Dai ghiacci del Nord alle Baleari, l’ombra della Luna attraverserà sia luoghi suggestivi e incontaminati che le mete più caotiche del turismo estivo. Sempre occhio al meteo, meglio il clima secco iberico, magari lontano dalle coste.

Dalla tundra siberiana, sorvolando i ghiacci della Groenlandia e i fiordi dell’Islanda fino alle spiagge di Palma di Maiorca. Sarà una lunga cavalcata quella dell’eclissi totale di Sole del 12 agosto, la prima ad attraversare anche regioni dell’Europa continentale dal 1999. E sarà l’occasione per vederla a due passi dall’Italia (nel nostro territorio si potrà ammirare, ma sarà solo parziale, come nel resto d’Europa, Canada, parte degli Usa e in Africa occidentale). O l’incentivo per affrontare latitudini alte, finanche estreme. E come sempre accade, il turismo esplode. Molte località e pacchetti sono infatti già sold out da settimane o mesi.

L’eclissi di Sole avviene quando la Luna transita davanti al disco della nostra stella e vi si sovrappone. Ce ne sono almeno un paio all’anno, contando anche quelle parziali, anche se le eclissi totali, quelle in cui per qualche minuto cala la notte, sono meno frequenti. Durante queste ultime, il tragitto dell’ombra sul suolo, le zone per le quali la Luna oscura totalmente il Sole, disegna il “corridoio della totalità” ed è questo che definisce le regioni della Terra più attrattive per questo giorno. Il corridoio sarà largo da 150 a quasi 300 chilometri. Se ci si troverà lungo la traiettoria, il più possibile al centro, lo show potrà durare anche oltre i due minuti. In questo caso, percorrerà più di 8.000 chilometri, dalla Russia artica al Mediterraneo a est delle Baleari. Attraverserà buona parte della Spagna, tutto il resto sarà un tragitto oceanico.

 

 

Vedere un’eclissi parziale è uno spettacolo, come accadrà dal nostro Paese, ma assistere a una totale, il buio che divora la luce, la corona solare che incornicia il disco nero della Luna e la comparsa delle stelle di giorno, è un’esperienza unica. Quest’anno con un bonus: il 12 agosto ci sarà anche il picco delle Perseidi, le meteore estive. Avvistarne una durante l’eclissi non è da escludere.

Il “Sole nero” tra i ghiacci

Quando un’eclissi attraversa Paesi popolati, l’entusiasmo si scatena. Sono decine i siti anche istituzionali, di compagnie e di tour operator, che propongono esperienze tra la Groenlandia, l’Islanda e la Spagna. Oppure in mare aperto. Data l’eccezionalità, moltissimi sono già sold out.

Se l’eclissi anulare dello scorso febbraio è stato uno show destinato ai pochissimi ricercatori in Antartide, essere spettatori del Sole che diventa nero nel silenzio glaciale questa volta sarà più alla portata. Anche se non per tutte le tasche. Groenlandia e Islanda sono più facilmente raggiungibili del continente ghiacciato, tour operator specializzati organizzano crociere tra i fiordi groenlandesi ed escursioni sulla terraferma, a costi però che per la maggior parte sono proibitivi (siamo sopra i 10-12 mila euro a persona per viaggi da dieci giorni alle due settimane).

Per l’Islanda un’occasione unica

La piccola Islanda non assiste a un’eclissi totale dal 1954 e non si ripeterà prima del 2196. L’entusiasmo quindi è alle stelle. C’è l’imbarazzo della scelta tra le proposte di tour e percorsi nell’ovest dell’isola (la parte dalla quale sarà visibile la totalità). I posti si stanno esaurendo in fretta, ma i prezzi sono più accessibili (mediamente, la metà rispetto alla Groenlandia) per una vacanza di almeno una settimana in quei giorni, con tour guidati per ghiacciai, fiordi e geyser.

 

Majorca, faro di Formentor
Majorca, faro di Formentor 

 

Sfortunatamente, per sperimentare la totalità nella sua massima durata (2 minuti e 18 secondi) servirà imbarcarsi. Il centro del corridoio della totalità (il percorso dell’ombra vera e propria che la Luna proietta sulla Terra) passerà infatti al largo dei fiordi occidentali. In mancanza di un’imbarcazione, sarà un’esperienza ugualmente indimenticabile attendere il “Sole nero” sulla baia di Breiðafjörður o tra i labirintici Westfjords (i Fiordi occidentali, la zona più remota e incontaminata) con le falesie a picco sul mare, le spiagge e le immense colonie di uccelli marini. Come sulla punta occidentale più estrema, Látrabjarg, tra pulcinelle di mare, gazze marine, foche e, se si è fortunati, volpi polari.

