The National Parks Adventures: meraviglie naturali americane

The National Parks Adventures: meraviglie naturali americane

Un epico viaggio on the road attraverso la magnificenza dei parchi nazionali della California, dello Utah e dell’Arizonadove la maestosità della natura incontaminata si fonde con la storia dei popoli nativi americani.

Questo road trip inizia dall’eclettica San Francisco, destinazione perfetta per entusiasmanti city breaks e per partire alla scoperta dei più famosi parchi dello stato come il magnifico Yosemite National Park. Yosemite è il terzo parco naturale più grande della California dopo quelli della Death Valley e di Joshua Tree. Dalle imponenti cime della Sierra Nevada che si riflettono nelle acque cristalline di incantevoli valli glaciali, alle fitte foreste di sequoie percorse da torrenti e fiumi che sfociano in spettacolari cascate, questa immensa area protetta attira ogni anno migliaia visitatori.

Istituito nel 1890 come secondo parco nazionale degli Stati Uniti con lo scopo di preservare le sequoie giganti della Sierra Nevada, compreso il Generale Sherman, uno dei più grandi alberi della Terra, il Sequoia National Park, si estende su una superficie vastissima, e contiene al suo interno il Monte Whitney, una delle vette più alte degli USA. Insieme al parco nazionale di Kings Canyon, formano un’unica area protetta chiamata Sequoia and Kings Canyon National ParksL’UNESCO ha designato l’area come Riserva della Biosfera nel 1976, anche per preservare la cultura e i millenni di storia dei popoli nativi Miwok e Paiute, che hanno abitato queste terre per secoli.

Situato nella California meridionale, il Death Valley National Park è la testimonianza del potere della natura e dell’adattabilità della vita selvatica in uno dei luoghi più estremi della Terra. Un sito naturalistico di straordinario fascino, dove l’arido deserto si estende a perdita d’occhio in un paesaggio surreale in cui si registrano le più alte temperature del continente americano (sino a 56 gradi all’ombra), e dove sorgono sorprendentemente delle piante grasse e vivono numerose specie di animali.

Lasciata la California, l’itinerario prevede una tappa a Las Vegas in Nevada, prima di raggiungere lo stato dello Utah e scoprire anche qui l’eccezionale bellezza dei suoi parchi nazionali a cominciare dal particolarissimo Zion National Park. Cuore del parco è il maestoso Zion Canyon, una gola lunga 24 km e profonda più di 800 m, scavata dal Virgin River. Un’area unica al mondo, dove le pareti di roccia, sono state modellate dall’erosione dei venti e delle acque piovane per milioni di anni. Oltre alla sua bellezza naturale, il parco di Zion custodisce ancora oggi evidenti tracce dell’antica presenza dei nativi americani, che tra arti rupestri e siti archeologici raccontano storie di sopravvivenza e adattamento in un ambiente così severo.
Un altro luogo di notevole interesse naturalistico è il Bryce Canyon National Park. Il parco si è formato dall’azione erosiva di diversi agenti atmosferici (acqua, ghiaccio e sbalzi climatici) che nel corso dei secoli ha formato migliaia di guglie, pinnacoli e labirinti, che vengono chiamati “Hoodoos”. I giochi di luce durante il giorno non solo ne cambiano il colore ma sembrano anche mutarne l’aspetto.

