Dalla Terrazza Mascagni alla Venezia Nuova, le tante anime della città toscana e dei suoi dintorni.

Una grande scacchiera interrotta solo dall’azzurro del mare. Si mostra così la più celebre delle cartoline della città di Livorno. Quel bianco e quel nero ricordano al visitatore i tasti di un pianoforte o lo spartito della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, di cui la terrazza porta il nome. Di qui parte il nostro itinerario per andare alla scoperta di una città decisamente più “moderna” (nel senso rinascimentale del termine) degli altri capoluoghi toscani.

Fondata dai Medici “solo” nel XVI secolo come principale porto del Granducato, Livorno si sviluppa attorno a un centro storico pentagonale, progettato dall’architetto, ingegnere e scenografo Bernardo Buontalenti con un intricato sistema di fortezze, bastioni e canali. Tra i suoi simboli spicca la Fortezza Vecchia, affacciata sul porto con le sue torri imponenti, oggi palcoscenico di eventi culturali e punto privilegiato per ammirare il tramonto. Poco lontano, la Cattedrale di San Francesco domina Piazza Grande con la sua facciata neoclassica, ricostruita dopo la guerra, mentre il ecentesco Monumento dei Quattro Mori – opera cinquecentesca con figure bronzee dei pirati incatenati – racconta la storia marittima della città e le vittorie di Ferdinando I de’ Medici e dei Cavalieri di Santo Stefano sui corsari barbareschi.

 

Il suggestivo quartiere della Venezia Nuova (Foto Andrea Dani)
Il suggestivo quartiere della Venezia Nuova

 

Per immergersi nell’arte, una sosta a Villa Mimbelli è d’obbligo: immersa in un parco romantico, ospita il Museo Giovanni Fattori, dove i capolavori dei Macchiaioli dialogano con il paesaggio toscano. Chi cerca spiritualità e panorami, invece, può salire con la funicolare inaugurata nel 1908 al Santuario di Montenero, meta di pellegrinaggio sin dalla metà del Trecento e terrazza naturale sulla costa.

Il Seicento della Venezia Nuova

Passeggiando verso il quartiere mercantile seicentesco della Venezia Nuova, i canali d’acqua – qui chiamati fossi – svelano scorci che ricordano la Serenissima. Progettati per facilitare il trasporto delle merci provenienti dal porto, i fossi fornivano un accesso diretto dal mare alle cantine di stoccaggio di ogni palazzo mercantile. Ciascuna di esse era a sua volta collegata al piano stradale attraverso banchine e rampe lastricate in pietra, conosciute come scalandroni, dai quali oggi partono le escursioni in battello lungo i canali. Tra ponti e palazzi mercantili, in parte trasformati in enoteche e atelier, si incontrano gemme come la Chiesa di Santa Caterina, barocca e ricca di marmi policromi, e l’ottocentesco Cisternino di Città, antico serbatoio idrico diventato spazio culturale. Lungo gli Scali delle Ancore ( la Darsena Vecchia), infine, il passato marinaro rivive tra vecchie imbarcazioni e riflessi sull’acqua.

 

 

Cuore pulsante della vita cittadina è il Mercato delle Vettovaglie, dove architettura neoclassica e liberty si fondono in un labirinto di profumi e colori. Tra banchi di pesce fresco, schiacciate appena sfornate e cacciucco livornese servito nelle storiche botteghe, ogni angolo è un invito a assaggiare l’anima autentica della città.

Le sorprese di Capraia

Da Livorno, il richiamo del mare conduce a Capraia, isola vulcanica nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dove le auto sono bandite. Appena sbarcati, si scopre un mondo dove il tempo rallenta: il Forte San Giorgio, fortezza genovese del XV secolo, offre viste mozzafiato su calette nascoste come la Cala dello Zurletto, con acque così trasparenti da sembrare dipinte.

Per gli amanti del trekking, il Sentiero del Passatore costeggia scogliere a picco sul mare, mentre l’ex Carcere di Capraia, antico penitenziario ottocentesco, racconta storie di isolamento e resistenza. Non lontano, Lo Stagnone, unico lago costiero dell’Arcipelago, attira fenicotteri e birdwatcher con i suoi silenzi sospesi. Nel borgo medievale, la piccola Chiesa di San Nicola veglia sul Canale di Corsica, mentre al tramonto le trattorie del porto, deliziano con i loro piatti di mare.

 

Gare remiere davanti alla Terrazza Mascagni (foto Andrea Dani)
Gare remiere davanti alla Terrazza Mascagni