Il cielo sopra Chongqing. Viaggio nella metropoli verticale della Cina

Il cielo sopra Chongqing. Viaggio nella metropoli verticale della Cina

La prima cosa che Chongqing fa, una volta atterrati, è togliere la terra da sotto i piedi. E non in senso figurato. Si esce da un palazzo convinti di essere al piano terra e si scopre che sotto ce ne sono ancora dieci, quindici, venti. Si attraversa una strada, si prende un ascensore e si sbuca su un’altra strada. Si guarda la mappa e la mappa, con tutta evidenza, non sa dove ci si trovi. Perché Chongqing non è stata costruita su una superficie. È stata costruita nello spazio.

Le strade e le scale salgono, scendono, si sovrappongono. I ponti attraversano lo Yangzi e il Jialing come se dovessero tenere insieme pezzi di città che altrimenti prenderebbero direzioni diverse. I grattacieli si arrampicano sulle colline. La metro passa sopra le automobili, sotto le case e qualche volta dentro i palazzi. Come a Liziba. La monorotaia della linea 2 entra in un edificio residenziale e ne esce dall’altra parte. I passeggeri guardano il telefono. Nessuno sembra trovarci qualcosa di strano. Strani, semmai, siamo noi che lo troviamo strano. Noi e i tanti turisti che cercano di girare il video perfetto nel quale fingono di inghiottire il treno e finiscono per essere inghiottiti dalla folla che replica lo stesso scatto all’infinito.

Tradizione e modernità a Chongqing, lungo il fiume Yangtze; © JOY PAN/iStockphoto/Getty Images

Tradizione e modernità a Chongqing, lungo il fiume Yangtze

Una municipalità grande quanto quattro regioni

Si dice che Chongqing sia ’la città più grande del mondo’, con trenta e passa milioni di abitanti. Solo che non è vero. O almeno non lo è nel modo in cui siamo abituati a pensare una città.

Quei milioni di abitanti non vivono tutti in un’unica, sterminata distesa di grattacieli. Appartengono alla municipalità di Chongqing, un territorio amministrativo che comprende il nucleo metropolitano, ma anche altre città, campagne, montagne e insediamenti lontani dal centro. Una sorta di regione con il nome di una città, amministrata direttamente dal governo centrale: una particolarità che condivide con Pechino, Shanghai e Tianjin. Grande quanto? Circa 82.400 chilometri quadrati: Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige messi insieme, o quasi.

Chongqing non è dunque la più popolosa area metropolitana del pianeta, ma è comunque immensa. Lo si capisce guardandola, specialmente di notte, quando le luci si arrampicano sulle colline e proseguono oltre il punto in cui lo sguardo riesce a seguirle. Lo si capisce dai ponti, dalle autostrade sovrapposte, dai quartieri costruiti sulle rive dei due fiumi. E lo si capisce soprattutto quando si prova ad attraversarla.

Un treno della metropolitana di Chongqing entra nella stazione di Liziba; © Tatiana Kashko/Dreamstime.com

Un treno della metropolitana di Chongqing entra nella stazione di Liziba

L’Italia a un volo di distanza

Questa città, fino a poco tempo fa quasi sconosciuta in Occidente, è diventata rapidamente una delle destinazioni più desiderate dai viaggiatori internazionali. Per gli italiani c’è oggi una ragione in più per scoprirla: Hainan Airlines collega direttamente Chongqing con Roma e Milano, attualmente con due voli settimanali da ciascuna città. La metropoli intravista nei reel di skyline fantascientifici non è più così remota. E anche grazie ai collegamenti ferroviari ad alta velocità, può diventare il punto di partenza di un itinerario attraverso Sichuan, Shaanxi, Guizhou e Yunnan, tra grandi città, paesaggi carsici e antichi centri storici.

Il dinamismo urbano di Chongqing, con l'affascinante connubio tra architettura tradizionale cinese e grattacieli moderni; © IPA/ALAMY

Il dinamismo urbano di Chongqing, con l’affascinante connubio tra architettura tradizionale cinese e grattacieli moderni

Da capitale di guerra a metropoli dei social

Chongqing ha risolto problemi apparentemente impossibili. Ed è riuscita anche a trasformarsi da grigia e caotica megalopoli industriale in moderna e vivace meta internazionale, perfetta per essere raccontata sui social.

Per molto tempo appartenuta alla provincia del Sichuan, nel 1997 è diventata una municipalità amministrata direttamente dal governo centrale. La sua storia, tuttavia, era cominciata molto prima. La posizione lungo lo Yangzi ne aveva fatto un centro commerciale e militare fondamentale; tra il 1937 e il 1945, durante la guerra sino-giapponese, fu anche capitale della Cina.

L'hotpot di Chongqing, piccante e profumato; © BrittanyD/Shutterstock

L’hotpot di Chongqing, piccante e profumato

Il pentolone dei barcaioli

Il fiume portava uomini, merci, notizie. E fame. Sui moli, scaricatori e barcaioli non avevano il tempo né il denaro per pasti elaborati. C’erano grandi pentoloni di brodo bollente, divisi in sezioni. Ognuno gettava qualcosa nella propria parte (verdure, tofu, carne, frattaglie…), poi aspettava che cuocesse e mangiava. Così, almeno secondo la tradizione, è nato l’hotpot di Chongqing.

Ancora oggi arriva in tavola come un piccolo spettacolo. Il brodo málà ribolle, rosso di peperoncino e profumato di pepe del Sichuan. Gli ingredienti spariscono nella pentola e bisogna recuperarli con le bacchette, sperando di riconoscerli. Alla fine, restano l’odore delle spezie sui vestiti e la sensazione di aver capito qualcosa della città, meglio di una visita a un museo.

Il Tempio dei Louhan; © tang90246/iStockphoto/Getty Images

Il Tempio dei Louhan

Templi, mercanti e una porta rimasta sola

Eppure, i musei, i templi e le tracce del passato sono ancora lì. Chongqing non li ha cancellati: ha costruito intorno a loro e sopra di loro.

Al Tempio dei Luohan ci sono il fumo dell’incenso, centinaia di sculture rupestri della dinastia Song e 500 arhat in terracotta, tutti differenti, disposti lungo un percorso labirintico. Alzando gli occhi, dietro i tetti del tempio compaiono i grattacieli. Non è un contrasto studiato, preparato per spiegare la Cina contemporanea, e proprio per questo la spiega così bene.

Poco distante, il Palazzo delle Corporazioni di Huguang racconta un’altra Chongqing: quella dei mercanti arrivati dalle province di Hunan, Hubei, Guangdong e Guangxi. Nei suoi edifici restaurati si susseguono cortili, giardini, sale da tè e antichi palcoscenici per l’opera cinese. A circa cento metri resiste Dongshuimen, una delle due sole porte rimaste della vecchia città murata, che un tempo serviva a entrare in città.

Il Palazzo delle Corporazioni di Huguang; © Travel_Photography/Shutterstock

Il Palazzo delle Corporazioni di Huguang

Ciqikou e il tempio millenario

Ma oggi, a Chongqing, non è più così semplice stabilire dove la città cominci e dove finisca. Continua per chilometri, si arrampica sulle colline e si moltiplica nei riflessi dei fiumi, pur conservando luoghi nei quali il tempo sembra rallentare.

A Ciqikou, l’antico ’porto della porcellana’, la strada principale è affollata di negozi e visitatori, ma nei vicoli laterali sopravvive una trama più silenziosa di cortili, case tradizionali e piccole soglie aperte. Nel Tempio Baolun, il cui edificio principale ha più di mille anni, la metropoli diventa improvvisamente lontana nello spazio e nel tempo.