E poi la penisola diSnæfellsnes, la “Islanda in miniatura”, per i suoi ghiacciai, campi di lava, scogliere, fari e villaggi di pescatori in un unico percorso ad anello facilmente accessibile e asfaltato. La cascata di Svodufoss o la chiesetta nera (Budakirkja) di Budir, circondata da una distesa verde, sono due scelte da considerare per foto d’impatto. Una comoda scala porta sulla vetta del cratere Saxholl, punto panoramico tra i più gettonati della regione.

Il Parco Nazionale dello Snæfellsjökull offre parecchi scorci con le sue spiagge di sabbia nera, i campi di lava e l’imponente vulcano coronato da un ghiacciaio. All’estremità occidentale del parco, la fase di totalità durerà circa 2 minuti e 10 secondi, quasi quanto dai Fiordi occidentali. A Hellissandur, uno dei villaggi di pescatori più antichi, i cui muri sono la “tela” di writers di grande talento, dall’11 al 15 agosto l’Iceland Eclipse festival celebrerà l’evento storico con musica, arte, conferenze scientifiche e wellness.

 

 

La penisola di Reykjanes, con la sua Laguna blu e le fonti termali, è uno dei teatri ideali, dall’atmosfera ancestrale, dai quali godersi lo spettacolo primordiale della notte che cala all’improvviso. La pecca: è una meta molto turistica, e sarà affollatissima. Le strutture sono poche e praticamente già tutte sold out. L’eclissi totale sarà visibile però in tutta la parte occidentale dell’Islanda, compresa la capitale Reykjavik, dove il buio durerà circa un minuto. Più ci si allontana dal centro del corridoio della totalità, minore sarà la durata dell’eclissi.

A quelle latitudini, non ci saranno problemi di orizzonte: il Sole, durante il transito della Luna, sarà ancora piuttosto alto nel cielo di metà pomeriggio. Un’incognita sarà invece il meteo. L’Islanda non è celebre per essere una terra soleggiata, anche in estate il rischio di avere brutte sorprese è alto. Per ovviare al problema, basta salire sopra le nuvole. Alcuni tour operator propongono una agevole arrampicata fino alla vetta del ghiacciaio Snæfellsjökull (circa 1.450 metri sul livello del mare), una delle mete più celebri delle escursioni in questa parte dell’isola. Lì, assicurano, il cielo sarà sgombro perché le eventuali nuvole saranno come un tappeto srotolato ai vostri piedi sull’Atlantico.

Tutta la Spagna dall’Atlantico al Mediterraneo

Più facile e opportuno, anche dal punto di vista del meteo (oltre che più economico), organizzarsi per la Spagna. Il corridoio della totalità taglierà in due il Paese, da Galizia e Asturie a nordovest fino a Catalogna e Comunità Valenciana a sudest, una larga fascia che passerà immediatamente a sud dei Pirenei, accarezzando appena il territorio del Portogallo.

 

Penisola di Snaefellsnes, Islanda. Kirkjufell, monte e cascata
Penisola di Snaefellsnes, Islanda. Kirkjufell, monte e cascata 

 

L’ultimo scampolo di eclissi sarà uno spettacolo al tramonto sul mare dalle Baleari. Le principali città “baciate” dalla fortuna sono La Coruña, Gijón e Oviedo, Valladolid, Bilbao, Saragozza, Tarragona, Valencia, Ibiza e Palma de Majorca. Madrid sarà appena sfiorata dalla totalità, Barcellona resterà un po’ più distante ma sarà comunque una eventuale comoda “base” dalla quale spostarsi lungo la costa.

Le località sull’Atlantico sono quelle che offrono meno garanzie per quanto riguarda il cielo sereno. Le statistiche dicono che il 12 agosto La Coruña e Oviedo sono a rischio (60/40 possibilità di cielo nuvoloso). Meglio le città dell’entroterra come Saragozza, o sul Mediterraneo. Proprio l’interno della Spagna e le località meno battute potrebbero essere la scelta migliore per non essere schiacciati dal turismo di massa e godersi un’esperienza più in armonia con le sfere celesti. Nello scegliere il posto in cui fermarsi, è importante ricordare che più si scende verso sud, più la totalità si manifesterà in prossimità del tramonto, quindi con il Sole sempre più basso sull’orizzonte.

Trekking e panorami al nord, ma occhio al meteo

Le Asturie e la Galizia si trovano in un’ottima posizione: l’eclissi raggiungerà il massimo poco prima delle 20:30 ora locale. Un’osservazione comoda, anche se bisognerà avere cura di fermarsi in un punto dove l’orizzonte verso ovest sia sgombro. Una breve lista: Playa de las Catedrales (Spiaggia della Cattedrale), Playa de Llas e il faro di Punta Roncadoira; sul Golfo di Biscaglia Luarca (comune di Valdés), il belvedere di La Regalina a Cadavedo, sono tra i punti da tenere in considerazione, così come il faro di Capo Busto, promontorio che domina il Golfo in ogni direzione, e un orizzonte senza ostacoli a ovest.

