire Villa Medici
Oltre il cancello, si entra in un micromondo a parte, dove i vialetti di ghiaia scricchiolano sotto i passi e le fontane gocciolano con un ritmo antico. Ad ogni angolo, statue che quasi respirano insieme agli alberi tanto sono perfette e punteggiano uno spazio dove gli arbusti sfilano in perfetto ordine nel giardino all’italiana. Dai terrazzi si apre uno sguardo su Roma che diventa immobile, come se aspettasse fiduciosa le tinte accese del tramonto a regalarle un nuovo ed effimero aspetto. E ogni dettaglio, dalla foglia caduta, al riflesso dell’acqua, racconta secoli vissuti tra arte e contemplazione. Situata sul Colle del Pincio, accanto a Trinità dei Monti, è una delle più interessanti residenze romane, con una storia che risale al XVI secolo. Oggi ospita l’Accademia di Francia e fu acquistata dai Medici nel 1576, divenendo simbolo di gusto e potere raffinato.
Le sue sale affrescate ospitano opere di artisti rinascimentali famosi e oggi è il luogo dove giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo vivono e lavorano, mantenendo intatta la tradizione creativa del luogo. Tra viali di cipressi e terrazzamenti panoramici, i giardini combinano geometria e natura e invitano a contemplare la luce che cambia tra foglie degli alberi e la grande bellezza degli interni.
Il cuore verde e artistico: Villa Borghese
Arrivati a Villa Borghese, il paesaggio cambia di nuovo, ancor di più nelle giornate di sole tra prati luminosi, laghetti tranquilli, alberi, piccole gallerie e fontane. Ad ogni curva si apre uno scenario diverso e affascinante. La Galleria Borghese è uno scrigno di tesori, ma anche fuori tra viali e pergolati, si respira l’arte.
Il visitatore si ritrova accanto a opere di Bernini come Apollo e Dafne e David o il Bacchino malato di Caravaggio che resta, catturato, negli occhi dei passanti. E poi, fuori, ogni angolo invita a fermarsi, sedersi su una panchina e lasciar scorre il tempo.
Un soggiorno a ritmo di bellezza al Sofitel Rome Villa Borghese
La passeggiata tra i viali di Villa Medici e i giardini di Villa Borghese, portano verso un luogo che rappresenta un’oasi di calma e raffinatezza, pronta ad accogliere chi vuole vivere Roma anche dopo il tramonto e rilassarsi circondato da bellezza. Entrando al Sofitel Rome Villa Borghese, ospitato in un palazzo nobiliare del XIX secolo, il must è l’eleganza discreta in un cinque stelle dove tutto sorprende ma non è ostentato. Dalle fragranze che accarezzano l’aria ai tessuti pregiati della camere, dal comfort del Sofitel MyBed™ al design che fonde classicismo romano e tocchi francesi. Le 78 camere e le 7 suite offrono rifugi intimi e sofisticati: alcune suite vantano terrazze private con jacuzzi, altre si aprono su vedute silenziose dei giardini, sempre con servizi pensati per un soggiorno su misura. Al settimo piano, ecco il rooftop di Settimo Roman Cuisine & Terrace con le ampie vetrate che sembrano incorniciare la cupola di San Pietro e il verde dei giardini, mentre il tetto mobile permette di vivere l’esperienza all’aperto in qualsiasi stagione. E che dire della la cucina dello chef Giuseppe D’Alessio che celebra la tradizione romana e mediterranea con un tocco creativo e raffinato, affiancata da una drink list che trasforma l’aperitivo in un piccolo rito quotidiano, tra cocktail classici reinterpretati e creazioni analcoliche dai colori vivaci.
Il suo concetto di accoglienza totale passa dalla sostenibilità, con un approccio green certificato dalla Green Key che traduce in pratica il rispetto per l’ambiente senza rinunciare al lusso e al comfort, dalla gestione energetica agli impianti elettrici all’avanguardia, dalla riduzione degli sprechi alla raccolta differenziata, ogni scelta è pensata per far sentire l’ospite parte di un luogo responsabile e consapevole. E in un dialogo continuo tra arte, natura e ospitalità, chi si siede al Sofitel vive un’esperienza che incanta tutti i sensi: dal profumo del pane francese a colazione, al fruscio degli alberi nei giardini vicini, dal calore della luce romana filtrata dai vetri del rooftop, all’invito a fermarsi e godere veramente di ogni attimo in un luogo dove incanto e meraviglia si incontrano.
I viaggi novità in America Latina:Nicaragua, Perù, Paraguay e Brasile
Sono tre i nostri nuovi viaggi in Centro e Sud America che ti portano alla scoperta di una natura possente e selvaggia, di terre abitate da popolazioni indigene e di testimonianze archeologiche di antiche culture.
In Nicaragua viaggiamo tra città coloniali, isole vulcaniche, riserve biologiche e giungle impenetrabili, in un caleidoscopio di contrasti e armonie. È un itinerario di grande interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, pensato per scoprire il volto più autentico e meno turistico del Paese.