Ciqikou, il 'porto della porcellana'; © IPA/ALAMY

Ciqikou, il ’porto della porcellana’

In Didi, sospesi sul fiume

Si torna nel traffico, magari salendo su un comodo e super economico Didi, l’Uber cinese sul quale una corsa di mezz’ora non costa più di 3 euro. Quasi tutti sono elettrici: non li senti arrivare e solo allora ti accorgi della relativa quiete che avvolge le strade di una metropoli così grande. Una specie di miracolo, se visto con gli occhi di chi vive dalle nostre parti, dove smog e rumore sembrano invincibili.

Proviamo a costruirci una mappa mentale della città salendo sulla funivia dello Yangzi. Il viaggio dura appena cinque minuti e copre poco più di un chilometro. La cabina si stacca dalla riva e la città, per la prima volta, sembra disporsi in modo comprensibile. Ci sono il fiume, i ponti, le torri, le colline. Dura poco: si arriva dall’altra parte e Chongqing torna a confondere le coordinate.

La funivia sul fiume Yangtze; © Govan Zhang/iStockphoto/Getty Images

La funivia sul fiume Yangtze

Quando il cielo diventa spazio urbano

La funivia si può osservare anche da Baixiang Ju, un complesso di edifici residenziali costruito sulle pendici della città. Passa tra i palazzi, vicina alle finestre, inserita nella vita quotidiana degli abitanti, come in un film indeciso se raccontare un’utopia o una distopia.

Il sabato sera, e in occasione delle principali festività, migliaia di punti luminosi si alzano sopra la confluenza dei due fiumi. All’inizio sembrano stelle disposte con eccessiva precisione. Poi cominciano a muoversi, formando figure, architetture, animali, ideogrammi e immagini legate alla storia della città. Il cielo diventa uno schermo. È difficile immaginare un luogo più adatto a una simile rappresentazione: in una città costruita su tanti livelli, anche il cielo finisce per diventare spazio urbano. Soprattutto la sera, quando questa città cambia registro.

Il distretto di Hongyadong; © Sean Pavone/iStockphoto/Getty Images

Il distretto di Hongyadong

Hongyadong, undici piani di luci

Hongyadong accende migliaia di luci sul fianco della collina. Il complesso, sviluppato su undici livelli (undici, avete letto bene), riproduce le antiche case su palafitte del lungofiume e contiene ristoranti, negozi, locali e sale da tè. Vista dal basso, Hongyadong sembra un palazzo impossibile, finito lì per caso, sospeso tra il fiume e i grattacieli, con la folla ai suoi piedi ferma, intenta a fotografarlo. Si potrebbe liquidare tutto come eccessivo, kitsch, ma sarebbe un peccato. Di notte tutta la città diventa spettacolo onirico, circo, luna park. I ponti cambiano colore, le facciate dei grattacieli esibiscono complessi giochi di luce moltiplicati dai riflessi sull’acqua e la foschia cancella i contorni degli edifici. Dalle imbarcazioni che partono da Chaotianmen, Chongqing appare come un film in formato iMax. Sfuma il confine tra realtà e immaginazione, è tutto vero ma sembra irreale, tutto si fonde e si confonde: il fiume con il ponte, lo spazio pubblico con l’esercizio commerciale. E anche noi: guardiamo, passeggiamo, consumiamo, entriamo in un mondo che ha dentro un altro mondo, poi un altro ancora. Alla fine non troviamo l’uscita: ci lasciamo alle spalle il mall ma finiamo in un parcheggio, quella scala mobile non ci porta in strada ma nella hall di un albergo, e oltre la porta non si apre una piazza, ma una terrazza. Ci siamo persi o siamo entrati in un videogioco? Pare un sogno lisergico ma ad occhi aperti, e ricoperti di sudore.

Le luci notturne di Hongyadong; © Qian Jia/iStockphoto/Getty Images

Le luci notturne di Hongyadong

Longmenhao e Nanshan: quello che resta della memoria

Perfino le zone recuperate raccontano questa sovrapposizione. A Longmenhao, ville, scuole, residenze e antiche ambasciate dei primi del Novecento sono state restaurate o ricostruite e trasformate in un nuovo quartiere urbano.

Sulle colline di Nanshan, invece, il Museo della Guerra di Resistenza contro il Giappone conserva edifici modernisti, rifugi e memorie del periodo in cui la città fu capitale in tempo di guerra.

Edifici in stile tradizionale a Longmenhao; © IPA/ALAMY

Edifici in stile tradizionale a Longmenhao

Il punto in cui finisce la città

Alla fine, ciò che rimane non è una singola immagine. Non Hongyadong illuminata, non la monorotaia dentro il palazzo, non la funivia sul fiume e neppure le figure disegnate dai droni.

Rimane piuttosto un’abitudine: alzare gli occhi e cercare il punto in cui finisce la città e comincia il cielo. Sperando di ritrovare la direzione.

Raffles City Chongqing, il complesso di grattacieli illuminati di rosso e oro che si affaccia sul fiume; © Angelo Pittro

Raffles City Chongqing, il complesso di grattacieli illuminati di rosso e oro che si affaccia sul fiume
Viaggio a New York: cultura, esperienze e curiosità

Viaggio a New York: cultura, esperienze e curiosità

SoHo e TribeCa, NoLita e il Meatpacking District, Dumbo e Williamsburg: il volto più trendy di New York.

A come Acronimo: SoHo, NoLita & gli altri

Cominciamo con una curiosità su New York e i suoi abitanti. È risaputo: i newyorkesi hanno una vera passione per gli acronimi. Basta guardare alla proliferazione di sigle e abbreviazioni con cui amano designare le varie zone della Grande Mela: SoHo, NoLita, TribeCa, UES, UWS e LES sono tutti acronimi da associare ai relativi quartieri.

SOuth of HOuston street, NOrth of HOuston Street, NOrth of Little ITAly, TRIangle BElow CAnal Street, Upper East Side, Upper West Side, Lower East Side. Questi sono alcuni degli esempi più evidenti di quello che può sembrare un autentico tic linguistico, spesso consapevolmente adottato dai “veri newyorkesi” per differenziarsi, in modo un pò snob, dai non residenti e dai milioni di turisti che ogni anno visitano la loro città.

Il nome più divertente è DUMBO, che non ha nulla a che vedere con il simpatico elefantino della Disney. La parola è formata dalle iniziali delle parole Down Under Manhattan Bridge Overpass. Il primo ad usare l’acronimo durante un talk show, fu il famoso comico Jerry Seinfeld, il quale però dimenticò la lettera ”O” di Overpass, trasformando la parola in DUMB, che in inglese significa stupido. Gli abitanti del quartiere s’infuriarono a tal punto che, per non essere etichettati come stupidi, decisero di aggiungere la “O” finale!

Dumbo & Williamsburg

Strade lastricate e vecchi depositi industriali ristrutturati, a cui fanno da sfondo ex fabbriche divenute ora prestigiose gallerie d’arte, ristoranti, boutiques alternative e caffè alla moda: questi sono Dumbo e Williamsburg, i quartieri più trendy di Brooklyn. I due quartieri infatti sono praticamente adiacenti e vi si respira un’atmosfera vibrante e creativa, merito degli artisti che si sono stabiliti nella zona già dagli ultimi decenni del secolo scorso.

Il quartiere di Dumbo in particolare è noto per i graffiti e i murales fin dagli anni settanta, ma è stato solo nel 2013 che grazie al progetto “Dumbo Improvement District”, in collaborazione con le autorità locali e la Jonathan LeVine Gallery, che si diede vita a Dumbo Walls. Ampi muri di mattoni furono messi a disposizione di otto artisti di strada di fama internazionale che abbellirono Dumbo con le loro opere. Hanno operato qui anche le preziose bombolette spray di Bansky (che ha lasciato il segno anche a Chinatown, nel Financial District e a SoHo).

