Tropico del Capricorno …e già con questo nome parte la fantasia e la voglia di viaggiare all’altro capo del mondo.
Se poi vi diciamo: Isole Mascarene, ecco che prendete lo spazzolino da denti e vi precipitate fuori casa.
Vediamo un po’ di cose su questo paradiso terrestre.
Tropico del Capricorno
Corre lungo il 23° parallelo meridionale e subito più a nord, nella parte occidentale dell’Oceano Indiano e al largo del Madagascar, sono sparse una manciata di isole più e meno grandi.
La più piccola, Tromelin – meno di 1 km2 e 4 abitanti – e la più grande, Réunion – 2500km2 e 850.000 abitanti – fanno parte dei territori francesi d’oltremare.
Le Isole Cargados Carajos, le Isole Agalega e l’Isola di Rodrigues fanno parte, invece, della Repubblica di Mauritius assieme a – ovviamente – Mauritius stessa che è la più popolosa con i suoi 1.200.000 abitanti.
E con i numeri la finiamo qui.

Le Isole Mascarene: un po’ di storia in breve
Il primo che toccò quella che poi sarebbe stata chiamata la Réunion fu il navigatore portoghese Pedro Mascarenhas nel 1513 e da lui prende il nome tutto l’arcipelago.
Divennero prima possedimento olandese e successivamente francese.
Nel 1810 divennero proprietà della Gran Bretagna che poi restituì alla Francia Tromelin e Réunion.
Nel 1968 nacque la Repubblica di Mauritius che subentrò alla corona britannica, ma non ottenne le isole francesi, anche se a tutt’oggi sta cercando di ottenere Tromelin che ha un mare pescosissimo.
Tropico del Capricorno: l’Isola di Rodrigues
Ma vogliamo rimanere in ambito mauriziano e, visto che di Mauritius abbiamo già parlato, intendiamo spendere due parole su Rodrigues.
Il portoghese Diogo Rodrigues la scoprì per primo, almeno fra gli occidentali, e le diede il nome nel 1528.
È piccola, meno di 110 km2, ed ha una popolazione di circa 38.000 abitanti.
Il suo capoluogo è Port Mathurin ed è isolata in mezzo all’Oceano Indiano, 560 km ad est di Mauritius.
Siamo in un mondo creolo, e la vita si svolge a ritmo creolo, molto diverso dal nostro.
Qua si viene per dimenticare lo stress e il frastuono del mondo come siamo soliti viverlo.
Questo non vuol dire che non si possa fare altro che stare in panciolle tutto il giorno.
Rodrigues: cosa fare
Se vorrete, non avrete che da scegliere fra visitare l’affollato mercato del sabato di Port Mathurin, fare un’uscita in barca a Île aux Cocos oppure una camminata lungo la costa da Graviers a Saint François lungo alcune delle più belle spiagge del mondo.
Se volete stare in acqua potrete fare snorkelling al largo della costa meridionale o immersioni a La Passe Saint François.

Sicuramente andare al mercato del sabato, soprattutto dopo le 10, a Port Mathurin, vi proietterà in un’atmosfera sorprendente alimentata dalla vivacità dei locali che si recano a fare acquisti come se fosse una vera festa.
Le riserve
Île aux Cocos è una delle 17 lingue di terra che delimitano la laguna attorno a Rodrigues, ed è una riserva naturale dove si riproducono diverse specie di uccelli marini.
L’escursione a questo gioiellino è anche un’ottima occasione per farsi una bella nuotata nelle sue acque cristalline.
Forse può sembrarvi strano, ma all’interno di questa piccola isola c’è anche un’altra riserva, la François Leguat Reserve.
Questo signore, alla fine del 17° sec. cercò di colonizzare l’isola assieme ad altri sette compagni di avventura.
L’esperimento agricolo fallì, ma fu compensato dalla enorme quantità di testuggini che popolavano l’area, tanto che scrisse che si “poteva fare più di cento passi camminando sui loro carapaci senza toccare terra”.
Purtroppo, come il Dodo a Mauritius, quella specie di testuggine gigante si è estinta, ma ora è possibile osservarne un nutrito numero di altro tipo, assieme a una colonia di volpi volanti che vivono sulle migliaia di alberi endemici re-impiantati.
Per gli appassionati di geologia, in questa riserva ci sono anche delle caverne con forme rocciose uniche.
Tropico del Capricorno: la cucina creola a Rodrigues

Anche se i ritmi sono creoli, ogni sana attività all’aria aperta e in riva al mare mette appetito.
No problem: vi consigliamo di assaggiare la cucina locale senza cercare ristoranti italiani che non troverete.
Non perdetevi queste specialità:
La Ourite: un’insalata di polpo – che può essere anche essiccato – condita con cipolle, succo di limone, olio, sale e pepe.
La Vindaye d’ourite: un morbidissimo polpo bollito e condito con curcuma, aglio, aceto, succo di limone e alcune spezie locali.
Le Saucisses créole: carni essiccate e stagionate in loco.
La Torte Rodriguaise: a base di papaya, ananas o cocco con una crema preparata con una radice locale.
Bene, “last but not least“, tenete presente che, come avrete un po’ capito dal contesto, andare in queste località non è propriamente come andare a Londra, e il viaggio va organizzato per bene se non si vuole trasformare una vacanza all’avventura in un viaggio di sventura.