L’estate in Islanda: cascate, lagune glaciali e whale watching

L’estate in Islanda: cascate, lagune glaciali e whale watching

Se pensi che l’Islanda sia solo ghiaccio e tempeste invernali… preparati a cambiare idea!

L’estate in Islanda è una stagione sorprendente, fatta di giornate infinite e avventure all’aria aperta che non dimenticherai mai.

 

LA TUA ESTATE IN ISLANDA:

Reykjavik e il Circolo d’Oro

Un percorso classico che introduce all’essenza geologica e storica dell’Islanda.

  • Capitale Reykjavík: quartieri vivaci, design nordico e primo assaggio della cultura islandese con architettura e locali tipici.
  • Parco Nazionale Þingvellir: dove le placche tettoniche si separano in un paesaggio unico e storico.
  • Geysir e Gullfoss: termalismo e potenza dell’acqua in scenari spettacolari.

Costa sud e cascate iconiche

Il perfetto mix di natura, acqua e vulcani lungo la costa meridionale

  • Seljalandsfoss: cascata che puoi ammirare da dentro, passando dietro il velo d’acqua
  • Skógafoss: immensa cascata con arcobaleni frequenti nei giorni di sole
  • Reynisfjara – Spiaggia di sabbia nera: onde potenti e scenari lunari

Jökulsárlón e Diamond Beach

Uno dei punti più suggestivi d’Islanda, dove il ghiaccio diventa spettacolo.

  • Laguna glaciale di Jökulsárlón: iceberg che galleggiano in acque cristalline
  • Diamond Beach: pezzi di ghiaccio che brillano sulla spiaggia nera come gemme

Whale Watching – Incontri con la fauna marina

L’estate è il momento migliore per osservare le balene. Partenze da Húsavík o Reykjavík per avvistamenti ravvicinati.

Jumeirah Mallorca: un’estate sotto le stelle e l’eclissi totale

Jumeirah Mallorca: un’estate sotto le stelle e l’eclissi totale

Incastonato tra le scogliere di Port de Sóller e la maestosa Serra de Tramuntana, Patrimonio Mondiale UNESCO, Jumeirah Mallorca riapre il 14 marzo 2026, offrendo agli ospiti un’estate all’insegna della contemplazione, del benessere e della scoperta.

La stagione prende il volo con un appuntamento astronomico raro: l’eclissi solare totale del 12 agosto, un fenomeno che il resort osserverà dalla fascia di totalità, rendendo l’esperienza ancora più esclusiva. Per quattro giorni, dal 10 al 14 agosto, gli ospiti saranno immersi in un calendario di eventi studiati per combinare natura, scienza e cultura: dall’Astronomy Masterclass con l’Istituto Astronomico di Maiorca alle osservazioni guidate con telescopi solari, fino a rituali al chiaro di luna e sessioni di benessere pensate per ritrovare equilibrio e armonia.

La sera dell’eclissi sarà dedicata a un’esperienza sensoriale totale: cocktail di benvenuto a 100 metri sul mare, intrattenimento dal vivo e due percorsi gastronomici d’eccellenza. “Vogliamo offrire un’esperienza dove il cielo e la terra si incontrano, e ogni ospite possa creare il proprio percorso tra emozione e scoperta”, spiega il management dell’hotel. La cena di gala mediterranea al Cap Roig e la proposta Nikkei al Sunset Lounge si fondono con la cornice naturale del mare e delle stelle, creando un ricordo indelebile.

Oltre agli eventi dell’eclissi, Jumeirah Mallorca propone escursioni private in yacht lungo la costa nord-occidentale, esperienze gastronomiche tra antichi uliveti e rituali di benessere personalizzati, rendendo ogni soggiorno un’occasione di rigenerazione completa. Le camere e suite, recentemente rinnovate, offrono terrazze panoramiche con viste spettacolari sul Mediterraneo o sulle montagne, mentre cinque ristoranti e la pluripremiata Talise Spa completano l’offerta di lusso discreto e raffinato. Le tariffe partono da 600 euro a notte per una Deluxe Mountain View Room.

Jumeirah Mallorca conferma così la propria vocazione: un rifugio esclusivo dove il lusso si fonde con la natura, l’arte e la cultura mediterranea, e dove ogni ospite può vivere un’esperienza unica e irripetibile sotto le stelle.