Viaggiando verso sud s’incontra la sorprendente cittadina di Moab e si entra in territorio Navajo dove si estende per chilometri al confine tra Utah e Arizona, uno dei parchi nazionali più iconici degli Stati Uniti: la Riserva Navajo di Monument Valley o “Tse’ Bii’ Ndzisgaii” in lingua Navajo. Entrata da tempo nell’immaginario collettivo come simbolo del West americano, set di innumerevoli film dedicati a cowboy e al “Far West”,  questa incredibile meraviglia naturale non è una “valle” nel senso convenzionale del termine, ma piuttosto un piano infinito, interrotto solo da formazioni rocciose che si ergono dal suolo per scagliarsi contro l’orizzonte.
Un’altra imprescindibile tappa da fare mentre si attraversa lo stato dell’Arizona è sicuramente il Grand Canyon National Park, una delle opere della natura tra le più spettacolari del pianeta. Le pareti del Grand Canyon, scavate dal fiume Colorado, si stagliano imponenti e possenti, creando panorami grandiosi dalla bellezza senza pari, con profondità che raggiungono i 1.800 metri e una lunghezza di oltre 440 chilometri. Una meraviglia geologica che incanta e stupisce turisti di tutto il mondo.

Prima di chiudere questo itinerario raggiungendo Phoenix, la capitale dello stato dell’Arizona, si incontra Holbrook, una tipica città di frontiera, attraversata dalla mitica Route 66, conosciuta come “The Mother Road” o “The Main Street of America”.

Quei sapori romagnoli sotto al castello dove Cagliostro visse i suoi ultimi giorni

Quei sapori romagnoli sotto al castello dove Cagliostro visse i suoi ultimi giorni

Il Ristorante Locanda La Rocca, nello splendido borgo di San Leo, in provincia di Rimini. Piatti tradizionali e senza fronzoli, e un oste che sa fare l’oste

Veniteci di sera, magari fuori stagione, e nella breve passeggiata per arrivarci probabilmente vi sembrerà di essere stati catapultati direttamente nel Medioevo. Vicoli stretti e deserti, illuminazione fioca, totale assenza di automobili. Alle spalle la piazza centrale del paese, e lì, in alto, uno dei più impressionanti castelli del Centro Italia. Siamo a San Leo, borgo gioiello delle Romagna, dal cui antico toponimo, Mons Feretri (per via di un tempio dedicato a Giove Feretrio) ha preso il nome l’intera area del Montefeltro. Il nome attuale, invece, deriva dall’eremita dalmata Leo, amico e sodale di San Marino, fondatore della Città-Stato che da qui dista pochi chilometri.

 

 

E luogo da eremiti appare proprio, inerpicato com’è su un impressionante sperone roccioso, che nel suo punto più alto ospita, quasi a sfidare le leggi della fisica, la Rocca di San Leo, per lunghi secoli considerata la più inespugnabile delle fortezze. Luogo dalle mille storie e leggende, noto soprattutto per per aver accolto, negli ultimi miseri anni della sua vita, un prigioniero illustre e famoso in tutta Europa: Giuseppe Balsamo, meglio noto come conte di Cagliostro, criminale geniale e dal multiforme ingegno, avventuriero e alchimista, le cui gesta nel Settecento infiammarono la fantasia di scrittori e musicisti, da Alexandre Dumas a Joahnn Strauss.

 

 

Ma venendo a noi, e a temi più “gustosi”, La Rocca è anche il nome di una trattoria come oramai se ne trovano poche. Non tanto, e non solo, per la cucina, di sicuro ricca di sapori e di qualità ma come nella bella provincia italiana se ne trovano tante. Quanto per un’atmosfera che sembra incarnare lo spirito dei luoghi. La Romagna, innanzitutto, con un amore viscerale per i prodotti del territorio. E San Leo poi, borgo che alla innegabile bellezza affianca una naturale ritrosia, un lasciare agli altri il gusto della scoperta. Qui troverete un’autentica cucina di territorio, senza storytelling, senza racconti su ricette ritrovate nel cassetto della nonna. L’ambiente interno, con il soffitto con le travi a vista e il grande camino in fondo alla sala ha un suo fascino quasi da Piccolo mondo antico. Avrebbe bisogno di una rinfrescata? Sì, senza dubbio. Ma anche no, se viceversa avete voglia di ritrovare sensazioni del passato, quando le trattorie erano trattorie, e non locali di design e cucina gourmet. Quello esterno è invece una ariosa terrazza dalla quale si gode di una splendida vista.