L’estremità settentrionale del Brooklyn Bridge Park offre una vista mozzafiato sullo skyline di Manhattan, non c’è quindi da stupirsi se il quartiere sia uno dei set privilegiati per le riprese cinematografiche: vi sono stati girati film come “C’era una volta in America” di Sergio Leone, “Il Bacio dell’assassino” di Stanley Kubrick e “Vanilla Sky”. Se volete scattare una foto che assomigli al manifesto ufficiale del film “C’era una volta in America”, dovete andare all’incrocio tra Washington Street e Water Street.

Meatpacking District & Chelsea Market

Incuneato tra il West Village e la parte meridionale di Chelsea, una visita al Meatpacking District è un’altra esperienza che ti consigliamo assolutamente di fare se sei alla ricerca dell’anima più frizzante e modaiola di Manhattan.

Fino a non troppi anni fa questa zona ospitava dei mattatoi e sebbene l’industria della carne si ancora in piena attività, ora in giro si vedono praticamente solo boutique, ristoranti e locali di tendenza. il Meatpacking District è l’esempio più fulgido di come i quartieri a New York cambino piuttosto in fretta.

In particolare è imperdibile una visita al Chelsea Market. L’architettura del complesso, si tratta dell’ex fabbrica degli Oreo e dei Ritz, ti conquisterà per le sue gallerie d’arte, gli edifici originali realizzati in legno massiccio e mattoni rossi, le sue lampade vintage ma soprattutto per i numerosissimi ristoranti (tra cui anche quello del nostro connazionale Giovanni Rana). Il Chelsea Market è un grande mercato alimentare al coperto dove si possono gustare, con gli occhi e con la bocca, tantissime specialità gastronomiche di grande qualità. Una esperienza culinaria che lascerà in te un ricordo indelebile del tuo viaggio a New York.

Colazione nei diners e aperitivo sul rooftop

Fare colazione nei diner conviene. Puoi avere due uova con toast, patate, bacon, caffè e succo per un prezzo decisamente abbordabile, e inoltre ti procurerà un’esperienza da autentico abitante della Grande Mela.

Questo infatti è il modo in cui un New Yorker ordina la colazione: “Can I have two eggs sunny side up, white toast, bacon, coffee, and a small OJ?”. Sunny side up sta per uovo fritto, OJ per succo d’arancio. Nei diners si paga solo la prima tazza di caffè. Si può quindi bere a volontà, ma se si prende il tè viene portata solo acqua calda, quindi bisogna ricordarsi di conservare la bustina di tè. Ricorda di dare la mancia, è il doppio della tassa (che trovi sullo scontrino).

E dopo una intensa giornata di visite, puoi optare per un aperitivo super trendy. O anche più di uno… Tra le escursioni e le esperienze che puoi prenotare con Veratour c’è l’esclusivo e divertente Rooftop Bar Tour. Esiste un gran numero di hotel con bar e pub situati nella parte alta dell’edificio, la tendenza a salire verso il cielo predomina anche nella scelta dei locali per il divertimento. Questo tour a New York ti fa conoscere i migliori rooftop bar di Manhattan: le vedute della città sono mozzafiato e guardare la Grande Mela dall’alto in basso non è da tutti.

Prenotare il Rooftop Bar Tour ha tanti vantaggi: il nostro accompagnatore farà in modo di non farti fare la coda per entrare, così non rischierai di essere “rimbalzato” alla porta; inoltre non c’è bisogno di ordinare delle bevande costose. È il modo più facile per assicurarsi una serata divertente a New York!

Eventi sportivi e spettacoli teatrali

Vuoi assistere a un evento sportivo live a New York? Se vuoi sentire i brividi legati al fatto di fare questa esperienza dal vivo, dovresti sicuramente farlo! Questa è la città giusta, e offre agli appassionati dello sport praticamente tutte le opzioni che si possano desiderare. C’è il baseball (Yankees e Mets), il basket con le migliori partite del campionato NBA (Knicks e Nets), il football americano (Giants e i Jets), l’hockey sul ghiaccio (Rangers, Devilse Islanders), il calcio (Red Bulls e New York City FC), l’U.S. Open Tennis e la Maratona di New York!

Altra grande opportunità è rappresentata dal ricco programma di rappresentazioni teatrali: dai grandi classici di Broadway alle produzioni più innovative e indipendenti (off Broadway) non avrai che l’imbarazzo della scelta. A Broadway e ai più recenti spettacoli teatrali che ti consigliamo di prenotare .

Puoi approfittare dell’organizzazione Veratour per prenotare uno dei tanti eventi, siano essi sportivi o teatrali, che renderanno ancora più indimenticabile il tuo viaggio a New York.

In viaggio a New York con Ensy7

A New York i luoghi da visitare sono tantissimi e, con i suoi tour organizzati ed escursioni previsti nei programmi di viaggio negli Stati Uniti, Ensy7 ti offre la possibilità di conoscerne i quartieri più trendy e fare le esperienze di viaggio più autentiche in questa splendida città.

Semplicemente camminando o prendendo la metropolitana rimarrai mille volte affascinato dai quartieri, dai grattacieli altissimi, da Wall Street e dal tramonto sul ponte di Brooklin, dai fantastici musei concentrati lungo il Museum Mile e dai murales piu’ famosi che ne hanno fatto la patria della street art, dall’oasi verde di Central Park, dalla grandiosità della Statua della Liberta’, dalle  architetture innovative che sfidano la forza di gravità del complesso di Hudson Yards che puoi visitare con i nostri walking tour.

I pacchetti viaggio a New York di Ensy7 ti consentiranno di ammirare tutto questo nel migliore dei modi, grazie alla nostra conoscenza della destinazione e alla perfetta organizzazione dei servizi. Scopri tutti i nostri programmi di viaggio a New York e negli Stati Uniti: apri gli occhi e sogna con Ensy7!

Viaggio in Messico: tradizioni, cultura e curiosità

Viaggio in Messico: tradizioni, cultura e curiosità

Scopri con noi le tradizioni e le cose curiose sul Messico: la celebrazione della vita nel giorno dei morti; Rivera, Orozco e Siquerios; l’antico calendario maya e i colori della bandiera messicana.

El dìa de los muertos: tra sacro e profano

In Messico antiche tradizioni e credenze religiose, alcune di derivazione indios, convivono in perfetta armonia. L’evento tipico maggiormente rappresentativo in tal senso, nonché probabilmente il più sentito dai messicani e più conosciuto a livello internazionale, è la festa dei morti.

Il 2 novembre, durante la tradizionale festa “El Día de los Muertos”, i messicani scendono per le strade con maschere da teschio, colori sgargianti, bande musicali e fanno festa per ore e ore perché non è un giorno dedicato alla morte, bensì una celebrazione della vita. La celebrazione, pur essendo concomitante con la festa cattolica dei defunti, è così antica che risale al periodo precolombiano.

Ogni anno in occasione di questa ricorrenza i messicani fanno visita ai cimiteri e, come in un rito pagano, lasciano sulle tombe dei propri cari candele, fiori, cibo, bevande alcoliche e piatti speciali in onore degli antenati. Ma attenzione a non banalizzare, non è per niente l’Halloween del Messico: il “Día de los Muertos” è così importante per la cultura messicana che dal 2008 è Patrimonio culturale dell’umanità.