Nelle regioni settentrionali del Perù ci attende una straordinaria ricchezza archeologica e storica, ancora poco conosciuta. Il viaggio ci conduce alla scoperta delle antiche civiltà preincaiche Moche e Chimù e di tesori archeologici unici, dalle Huacas Moche alla leggendaria Signora di Cao e al Señor de Sipán. Ma anche, spostandoci verso sud, del paradiso naturale delle Isole Ballestas e delle misteriose Linee di Nazca.
In Paraguay, terra d’origine degli indios Guaraní, attraversiamo villaggi in stile coloniale e cittadine tradizionali ricche di storia, visitiamo antiche missioni gesuitiche, e poi sul confine con Brasile e Argentina ammiriamo da sponde differenti le splendide e maestose cascate di Iguazù. Il viaggio si conclude in Brasile, nel cuore del Pantanal, vero santuario della biodiversità sudamericana, con la possibilità di avvistare il giaguaro, il più grande felino del continente.
Il 2026 si apre con un calendario ricco di novità per la California, tra celebrazioni storiche, grandi eventi sportivi, nuove attrazioni culturali e aperture alberghiere.
Lo Stato punta a consolidare il suo ruolo di destinazione globale d’eccellenza, offrendo esperienze uniche per turisti e residenti.
Eventi e anniversari Il tratto californiano della Route 66 compie 100 anni, con celebrazioni che comprendono visite ai motel storici, un nuovo visitor center e installazioni culturali dedicate alla storica “Mother Road”. San Francisco ospiterà il Super Bowl LX, accompagnato da festival e iniziative comunitarie. La California sarà inoltre protagonista della FIFA World Cup 2026, con 14 partite tra la Bay Area e Los Angeles, negli stadi Levi’s e SoFi. Per la prima volta, a giugno, la NASCAR correrà su una base militare attiva a San Diego durante il weekend della Festa del Papà.
Arte e nuove attrazioni Tra le aperture attese spicca il Lucas Museum of Narrative Art a Los Angeles, che ospiterà opere di pittura, fotografia, cinema e scultura su quasi 10.000 metri quadrati. LEGOLAND California Resort presenterà Galacticoaster, le prime montagne russe in 20 anni, mentre gli Universal Studios Hollywood inaugureranno le Fast & Furious: Hollywood Drift, montagne russe all’aperto ad alta velocità con rotazione a 360°. Disneyland celebra il suo 70° anniversario con intrattenimento a tempo limitato, scenografie e gadget da collezione. SeaWorld San Diego rinnova lo Shark Encounter con multimedia e habitat innovativi, mentre Palm Desert aprirà il DSRT Surf, resort con surf park modulabile e attenzione alla sostenibilità. Nuove esperienze includono anche l’area elefanti allo zoo di San Diego e la sesta mostra permanente di Meow Wolf a Los Angeles.
Nuovi quartieri per l’intrattenimento West Harbour a Los Angeles, esteso su 170.000 metri quadrati sul lungomare, offrirà ristoranti, negozi, strutture ricreative e un anfiteatro da 6.200 posti. OCVIBE a Orange County inaugurerà la prima fase con Market Hall, Concert Hall, uffici flessibili e Urban Park. ONT Field in Ontario diventa la nuova casa degli Ontario Tower Buzzers, affiliata Single-A dei Los Angeles Dodgers.
Ospitalità e nuove aperture alberghiere La California continua a espandere l’offerta ricettiva: nel 2025 sono stati inaugurati oltre 46 nuovi hotel e resort con quasi 6.300 camere. Tra le aperture più attese nel 2026 figurano Outbound Yosemite Resorts, The Baby Grand a Coronado, The Kali Hotel & Rooftop a Inglewood, The Elene a Napa Valley, Six Senses Napa Valley, Rosewood San Francisco e il Four Seasons Resort The Biltmore Santa Barbara. Molti hotel iconici di Beverly Hills, come The Beverly Hilton e Beverly Wilshire, saranno rinnovati per offrire nuove esperienze di lusso.
“La California continua a ridefinire la sua offerta di esperienze,” ha commentato Caroline Beteta, presidente e CEO di Visit California. “Dalle attrazioni e ospitalità all’avanguardia agli eventi sportivi di livello mondiale fino ai grandi anniversari, il 2026 è il momento ideale per scoprire, o riscoprire, il Golden State.”
Tra nuovi musei, eventi internazionali e hotel di design, la città sta ridefinendo il concetto di viaggio urbano, proponendosi come destinazione dinamica, sostenibile e fuori dai percorsi convenzionali.