Il Puerto Rico di Bad Bunny: come visitare l’isola con rispetto

Il Puerto Rico di Bad Bunny: come visitare l’isola con rispetto

Quando, durante l’half time del Super Bowl, Bad Bunny ha portato Puerto Rico davanti a centinaia di milioni di spettatori, non è stato solo uno spettacolo musicale. È stato un gesto politico e culturale, un promemoria di quanto quest’isola sia più di una cartolina tropicale. Poco dopo, Ricky Martin ha messo in guardia dal rischio di trasformare l’isola in un paradiso svuotato dall’overtourism, luoghi dove la cultura locale finisce per diventare solo scenografia, come è in parte accaduto alle Hawaii.

La bandiera portoricana nelle strade di San Juan ©J Duquette / Shutterstock

La bandiera portoricana nelle strade di San Juan

Puerto Rico si trova proprio su questa linea sottile: una destinazione sempre più popolare, ma anche un territorio con una storia complessa e una forte identità. Visitare l’isola oggi significa scegliere come farlo, e allora abbiamo raccolto qualche consiglio per viaggiare in modo consapevole.

Il parco nazionale El Yunque © Beebly / Shutterstock

Il parco nazionale El Yunque

Un’isola tra Caraibi e America Latina

Puerto Rico unisce due anime: quella caraibica delle spiagge, delle foreste pluviali e delle barriere coralline, e quella latina fatta di storia, musica e gastronomia.

Le strade di San Juan, con la loro architettura coloniale e i ritmi tropicali, raccontano una cultura viva e stratificata. Allo stesso tempo, l’isola è un crocevia culturale che riflette influenze spagnole, africane e statunitensi, visibili tanto nella cucina quanto nella scena artistica e musicale.

Il cuore dell’isola, però, si trova spesso lontano dalle cartoline: nei villaggi di montagna, nelle fattorie di caffè, nei mercati e nelle spiagge frequentate dai surfisti. Basta uscire dai percorsi più ovvi per entrare in contatto con la cultura boricua, che si esprime nei chioschi di strada, nei club di salsa e nelle piccole comunità costiere.

È proprio questa complessità che artisti come Bad Bunny e Ricky Martin cercano di difendere: un’identità che non vuole essere ridotta a semplice intrattenimento per visitatori.

Esperienze e indirizzi locali per scoprire l’isola in modo sostenibile

La capitale è il punto di partenza naturale. Le strade acciottolate e le case color pastello di Old San Juan offrono un viaggio nella storia coloniale dell’isola, mentre i quartieri più contemporanei mostrano una città in costante evoluzione.

Qui, invece di limitarvi alle zone dei resort, potete passare una serata a Santurce, tra bar con musica reggaeton e furgoni di street food frequentati dai residenti.

Nella zona di Luquillo, lungo la costa nord, i Kioskos de Luquillo offrono un assaggio diretto della vita locale: una fila di chioschi dove mangiare fritti, pesce e piatti creoli con i piedi nella sabbia.

Spostandovi verso l’interno, la regione montuosa di Jayuya permette di entrare in contatto con la cultura taíno tra musei, sentieri e haciendas di caffè, dove è possibile degustare produzioni artigianali direttamente sul posto.

Nei dintorni di Adjuntas, la Sandra Farms Coffee propone tour legati al commercio equo e alla produzione locale di caffè e cioccolato, offrendo un esempio concreto di economia sostenibile.

Per un contatto diretto con la natura, nella regione carsica di Utuado si possono esplorare fiumi, grotte e siti con petroglifi taíno, un paesaggio che conserva ancora un forte legame con la cultura indigena.

Sulla costa occidentale, Rincón è il luogo ideale per vivere l’isola fuori dal turismo di massa: qui si può surfare o semplicemente osservare il tramonto in bar come Tamboo Tavern o nel locale birrificio Rincón Beer Company, frequentato da surfisti e residenti.

Se avete più tempo, le isole di Vieques offrono un’esperienza ancora più lenta, tra spiagge quasi deserte, cavalli allo stato semi brado e piccoli villaggi dove la vita segue ritmi lontani dal turismo organizzato.

Il mare alle isole di Vieques © Stella Che / Shutterstock

Il mare alle isole di Vieques

Rincón e le coste meno battute

Per chi cerca un lato più autentico, dirigetevi verso la costa di Rincón, una zona meno urbanizzata. Qui l’atmosfera è rilassata, con spiagge frequentate da surfisti e comunità locali, lontane dal turismo dei grandi resort. Scegliere località come questa significa distribuire i benefici del turismo in modo più equilibrato e ridurre la pressione sulle aree più affollate.