Dal Muralismo alla Street Art di Città del Messico

Le grandi composizioni del muralismo messicano di Diego Rivera (marito di Frida Kahlo), José Clemente Orozco e David Alfaro Siquerios, hanno ispirato la fantasia e coltivato l’immaginario figurativo di numerosi street artist. Nato dopo la storica rivoluzione messicana del 1910, nel muralismo le opere venivano realizzate su grandi muri destinati al popolo, dove erano dipinte lotte sociali, aspetti della storia popolare e sentimenti nazionalisti.

La pittura murale si sviluppò e si perfezionò anche nel campo dell’edilizia pubblica e dell’architettura governativa. Molti sono infatti gli edifici governativi dove ancora oggi si possono ammirare gli splendidi murales. Erede della fondamentale esperienza del muralismo degli anni Venti del secolo scorso, il Messico vive oggi, grazie alle nuove generazioni di artisti dello spazio pubblico, un ulteriore significativo movimento d’azione artistica.

La Condesa e La Roma rappresentano nel puzzle degli inesauribili quartieri che compongono il profilo di Città del Messico alcune delle destinazioni più densamente frequentate dagli street artist. Il primo è un quartiere caotico e alla moda, per le strade del secondo si respira un’aria decisamente più bohémien. L’arte urbana è di casa anche a Colonia Doctores, intorno alla sede del Foro Cultural Mujam. Infine, numerosi muri dipinti possono essere facilmente trovati anche nelle strade molto trafficate del centro storico.

Messico, lo sapevi che…?

1. México significa “nell’ombelico della Luna”. Dalla lingua Náhuat “Metztli” (luna) y “xictli” (ombelico). Gli Aztechi lo pronunciavano come “Meshico”, però gli spagnoli lo scrivevano México (perché ancora non esisteva la pronuncia della “j”.

2. Il vulcano più piccolo del mondo si chiama Cuexcomate e si trova in Messico nella città di Puebla. È un vulcano inattivo e misura solo 13 metri di altezza.

3. Il Messico è il maggior produttore di argento del mondo; il maggior consumatore di Coca Cola procapite; il paese che conta più Taxi (circa 60.000); Cittá del Messico è la città con più musei; il servizio telefonico più costoso nel mondo.

4. Il calendario Maya (317 d.C.) e il calendario Azteco (1300 d.C.) contano lo stesso numero di giorni (365) del calendario moderno.

5. Nella bandiera messicana, il verde rappresenta la speranza, il bianco l’unione e il rosso commemora il sangue versato dagli eroi della Nazione. L’aquila e il serpente sul cactus al centro indicano, secondo la leggenda Azteca, la città più importante della civiltà Azteca, su cui poi si sarebbe costruita Città del Messico.

In viaggio con l’autore: libri sul Messico

Ecco le letture consigliate per immergerti sin da ora nello spirito, nella mentalità e nelle tradizioni messicane, del Chiapas e di Città del Messico:

  • La polvere del Messico di Pino Cacucci
  • Sotto le nuvole del Messico di Francisco Solano
  • Viaggio in Messico. Sulle tracce del serpente piumato di Maria Longhena
  • Camminerai con il sole di Alfonso Mateo-Sagasta
  • Il sentiero dell’acqua. Viaggio in Chiapas lungo il Fiume delle Scimmie Sacre di Christopher Shaw.

Tra i film recenti invece ti consigliamo Spectre (2015), il ventiquattresimo film della serie di 007 che vede per la quarta volta protagonista Daniel Craig nel ruolo dell’agente segreto James Bond  (la celebre scena iniziale è ambientata durante il giorno dei Morti nella Piazza della Costituzione e nel centro storico di Città del Messico) e il film di animazione Coco della Pixar uscito nel 2017, un successo di critica e di pubblico incentrato proprio sulla festività messicana del Dia de los Muertos.

In viaggio in Messico con Ensy7

In Messico i luoghi da visitare durante il tuo viaggio ai Caraibi i sono tantissimi. La capitale Città del Messico, la regione del Chiapas e la penisola dello Yucatan, con i famosi resti archeologici, le riserve naturali, la barriera corallina della Riviera Maya e le spiagge bianchissime bagnate dal Mar dei Caraibi.

In questo articolo del nostro Magazine ti abbiamo raccontato alcune tradizioni religiose, culturali e curiosità che puoi vivere di persona durante il tuo soggiorno nella splendida Città del Messico. Nell’articolo dal titolo in vacanza a Cancun con Ensy7  invece scoprirai il cibo, l’artigianato locale e le cose da vedere nella famosa Riviera Maya, mentre nell’approfondimento Siti Archeologici da visitare in Messico con le escursioni Ensy7  trovi informazioni dettagliate sui siti archeologici assolutamente imperdibili da visitare con le nostre escursioni: Cobà, Ek Balam, Chichen Itza e il sito costiero di Tulum. Infine nell’articolo Le attrazioni naturali della Riviera Maya: Isla Contoy,Isla Mujeres e i Cenotes  ti raccontiamo le emozioni che ti trasmetterà la particolare esperienza di immergersi nelle acque dolci e fredde di un cenote e l’escursione a due isole remote e paradisiache a poca distanza dalla costa di Cancun.

I pacchetti di viaggio in Messico di Ensy7 ti consentiranno di ammirare tutto questo nel migliore dei modi grazie alla nostra conoscenza della destinazione e alla perfetta organizzazione dei servizi. Scopri tutti i nostri programmi di viaggio in Messico e ai Caraibi: apri gli occhi e sogna con Veratour!

Vermont : Lo Stato delle Montagne Verdi

Vermont : Lo Stato delle Montagne Verdi

In Vermont, la natura è la vera protagonista. Escursioni da cartolina, il foliage autunnale e accoglienti città sciistiche prosperano qui, in un luogo dove i cartelloni pubblicitari a bordo strada sono vietati in tutto lo stato, lasciando le viste su montagne e villaggi splendidamente libere. Relax ed esplorazione risplendono tra paesaggi mozzafiato e affascinanti comunità dal sapore locale.

Ogni strada e sentiero conduce a viste naturali mozzafiato di cime ondulate, acque cristalline e foreste vibranti.

I sapori freschi di fattoria qui includono sciroppo d’acero artigianale, formaggi artigianali e bevande artigianali.

Scopri villaggi da cartolina che uniscono storia, panorami mozzafiato, delizie locali e calorose accoglienze.

 

La più grande attrazione del Vermont è senza dubbio la sua bellezza naturale. Una campagna scenografica, piccole cittadine vivaci, luoghi storici ed attività locali: una delle migliori destinazioni incontaminate al mondo (National Geographic Traveler) Ammirate le Stelle – i paesaggi rurali del Vermont lo rendono luogo ideale per ammirare la volta celeste: e se siete fortunati, l’Aurora Boreale potrebbe fare capolino…

Lo Stato può vantare 223 rilievi montuosi che superano i 600 mt. di altitudine: le Green Mountains sono molto antiche e sono proprio loro a dare il nome a questo meraviglioso stato del New England, Ver-Mont. Il 80% del territorio del Vermont è costituito da foreste mentre il 10% è adibito a territorio per pascolo.

Al di sotto delle montagne e delle dolci colline si trovano fertili vallate dove vengono prodotte colture cerealicole, prodotti caseari,  frutta e verdura. Lo sciroppo d’acero – Maple Syrup – e il Cheddar Cheese sono i prodotti alimentari del Vermont famosi in tutto il mondo. La maggior parte dei villaggi qui ha un country store, un laboratorio d’artigianato, un negozio di antichità e un  historic site.

Il Vermont è la patria del bike touring. Un’estesa rete di strade secondarie  – poco trafficate – costituisce un vero paradiso per gli amanti di questa attività outdoor.

