Da Napoli a Edimburgo, dal Canada al South Australia: guida pratica ai luoghi abitabili e abitati che per diverse ragioni sono stati creati sotto terra.
Sotto i nostri piedi si aprono mondi silenziosi, scavati nella roccia. Città sepolte che non conoscono la luce, gallerie che scorrono come vene nel cuore della Terra, santuari di pietra dove la storia ha trovato rifugio. Il nostro viaggio comincia in Italia, tra le profondità di Napoli, Perugia, Orvieto, per poi proseguire verso l’Europa e altri continenti, inseguendo le tracce di chi, spesso per necessità, si è trovato a vivere nascosto. Itinerari originali e affascinanti che attraversano lo spazio e il tempo, dall’antichità ai giorni nostri.
Napoli, quei rifugi negli acquedotti
Una città che sorge sotto piazze magnifiche e vicoli pittoreschi. È Napoli sotterranea, formata da una vasta rete di cavità artificiali, nate nell’antichità soprattutto come acquedotti e poi utilizzate in epoche successive. Vennero, in particolare, impiegate come rifugi antiaerei nel corso della Seconda guerra mondiale, quando il capoluogo campano subì i bombardamenti alleati. Durante le visite guidate, i viaggiatori possono scendere a circa 40 metri di profondità e, camminando attraverso stretti passaggi, raggiungere il Giardino, dove le piante crescono solo con la luce fioca e l’umidità. In un’altra sezione possono, invece, attraversare in zattera un bacino idrico, una sorta di piscina ipogea.
La catacomba di Perugia
La catacomba di Villa San Faustino, nei pressi di Perugia, rappresenta una testimonianza del cristianesimo in Umbria, che intreccia storia e spiritualità. La struttura consiste in un corridoio principale di circa 22 metri scavato nella collina, dal quale si diramano quattro gallerie laterali (due per lato) con volta a botte schiacciata. Lungo le pareti si allineano file di loculi di varie dimensioni. Si ritiene che le tombe, prive di decorazioni e chiuse da tegole di terracotta, appartenessero a defunti di un ceto sociale modesto. Anche in questo caso, i cunicoli furono utilizzati come rifugi durante l’ultimo conflitto mondiale. Oggi il sito è visitabile su prenotazione.
Orvieto, i segreti nascosti nel tufo
Questa città cela un tesoro invisibile (nella foto sopra, il Pozzo di San Patrizio): un intricato sistema di cavità ricavato nella rupe di tufo, che tra grotte, cunicoli, pozzi, cisterne supera le 1.200 unità. Opere frutto di quasi tremila anni di attività umana: dagli Etruschi al Medioevo fino all’età moderna. Ancora oggi, percorrendo gli spazi, si vedono le tracce lasciate nelle diverse epoche. Un patrimonio unico che rivela come la cittadina abbia continuato a pulsare attraverso i secoli.
Francia, la città invisibile di Naours
Nella Piccardia, a pochi chilometri da Amiens, si estende la città invisibile di Naours. Scavata a partire dal Quattrocento, nacque come cava ma fu presto trasformata in rifugio per la popolazione nei periodi più turbolenti della storia francese. Con il tempo, il complesso ha raggiunto dimensioni di rilievo: 28 gallerie principali e più di 300 camere sotterranee, oltre a cunicoli, botole, passaggi segreti. Durante la Prima guerra mondiale, il sito divenne un luogo di passaggio e riposo per migliaia di soldati, che vi lasciarono iscrizioni e graffiti visibili ancora adesso. Nella Seconda guerra mondiale fu, invece, utilizzato come deposito dall’esercito tedesco. Oggi, grazie a un percorso guidato, gli spazi sono visitabili tutto l’anno: non solo un sito archeologico, ma un pezzo di memoria collettiva.