A Oviedo la totalità durerà 1 minuto e 48 secondi. Il Monte Naranco offre una visuale aperta verso ovest; in alternativa il Parque de Invierno e il Campo de San Francisco all’interno del contesto urbano. Lungo l’iconico Cammino primitivo di Santiago, tra Asturia e Galizia, diverse proposte di tour operator riguardano l’osservazione dell’eclissi e l’astroturismo lungo la via che porta al santuario. Complice un cielo, quello delle Asturie, costellato di parchi stellari e riserve di cielo buio certificate. Il Cammino Francese incrocia la fascia di totalità nel suo tratto più emblematico: la meseta castigliana. Immaginare il momento della totalità con lo zaino in spalla su uno dei sentieri più spirituali d’Europa è un’esperienza irripetibile.

 

 

Nella regione dei Paesi Baschi e della Cantabria, la fascia di totalità passa direttamente sopra Bilbao, Santander e tutta la regione asturiana, tra le mete più accessibili e gettonate. Riaño (la “piccola Svizzera spagnola”) è circondata da imponenti cime montuose che si tuffano nelle acque del bacino artificiale, un paesaggio che si è guadagnato il soprannome di “fiordi leonesi” e che, nel giorno dell’eclissi, promette uno spettacolo di rara bellezza.

Una salita sulla catena del Picos de Europa garantisce sicuramente un panorama vasto, se si è fortunati in una giornata non troppo umida, fino all’oceano. E con lo sguardo che spazia verso occidente. Dal Collado de la Caballar, a 1.100 metri di altitudine si sale fino al Pico de la Tabla, un punto panoramico privilegiato sopra Sotres con vista sgombra sul Sole e la Luna che si avviano insieme al tramonto.

Saragozza e l’Aragona, nei deserti d’Europa

Proseguendo verso sudest lungo il tragitto dell’ombra, per gli amanti del trekking (e dell’alpinismo) c’è il Parque Natural Moncayo, sopra Saragozza, con la cima più alta del sistema montuoso nazionale. Meno impegnativo il Mirador de la Galiana (nel Parco Naturale del Cañón del Río Lobos), nella provincia di Soria, un Grand Canyon iberico; Soria è, tra l’altro, uno dei luoghi migliori per osservare il cielo notturno, certificato come riserva di stelle dalla Starlight foundation.

Albarracín, nella comunità autonoma dell’Aragona, è il borgo color ruggine che combina architettura mudéjar del borgo medievale, con le sue mura millenarie, poco distante le pitture di arte rupestre levantina, dichiarata patrimonio dell’umanità Unesco, e il centro astronomico Galáctica, con ottime condizioni di osservazione. Qui la totalità dura circa 1 minuto e 34 secondi. Le mura medievali esterne si percorrono a piedi su sentieri ripidi con viste sui canyon circostanti: uno sfondo cinematografico per l’eclissi.Saragozza, con il suo clima secco, è forse la città che offre più sicurezza sul meteo, lontana dal mare e dall’umidità delle coste. Qui, due posti privilegiati per osservare l’abbraccio di Sole e Luna sono il Parque Grande José Antonio Labordeta, in posizione elevata con ampi spazi aperti e orizzonte sgombro, oppure lungo le rive del fiume Ebro.

 

 

Bardenas Reales, nella Navarra vicino alla città di Tudela, è un parco semidesertico, con formazioni rocciose surreali, argille, arenarie, gessi modellate dal tempo in un contesto semidesertico per un’atmosfera quasi onirica. Lungo i sentieri escursionistici è bene ricordare che l’estate spagnola, nell’entroterra, può mettere a dura prova, soprattutto nelle ore più calde della giornata. Può essere una buona idea prenotare un’escursione guidata con fuoristrada. Scenario simile quello del deserto di Los Monegros (Aragona) vicino a Saragozza, tra doline luoghi storici e di culto. Alcune alture (quella più elevata arriva a 800 metri sul livello del mare) offrono un’ottima visuale per osservare il cielo a ovest.

Nel bel mezzo del cammino della totalità cade La Rioja, rinomata per la produzione di vini pregiati. Haro, famosa per la sua Battaglia del Vino che si tiene ogni anno a giugno; la via delle tapas Calle de Laurel a Logroño. Logroño è anche una delle principali città sul Cammino di Santiago che vedrà l’eclissi, insieme a Ponferrada e Burgos nella vicina Castiglia.

