Un viaggio attorno alla regione internazionale di Costanza, che consente di esplorare quattro Paesi – Svizzera, Germania, Austria e Principato del Liechtenstein – con distanze ravvicinate. Scoprendo storie e culture diverse.
Uno specchio d’acqua immenso che tiene legate quattro anime diverse, quattro Paesi con caratteri e tradizioni differenti. È il potere del Lago di Costanza. Visitare la regione internazionale di Costanza vuol dire esplorare quattro realtà – Svizzera, Germania, Austria e Principato del Liechtenstein – senza spostarsi su lunghe distanze, ma riempendo la valigia di storie ed esperienze particolari. Le pennellate di verde dei panorami alpini e dei vigneti che punteggiano le colline, le città medioevali ricche di arte, la storia del Principato del Liechtenstein che da comunità di contadini è diventato uno degli stati più ricchi. E poi le tradizioni portate avanti con passione dagli abitanti dei villaggi, i castelli che custodiscono tesori preziosi e i piatti tipici della cucina locale: sono le diverse sfaccettature che rendono il Bodensee un posto vario, da esplorare a ritmo lento. E’ l’autunno la stagione più suggestiva, quando gli alberi si vestono di arancione, rosso e giallo e l’atmosfera si fa romantica.

La prima tappa è Costanza, nel cuore tedesco della regione: un’antica sovrana che domina il lago e accoglie i visitatori fra le sue vie dalle case che sembrano dipinte e le chiese pittoresche. Dai locali si disperde il profumo di brezel e di birra: viene fame a tutte le ore. All’ingresso del porto si incontra subito quella che oggi è il simbolo della città, dopo anni di discussioni per digerirla. Il benvenuto lo dà Imperia, la statua della cortigiana alta circa nove metri che tiene nelle mani due uomini nudi – uno rappresenta il Papa e l’altro l’Imperatore – mentre ruota su se stessa. La città è famosa perché nel 1414 ospitò il concilio della Chiesa cattolica, un evento decisivo nella storia europea e religiosa, oggi rappresentato nella recentissima installazione Panorama Konstanz dall’artista Yadegar Asisi: un’opera d’arte a 360 gradi, alta 30 metri e lunga oltre mille, che proietta il visitatore nella scena, avvolto dai suoni e dalla musica di sottofondo.

A una manciata di chilometri di distanza dalla città si trova l’isola monastica di Reichenau, patrimonio Unesco che nella sua veste autunnale è ancora più suggestiva per i colori degli alberi e per quell’atmosfera bella e nostalgica anche sotto la pioggia. L’isola è piccolissima ed è abitata, fra gli altri, da 50 giardinieri e agricoltori che producono verdura biologica famosa in tutto il mondo. Ci sono ancora sette famiglie di pescatori che, come il proprietario del Reichenauer Fischhandlung, ogni giorno si procura il pesce fresco di lago che poi cucina nel bistrot accanto alla pescheria. Fra le proposte, è da provare il panino con la trota. “Questa è un’isola molto religiosa, ci teniamo a preservare le nostre tre chiese romaniche e siamo molto amanti della musica: su 2mila 500 abitanti abbiamo sei cori e cinque orchestre che si esibiscono durante le cerimonie religiose”, mi spiega la guida Monica, orgogliosa di farne parte.

Un altro modo per ammirare la bellezza intorno al lago di Costanza è dall’alto, a bordo di uno dei dirigibili Zeppelin, a cui è stato dedicato anche un museo che si trova nella città di Friedrichshafen. Il costo non è proprio alla portata di tutti – siamo intorno ai 350 euro per un giro di mezz’ora – ma l’esperienza è unica. Tettnang è il paradiso per gli amanti della birra. La città tedesca è rinomata per il luppolo e l’azienda Hopfengut No20, circondata da campi con alti sostegni per la coltivazione dell’oro verde, propone degustazioni e una visita guidata al museo, per comprendere tutti i passaggi necessari per la realizzazione della birra. Fermarsi qui a pranzo è una buona idea sia per assorbire le bionde, sia per provare il loro Currywurst con salsa della casa e le zuppe deliziose. Nel castello barocco dei Conti di Montfort, nel centro della città, si resta incantati fra i saloni con gli antichi arredi, le pareti decorate con piccoli specchi e l’imponente affresco sul soffitto della sala di Bacco, realizzato nel 1772 da Andreas Brugger per portare il messaggio che i Conti di Montfort erano forti e immortali, come l’antico eroe Ercole.

Da Tettnang si raggiunge Bregenz in 40 minuti di auto e si sbarca nella parte austriaca. In questa piccola città circondata dalle montagne, fra luglio e agosto si tiene uno dei festival musicali più famosi in tutta Europa – il Festival Operistico di Bregenz – particolare per la rappresentazione dell’opera dal 1946 sopra un palcoscenico galleggiante. Le fotografie delle scenografie più suggestive degli anni passati sono esposte all’interno della Torre di San Martino: provo a immaginare l’emozione di assistere a uno spettacolo così, su una delle 700 sedute all’aperto sospese sul lago, nell’abbraccio delle note dei cantanti e delle luci che si disperdono nel cielo stellato d’estate. Chiedo alla nostra guida Thomas se arrivano tanti italiani per vedere questa rappresentazione straordinaria, visto il nostro legame con il genere: “In realtà solo il due per cento del nostro pubblico è composto da italiani, la maggior parte sono tedeschi (60 per cento), poi gli austriaci e gli svizzeri”, spiega.