Cibo, mercati e cultura locale

Uno dei modi più semplici per viaggiare in modo responsabile è mangiare dove mangiano i residenti. Nei Caraibi, il place to be sono i mercati agricoli e delle bancarelle lungo le strade, dove si trovano prodotti freschi e si sostiene direttamente l’economia locale.

Il mercato di Santurce Market © Mark Zhu / Shutterstock

Il mercato di Santurce Market

Come viaggiare a Puerto Rico in modo consapevole

Le ricerche sul turismo nelle isole tropicali mostrano un equilibrio fragile tra economia locale e pressione turistica. L’avvertimento di Ricky Martin sulle Hawaii è un esempio concreto di cosa può accadere quando il turismo supera la capacità del territorio.

A Puerto Rico, potete fare la differenza con scelte semplici:

  • privilegiare alloggi indipendenti e a gestione locale;
  • partecipare a tour guidati da residenti;
  • acquistare artigianato e prodotti locali;
  • evitare attività che danneggiano ecosistemi costieri e corallini.

Il vero spettacolo è l’isola

L’energia portata da Bad Bunny sul palco del Super Bowl non era solo intrattenimento: era un invito a guardare Puerto Rico per imparare a conoscerlo.

Se visiterete l’isola con questo spirito, scoprirete che il vero show non è quello di un halftime da milioni di spettatori, ma quello quotidiano di una cultura che resiste, si reinventa e continua a cantare la propria storia.

Vahine Private Island: la Polinesia più esclusiva

Vahine Private Island: la Polinesia più esclusiva

Vahine Private Island è l’indirizzo ideale per la clientela più esigente: un motu privato al largo di Taha’a, dove solo 9 bungalow e una Royal Villa accolgono chi cerca riservatezza ed esclusività assoluta.
Da luglio 2025 Vahine Private Island è gestito da Pearl Resorts, il resort offre ciò che rende davvero unico un soggiorno in Polinesia: privacy totale e panorami aperti sulla laguna cristallina, con viste che spaziano fino a Bora Bora e Huahine. Le sistemazioni, sulla spiaggia o overwater, sono immerse tra palme da cocco e barriera corallina, pensate come rifugi intimi in perfetta armonia con l’ambiente naturale.
Vahine è la scelta giusta per proporre una Polinesia autentica e incontaminata, lontana dai circuiti di massa, dedicata a chi non cerca semplicemente un resort, ma un’esperienza rara e profondamente esclusiva.

L’esclusività del resort trapela anche dall’architettura delle sistemazioni per gli ospiti, costruite ricorrendo a tradizionali materiali polinesiani e impiegando le tecniche locali di progettazione e realizzazione dei bungalow. Lo stile autoctono si evidenzia ulteriormente nella decorazione degli interni e si compone di tre categorie di bungalow, ognuno arredato secondo le necessità dell’ospite più esigente. I Beach Bungalow dispongono in 50 mq dei principali comfort desiderabili, con un’ampia terrazza con vista sull’oceano e Bora Bora. Una doccia esterna da spiaggia offre il giusto angolo per rinfrescarsi. I Beach Suite si sviluppano su 115 mq e sono l’ultimo ritrovato in fatto di intrattenimento tecnologico, con TV LCD e lettore DVD, accesso a internet. Gli Over Water Bungalow si propongono come santuari del relax, con 70 mq di spazio interno ed un tavolo di vetro che permette di ammirare da breve distanza le variopinte specie di pesci tropicali, attratte dai riflettori inseriti appositamente. La terrazza esterna, parzialmente coperta dal tetto in paglia, è raggiungibile in piroga ed è concepita per distendersi sull’amaca approntata allo scopo. Tutte le sistemazioni hanno: aria condizionata, almeno una ventola per il soffitto, uno schermo con musica e film su chiavetta USB, telefono e connessione internet DSL.

