Seguiteci lungo questo emozionante itinerario sulla costa della Normandia, tra spiagge tranquille e monumenti toccanti: una lezione di storia vivente della Seconda guerra mondiale.

Oggi le spiagge e le scogliere ventose della costa della Normandia sono silenziose. Al di fuori dell’estate, a parte qualche trampoliere e alcune foche, sono desolatamente silenziose. La penetrante solitudine stimola la quiete interiore e rende ancora più inquietante il pensiero dell’incongrua cacofonia dei cannoni, degli spari e del terrore umano che squarciò questi lidi pacifici durante la Seconda guerra mondiale.
Lo sbarco in Normandia (nome in codice Operation Overlord) fu la più grande invasione via mare della storia. Nelle prime ore del 6 giugno 1944, le spiagge del nord della Normandia furono raggiunte da schiere di mezzi da sbarco che facevano parte di un’armata di oltre 6000 navi da guerra e cacciatorpediniere. I soldati alleati, carichi di pesanti zaini, cinture di salvataggio e armi, si riversarono sul suolo francese. Circa 160.000 sbarcarono su cinque spiagge sabbiose – chiamate in codice Sword, Juno, Gold, Omaha e Utah – lungo il tratto di costa di 90 km tra Ouistreham e Sainte-Marie-du-Mont. Paracadutisti britannici e statunitensi si lanciarono nell’entroterra.

La prospettiva del nemico
Iniziate il vostro viaggio nel D-Day a Caen, capoluogo della Normandia, oggi ricostruita dopo essere stata quasi completamente distrutta nelle accanite battaglie seguite allo sbarco. Le interessanti esposizioni del Caen-Normandie Mémorial, 3 km a nord-ovest del centro, offrono un’eccellente panoramica di tutta la guerra. Solo nei 76 giorni della battaglia di Normandia, gli Alleati contarono 210.000 caduti, tra cui 37.000 fanti; durante questi scontri morì anche un terzo di tutti i civili francesi uccisi durante la Seconda guerra mondiale. Filmati, animazioni e testimonianze audio offrono spunti di riflessione sulla realtà della guerra, le tribolazioni dell’occupazione, la gioia della liberazione e la fragilità della pace.
Dal museo, una corsa in auto di 20 minuti verso nord lungo la D515/D514 offre il primo scorcio sul mare nel porto peschereccio di Ouistreham. Dopo il faro e il porto dei traghetti si trova Le Grand Bunker – Musée du Mur de l’Atlantique, un imponente e minaccioso vecchio bunker nazista che faceva parte delle fortificazioni tedesche del Vallo Atlantico, create per difendere 4000 km di costa dalla Norvegia alla Francia meridionale. Salite sulla postazione telemetrica per ammirare il panorama sull’estuario dell’Orne, il porto di Le Havre, la Baie de Seine e la distesa dorata delle cinque spiagge dello sbarco. È impossibile immaginare cosa abbiano pensato i soldati tedeschi guardando il mare da qui il 6 giugno.
Eroi ignoti
Un breve tragitto in auto o una passeggiata meditativa in riva al mare verso ovest vi porterà a Sword Beach. Su questa splendida spiaggia, alle 7.25 del 6 giugno 1944, le truppe britanniche – sostenute da consistenti unità canadesi, del Commonwealth, della Francia libera e della Polonia – sferrarono l’attacco. La resistenza tedesca fu rapidamente sopraffatta e in poche ore la spiaggia fu conquistata. Tra i circa 29.000 uomini che scesero da imbarcazioni da sbarco a fondo piatto, attraverso acque profonde e sotto il fuoco nemico, su sabbie infide disseminate di pali con trappole esplosive, filo spinato e mine, c’era anche Lord Lovat, comandante dei British Commandos della 1st Special Service Brigade. Il Lone Piper Memorial a Sword Beach rende omaggio al suonatore di cornamusa personale di Lovat, William ‘Bill’ Millin, che – disarmato – suonò sul campo di battaglia mentre intorno a lui esplodevano le granate e i suoi compagni venivano uccisi.