 

 

La storia gastronomica del locale risale agli anni Quaranta del secolo scorso, quando i coniugi Sensoli aprirono, negli spazi di una vecchia falegnameria, un’osteria con cucina (che è poi l’origine di gran parte delle più storiche trattorie italiane), addirittura con annesso campo di bocce. Posto semplice e senza pretese, luogo di ritrovo per gli abitanti del paese. La svolta nel 1966, quando un’altra coppia, Alfredo e Delia Rossi, diede vita all’attuale gestione familiare del ristorante (e locanda), dal 1988 presa in carico dai figli. Tra di loro Ivo, che è anche sommelier, e responsabile di una carta dei vini che spicca sul fronte dei prodotti regionali. Sarà lui a introdurvi anche il menù, con la naturalezza che solo gli osti di lungo corso sanno avere. Il pregiato prosciutto di Carpegna è terminato? Non vi preoccupate, “ecco quello del mio macellaio, è altrettanto buono”.

 

 

Tra i primi, se sarete qui nel (breve) periodo giusto, imperdibili gli Strozzapreti di farro al sugo di stridoli (un’erba selvatica commestibile, dal sapore unico), piatto povero ma da Re. Oppure i più sontuosi Tortelloni verdi con pecorino di fossa, vera eccellenza del Montefeltro, e della Valmarecchia in particolare, e olio di Cartoceto. Il pecorino di fossa ritorna anche tra i secondi, con una delle sue espressioni più rinomate, l’Ambra di Talamello, che va a condire, insieme a mentuccia o maggiorana, una Spalla d’agnello disossata e arrotolata. Ottime proposte anche sul fronte delle verdure di stagione. Per esempio gli Agretti, con un intingolo di capperi e acciughe, o i Carciofi al tegame “come li faceva la mamma, alleggeriti da lui senza brodo di carne in cottura”. Vi alzerete contenti, anche per aver speso il giusto.

 

Curiosità pakistane

Curiosità pakistane

Per cominciare, un po’ di dati sul Pakistan

L’Hockey su prato è lo sport nazionale

E ora qualche curiosità

Oltre a Hollywood e Bollywood c’è anche Lollywood

Un paio di cose strane sui giovani

La Karakorum Highway

Record più che curiosità

Hotel Royal Mansour Casablanca

Hotel Royal Mansour Casablanca

L’hotel di lusso a Casablanca che aspettavi rinasce dove è nata la sua leggenda. Al numero 27 di Avenue des Forces Armées Royales batte il nuovo cuore dell’eccellenza dell’ospitalità nella Città Bianca. Sta solo aspettando che tu scriva il prossimo capitolo della sua storia.

Vicino al porto, nel cuore del centro Art Déco, vibra il nuovo hotel di lusso di Casablanca, situato in un monumento iconico fatto di architettura degli anni ’50. Proprio come le porte del palazzo di Casablancan si aprono a malapena, il tempo si ferma. L’effervescenza dei saloni, l’illuminazione monumentale della hall, dei ristoranti, delle aree reception e delle sale riunioni: tutto risplende di un’energia elegante e calda. Si cambia tempo all’istante.

Quello che gli addetti ai lavori definiscono il miglior hotel di Casablanca è una destinazione a tutti gli effetti. Le camere e le suite qui vi avvolgono immediatamente nel comfort. La Spa incanta i vostri sensi. Più in alto, gli appartamenti privati celebrano l’arte dell’ospitalità con splendore. Proprio in cima, la vista si estende fino all’Oceano. Su tutti i piani, i dettagli intensificano il ricordo. Tutto in questo posto è considerato per (ri)visitare Casablanca nel modo più bello.

