A pochi chilometri dalla Capitale si trovano paesi di una bellezza suggestiva, circondati dalla natura e custodi di antiche usanze. Luoghi testimoni del passaggio dei dinosauri e della storia del cinema.

Se la pace mentale avesse un colore sarebbe il verde acceso dei boschi, ed è questa la tonalità che rimane impressa negli occhi nel territorio dei Monti Prenestini. Un’oasi di verde antico e di storia, di tradizioni e di cinema, a una manciata di chilometri da Roma. Un luogo dove il tempo rallenta e segue il ritmo di una strada acciottolata, di un vicolo nascosto, di un giardino in fiore, di un bar di paese dove ancora ci si siede a parlare guardandosi negli occhi. Il ritmo umano di questa parte del centro Italia parla al visitatore sotto il cielo azzurro e limpido tipico del Lazio, che subito mette di buon umore e sembra dire: la vita è bella davvero.

Castel San Pietro Romano
Castel San Pietro Romano 

 

Tra Storia e natura

Siamo andati a visitare i borghi di Castel San Pietro Romano, Capranica Prenestina e Rocca di Cave, tre paesi che stanno riscoprendo una seconda vita grazie al progetto PNRR “Borghi Maestri dei Monti Prenestini… Isole di Rigenerazione”, finanziato dal Bando Borghi del MIC con fondi NextGenerationEu, che punta a valorizzare tutte le potenzialità culturali, sociali ed economiche di luoghi per anni fagogitati dalla Capitale, uniti oggi come destinazione diffusa sotto l’egida “Visit Monti Prenestini”. L’impressione è quella di aver vissuto un tempo realmente dilatato e prezioso: sarà per la gentilezza degli abitanti – in qualsiasi bar o ristorante è impossibile non fare amicizia con chi ci lavora – o per la disponibilità del personale dei musei – molto giovane e altrettanto preparato –, fatto sta che i tre Borghi sono davvero delle isole di rigenerazione. Una rinascita che parte dalla natura, che qui respira selvaggia e dominante, avvolgendo strade e tornanti con una vegetazione fitta che ospita e protegge la fauna locale. Non c’è belvedere o terrazza che non affacci su un mare verde intenso, e i centri abitati – antichi, in pietra, arroccati – compaiono qua e là compatti e discreti, romanticissimi e mai trascurati o abbandonati al degrado. Il decoro e la cura del dettaglio colpiscono senza eccezioni e l’impressione è quella di un gran senso civico nella popolazione così come di un discreto gusto estetico.

Monti Prenestini, paesaggio
Monti Prenestini, paesaggio 

 

Quaranta sentieri nel verde

Appena si arriva, si nota subito la gran quantità di persone lungo la strada con scarpe da trekking e bacchette, tutte lì per camminare. Uno dei punti forti del progetto del Bando Borghi è infatti il recupero dei sentieri, con ben 40 itinerari resi accessibili grazie alla collaborazione col CAI di Palestrina. Dalla Via delle Creste al Passo dei Ladroni, dall’Anello della Scogliera al Sentiero natura Mola Bossi, boschi, vallate, sorgenti, rovine e paesaggi fanno di questo territorio la destinazione ideale per il trekking, il turismo lento, l’escursionismo, le gite in bici e le attività all’aria aperta di ogni tipo. Per promuovere al meglio questo patrimonio è stato sviluppato, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, il percorso di comunicazione “La cultura dell’accoglienza per creare la destinazione turistica Monti Prenestini”, dedicato all’ospitalità diffusa. Slow Food Lazio ha anche promosso il progetto “Alla scoperta del cibo buono, pulito, giusto e sano dei Monti Prenestini”, con workshop, laboratori e incontri dedicati alle produzioni identitarie del territorio, dalle castagne ai marroni, dal pane ai dolci tradizionali, passando per vino, olio, paste artigianali e prodotti da forno.

