Chiusdino è un antichissimo borgo arroccato su un cucuzzolo delle Colline Metallifere, sulla strada che da Siena porta a Massa Marittima.

Sembra che risalga addirittura al tempo della dominazione longobarda, il che lo colloca nel VI secolo.

Inizialmente si trattava di un piccolo castello con una cinta muraria non eccezionale e senza un’importanza strategica rilevante.

Probabilmente aveva solo la funzione di controllare i passi per riscuotere i dazi.

Fu a cavallo fra l’XI e il XII secolo che acquistò importanza, forse anche grazie allo sviluppo che ebbe tutta quella zona.

Infatti, nelle valli del Merse e del Feccia sorsero due grosse abbazie, quella di Serena ormai scomparsa e quella di San Galgano, oltre a venire aperta nei pressi di Montieri una miniera di argento.

Le abbazie dettero un enorme impulso all’agricoltura e dettero vita ad una serie di mulini assai produttivi.

Sta di fatto che Chiusdino divenne tanto interessante da trovarsi contesa fra il Vescovo di Volterra e i Conti della Gherardesca.

Il cuore del piccolo centro storico

Chiusdino oggi

Il centro storico è suggestivo e intatto con le sue pittoresche stradine che presentano ancora l’antica architettura medievale.

Imperdibile soprattutto la Propositura di San Michele Arcangelo con la sua severa facciata in stile romanico.

All’interno una reliquia eccellente: la testa di San Galgano, il santo ex-guerriero nato e morto nel paese nel XII secolo.

Nel cuore del borgo, poi, dal 2015 è aperto in un edificio storico un interessante museo dedicato proprio a San Galgano.

Ma dopo queste doverose visite, allargatevi il cuore e i polmoni godendovi lo spettacolare panorama che da quassù si gode sulla Valdimerse.

Panorama sulla Valdimerse da Chiusdino

I dintorni

Abbiamo parlato di San Galgano e la prima cosa che assolutamente non dobbiamo trascurare è l’abbazia che porta il suo nome, a pochi chilometri da Chiusdino.

La sua imponente architettura gotica e romanica del XII secolo e le sue navate a cielo aperto percorse dalle fughe degli archi a sesto acuto la rendono veramente unica.

Da un leggero rilievo a nord la domina la Cappella dell’Eremo di Montesiepi.

E qui si entra nella leggenda.

Non sono gli affreschi del Lorenzetti a solleticare la fantasia di grandi e piccini, qua c’è la vera, reale, tangibile “Spada nella Roccia”, altro che Re Artù!

Galgano Guidotti – poi San Galgano – dopo una vita, anche se breve, di dissolutezza e violenza, si convertì ed infilò la sua spada in una roccia in modo che diventasse una croce davanti a cui pregare.

Siccome questo atto richiamò attorno a lui tanti fedeli, tre “monaci invidiosi” (così furono chiamati) cercarono di impadronirsi della spada e così facendo la spezzarono.

San Galgano la dovette conficcare di nuovo nella pietra e lo fece, forse un po’ inquietato dall’evento, spingendola fino quasi all’elsa, ed è così che la vediamo ancora oggi.

Il suggestivo interno dell’Abbazia di San Galgano

Oltre a questi due luoghi riconducibili al Santo, a pochi chilometri si trova il borgo-castello di Frosini.

Era una proprietà dei Conti della Gherardesca fino dall’ XI secolo e, diversamente da Chiusdino, aveva un sicuro ruolo strategico, tanto che nel XIII secolo entrò a far parte della Repubblica di Siena.

Attualmente non si trovano più le strutture di fortificazione a causa della sua trasformazione in dimora signorile.

Ma è testimoniata la presenza dei Templari che lo avevano adibito a ricovero per viaggiatori e pellegrini col nome “Mansio Templi de Fruosina”.

Al giorno d’oggi è proprietà privata, usata per organizzare eventi di vario genere e soprattutto matrimoni.

Altri punti interessanti nei dintorni

Ma c’è materia per trascorrere un interessante week-end rimanendo in un raggio di pochi chilometri da Chiusdino.

Il più vicino non è un monumento ma è solo una curiosità.

Nei pressi del bivio che dalla statale Massetana porta a Chiusdino, c’è una strada che dirigendosi in direzione opposta attraversa il fiume Feccia e raggiunge il Mulino delle Pile.

Frosini

E cos’è? ci direte. Non è altro che il “Mulino Bianco” della Barilla.

Magari vicino ci sono i ruderi, scarsi, dell’Abbazia di Serena a cui abbiamo accennato prima.

Ma vale la pena fare un tragitto di circa venticinque chilometri per visitare anche Sovicille e vedere la stupenda Pieve di San Giovanni al Ponte allo Spino.

Oppure rimanere più vicino ed arrivare a Monticiano, a Montieri o a Gerfalco.

Vedrete in ogni caso qualcosa di estremamente interessante.