Il Royal Mansour Casablanca svela una collezione di 149 gioielli dell’ospitalità. Camere, suite, appartamenti privati o suite Signature: ogni unità, indipendentemente dalle dimensioni, esalta il fascino degli anni ’50. Non dimentichiamo i dettagli che creano l’alchimia e l’escalation sulle altezze dell’hotel.

Proprio come comodi bozzoli, le 93 camere dell’hotel vi faranno vivere un momento di allettante comfort. In versione Deluxe, Premier o Corner, vi risveglierete in un’armonia di colori, materiali e forme.

Complici delle vostre emozioni di Casablanca, le 39 suite che portano la firma Royal Mansour si rivolgono agli appassionati di lusso in cerca di spazio. Le suite Deluxe Junior, Premier Junior ed Executive colorano le vostre giornate e le vostre notti a Casablanca con tocchi vintage.

Un segno gustativo. Un’ondata di piacere. Un’esplosione di gioia… I ristoranti del Royal Mansour Casablanca si risvegliano e richiamano tutti i sensi. Vero e proprio invito al viaggio, ogni ristorante è vissuto come una sosta nel tempo. Accuratezza, freschezza e delicatezza… Le riunioni, i pasti e le riunioni si svolgono altrove in un ambiente infinitamente gustoso.

Un ristorante gustoso e vivace, La Brasserie promette momenti deliziosi intorno alle specialità preparate dallo chef tre stelle Michelin Eric Frechon. Durante un pranzo o una cena tardivi, puoi tentarti di uno stile di vita francese pieno di convivialità.

Una festa sensoriale vi aspetta sotto il maestoso lampadario di fiori sakura del ristorante giapponese. Dallo zenit di mezzogiorno alla sera, la maestria dello chef Keiji Matoba è visibile in ogni piatto e movimento. Una bella immersione nel Paese del Sol Levante.

Il fascino di un sorriso. Lo splendore del panorama. La generosità di una cucina ancestrale esaltata da 1001 sottigliezze. Siete al nuovo indirizzo di La Grand Table Marocaine nel cuore di Casablanca. A mezzogiorno e alla sera, vi viene offerta una vista mozzafiato sulla città.

Un evento a Casablanca che porta la firma Royal Mansour promette sempre momenti vibranti arricchiti da sale da ballo, sale ricevimenti e sale riunioni senza pari… Che si tratti di un uso privato dell’hotel o di uno dei suoi 4385 mq di spazi per eventi, non vi occuperete altro che di aprire le porte del sogno.

La Spa Royal Mansour Casablanca risponde alle vostre esigenze di comfort, ritiro e tempo per voi stessi. Per rinascere, il lussuoso hotel dispone di 2510 mq di aree benessere distribuite su due piani. Nell’hammam tradizionale, nell’area fitness o nelle sale per trattamenti, si sentono le tensioni sciogliersi, le energie si equilibrano e la mentalità si calma. La serenità è istantanea.

La passione per la precisione. La bellezza del gesto. L’amore per la comunicazione. I sorrisi sinceri impressi sui volti che ti piacerebbe incontrare di nuovo. È così che si esprime la visione di eccellenza cara alla Royal Mansour House. Concierge, governanti, ambasciatori e artigiani del lusso… Tutti loro hanno a cuore di prendersi cura dei vostri momenti qui, come orafi, per dare al vostro soggiorno a Casablanca un’intensità senza pari.

 

Halloween in Giappone

Halloween in Giappone

Fine ottobre solitamente significa due cose: Lucca Comics and Games e Halloween. Poiché in Giappone non arriva la famosa fiera del fumetto italiana, tutto è focalizzato sulla festa più terrificante dell’anno. Innanzitutto è bene specificare che Halloween, qui, non è proprio cosa dell’ultimo momento; si comincia, infatti, a tingere tutto di arancione, nero e viola poco dopo la fine dell’estate.

Negozi, supermercati e cafè decorano e preparano vetrine e menù con ragnatele, scheletri e mostri, più o meno dal primo di settembre.