Un percorso sensoriale inebriante attende l’ospite che sperimenta le creazioni culinarie degli chef del Vahine Private Island. L’abbraccio tra la tradizione enogastronomica polinesiana e la cucina francese si manifesta attraverso un’abbondante colazione arricchita di primizie assolute come la marmellata di mango. Il pranzo variegato ma leggero si compone invece di ricche insalate, grigliate di pesce e sandwich, serviti da splendide donne polinesiane vestite in abiti tradizionali. La cena è l’apice di un evento romantico a lume di candela, con menù gastronomici e una selezionata lista di vini. Sono disponibili su richiesta dei menù vegetariani. Il bar è ambientato in un locale realizzato con differenti varietà di legni esotici e pietre vulcaniche provenienti dall’isola di Taha’a e si propone come il luogo giusto per degustare un cocktail personalizzato.

L’equilibrio psico-fisico può essere raggiunto affidandosi alle sapienti mani dei massaggiatori del resort, che permettono di tonificare e rilassare il corpo con trattamenti benessere all’olio di Tamanu. L’ospite è libero di scegliere l’ambiente più attraente dove farsi fare questi massaggi. Le attività sono comunque numerose e spaziano dalla pesca in laguna allo snorkeling, alle escursioni in kayak, in piroga ed in barca a vela. La visita alle piantagioni di vaniglia è un cammino intrigante ideato per scoprire i segreti di questa spezia. Il tour della barriera corallina antistante il resort consente di apprezzare l’unicità di questo piccolo angolo di paradiso.

La struttura non è adatta alle famiglie con bambini piccoli.

La spiaggia più bella del mondo? È in Messico. Ecco la top 20, con Sardegna e Lampedusa

La spiaggia più bella del mondo? È in Messico. Ecco la top 20, con Sardegna e Lampedusa

 

La spiaggia più bella del mondo è Isla Pasion, un paradiso tropicale sulle coste di Cozumel, noto per la sabbia bianca, le acque turchesi e una vegetazione ricca di mangrovie. A premiarla sono i Travellers’ Choice Awards di Tripadvisor, che ogni anno incoronano le spiagge da cartolina che, ognuna con il suo carattere, valgono il viaggio. “Il premio si assegna ogni anno a chi riceve un alto numero di recensioni positive dalla community di Tripadvisor in un periodo di 12 mesi”, si legge sul sito.

In top 5 Aruba e Portogallo

Sul podio, a coprire secondo e terzo posto è Creta, con Elafonissi Beach, una sorpresa dalla sabbia rosa e acque azzurre, e Balos Lagoon, oasi defilata e rilassanti, con acque cristalline, calme e basse. I Caraibi non possono mancare: è Aruba a spopolare anche quest’anno, con Eagle Beach uno dei lidi meno affollati dell’isola, famosa per i tramonti dalle mille sfumature.

 

La Pelosa, Sardegna
La Pelosa, Sardegna 

 

Tutt’altra atmosfera si trova a Praia da Falésia, nel Portogallo del sud, che chiude la top 5. Il lunghissimo litorale è famoso per le sue alte falesie rosse, la sabbia dorata e l’energia dell’oceano, che invita a lunghe giornate ventilate perfette per fare sport, dal surf al windsurf e il kayak, o passeggiare lungo il sentiero panoramico in cima alle scogliere.

Thaliandia e San Diego

È il tipico rifugio dal sapore esotico, invece, Banana Beach in Thailandia, dove le acque calme e trasparenti sono l’ideale per gli appassionati di snorkeling e immersioni tra i reef corallini, seguiti da un massaggio sulla spiaggia e i drink rinfrescanti a base di frutta locale. Voliamo negli Stati Uniti per la settima posizione, in cui trionfa La Jolla Cove, a San Diego, nel sud della California, disegnata da uno scenario selvaggio, con acque blu mosse del Pacifico e scogliere. Terra di surfisti, ospita anche colonie di foche e leoni marini, adagiati pigramente al sole tra scogli e piscine naturali.

 

Elafonissi, Creta
Elafonissi, Creta 

 

Il down under chiude la top 10

Per trovare l’Italia bisogna aspettare l’ottavo posto: La Pelosa in Sardegna, votata per le acque cristalline e i fondali bassi, ma “penalizzata dalla presenza frequente di meduse”, scrive il sito, che consiglia “andate al mattino presto, perché tende ad affollarsi”. Negozi, caffetterie e servizi di ogni tipo sono invece il biglietto da visita di Manly Beach, eldorado vicino al centro di Sydney, amatissimo dalla gente del posto e dai turisti: si può nuotare, fare surf, o fare un tuffo nella piscina d’acqua salata a sfioro sulla costa (tra le più fotografate al mondo).