Rotterdam sta vivendo una trasformazione che la rende sempre più attrattiva per il turismo urbano internazionale. La rigenerazione dei quartieri portuali e l’apertura di musei innovativi contribuiscono a definire un’offerta moderna e distintiva. La città olandese offre ai visitatori italiani un’alternativa dinamica alle mete più tradizionali, con esperienze identitarie, gastronomia di alto livello e spazi culturali all’avanguardia. In vista del 2026, Rotterdam punta a consolidare la sua posizione nel mercato dei City Break, grazie a eventi internazionali, nuovi hotel e una rete turistica attenta alla sostenibilità. Intervista a Rotterdam Partners sui trend del mercato italiano, le attrazioni principali e le novità in città. Ci racconta tutto Paola Testoni De Groot, pr manager Italia Itinera per l’Ente del Turismo di Rotterdam.
Qual è l’andamento del mercato italiano verso Rotterdam negli ultimi mesi e quali prospettive si delineano per il 2026?
Non disponiamo di dati pubblici dettagliati sugli arrivi italiani, ma Rotterdam registra un incremento del 10% degli ospiti internazionali negli hotel cittadini nello stesso anno. Per il 2026, le prospettive sono favorevoli: la città sta investendo in cultura, rigenerazione urbana e sostenibilità alberghiera, rispondendo ai desideri dei viaggiatori italiani che cercano esperienze autentiche e fuori dai percorsi convenzionali.
Come sta cambiando Rotterdam e quali aree risultano più attrattive per i visitatori italiani?
La città sta vivendo una trasformazione profonda. Quartieri come Katendrecht, un tempo cuore delle attività portuali, oggi ospitano spazi culturali, ristoranti innovativi e musei come il Fenix Museum of Migration, inaugurato nel 2025. Il centro moderno con le sue architetture iconiche, le rive della Mosa con luoghi di incontro e socialità, e lo stesso Katendrecht rappresentano le aree più interessanti per chi arriva dall’Italia, alla ricerca di esperienze che combinino storia, identità e innovazione urbana.
Quali esperienze culturali e lifestyle distinguono Rotterdam nel panorama europeo?
Rotterdam si distingue per il suo carattere innovativo, con architettura e design urbano parte del DNA della città. Grattacieli, ponti e quartieri creativi trasformano la città in un laboratorio a cielo aperto, dove l’arte contemporanea gioca un ruolo centrale. Il Fenix Museum, con installazioni immersive come il “Suitcase Labyrinth”, è un esempio di questa vocazione culturale. La gastronomia contribuisce ulteriormente a rendere la città unica: locali come Celest, ristorante panoramico nella torre Zalmhaven, offrono esperienze multisensoriali ispirate alla letteratura, mentre il Fundamental.eatery propone un percorso culinario sperimentale in un atelier intimo. Anche Multi Multi integra ristorazione, musica e arte, sottolineando il lato creativo della città. A tutto questo si aggiungono eventi di rilievo internazionale, come l’International Film Festival Rotterdam, che confermano la città come polo culturale europeo.
Quali saranno gli eventi e le attrazioni principali del 2026?
Il 2026 sarà un anno di grande fermento per Rotterdam. L’International Film Festival Rotterdam, giunto alla 55ª edizione, offrirà una selezione di film indipendenti e sperimentali di rilevanza europea. Il Fenix Museum continuerà a proporre mostre e installazioni sul tema della migrazione e dell’identità, mentre il Nederlands Fotomuseum inaugurerà la sua nuova sede nel magazzino Santos, diventando punto di riferimento per la fotografia olandese con biblioteca, darkroom e ristorante panoramico. La fusione tra Unseen e Art Rotterdam offrirà una piattaforma più ampia per artisti emergenti e libri fotografici, consolidando la città come hub per arte e fotografia contemporanea. Parallelamente, i quartieri rigenerati continueranno a ospitare installazioni, festival di design e performance, trasformando la città in un laboratorio urbano in costante evoluzione.
In quali zone i viaggiatori possono vivere esperienze autentiche della città?
Chi vuole scoprire il lato autentico di Rotterdam può muoversi tra Katendrecht, che combina memoria portuale e creatività contemporanea, e Delfshaven, con la sua atmosfera storica e tranquilla. Le rive della Mosa e Wilhelminapier offrono percorsi ciclabili e taxi d’acqua per osservare la città da prospettive insolite, mentre quartieri come West e Noord permettono di entrare in contatto con la vita quotidiana dei residenti.
Qual è l’attuale capacità alberghiera della città e quali segmenti stanno crescendo di più?
La capacità alberghiera di Rotterdam è in espansione, con un segmento boutique e design particolarmente dinamico. Hotel come Suite Hotel Pincoffs e Le Marin puntano su identità e qualità estetica, mentre il progetto MAN MET BRIL, il primo hotel-torrefazione al mondo, unisce camere, bar, ristorante e spazi multifunzionali. L’attenzione alla sostenibilità è crescente, confermando Rotterdam tra le destinazioni europee più attente a questo aspetto. Il segmento lifestyle contemporaneo si rafforza, mentre business e long-stay continuano a beneficiare dell’economia portuale e del profilo internazionale della città.