Il primo novembre l’arancione ed Halloween scompaiono ed è subito Natale. Fino al 24 dicembre compreso però perchè poi anche questo scompare e tutto è focalizzato sull’ultimo dell’anno. Il 2 gennaio e’ gia’ San Valentino,il 14 marzo e’ il White Day  via verso la fioritura dei ciliegi e l’estate con le sue immancabili pubblicità di birra ed alcolici che farebbero venire voglia di bere anche ad un astemio!

Ai giapponesi piace così, vivere in un continuo ciclo di feste con dolcetti dotati di faccine e colori a tema, naturalmente più carine sono, meglio è.

Cominciano le ciambelle di Mister Donuts, si trasformano piano piano in glasse dalle espressioni “terrificanti” con canini appuntiti e fiumi di marmellata alle fragole. Ragnatele di zucchero, impasti al cioccolato fondente per gatti neri e streghe.

Nonostante si sia in autunno inoltrato anche i gelati vogliono far parte del divertimento. Baskin Robbins fa piovere zuccherini sulle coppette, aggiungendo biscotti oreo, occhi spaventosi, cappelli da strega per una festa da brivido.

 

Una famosa catena di supermercati aperti 24/7 ha deciso di puntare il tutto per tutto con la chicca dell’anno: il maritozzo di Halloween.
E cosa c’è di meglio di un dolce italiano modificato all’occorrenza? Pasta scura e ripieno di crema alla zucca.
È quello che offre 7eleven quest’anno come “treat” per il periodo, ovvero l’unione definitiva tra la festa del momento e il dolce più in voga attualmente.

Ma non solo, in un’altra catena ci sono panini salati con lingue di prosciutto che spuntano dal pane, formaggi filanti su hot dog mummia e altri particolari che richiamano gli obake tipici del folclore giapponese.

Una caratteristica affascinante di questo Paese è la capacità di immergersi completamente in qualcosa, trasformandosi nella sua totalità, senza lasciar niente dimenticato.
E allora anche tutti i personaggi delle varie realtà come Sanrio e SanX lasciano gli abiti soliti per indossare i costumi a festa, Hello Kitty, Gudetama e ancora Rilakkuma e persino Snoopy.


Da Daiso, il famoso negozio in cui tutto costa 100 yen (+ tasse), vende ogni gadget possibile e immaginabile per addobbare casa con zucche e fantasmini, palloncini, cerchietti, stencil, pupazzetti e washi tape.

La stagione autunnale di anime che comincia i primi di ottobre, conta un buon numero di titoli horror che raccontano di strani incontri, persone che possono scorgere i defunti e mondi completamente abitati da succhiasangue che si aggirano tra gli esseri umani ( Sankaku mado no sotogawa wa yoru, Tsuki to Laika to Nosferatu) solo per citarne alcuni.

Com’è naturale anche tutti i parchi a tema non si lasciano scappare l’occasione per attirare i clienti abbigliandosi con vesti specifiche. Così Tokyo DisneyLand si riempie di zucche, gli Universal Studios di Osaka ha sfilate ed eventi dedicati, in modo che li si possa visitare ogni periodo dell’anno senza il rischio di vedere sempre le stesse cose.

Perfino le applicazioni e le macchinette per le foto customizzate aggiungono filtri di Halloween con trucchi pesanti, cicatrici finte e canini da vampiro! Come dicevo, niente viene lasciato al caso.

E poi ci sono le immancabili follie delle sfilate in costume in tutto il paese.