Percorsi più difficoltosi invece si trovano nei pressi delle località di villeggiatura del Vermont. Un cestino da picnic con formaggio fresco, vino e stuzzichini: cosa c’è di più romantico?

I paesaggi del Vermont

Lake Elmore Reflections

Il Vermont offre inoltre un’ampia scelta di bed and breakfast. Praticamente in ogni cittadina potrete trovare un country inn da libro delle fiabe completo di caminetto acceso in inverno ed un patio per rilassarsi in estate.

Ci sono strutture che combinano storia, lusso ed un tocco di eleganza casual. Oppure se desiderate una maggiore intimità, potrete scegliere di soggiornare in uno degli innumerevoli piccoli alberghi che si possono trovare ovunque, in un grazioso villaggio, su una stradina di campagna, oppure su una dolce collina.

Le fattorie del Vermont aprono le loro porte ai visitatori da più di un secolo.  Il vostro soggiorno in una fattoria comprenderà confortevoli sistemazioni in un antico casolare,  una ricca colazione a base di pancake, uova strapazzate e le classiche hash browned potatoes – una sorta di frittatine a base di patate. Poi, potreste essere invitati a dare una mano con i lavori quotidiani, mungere una mucca,  prendersi cura delle pecore…

Oppure potrete ancora dedicarvi alla raccolta di mele o fragole. In ogni caso vi ritroverete circondati da alcuni dei più bei paesaggi al mondo, tra persone decisamente friendly. I granai – barns –rappresentano il passato ed il presente del Vermont: queste strutture simbolo sono diventate parte integrante del paesaggio.

Le strade migliori per il barn viewing sono la Routes 22A e la 30 nella parte occidentale dello Stato; le Route 12 e 14 nel centro del Vermont, come anche qualsiasi strada nella Franklin County. Corti, lunghi, rossi, bianchi, marroni, aperti, chiusi con o senza finestre… ecco un’altra tipica immagine da cartolina dello stato:  i ponti coperti.

Vermont cosa vedere

Per l’attento viaggiatore LGBT – Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender – l’esperienza di un viaggio in Vermont è magica. Il Vermont accetta e rispetta la naturale identità di chiunque come nessun altro stato degli Stati Uniti d’America. Numerose sono le comunità locali che estendono inviti aperti ad essere visitate.

Curiosità sul Vermont
•    Il Vermont è lo stato più rurale (o il meno urbanizzato, se vogliamo) degli Stati Uniti.  Al di fuori della più grande Burlington, la maggior parte degli oltre 630.000 abitanti vive in piccole cittadine e paesi con una popolazione di meno di 2.500 persone.
•    Montpelier (con una popolazione di 8.250 abitanti) è la più piccola capitale di stato o provincia del Nord America. Ma ha anche più avvocati a testa di qualsiasi altra città degli Stati Uniti, e probabilmente del mondo.
•    Il Vermont vanta più strutture ricettive invernali e piste da sci di qualsiasi altro stato del New England: 20 resort per lo sci alpino, la discesa libera, e lo snowboard e circa 40 centri per lo sci di fondo e le ciaspolate.

Cittadine da visitare in Vermont

Ecco le principali cittadine da visitare in Vermont, mappa interattiva, foto e descrizione a seguire.

Burlington

Church-Street-Marketplace
Church Street Marketplace

Burlington è la città più popolosa del Vermont pur avendo solo 45.000 abitanti circa. La sua posizione sulle colline che affacciano sul lago Lake Champlain e i numerosi eventi che arricchiscono il panorama culturale della città la rendono un ottimo posto in cui trascorrere diversi giorni durante un tour del Vermont. Church Street Marketplace può essere considerato il fulcro della città con negozi, ristoranti, gallerie d’arte e la chiesa First Unitarian Universalist che col suo alto campanile ha dato il nome all’area. Il Flynn Theater attrae ogni anno artisti nazionali e internazionali.

Da non perdere una visita alla proprietà dell’eroe nazionale del Vermont, la Ethan Allen Homestead, e al vicino parco Ethan Allen Park. Qui troverai una torre di osservazione sull’altro fondamentale protagonista della città: Lake Champlain, il lago che collega il Vermont con lo stato di New York e con una piccola parte del Canada. Goditi le spiagge in riva al lago, una passeggiata lungo il Waterfront Park, un giro in bici sulla Burlington Bike Path, una crociera alla scoperta delle sue isole e magari una visita al suo museo, l’ECHO Leahy Center.

Stowe

stowe-vermont

Prendendo da Burlington la Interstate 89 e poi la Route 100, conosciuta anche come ‘The Skiers Highway‘, la ‘strada degli sciatori’ per le numerose montagne e i resort presenti, raggiungerai la pittoresca Stowe. Questa splendida cittadina è forse fra le più fotografate del Vermont e sembra essere realmente uscita da una cartolina. Ti troverai davanti a quella che è la tipica cittadina del New England nell’immaginario collettivo: una chiesa bianca con un alto campanile, la folta vegetazione dai mille colori, un ponte coperto, fattorie bucoliche e una montagna costellata di piste da sci. Non a caso Stowe è, infatti, conosciuta come ‘The Ski Resort of the East‘.

Da non perdere:

  • Recreation Path, un bel percorso che si estende per circa 9 km fra il centro cittadino e TopNotch Lodge
  • Smugglers Notch State Park, un parco con molti sentieri escursionistici alcuni dei quali portano sul Mount Mansfield, la cima più alta delle Green Mountains
  • Waterbury Village Historic District, quest’area storica ospita la maggior parte degli esercizi commerciali dell’area di Waterbury fra cui il mitico Ben & Jerry’s Ice Cream Factory, il cui gelato è conosciuto in tutti gli Stati Uniti
  • Helen Day Memorial Library and Art Center (The Current) è un edificio storico adibito a galleria d’arte che espone opere degli artisti del Vermont
  • Vermont Ski Museum, per comprendere a pieno l’importanza dello sci per questa regione

Shelburne

Shelburne-Museum

Sulle rive del Lake Champlain, la cittadina di Shelburne si trova a soli 10 chilometri a sud di Burlington. La vicinanza al lago tuttavia non è l’unica attrattiva. Lo Shelburne Museum è una delle attrazioni più famose del Vermont: 150.000 opere d’arte e design dislocate in 39 edifici, 25 dei quali sono ricostruzioni storiche. Il punto focale e più famoso del museo è la nave a vapore SS Ticonderoga, ma il ponte coperto del 1845, il faro di Colchester Reef, la casa del fabbro e il fienile pieno di carrozze non sono da meno.

Non lontano dallo Shelburne Museum si trovano le Shelburne Farms, un’area di di oltre 500 ettari con fattorie di fine Ottocento ancora operative. Infine una curiosità: fate un tour della Vermont Teddy Bear Factory per scoprire come vengono prodotti artigianalmente gli orsacchiotti di peluche e disegnarne uno voi stessi!

Grafton

Grafton-village-store

Proprio come Stowe, Grafton è un’altra delle cittadine considerate fra le più belle del Vermont e del New England. Il centro del paese è il Grafton Inn : inaugurato nel 1801, è una delle strutture ricettive più antiche degli Stati Uniti con anche diversi presidenti come ospiti illustri. Il centro cittadino si sviluppa particolarmente armonioso attorno a Grafton Inn con negozi, belle case, una chiesa e svariati musei fra cui il Turner Hill Interpretative Center sulla vita e fuga di uno schiavo e della sua famiglia, il Nature Museum e il Vermont Museum of Mining and Minerals (NOTA: questo museo purtroppo è stato chiuso definitivamente).

