Non solo Tremiti o gruppo dell’Alta Toscana. Dai tre “scogli” davanti a Portovenere a Carloforte, idee per una vacanza insulare diversa. Anche in un lago.
Con oltre 800 isole disseminate tra mari e laghi, l’Italia è un paradiso per chi sogna una vacanza estiva diversa, circondati dalle acque. Non tutte le isole italiane sono celebri o affollate: molte sono scrigni di natura, storia e silenzio, ideali per chi cerca una pausa discreta, a misura d’uomo.
Ed è proprio su questi arcipelaghi più appartati che si snoda l’itinerario suggerito da Campeggi.com, portale dedicato alle vacanze all’aria aperta, che ha selezionato sei gioielli italiani – alcuni ben nascosti – per riscoprire il piacere del viaggio lento e autentico, in famiglia o da soli, per un’avventura o una fuga romantica.
Vista su Porto Venere
Il nostro percorso parte dal Mar Ligure, dove l’Arcipelago Spezzino rivela il suo fascino sobrio e ruvido. Le tre isole – Palmaria, Tino e Tinetto – fanno da sentinella all’estremità occidentale del Golfo della Spezia. Sono patrimonio UNESCO e offrono percorsi a piedi tra profumi di ginestre e pini, rovine militari abbandonate, scogliere a picco e silenzi profondi. Palmaria è la più grande e accessibile, mentre Tino e Tinetto conservano un’aura di mistero, tra natura incontaminata, zone inaccessibili o visitabili solo in alcune occasioni, protette dalla Marina Militare.
Il panorama su Portovenere, le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti completa l’esperienza, regalando uno dei tratti costieri più affascinanti d’Italia, da esplorare anche via mare.

Spostandosi più a sud, nel cuore della Maremma toscana, si incontra un altro arcipelago in miniatura: le Formiche di Grosseto. Tre isolotti rocciosi, battuti dal vento e dal mare, che affiorano davanti al Parco Naturale della Maremma. Disabitati, sono amati da chi pratica immersioni subacquee: qui il mare nasconde grotte, secche e scorci spettacolari, come quelli della Secca di Zi Paolo o della Formichina. Un faro solitario, costruito nel 1901 sullo scoglio più grande e oggi alimentato a energia solare, veglia sull’arcipelago come unico custode.
Tremiti e “Formiche”
Le Formiche offrono un’esperienza essenziale e selvaggia, un piccolo Eden sommerso per chi ama il silenzio del mare profondo e la vita marina in tutte le sue forme.
Decisamente più animato, ma altrettanto autentico, è l’arcipelago delle Tremiti, al largo del Gargano. Le “Perle dell’Adriatico”, come vengono chiamate, sono cinque isole – San Domino, San Nicola, Caprara, Cretaccio e Pianosa – che combinano natura selvaggia, grotte marine, acqua trasparente e testimonianze storiche. Qui si nuota, si fa snorkeling, kayak e trekking, ma ci si può anche immergere nella storia visitando l’Abbazia di Santa Maria a Mare o il Castello dei Badiali. Le Tremiti sono una delle poche isole adriatiche italiane, e forse per questo conservano un’identità forte e autonoma, ancora poco segnata dal turismo di massa.

San Domino è la più verde e frequentata, mentre San Nicola custodisce le tracce medievali del suo passato monastico: insieme formano un piccolo mondo sospeso nel blu.
Le isole a largo dell’Isola
Dalla Puglia si vola idealmente in Sardegna, ma non nella sua costa più nota: l’Arcipelago del Sulcis, nel sud-ovest dell’isola, è un universo a parte. Le due isole principali – Sant’Antioco e San Pietro – sono unite da un passato comune ma da un’anima diversa. La prima è un misto di borghi colorati e siti archeologici; la seconda, dominata dalla scogliera e dal borgo di Carloforte, è un curioso incrocio culturale tra Liguria e Sardegna. Qui si parla ancora il tabarchino, dialetto ligure portato da coloni secenteschi residenti sull’isola tunisina di Tabarka, e si mangiano focacce, farinata e un tonno preparato “alla carlofortina”. Un vero viaggio nel viaggio.
La vita scorre lenta, tra porticcioli da cartolina, tradizioni marinare e calette ancora poco conosciute: una Sardegna diversa, autentica e accogliente.
Anche la Campania ha il suo piccolo arcipelago segreto. Al largo di Positano si estende Li Galli, conosciuto anche come Arcipelago delle Sirene. Tre isole, oggi di proprietà privata e inaccessibili se non su invito, circondate da acque profonde e leggende millenarie: si dice che proprio qui le sirene dell’Odissea tentarono di incantare Ulisse con il loro canto. Oggi si può solo ammirarle da lontano, magari durante un’escursione in barca, ma il loro fascino resta intatto, amplificato dalla loro inaccessibilità.
Oltre al mito, Li Galli ha attratto grandi artisti e coreografi del Novecento: da Nureyev a Léonide Massine, che lo scelsero come buen retiro creativo, tra danza e natura.

Infine, per chi ama l’insolito e la dolcezza lacustre, c’è un arcipelago anche sui laghi italiani. È quello delle Isole Borromee, sul Lago Maggiore, in Piemonte: cinque piccole terre emerse – Isola Madre, Isola Bella, Isola dei Pescatori, Isolino di San Giovanni e Scoglio della Malghera – che offrono un paesaggio unico tra architetture barocche, giardini fioriti e una fauna affascinante. L’Isola Madre, ricca di vegetazione esotica, ospita uccelli orientali variopinti e un palazzo museo; l’Isola Bella è un inno all’arte del giardino all’italiana. Sull’isola dei Pescatori si scoprono i sapori dei pesci di lago. Il tutto a un passo da Stresa, Verbania e Baveno, lontano dal caos cittadino.
Anche sui Laghi
Che si tratti di scogli battuti dal vento o di isole-giardino, di borghi marinari o riserve naturali, gli arcipelaghi italiani sono tanti piccoli mondi da scoprire. E la loro forza sta proprio nella discrezione: luoghi sospesi nel tempo, capaci di accogliere ogni viaggiatore con un ritmo lento, profumi autentici e panorami senza filtri.
La meta ideale, insomma, non sempre è una grande isola famosa: a volte, la vera estate si trova tra i confini di un piccolo arcipelago nascosto.