Le isole di Majorca, Minorca e Ibiza sono già mete prese d’assalto dal turismo agostano. Quest’anno, c’è da aspettarselo, saranno ancora più affollate, in particolare, per chi se lo può permettere, al largo delle coste, per ammirare l’eclissi affondare in mare in tutta tranquillità. Oppure ci si può allontanare dal mare. La Serra de Tramuntana, la catena montuosa patrimonio Unesco che orla il lato nord-ovest di Maiorca, sarà di certo una delle mete più frequentate il 12 agosto. Il suo picco più alto è Puig Major, l’elevazione (oltre 1.400 metri sul mare) assicura una splendida vista sul Mediterraneo e, verso ovest, sul tramonto “nero”.

 

Spagna. Picos de Europa
Spagna. Picos de Europa 

 

Le guide locali consigliano i Mirador tra Valldemossa, Deià e Sóller, paesini suggestivi abbarbicati sulla costa alta. Altri punti panoramici sono vicino a Son Marroig e Sa Foradada, Cap de Formentor: con vista del tramonto sulle scogliere. L’isola è attraversata poi da strade costiere elevate dove fermarsi e per osservare il sole scendere sul mare. Gli amanti del trekking potranno cercare il punto perfetto (affollamento permettendo) lungo i 160 chilometri del sentieri Gr-221. Ottime opportunità con ampia vista a ovest si trovan, ovviamente, anche sulle isole di Minorca e Ibiza.

In rada o in crociera

Tutte le più importanti compagnie marittime, inoltre, offrono una o più soluzioni che hanno come “tappa”, la giornata di osservazione dell’eclissi di Sole il 12 agosto. Anche se per visitare le isole del Parque Nacional Marítimo- Terrestre del Archipiélago de Cabrera, è necessario un permesso, gettare l’ancora lì attorno non può che essere un’ottima idea. Sia per osservare il tramonto con eclissi, sia per godersi lo spettacolo successivo delle stelle cadenti una volta calata la notte.

Mai osservare il Sole senza protezioni

Importante ribadirlo a ogni occasione: mai osservare direttamente il Sole senza indossare occhiali o schermi certificati per questo tipo di attività (ISO 12312-2). Si rischiano danni seri alla vista. Se ne trovano di economici online, ed è bene acquistarli per tempo e partire già equipaggiati. L’unico spazio di tempo in cui si possono togliere è durante la totalità, mentre la Luna copre completamente il disco solare. Stesso discorso se si usano strumenti come binocoli o telescopi: usare sempre i filtri solari appositi.

Stelle cadenti durante l’eclissi? Non impossibile

Qualcuno si sarà posto questa domanda, dato che proprio tra il 12 e il 13 agosto è previsto il picco delle Perseidi, le “stelle cadenti” per definizione. La risposta non è banale: “Se pensiamo che esistono casi di bolidi visibili anche in pieno giorno – spiega Gianluca Masi, astrofisico del Virtual Telescope project – nell’oscurità indotta dall’eclissi totale è ovvio che si possono osservare più facilmente eventuali meteore diurne, che tuttavia devono essere brillanti, più o meno come le stelle che si vedono durante la fase della totalità, che è magnitudine 1″. Difficile dunque, ma non impossibile.

 

 

Con la notte che scende all’improvviso, per quei pochi minuti, come detto spunteranno stelle e pianeti in cielo. Compariranno i pianeti Venere e Giove, e le stelle più luminose del cielo estivo: Vega, Spica, Altair e Deneb e Arturo, per citarne alcune. Mentre durante la nottata non resta che godersi le Perseidi e magari attendere fino a notte tarda quando saliranno da est anche Saturno prima e Marte poi. Fino alle prime luci dell’alba, quando potrebbe spuntare, confuso nell’aurora, Mercurio accompagnato di nuovo da Giove.

In Italia un’eclissi solo parziale

Lo abbiamo già detto, un’eclissi parziale (tra l’altro, proprio in coincidenza col tramonto) senza lo spettacolo della corona solare attorno al disco nero della Luna sa di occasione mancata. Ma è comunque “la più impressionante dall’agosto del 1999 – secondo Masi – quasi il 98 per cento in Sardegna, nel Nordovest del Paese arriverà oltre il 90 per cento per scendere al 10 per cento nelle zone più orientali come la Puglia”.

È dal 1961 che non si assiste a un’eclissi totale di Sole dal territorio italiano. E conviene attrezzarsi e mettersi il cuore in pace: il “Sole nero” non sarà alla portata per molto tempo ancora. Se infatti il 2 agosto del 2027 il corridoio ideale attraverserà lo stretto di Sicilia, la prossima occasione in cui non sarà necessario doversi imbarcare in voli o crociere si presenterà infatti solo nel 2081, quando l’ombra della Luna attraverserà un piccolo spicchio di nordest, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.