E aggiunge: “Un anno però è venuto Giorgio Strheler ed è rimasto affascinato. Anche Giannetto De Rossi, uno dei più importanti costumisti e truccatori del cinema, è stato qui e con lui ho stretto una bella amicizia”. Vicino alla sponda del lago c’è un fungo gigante che dal 1953 vende milk-shake e panini imbottiti con formaggio delle alpi e uova. Fa parte di quei fungo-latte spuntati negli anni Cinquanta come punti vendita di prodotti caseari e bibite al latte, di cui oggi ne rimangono in funzione solo sei. Per avere una vista completa sul lago e su ben 240 cime alpine, si può prendere la funivia che parte dal paese e in sei minuti consente di raggiungere la cima dello Pfander, uno dei punti panoramici più famosi della regione. Qui si visita il parco degli animali delle Alpi, tappa ideale per le famiglie, ma si può anche optare per un pranzo in uno dei ristoranti con vista.
Da società contadina a uno degli stati più prosperi economicamente e industrializzati al mondo: il Liechtenstein, sesto stato più piccolo al mondo, è decisamente un posto dove si vive bene. Lo si può percorrere a piedi in una giornata, dato che da nord a sud misura 25 chilometri. Che goda di buona salute, motivo per cui molti italiani vengono qui a lavorare, emerge dal dato che riguarda l’occupazione: su 40mila abitanti ci sono 46 mila posti di lavoro. E il 35 per cento della popolazione è composta da stranieri, perlopiù svizzeri, tedeschi, austriaci ed italiani. Incide in maniera positiva anche lo stile rilassato e informale di chi abita qui: “Nel parlare fra di loro le persone si danno sempre del tu, anche se non si conoscono”, spiega la guida turistica Tamara. Nell’imponente castello che sporge dalla montagna sopra Vaduz – e che conta la bellezza di 130 stanze – vive la famiglia reale composta dal principe Hans-Adam e il suo erede Alois, assieme alla moglie e ai figli. Anche il rapporto con i reali, come racconta Tamara, è tutto rose e fiori: “Sono amati dal popolo, vengono a fare la spesa in città e la domenica li incontri a messa perché sono molto religiosi”.

Della famiglia reale, che resta comunque molto riservata, si sa che ama collezionare opere d’arte: vanta una raccolta di 22mila opere fra quadri e sculture. Alcuni pezzi pregiati – come l’uovo Fabergé più grande al mondo e un frammento di roccia lunare regalato dal presidente Nixon – sono esposti all’interno della Camera del Tesoro a Vaduz. Se il castello resta chiuso al pubblico, del Principe si possono visitare le cantine – Hofkellerei des Fürsten von Liechtenstein – dove viene prodotto vino di qualità, che può essere degustato dopo una visita alle vigne e alla zona di produzione. Per la maggiore va il bianco come il Muller-Thurgau e lo Spatburgunder, fruttati e con note dolci piacevoli, anche se il vino rosso più rappresentativo della cantina è il Pinot noir (Blauburgunder).

A Triesenberg la tradizione walser è ancora viva, tanto che esiste un sentiero di 12 chilometri che parte dal Walsermuseum e si arrampica sulla montagna, con diversi punti in cui fermarsi per apprendere i racconti del passato e leggende da brividi. Con una visita guidata si può entrare in una vecchia casa walser ben conservata e capire da vicino come viveva una volta questo popolo dedito all’allevamento di bestiame. Complice la nebbia fitta che avvolge la località montana di Malbun, quando la guida Leander racconta le storie dei fantasmi che per anni hanno alimentato la tradizione walser, sento un brivido lungo la schiena. E anche le sculture in legno lungo il sentiero, che rappresentano spiriti dell’aldilà, mettono paura. Meglio percorrerlo in compagnia.

Come raggiungere la regione e come muoversi
Il mezzo più comodo è il treno: Trenitalia e le Ferrovie Federali Svizzere (Ffs) offrono collegamenti diretti giornalieri da Milano, Venezia, Bologna, Genova e Firenze verso Zurigo. Da Zurigo si raggiungono in meno di un’ora diverse località della regione come San Gallo, Romanshorn o Kreuzlingen Costanza. Si può acquistare lo Swiss Travel Pass, il biglietto riservato ai turisti che consente di viaggiare senza limiti su treni, autobus e battelli in tutta la Svizzera e il Liechtenstein. Le navi delle diverse società di navigazione collegano ogni località del Bodensee e offrono anche crociere tematiche. I Paesi della regione sono collegati fra loro anche da frequenti servizi di autobus e corse in treno: con il Bodensee Ticket si può viaggiare sui bus, sui treni e su due collegamenti in traghetto per muoversi fra Germania, Austria, Svizzera e Principato del Liechtenstein. La Bodensee Card Plus permette l’ingresso a più di 160 siti, musei ed esperienze, ma anche il trasporto su diverse navi che collegano le località sulle sponde del lago e l’accesso alle funivie. Intorno al lago, poi, si può percorrere in bici la ciclabile lunga 273 chilometri.