Se sei un buongustaio non devi perderti una visita e un tasting al Grafton Cheese Village per scoprire i formaggi locali e alla Plummer’s Sugar House dove producono da tre generazioni svariati tipi di sciroppo d’acero. Al Grafton Trails and Outdoor Center potrai divertirti con lo sci di fondo o gite in slittino in inverno e a nuotare, andare in canoa e in entusiasmanti escursioni a piedi in estate. A circa 30 minuti a sud di Grafton, nell’area di Brattleboro, si trova la Retreat Farm dove potrai vivere a pieno la vita di campagna fra 9 fienili storici e diversi sentieri escursionistici.

Montpelier

Vermont-State-House
Vermont State House
Montpelier è la capitale del Vermont ed ha una popolazione di soli 8.000 abitanti, il che la rende la capitale meno popolosa degli Stati Uniti. In realtà si stima che durante il giorno la città arrivi ad ospitare quasi 21.000 persone che quotidianamente si spostano per lavorare qui. Fra gli edifici storici da vedere a Montpelier ci sono la Vermont State House del 1833, la Montpelier City Hall e il Vermont History Museum.

Questa zona è rinomata per la lavorazione e produzione di sciroppo d’acero e se vuoi scoprirne di più, oltre a deliziare il tuo palato, ti suggerisco di visitare la Morse Farm Maple Sugarworks, un’azienda aperta tutto l’anno che da otto generazioni allieta i suoi clienti con questo dolce prodotto e svariati altri. A circa 20 minuti in auto dalla città di Montpelier si trova la Rock of Ages Granite Quarry una grande cava di granito in funzione dal 1812.

Manchester

Hildene
Hildene

La cittadina di Manchester si trova fra le Green Mountains a est e il Taconic Range a ovest e tale posizione la rende un posto perfetto se ami la montagna. In questo caso non perderti una escursione sul Monte Equinox, la vetta più alta delle Taconic. Gli appassionati di shopping potranno trovare qui outlet di grandi marche come Kate Spade, Brooks Brothers e Ralph Lauren oltre a numerosi negozietti.

In centro si trova anche il Northshire Bookstore, una bella libreria indipendente inaugurata nel 1976. L’attrazione principale di Manchester però è Hildene, la casa della famiglia Lincoln. Questa splendida dimora del 1905 con lussureggianti giardini in stile europeo fu la casa di Robert Todd Lincoln, l’unico figlio sopravvissuto del Presidente Abraham Lincoln e di sua moglie Mary Todd.

Woodstock

Woodstock-vermont

Un’altra splendida cittadina con ponti coperti e botteghe di artigianato locale, circondata da verdi boschi e con le tipiche atmosfere del New England è Woodstock. Qui troverai anche due proprietà storiche ricche di fascino:

  • il Marsh-Billings-Rockefeller National Historic Park è un enorme parco con aree boschive ricchi di sentieri e una villa visitabile in stile vittoriano
  • il Billings Farm & Museum è caratterizzato da una dimora ottocentesca e una grande fattoria con moltissimi animali, perfetta per i bambini.

Un’altra fattoria da visitare è la Sugarbush Farm dove potrai assaggiare sciroppo d’acero e vari tipi di formaggi prodotti da loro. A circa 15 minuti di auto, fra Woodstock e Hartford trovi la gola più profonda del Vermont, il Quechee Gorge. La gola è visibile dal ponte della US Route 4 o prendendo i sentieri vicini. Non distante dalla gola c’è il Vermont Antique Mall, un centro commerciale con un’enorme negozio di antiquariato e anche un museo del giocattolo: unico nel suo genere!

Brattleboro

Brattleboro-vermont

Brattleboro è considerata una delle più belle città d’arte dello stato. Ogni anno è sede di grandi eventi come concerti jazz, festival di teatro e cinematografici. Inoltre, l’Harris Hill Ski Jump attrae durante la stagione invernale alcuni dei migliori saltatori da trampolino del mondo. Da vedere il Brattleboro Farmers Market il sabato mattina con stand gastronomici e prodotti locali, il piccolo museo Brattleboro Museum & Art Center e se desideri assaggiare lo sciroppo d’acero The Robb Family Farm Sugar House. Se invece sei in vena di qualcosa di più forte prova l’Hermit Thrush Brewery e la Saxtons Distillery.

Bennington

Bennington-Battle-Monument

Dopo Essex e Colchester, Bennington è la terza più grande città del Vermont e qui potrai ammirare anche il monumento più alto dello stato: la statua a forma di obelisco, alta 93 metri, chiamata Bennington Battle Monument. A poca distanza si trova il Bennington Museum dedicato alla storia della città e alla sua arte. Da vedere anche la Old First Congregational Church costruita nel 1805, la Park-McCullough Historic Governor’s Mansion del 1865 con ben 35 stanze e il Robert Frost Stone House Museum, casa del famoso poeta ora adibito a museo. La cittadina ha anche diversi ponti coperti molto belli come il Silk Road Covered Bridge, il Burt Henry Covered Bridge e il Papermill Village Bridge.

Green Mountain National Forest

green-mountain-national-forest
Texas Falls, Green Mountain National Forest, Hancock village

Situata nell’area centrale e sud ovest del Vermont, questa foresta è visitabile tutto l’anno anche se esprime il meglio di sé nel periodo autunnale quando i colori del foliage sono sbalorditivi (ecco il nostro articolo sul foliage in Vermont). All’interno della foresta vivono alci, coyote, orsi, cervi, tacchini selvatici e galli cedroni. Visitare la Green Mountain National Forest è gratuito e non esiste un accesso alla foresta vero e proprio. Le cittadine vicine e che ti consiglio di visitare sono: Manchester, Middlebury, Lincoln, Warren, Stowe e Burlington.

La foresta si estende per 400.000 acri ed è divisa in due macro-aree: Rochester Ranger District e Manchester Ranger District. Ecco alcuni luoghi da visitare nella Green Mountain National Forest, soprattutto se la stai esplorando nel periodo del foliage: Smugglers Notch, Middlebury Gap, Buels Gore, che fa parte dell’Appalachian Trail, la Route 100, le cascate di Warren Falls e ovviamente le pittoresche cittadine che troverai lungo quest’area e che ho brevemente descritto a inizio articolo.

Altri luoghi di interesse

Old-Round-Church
Old Round Church
  • Montshire Museum of Science: il museo di scienze di Montshire è caratterizzato da un’area al chiuso e da numerosi percorsi naturalistici all’esterno per un totale di 40 ettari. Ci sono circa 150 diverse mostre tra cui spiccano le aree con animali come le colonie di formiche, gli alveari e gli animali acquatici e la ricostruzione del sistema solare in scala.
  • Fairbanks Museum & Planetarium: inaugurato nel 1890, il museo si trova a St. Johnsbury ed è una combinazione fra un museo di storia, di scienze naturali e un planetario. La rivista Yankee nel 2010 lo ha dichiarato il secondo migliore museo di storia del New England e nel 2018 ha ottenuto il record mondiale per il più grande evento di osservazione delle stelle con oltre 1500 persone presenti alla lezione di astronomia organizzata dal museo.
  • Old Round Church: la chiesa è un raro esempio di edificio a 16 lati. Fu costruita nel 1812-1813 nella cittadina di Richmond ed è oggi aperta al pubblico e visitabile nel periodo estivo e agli inizi dell’autunno. La costruzione con una struttura in legno ha due piani, sedici lati, un tetto con sedici spicchi e un campanile ottagonale: un piccolo gioiellino architettonico.
  • Wilson Castle: questo edificio storico dal colore rosso-arancio si trova a Proctor ed è considerato l’unico vero castello del Vermont. Costruito in otto anni e inaugurato nel 1867, ha 32 stanze suddivise in tre piani, 13 camini ed è circondato da un rigoglioso parco. La casa museo è aperta da maggio a fine ottobre.