In Liguria di Ponente, un weekend tra pesca subacquea e cucina marinaresca, ceramica d’arte e borghi più belli d’Italia: emozioni imperdibili

In Liguria di Ponente, un weekend tra pesca subacquea e cucina marinaresca, ceramica d’arte e borghi più belli d’Italia: emozioni imperdibili

1 giornata: pesca subacquea e cucina marinaresca

Un’esperienza insolita, per il turista curioso, che, affidandosi a Davide, chef ed anfitrione, ma prima di tutto pescatore, sarà guidato attraverso i ritmi e le cadenza del pescatore subacqueo, partendo dal rispetto del mare, delle stagioni, per giungere alla descrizione delle specie tipiche del Mar Ligure, alla stagionalità della pesca e quindi del consumo di ogni tipologia di pesce, fornirà le indicazioni base per esser certi di acquistare pesce fresco e gustare la fragranza ed i profumi del mare, in piena sicurezza.

Sensazionale e memorabile l’escursione di pesca turismo, per vivere una giornata da pescatore, alternando momenti in superficie ad altri in immersione, scandagliando i bassi fondali, approcciando luoghi inimmaginabili, scoprendo vegetazione marina e pesci, molluschi, crostacei, da riconoscere, rincorrere, fotografare, catturare.

La spiaggia, il mare, le onde di superficie, le correnti subacquee: un mondo integrato, da conoscere ed a cui approcciarsi in 2 giornate alternanti l’acqua alla terra, il sole al vento, lasciandosi guidare tra tutti i quattro elementi, per dare stimoli ai propri sensi, in un’alternanza di sensazioni e di stimoli impagabile.

La sera si godrà della cena, presso il Ristorante Pesce Pazzo, gustando le specialità ed i piatti realizzati con il pesce pescato durante il giorno, pescatori e degustatori per un giorno.

2 giornata

Ci si potrà dedicare alla scoperta dell’entroterra, con visita a vivaista floricultore, dove l’occhio spazierà tra miriadi di piantine ornamentali, oppure presso olivicoltore, dove assaggiare l’olio extravergine per riconoscerne le caratteristiche ed il pregio, soffermandosi per il pranzo preso trattoria tipica, dove degustare menu tipico ligure.

Un breve escursus pomeridiano ad Albissola offrirà l’opportunità di  immergersi nel locale mondo della ceramica artistica, percorrendo “la passeggiata degli artisti”.

La storia artistica di Albissola Marina è stata scritta con oltre quattro milioni di piastrelline di un mosaico che hanno trasformato e colorato la promenade della cittadina in una delle passeggiate più belle e preziose del mondo.
Questa imponente opera consente di ammirare il segno lasciato dai più importanti artisti che hanno operato ad Albissola a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta. Si tratta di venti pannelli, ideati e firmati da figure di spicco della seconda generazione futurista quali, Gambetta, Rossello, Fontana, Lam, Luzzati, Salino, Fabbri, Porcù, Caldanzano, Capogrossi, Sassu
. Interessantissima la sosta presso Laboratorio artistico artigianale, dove compenetrarsi nella storia della ceramica, conoscerne le tecniche di lavorazione e cottura, ammirando il Museo privato con oltre 200 opere di un centinaio di artisti. passeggiando visitare laboratorio artistico produttore di ceramica d’eccellenza e di gustare. Rientro in Hotel e cena gourmet con menu tipico stagionale.

3giorno: I borghi più Belli d’Italia nel savonese

Finalborgo e Verezzi caratterizzano questa giornata all’insegna dei Borghi più belli d’Italia. Dopo colazione e ceck out, la prima metà sarà FinalBorgo, a Finale Ligure. Chiuso tra le mura medioevali perfettamente conservate, intervallate da torri semicircolari, appena superata la Porta, Finalborgo è un vecchio, quieto, rassicurante borgo, dove si respira una brezza marina odorosa di rosmarino e di timo, in un silenzio trasparente, traforato di luce e rotto dal vociare proveniente dalle botteghe. Una sensazione protettiva e rassicurante invita a gironzolare nel reticolato di vie strette, sfocianti in piazze caratterizzate dalla “pietra di Finale” , l’ardesia, che adorna portoni, si modella in colonne, sostiene palazzi, disegna ornamenti, che spaziano dal ‘400 al rinascimento, con rifacimenti legati al periodo della dominazione spagnola.