Infine, a chiudere la top ten è Boulders Beach, a Simon’s Town, Sudafrica, una spiaggia meno nota al grande turismo, da scoprire. La nota in più? Offre piscine naturali rinfrescanti e passerelle per camminare sul lungomare. Occhio ai pinguini africani, ospiti fissi che la rendono questa costa unica al mondo.

Ancora Creta, poi Bermuda

Tra le località votate ai Travellers’ Choice Awards 2026 di Tripadvisor Creta è la protagonista, e figura anche al posto numero 11 con Falassarna Beach, “conquista – scrive il sito – per i suoi panorami e l’atmosfera. Lungo la costa, troverete distese di sabbia rosa e acque azzurre con montagne scoscese sullo sfondo. I beach club hanno lettini e moto d’acqua, perfetti per chi vuole oziare o vivere la giornata al massimo. Qualunque cosa facciate, assicuratevi di rimanere per il tramonto”.

 

Praia Falesia, Portogallo
Praia Falesia, Portogallo 

 

Seguono le Baleari, che debuttano in classifica solo alla posizione numero 12, con Platja De Muro, tra le spiagge più belle di Maiorca. Dopo Tobacco Bay Beach a St. George, Bermuda, consigliata per la fauna marina, torniamo in Grecia con Paleokastritsa Beach a Corfù, “un posto ideale per nuotare o fare snorkeling, dato che l’acqua rimane limpida e calma. Ci sono anche ottimi ristoranti nelle vicinanze, se avete bisogno di rifocillarvi. Volete un po’ più di avventura? Salite a bordo di una barca per esplorare le grotte vicine”.

Dubai, Indonesia

Tra le spiagge che completano la classifica 2026 non manca il Medioriente, con Kite Beacha Dubai, dove dedicarsi ad attività dinamiche come kitesurf e paddleboard. Sono gli scenari selvaggi, invece, a rendere popolare Kelingking Beach, in Indonesia, con le sue formazioni rocciose, la sabbia fina e il mare dalle sfumature blu-verdi.

Lampedusa al diciottesimo posto

Dopo la Florida, con Clearwater Beach, torniamo finalmente in Italia con una meta da sempre apprezzata ai Travellers’ Choice Awards (lo scorso anno undicesima): “Acque incredibilmente azzurre e sabbia bianca caratterizzano Lampedusa e la Spiaggia dei Conigli. È una spiaggia tranquilla, perfetta per rilassarsi, prendere il sole e nuotare. C’è molta vita marina da ammirare e potreste persino avvistare qualche animale selvatico sulla riva”.

 

Spiaggia dei Conigli, Lampedusa
Spiaggia dei Conigli, Lampedusa 

 

Non ha bisogno di presentazioni l’australiana Bondi Beach, da sempre sulle mappe delle spiagge più frequentate. Senza volare dall’altro capo del mondo, un paradiso si trova anche a Gran Canaria, dove Playa de Maspalomas stupisce per le dune che caratterizzano il paesaggio costiero.

La terza italiana è ancora in Sardegna

Per trovare la prossima italiana dobbiamo frugare oltre le prime venti posizioni. E dopo l’hawaiana Poipu Beach Park a KauaiHawaii la corsa Plage de Palombaggia e dall’ultra-nota Ipanema a Rio de Janeiro, torna in scena la Sardegna con Spiaggia La Cinta. Perché proprio questa? “Non solo è una spiaggia da cartolina – dicono da Tripadvisor – ma offre anche tante cose da fare: kitesurf, snorkeling e relax nei bar sulla spiaggia. Andateci presto per trovare il vostro angolo di sabbia. Ma dirigetevi verso l’estremità settentrionale per guadagnare pace e solitudine”,

 

Manly Beach, Sydney, Australia
Manly Beach, Sydney, Australia 
Turchia: un viaggio ad Antalya nella destinazione simbolo dell'”estate mediterranea”, tra novità ed esperienze originali

Turchia: un viaggio ad Antalya nella destinazione simbolo dell'”estate mediterranea”, tra novità ed esperienze originali

Spiagge baciate dal sole, clima invidiabile per gran parte dell’anno e resort con vista sul mare: non è difficile spiegare come mai Antalya abbia raggiunto negli anni numeri da record, con un turismo perennemente in crescita. Questo splendido angolo di Turchia, è stato considerato per anni sinonimo di estate mediterranea, ma oggi punta a superare l’immagine di capitale della bella stagione, puntando a un’offerta personalizzabile per tutto l’anno. Dall’inverno alla primavera, dunque, diventa un palcoscenico a cielo aperto (e non solo) perfetto per le famiglie, i viaggiatori curiosi e anche per chi cerca la vacanza esperienziale.