Ponti coperti

ponti-coperti-vermont

Nel Vermont i ponti coperti sono delle vere e proprie istituzioni, ce ne sono moltissimi. Eccone 4 da inserire nel vostro itinerario:

  • Windsor-Cornish Covered Bridge: con i suoi 137 metri, è stato il ponte coperto più lungo degli Stati Uniti fino al 2008 quando in Ohio hanno inaugurato lo Smolen Gulf Bridge che misura 187 metri. Il ponte è stato costruito nel 1866 e si trova sul fiume Connecticut fra Cornish in New Hampshire e Windsor in Vermont.
  • Pulp Mill Covered Bridge: costruito presumibilmente intorno al 1820, questo ponte fra Middlebury e Weybridge è il più antico ponte coperto del Vermont ed è uno dei più antichi negli Stati Uniti. Inoltre, è uno dei soli due ponti coperti del Vermont ancora utilizzati ad essere a due corsie.
  • West Dummerston Covered Bridge: costruito nel 1872 sul West River dal capomastro Caleb Lamson, questo ponte misura circa 85 metri. Si trova a Dummerston tra la Route 30 e Camp Arden Road.
  • Fisher Covered Railroad Bridge: a sud est di Wolcott, questo è stato l’ultimo ponte coperto ad esser costruito nel 1908 sulla linea ferroviaria St. Johnsbury e Lamoille sul fiume Lamoille. Oggi il ponte è chiuso, ma è certamente un altro splendido esempio di ponte coperto costruito fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in questo magnifico stato.

 

Viaggiare in autunno: da New York al Marocco, il mondo fuori stagione diventa più facile

Viaggiare in autunno: da New York al Marocco, il mondo fuori stagione diventa più facile

Partire a fine estate garantisce prezzi migliori e un clima più mite. Ecco una serie di itinerari e di avvenimenti tra Oman, Vienna, Philadelphia e Azwerbaijan per godersi una vacanza con percorsi alternativi.

Per festeggiare il 27 settembre, giornata mondiale del turismo ( World Tourism Day) ecco un’indicazione degli itinerari internazionali, dall’America al Marocco, che vanno dalle grandi città ai paesaggi immersi nella natura. In tempi di overtourism e di riscaldamento climatico. l’autunno offre nuove occasioni per esplorare il mondo, in destinazioni capaci di raccontarsi attraverso atmosfere, cultura, sapori ed esperienze autentiche.

Vienna

 

Degustazioni a Vienna
Degustazioni a Vienna 

 

Con oltre 600 ettari di vigneti entro i confini urbani, Vienna vanta una produzione enologica di alta qualità intrecciata con la vita cittadina. Il 70% del vino viennese si consuma negli Heurigen, le tipiche taverne immerse nei vigneti, accompagnato da specialità tradizionali come affettati, formaggi e sottaceti. Nella capitale austriaca, l’autunno prende il via il 26 e 27 settembre, con le passeggiate ecologiche, quattro percorsi che permettono di esplorare il panorama vitivinicolo della città in varie tappe. L’itinerario 1 porta da Neustift am Walde a Nussdorf e permette di percorrere un sentiero caratterizzato da luoghi leggendari della cultura del vino e dell’Heurige viennese, come il sobborgo di Sievering, l’azienda vinicola Wien Cobenzl e il sobborgo di Grinzing. Ognuno di essi è collegato direttamente al sentiero, cosicché è possibile percorrere anche solo un tratto del percorso, facendo qualche pausa per degustare i vini e ammirare il panorama circostante. L’itinerario 2, di circa 9,6 km, si snoda fra Strebersdorf e la famosa località degli Heurigen Stammersdorf, lungo una passeggiata che affascina per la bellezza dei suoi paesaggi e la possibilità di oziare e concedersi ai piaceri della tavola nei numerosi Heurigen. Per le famiglie è anche possibile visitare la fattoria dei bambini nella tenuta Magdalenenhof a Bisamberg. L’itinerario 3, con i suoi 2,4 km, è il più breve e conduce attraverso il Paulinensteig a costeggiare il grazioso Castello Wilhelminenberg. Anche qui, lungo il percorso, si possono assaporare proposte culinarie e vino per rinvigorirsi. L’ultimo itinerario, il 4, è il percorso escursionistico-enologico di 4,6 km che attraversa Mauer, ideale per chi conosce già gli altri tracciati. Lungo il cammino si incontra la chiesa di Wotruba: una straordinaria architettura brutalista composta da 152 blocchi di cemento asimmetrici, che sembra una vera e propria scultura monolitica immersa nel verde.

The countryside of Philadelphia

 

The Countryside of Philadelphia
The Countryside of Philadelphia 

 

L’autunno è il momento ideale per scoprire The countryside of Philadelphia, la regione situata tra New York e Washington D.C., a meno di un’ora di macchina da Philadelphia. Tra i principali appuntamenti autunnali ci sono quelli ai Longwood Gardens , nella Brandwine walley, dove la rassegna degli Autumn’s Colors, in programma dal 2 ottobre al 15 novembre, accoglie la stagione con allestimenti dedicati al raccolto, foliage e spettacoli serali. Tra questi, fino al primo novembre sono in programma le Illuminated Fountain spettacoli di fontane danzanti e giochi di luce, mentre il 23 ottobre una speciale performance abbinerà la proiezione del film Nosferatu sui getti d’acqua delle fontane alla musica dal vivo eseguita sul Longwood Organ. Sempre ai Longwood Gardens, dal 16 ottobre torna il Chrysanthemum Festival con oltre 20.000 crisantemi modellati a mano all’interno delle serre storiche del Conservatory. Tra le installazioni spicca il Thousand Bloom Mum, composto da oltre 1.000 fiori nati da un unico stelo. L’autunno nella Brandywine Valley è dedicato ai sapori locali; per esempio, tutti i fine settimana dal 2 ottobre al primo novembre, la Chaddsford Winery propone Ghost of the Grape: A Haunted Wine Walk Through Time, un percorso guidato in cinque tappe che abbina i vini della cantina a dolci di stagione. Dal 15 al 17 ottobre, invece, The Great Pumpkin Carve dà il via all’atmosfera di Halloween con oltre 70 zucche scolpite da artisti e illuminate durante la notte, insieme a musica dal vivo, un labirinto stregato e bancarelle di artigianato. Per chi desidera alternare le attività all’aperto con una visita culturale, il Brandywine Museum of Artcustodisce lungo le sponde del fiume le opere della dinastia di artisti Wyeth, oltre a mostre temporanee. Dal 14 novembre torna Holidays at Brandywin con una storica esposizione di trenini elettrici, case delle bambole e alberi decorati a mano con materiali naturali.