3 km di Statale Aurelia e una breve salita su una strada tutta curve per raggiungere Verezzi, borgo saraceno, armonioso insieme di quattro borgate, appena sopra la linea di costa, caratterizzate da costruzioni in pietra rosa, incastonate in un panorama di rocce e di mare, collegate da stradine strette e mulattiere. Le case sembrano unite in un’unica grande costruzione, di architettura islamico-mediterranea, naturale prosecuzione della roccia, intercalate da tetti pioventi, terrazze e terrazzamenti, dove il lavoro secolare dei liguri ha incastonato piccoli appezzamenti, coltivati ad uliveto, vigna ed orti.   La sosta per degustare un’eccellente produzione di vino e di olio preparerà lo spirito a gustare il pranzo del viaggiatore, con menu tipico, che farà da prologo a passeggiata tra i sentieri naturalisti e botanici (timo, lentisco, ginepro, rosmarino, lavanda, capperi e carrubi) per chi vorrà godere della natura d’entroterra, a pochi metri da mare. Se si preferisce la spiaggia per un ultimo bagno ad arricchimento dell’abbronzatura, rimane solo l’imbarazzo della scelta delle creme antiabbronzanti e del ..posto al sole da conquistare!

 

In Liguria, tra cielo, mare, aria e terra, un weekend appagante tutti i sensi

Una sottile striscia di terra altalenante tra il mare e la montagna: questa è la Liguria. Paesaggio variegato, rassicurante con i colori pastello delle case dei marinai, le viuzze strette ed animate che caratterizzano i paesini costieri,  il vociare allegro di un dialetto “ciarliero e coinvolgente”, la sapiente abitudine all’accoglienza dell’’ospite/turista, italiano e straniero, la mirabile integrazione di una cucina che unisce le specialità marinare alle ricette dell’entroterra, lì, a due passi, con uliveti e vigneti, coltivazione di fiori e boschi lussureggianti. La statale “Aurelia” e la ferrovia si snodano nervose lungo la costa, affascinando ed impressionando lo sguardo anche del viaggiatore più smaliziato, deliziato da scorci improvvisi, in un susseguirsi di colori cangianti, di profumi delicati, attrattive imperdibili.

 

Esperienze da vivere

FOCUS:

In questa stretta striscia di terra in cui monti, colline e mare si intrecciano e rincorrono, a Varazze, caratteristico villaggio marino, la tradizione della pesca ha trovato un moderno “alfiere”,  appassionato ed esperto, in Davide Petrini, Campione Italiano di pesca subacquea in apnea, atleta di punta della nazionale italiana, che nel cuore del porticciolo cittadino ha animato il Pesce Pazzo, ristorante, nato nel 2006, in mattoni a vista e legno di iroko, mirabilmente incastonato in riva al mare, per mescolare il profumo salato ed avvolgente dello scrosciare delle onde con  e la fragrante sapiente tavolozza di profumi provenienti dalla cucina.

Davide si divide tra il Ristorante e la pesca turismo, ha caratterizzato la sua attività in una recente intervista, che al Secolo XIX spiega così: “Vorrei lanciare un’ attività nuova, che possa regalare le stesse soddisfazioni di un agriturismo, ma vivendole a contatto con il mare, con la flora e la fauna sottomarina. Vorrei insegnare i segreti per scoprire il mare e le sue bellezze, far avvicinare i bambini alla fauna sottomarina e guidare gli adulti a capire le differenze tra i vari tipi di pescato. Per sedersi poi a tavola, appagati dall’esperienza indimenticabile vissuta sott’acqua, ed “immergersi” nella profumata, colorata e accattivante sequenza di piatti che la pesca precedente avrà generato, assaggiando piatti particolari e tradizionali, sicuramente con pesce fresco e verdure dell’orto.