Mary King’s Close, Edimburgo che più gotica non si può
Nel cuore di Edimburgo si nasconde un posto che sembra uscito da un romanzo gotico: il Mary King’s Close, un intrico di condotti e stanze il cui nome richiama quello di una mercante vissuta qui nel Seicento. Un luogo, questo, che venne sepolto nel Settecento, quando sopra sorse il Royal Exchange, oggi sede del municipio. Rimasto inaccessibile per secoli, il sito è stato riaperto al pubblico nel 2003, diventando una delle attrazioni più affascinanti della capitale scozzese. Accompagnati da una guida in costume d’epoca, i turisti possono scoprire un mondo sospeso nel tempo. Tra botteghe, cucine annerite dal fumo, camere minuscole, si può rivivere la quotidianità di commercianti e artigiani del passato, anche grazie a effetti scenici e proiezioni.
Turchia, in Cappadocia rifugio per 20mila persone
Nell’area centrale della Turchia, in Cappadocia, si trova l’antica città sotterranea di Derinkuyu, una delle più grandi al mondo. È profonda circa 85 metri e comprende 18 piani di tunnel e stanze, tra cui case, stalle, cantine, pozzi, cucine e persino cappelle. Costruita forse all’inizio dell’epoca bizantina, fu ampliata nel corso dei secoli diventando un rifugio durante le invasioni e le persecuzioni religiose, grazie alle sue pesanti porte che potevano bloccare gli ingressi dall’interno. Era in grado di ospitare fino a 20mila persone con bestiame e provviste. Un labirinto scoperto per caso nel 1963, oggi visitabile in parte. A pochi chilometri da qui si incontra Kaymakli, l’altra importante città sotterranea della regione, alla quale si aggiungono oltre 36 cittadine di questo tipo e numerosi villaggi scavati nelle pareti tufacee.
In Australia una città per sfuggire al caldo
Nell’Australia Meridionale, sotto il sole accecante del deserto, le temperature estive possono superare i 45 gradi. Per sfuggire al caldo, la maggior parte degli abitanti di Coober Pedy vive in case scavate nel terreno, ricavate da ex miniere di opale o da grotte modellate a mano. I visitatori giunti fin qui possono soggiornare in hotel sotterranei, entrare in chiese aperte nella roccia e persino sorseggiare un drink in un bar incavato nella terra.
.. e a Montréal quella nata per ragioni opposte
Canada. Celata al di sotto delle vivaci vie del centro di Montréal, si trova una città chiamata Réso, un insieme di tunnel pedonali, centri commerciali, stazioni di transito. Sviluppata gradualmente a partire dagli anni Sessanta, copre un’area di circa 12 chilometri quadrati, con 2mila negozi e 1.200 aziende, oltre a cinema, alberghi, ristoranti, banche, musei, tutti collegati tra loro. Ogni giorno, mezzo milione di persone circola nei corridoi nascosti, utilizzandoli per spostarsi o per evitare le intemperie. Un capolavoro di ingegneria urbana, oltre a un elemento che definisce l’identità della metropoli.
Dìxià Chéng, Pechino, figlia della Guerra Fredda
Celati dalle strade trafficate di Pechino, vivono rifugi antiatomici comunemente chiamati Dìxià Chéng, commissionati all’epoca della Guerra Fredda dall’allora presidente cinese Mao Zedong. A partire dal 1969, oltre 70mila cittadini, molti dei quali volontari, scavarono il labirinto a mano, utilizzando strumenti di base. Il risultato è stato sorprendente: i tunnel si estendono per oltre 30 chilometri, coprendo un’area di circa 85 chilometri quadrati e raggiungendo profondità comprese tra gli 8 e i 18 metri. Dato che la capitale non fu attaccata, la città sotterranea non venne mai utilizzata per lo scopo originario. Per decenni è rimasta un segreto di Stato, inaccessibile al pubblico. All’inizio degli anni Duemila, una parte del complesso è stata aperta alle visite guidate, che hanno consentito ai visitatori di vedere vecchie apparecchiature di ventilazione, lampade a olio, letti a castello, mappe del sistema di protezione civile. Nel periodo successivo, varie sezioni sono state chiuse di nuovo per problemi di sicurezza e per ristrutturazio