Azwerbaijan

 

I colori dell'Azerbaijan
I colori dell’Azerbaijan 

 

L’Azerbaijan è una meta ideale da visitare in autunno, quando il clima è ancora mite e piacevole. La porta d’accesso è la capitale Baku che incanta per il contrasto tra l’antico centro storico Icherisheher (Patrimonio UNESCO) e le architetture avveniristiche delle Flame Towers e dell’Heydar Aliyev Center firmato da Zaha Hadid. In meno di un’ora dalla capitale si raggiungono facilmente la Riserva di Gobustan – celebre per i vulcani di fango e le oltre 6.000 incisioni rupestri – e la penisola di Absheron, dove scoprire il fascino dello zoroastrismo tra l’antico Tempio del Fuoco di Ateshgah e le fiamme perenni di Yanar Dag. Per chi invece ha a disposizione più tempo, il Paese svela la sua anima più autentica lungo le direttrici del Grande Caucaso e dell’antica Via della Seta. Tappa imperdibile è Shaki rinomata per il Palazzo del Khan e per la possibilità di pernottare in un antico caravanserraglio medievale. Proseguendo verso le alte quote, al villaggio di Khinalug ci si immerge nelle tradizioni locali tra passeggiate d’alta quota ed ecoturismo. Infine, la città di Ganja, raggiungibile in treno da Baku, permette di combinare la scoperta storica con i paesaggi alpini e il trekking attorno al Lago Goygol. A rendere ancora più attraente un viaggio in autunno è un calendario ricco di appuntamenti di rilievo mondiale, che mostrano il volto dinamico, culturale e sportivo del Paese. Tanto spazio anche all’arte e al cinema: dal 21 al 31 ottobre la città ospiterà il Baku international film festival e dal 28 ottobre all’8 novembre il Baku international arts festival.

Oman

 

Il mare in Oman
Il mare in Oman 

 

Durante i mesi autunnali, il Sultanato dell’Oman entra nel vivo della sua stagione culturale e sportiva, con temperature che oscillano in media tra i 25 e i 30 gradi. Nella capitale Muscat si trovano importanti luoghi di interesse come la Grande Moschea del Sultano Qaboos, il Souq di Muttrah con il suo artigianato locale, e ancora la scenografica Royal Opera House , la cui stagione riparte ad inizio ottobre con un ricco programma di appuntamenti tra opera, balli, concerti e molto altro. A meno di due ore in macchina da Muscat si trova l’ex capitale Nizwa, immersa tra oasi di palme e dominata dal forte. Oltre al souq – dove trovare datteri, ceramiche e oggetti di artigianato locale – a poca distanza sorge l’ Oman Across Ages Museum , un polo culturale dall’architettura avveniristica che ripercorre la storia del Paese dalla preistoria a oggi. Per chi ama la natura, il deserto di Sharqiya Sands ospita campi tendati per dormire sotto la volta stellata, mentre nella riserva di Ras al Jinz si ha l’opportunità di partecipare a visite guidate notturne per osservare da vicino le tartarughe marine che nidificano sulla spiaggia. O ancora, gli amanti dello sport velico non possono perdere la Mussanah Race week (15-22 Ottobre 2026), appuntamento di rilievo nel calendario sportivo omanita, mentre per gli appassionati di cultura contemporanea è in programma la Muscat art (28-30 ottobre 2026), una fiera che celebra l’arte internazionale e locale. Infine, nel sud del Sultanato, verso Salalah, si trovano cascate, wadi rigogliosi e antiche piantagioni di incenso, oltre a lunghe spiagge lambite dall’Oceano Indiano.

Autunno a New York City come in Harry, ti presento Sally…

 

New York in autunno
New York in autunno 

 

Dal 1° al 31 ottobre, Arctober porta nei cinque distretti eventi, visite e appuntamenti dedicati all’architettura e al design, con un programma che esplora edifici, quartieri e il rapporto tra città e ambiente. Dal 15 al 18 ottobre, il New York City Wine & Food Festival riunisce a Lower Manhattan chef, produttori e appassionati con oltre 50 eventi tra degustazioni, cene, cocktail party e masterclass, celebrando la scena gastronomica della città. Nel Queens, la campagna arriva in città: il Queens County Farm Museum compie 50 anni e ospita la Queens Agricultural Fair (3-4 ottobre) e l’ Amazing Maize Maze, che trasforma un campo di mais in un labirinto gigantesco, con percorsi e indizi da seguire fino al Victory Bridge, visitabile tutti i weekend fino al 1° novembre e il 12 ottobre. A Brooklyn, la BAM – Brooklyn Academy of Music, invita a scoprire il programma Next Wave 2026 (7 ottobre-6 dicembre), con serate dedicate a teatro, danza, musica e poesia. Nel Bronx, il New York Botanical Garden celebra il Dia de los Muertos , con un nuovo programma attivo dal 3 ottobre al 2 novembre dedicato alla tradizione messicana, alle sue installazioni floreali e alle celebrazioni culturali, tra cui la parata del 1° novembre, giorno in cui le strade dei cinque borough vedranno sfrecciare i partecipanti alla prestigiosa maratona. Novembre corrisponde anche al picco del foliage: dall’immancabile Central Park come in Harry, ti presento Sally… o Prospect Park, il bosco in città a Brooklyn, fino ai parchi meno conosciuti come Van Cortlandt Park e Pelham Bay Park nel Bronx, regno di querce, ginkgo, abeti rossi e pini bianchi che forniscono l’habitat ideale per gufi e civette oppure ancora Greenbelt Nature Center a Staten Island, il segreto per visitarli nel momento giusto è affidarsi al Foliage Tracker di NYC Parks.

Gli Stati Uniti

 

I cieli americani
I cieli americani 

 

L’autunno è un momento ideale per scoprire gli Stati Uniti attraverso esperienze che combinano cultura, natura e tradizioni locali. Il viaggio può trasformarsi in un percorso tra arte, grandi paesaggi e ospitalità, con esperienze che permettono di conoscere i luoghi in modo più personale. A Chicago, in Illinois, il Private Masters Tours of the Art Institute permette di esplorare la collezione del museo accompagnati da una guida privata, tra opere di Monet, Renoir, Picasso e van Gogh, oltre a celebri esempi dell’arte americana. Dalla cultura si passa ai paesaggi del Sud-Ovest con il Grand Canyon With a Navajo Guide, in Arizona, dove Sacred Edge Tours, operatore di proprietà Navajo e gestito dalla comunità, organizza tour privati in 4×4 verso l’East Rim del canyon. L’escursione porta i viaggiatori lontano dalla folla, con una guida che racconta la storia dei Navajo e il significato culturale di questa terra. Per una prospettiva dall’alto, è inoltre possibile scegliere un volo in Papillon’s helicopter attraverso le cavità più profonde del Grand Canyon. In Tennessee, ai piedi delle Great Smoky Mountains, Blackberry Farm combina invece soggiorno, gastronomia e attività all’aria aperta all’interno di una tenuta di 4.200 acri. La proposta comprende anche eventi con guest chef, winemaker, musicisti e artisti. A completare il viaggio verso Nord è l’Alaska Rialroad GoldStar Service, che permette di attraversare i paesaggi dell’Alaska tra Anchorage e Seward o Fairbanks a bordo di carrozze panoramiche. Il servizio offre viste sulle montagne e sulle aree selvagge, una piattaforma all’aperto, ristorazione e una guida a bordo.

Marrakech

 

Hammam in Marocco
Hammam in Marocco 

 

A Marrakech, nel cuore della Medina, Dar Darma Riad propone due esperienze stagionali pensate per chi vuole prendersela con calma: una degustazione di tè marocchini home made e un giro per le boutique accompagnato dal personal shopper, ideale per pensare già agli acquisti Natalizi o a regali davvero speciali. Il tea time marocchino assume una dimensione molto intima a Dar Darma, con la possibilità di trascorrerlo in terrazza, nel salone vicino al camino o nella propria suite. Oltre al classico tè alla menta, da provare quello al timo, delicato e aromatico, che si abbina perfettamente alla piccola pasticceria marocchina. Rilassati ed energizzati, si parte poi alla ricerca del miglior artigianato locale, come vasi decorati, argenteria, tableware e tessuti, senza dimenticare gioielli e capi d’abbigliamento, tra cui giacche in velluto, abiti, camicie in lino e le immancabili babouches. A completare la giornata, niente di più desiderato di un hammam, circondati dal vapore e dalle luci soffuse, in linea con l’atmosfera di Dar Darma.