Un itinerario nel Paese arabo, tra canyon rocciosi e oasi, fino all’antica capitale Nizwa e alla selvaggia isola di Masiraw, nell’Oceano Indiano.
Il volto autentico dell’Oman è fatto di wadi nascosti, spiagge segrete e villaggi dimenticati dal tempo: le mete ideali per chi desidera scoprire il lato meno turistico e più autentico del Paese. Dopo una breve sosta nella capitale Muscat, dove visitare (al mattino, eccetto il venerdì) la Grande Moschea del Sultano Qaboos, un gioiello architettonico contemporaneo con il suo immenso tappeto persiano e i lampadari di cristallo, il Muttrah Souq avvolto dai profumi di incenso e il lungomare con il suggestivo mercato mattutino del pesce, si può fare rotta verso Nizwa, l’antica capitale.
Tra sterrati e wadi

Invece di percorrere le comode strade asfaltate, il nostro viaggio prende la via delle scomode e strette piste sterrate che attraversano il Jebel Akhdar, la Montagna Verde. Da non perdere una sosta al villaggio di Bilad Seit, immerso tra piantagioni di palme da dattero e melograni; la visita all’oasi terrazzata di Misfat Abryeen, dove è consigliato dormire in tradizionali case di terra; e alle rovine di argilla delle antiche città di Al-Hamra, con la sua casa museo e qualche segno di restauro, e di Tanuf. Il giovedì sera si arriva a Nizwa per immergersi nella vivace atmosfera del souk notturno, tra spezie, datteri e artigianato, e prepararsi al tradizionale mercato del bestiame del venerdì mattina, quando pastori e allevatori provenienti da tutto il Paese si riuniscono per la compravendita delle capre più pregiate dell’Oman.

Il faticoso viaggio prosegue quindi verso il maestoso Jebel Shams, a quasi 3000 metri di altezza, per raggiungere lo spettacolare Wadi Ghoul, chiamato anche il “Grand Canyon d’Arabia” per la sua impressionante profondità e le pareti rocciose a strapiombo.
Spiagge e città bianche
A questo punto, stufi delle montagne e delle piste terrose, possiamo rinfrescarci con tre bagni in altrettanti scenari differenti. Il primo si svolge nel Wadi Shab, dove si cammina per circa un’ora tra canyon rocciosi e palme per poi tuffarsi in una serie di piscine naturali fino a raggiungere una spettacolare grotta nascosta, accessibile solo nuotando. Il secondo, decisamente più comodo e adatto a tutti, prevede una nuotata nelle acque cristalline del mare che lambisce la spiaggia di sabbia bianca di White Beach. L’ultimo tuffo lo facciamo nella piscina naturale di acque turchesi della dolina di Bimmah Sinkhole, alimentata da una sorgente sotterranea e da infiltrazioni marine.

A concludere la giornata, una breve sosta al tramonto al faro della città bianca di Al-Ajah, nei pressi di Sur.
Ai più avventurosi è consigliato un’ulteriore escursione per un bagno nella gola segreta dell’Oman: Wadi Tiwi. Un gioiello nascosto, punteggiato da villaggi arroccati e terrazze coltivate, dove, salendo tra pozze smeraldine e orti di mango e banane, si arriva a Mibam, un villaggio remoto ai piedi di spettacolari cascate raggiungibili con un impegnativo trekking acquatico in stile canyoning.
La moschea delle 52 cupole
Poi c’è il deserto: quello delle dune rosse del Wahiba Sands, da scoprire passando una notte sotto le stelle nell’accampamento di Said Al-Harbi, immersi nel silenzio magico della vasta distesa di sabbia. Sulla via del ritorno verso la civiltà, vale la pena fare una sosta nel villaggio di Jalaan Bani Bu Hasan, per esplorare il grande forte abbandonato e la spettacolare moschea dalle 52 cupole, e nel villaggio fantasma di Mmrr, dove le dune hanno lentamente inghiottito vecchie abitazioni costruite nel luogo sbagliato.
L’ultima tappa del nostro viaggio omanita ci porta all’isola di Masirah, la più grande del Paese, un angolo remoto e selvaggio affacciato sull’Oceano Indiano, lungo la costa sud-orientale. Con spiagg incontaminate, paesaggi desertici e acque cristalline, Masirah regala natura autentica e tranquillità a chi cerca un’esperienza marina dopo tanto tempo passato tra deserti, montagne e wadi.