Nuove aperture, progetti in corso e idee originali

Ad Antalya, dunque, le avventure comuni e già famose da anni sono quasi bandite, a fronte di news in grado di attirare presenze da ogni parte del mondo. Tra le nuove aperture c’è ad esempio il Butterfly World Antalya, che sarà disponibile da marzo 2026. In un ambiente tropicale coperto e grande circa 10mila metri quadrati, migliaia di farfalle saranno libere di volare in un vero e proprio santuario della biodiversità, pensato anche come spazio educativo. La struttura sarà interamente in vetro tra vegetazione rigogliosa, cascate e specchi d’acqua e un percorso di visita sviluppato in una serra che ricorda la foresta pluviale, arricchita da laghetti di koi. Non mancherà un giardino degli uccelli, delle aree botaniche e dei laboratori per bambini. E, ancora, un anfiteatro all’aperto per le attività didattiche o per gli eventi stagionali. Un modo per rispondere alla domanda sempre crescente di esperienze immersive e slow, anche quando le temperature non invitano a restare lunghe ore tra mare e sole.

Intrattenimento su larga scala: ecco i nuovi appuntamenti imperdibili

Un’altra alternativa interessante riguarda Belek, con The Land of Legends, diventato ormai il principale polo del divertimento family-friendly locale e attivo tutto l’anno. Il resort unisce parco tematico e ospitalità, alla presenza di attrazioni iconiche come l’Hyper Coaster alto 62 metri e poi le aree acquatiche di Aqua Land. Per i più piccoli si va da “Nickelodeon Land”a “Masha e Orso”, in aggiunta a esperienze di soggiorno all’interno delle suite a tema del Kingdom Hotel e il concept dei Nickelodeon Hotels & Resorts Antalya.

Antalya è il suo lato più culturale

La destinazione turistica ha anche un volto più urbano e culturale, a cominciare dal quartiere di Kepez, dove Dokumapark è un esempio super riuscito di rigenerazione degli spazi industriali. Costruito sulle aree di una ex fabbrica tessile, oggi è un parco che comprende musei, spazi espositivi, caffè e percorsi pedonali in un unico campus all’aperto. Tra le attrazioni principali figurano il Museo del Giocattolo, un parco in miniatura all’aperto di 10.000 metri quadrati con modelli in scala 1:25 dei principali monumenti della Türkiye, e un Museo dell’Automobile dedicato ai veicoli storici.

Esperienze balneari ma non solo

Non solo mare dunque, ma un tentativo di destagionalizzazione ben riuscito. Non lontano dalla spiaggia di Konyaalti, c’è l’Antalya Aquarium uno dei complessi acquariologici più grandi al mondo, con oltre 40 vasche tematiche e un tunnel panoramico. Con i suoi 131 metri, permette di camminare sotto squali, razze e banchi di pesci. Accanto al percorso principale, trovano spazio il WildPark di ispirazione tropicale, la Snow World & Ice Museum con ambienti a temperature sottozero, il cinema immersivo Oceanride XD e un museo delle cere.

Un occhio al mondo delloutdoor

Ad Antalya l’avventura viene vissuta in chiave accessibile. Il Kepez Macera Ormanı propone percorsi avventura con zipline, arrampicate, paintball e sentieri immersi nel verde, arricchiti da passerelle sopraelevate e piattaforme panoramiche con vista sulla città. E per concludere, l’Aktur Lunapark di Konyaaltı è un luna park classico, con montagne russe, casa degli orrori, attrazioni per bambini e una ruota panoramica che, nelle ore serali, diventa parte integrante dello skyline urbano. A circa 30 minuti dall’aeroporto internazionale, l’Hip-Notics Cable Ski Park completa il quadro con un centro per sport acquatici attivo tutto l’anno: tre laghi artificiali alimentati da acque di montagna, un cavo principale lungo 730 metri, un sistema a cinque piloni e una struttura a doppia torre dedicata all’allenamento dei trick avanzati, adatta a tutti.