Il percorso ripercorre il tracciato della vecchia ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone.

 

Il percorso della pista ciclabile Paliano – Fiuggi ripercorre il tracciato della vecchia ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone  ed è una delle più belle piste ciclabili del Lazio. Si estende per circa 25 chilometri, è un percorso di media difficoltà, e parte dalla campagna bassa della Ciociaria, sotto la città di Paliano, risalendo gradualmente sui monti Ernici fino a raggiungere la città di Fiuggi, passando da Serrone, Piglio e Acuto. Per affrontarla sono consigliate biciclette da trekking e MTB. Fra i punti di forza della Paliano-Fiuggi c’è un tracciato che non passa da alcun centro abitato.

Il percorso

Il percorso offre una magnifica vista sulla Valle Latina o Valle del Sacco, come ne viene chiamata la parte più settentrionale, e spesso  offre la possibilità di immergersi in una fitta vegetazione, costeggiando numerosi vigneti e uliveti; nei tratti più vicini alla strada o più esposti, la pista ciclabile è protetta da una barriera di legno rinforzata. La pista ciclabile è accessibile dalla strada in vari punti: ci si può immettere dalla ex-stazione di ogni paese e dai tratti che attraversano la strada statale 155.

La pista inoltre taglia attraverso i monti rimanendo ad una quota più o meno costante e per alcuni chilometri corre parallela al sentiero che aggira il Monte Pila Rocca e nell’ultimo tratto del sentiero europeo E1 che da Piglio raggiunge l’area di sosta del laghetto di Volubro, vicino ad Acuto.

Il percorso asfaltato della pista ciclabile, anche se raggiunge in alcuni tratti i 600 metri di altitudine, non è troppo impegnativo, seguendo un itinerario adatto alle motrici dei vecchi treni elettrici, il dislivello è ampiamente distribuito lungo i chilometri percorsi. Adatto a pedoni e ciclisti di tutte le fasce d’età, il percorso alterna tratti pianeggianti a falsopiani in leggera salita. L’itinerario prende il via da Paliano, sulla via Prenestina; da qui si raggiunge l’ ex stazione di Serrone e dopo circa 3.5 km si giunge a Piglio, in cui è disponibile un’ area giochi per bambini. Procedendo in tranquillità, grazie ad una piena e piacevole immersione nella natura, si continua in direzione Acuto. Qui la strada è leggermente in salita e solo negli ultimi 3 km si fa più impegnativa, ma non diventa mai durissima. Segue poi una piacevole discesa per arrivare a Fiuggi.

Lungo il percorso sono dislocate aree di sosta in cui è possibile fermarsi per ammirare, in completo silenzio, suggestivi panorami naturalistici. Le più attrezzate aree di sosta si trovano nelle stazioni della ex ferrovia che, ristrutturate recentemente, invitano a visitare i caratteristici borghi medievali che la pista ciclabile attraversa.

Gli scorci sui paesi e sui paesaggi che l’ itinerario offre rendono la pista ciclabile Paliano-Fiuggi una delle più belle e affascinanti piste ciclabili del Lazio regalando atmosfere uniche e incantevoli in cui a dominare è la natura.

L’obiettivo

La realizzazione della pista nasce con l’obiettivo di valorizzare le risorse del  territorio e per questo le vecchie stazioni, restaurate nella loro integrità strutturale, sono destinate ad attività legate al ciclismo, all’escursionismo, al turismo in generale, alla conoscenza delle bellezze naturali, all’ artigianato, alle degustazioni del vino Cesanese del Piglio e dell’ Acqua di Fiuggi. È possibile lungo il percorso, uscire dalla pista ciclabile e visitare cantine di produttori di vino, visitare i borghi, raggiungere luoghi di culto e sentieri montani.
Un interessante itinerario naturalistico tra lecci, carpini, ulivi, viti, ginestre e campi coltivati da non perdere se si ama lo sport, la natura e il benessere psico-fisico .

 

Il libro

Per descrivere la pista ciclabile è stato scritto anche un libro dal titolo “Pedalando sulla Pista Ciclabile Paliano-Fiuggi e dintorni” di Stefano Pacciani edito da Alcheringa Edizioni. Il libro non si sofferma solo a descrivere le bellezze del percorso, ma va oltre, verso ricordi che tornano alla mente, pensieri, considerazioni e riflessioni. Lo scopo dunque è, da un lato realizzare una sorta di guida utile per pubblicizzare l’opera, che merita di essere rilanciata per la bellezza naturalistica e per le potenzialità legate al turismo nel territorio, e dall’altro raccontare lo stato d’animo e la sensazione di libertà che si prova mentre la si percorre pedalando.