Museo Diffuso di Castel San Pietro Romano (MuDi)
Museo Diffuso di Castel San Pietro Romano 

 

Castel San Pietro Romano, il borgo del cinema

Arroccato sul Monte Ginestro e inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Castel San Pietro Romano è un paese delizioso e ricco di Storia antica e moderna, inserito in un contesto naturalistico da cartolina. Il borgo è famoso per essere stato il set del film “Pane, amore e fantasia” e la storia di come ha fatto questo piccolo paese a diventare la sede di un film iconico è ben raccontata all’interno del Museo Diffuso di Castel San Pietro Romano (MuDi), luogo nato esattamente dieci anni fa all’interno di Palazzo Mocci per raccontare la storia del territorio prenestino. Fra le tante storie illustrate e documentate e i volti e le voci di un tempo che non esiste più, il personaggio che colpisce è certamente quello di Porry Pastorel, celebre fotoreporter e dal 1952 al 1960 anche sindaco di Castel San Pietro, che tanto amò questi luoghi da convincere Vittorio De Sica a prendere in considerazione il borgo come set del film poi diretto da Luigi Comencini. Il paese stesso è un museo del cinema a cielo aperto e in ogni via e in ogni piazza panelli illustrano e raccontano le scene che in quei posti sono state girate, regalando al turista l’emozione di trovarsi ancora sul set. Tra i locali più originali, oggetto di specifica valorizzazione grazie al progetto Ue, c’è “Il Primo Passo”, nel centro storico, frutto del recupero di un’antica cantina e inserito in una piazzetta dove compare un murale dedicato ovviamente al cinema. Castel San Pietro Romano è anche il borgo del MUDI – un Museo Diffuso che abbraccia tutto il borgo e il territorio, un percorso fra arte, storia, archeologia e natura – e del Giglietto Prenestino, il tradizionale biscotto locale riconosciuto come Presidio Slow Food. Proprio al Giglietto sarà dedicata la futura Scuola del Giglietto, percorso pensato per tramandare il sapere legato a questo prodotto simbolo del territorio. In estate il paese si anima col Festival del Cinema e in autunno c’è l’Ottobrata nel Borgo, festa delle tradizioni contadine dedicata ai laboratori delle massaie, alla preparazione della pasta fatta a mano e dei dolci tipici.

Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, Capranica Prenestina
Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, Capranica Prenestina 

 

Capranica Prenestina, tesoro di biodiversità

Capranica Prenestina, anch’esso inserito tra i Borghi più belli d’Italia, è il paese della biodiversità, una perla che custodisce un legame profondo con la natura dei Monti Prenestini e che di questo legame ha fatto il suo fiore all’occhiello. Il progetto PNRR ha riqualificato il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, ospitato nello storico Palazzo Barberini. Un luogo interamente dedicata alla didattica e alla divulgazione scientifica dove un appassionato di scienze può perdersi e un bambino trascorrere ore senza annoiarsi, perché ogni sala è interattiva e pensata per coinvolgere con tutti e cinque i sensi. Tra ricostruzioni di habitat naturali ed ecosistemi, animali del bosco che sembrano veri e riproduzioni giganti di formiche e zanzare, la biodiversità di questa parte del Lazio viene non solo messa in luce ma illustrata nei dettagli, restituendo l’emozione di trovarsi davvero in un bosco, o di fronte a uno stagno, o nel buio di una grotta. Il museo ospita anche una biblioteca tematica e il primo infopoint dei Monti Prenestini. Capranica Prenestina è anche la porta di accesso ai percorsi per Guadagnolo e il Santuario della Mentorella, tra i più antichi luoghi mariani d’Europa. A Guadagnolo grazie al progetto del Bando Borghi è stato realizzato il nuovo ostello, pensato per escursionisti, camminatori e visitatori del turismo lento, ed è famoso per la Mosciarella, castagna essiccata riconosciuta Presidio Slow Food, che ha persino una Sagra dedicata, attesa tanto quanto quella delle More.

Rocca di Cave
Rocca di Cave 

 

Rocca di Cave, tra storia, geologia e astronomia

A Rocca di Cave storia, geologia e astronomia si intrecciano in un racconto che attraversa milioni di anni. Qui il progetto Borghi Maestri ha contribuito alla valorizzazione dello SMuRC – Sistema Museale di Rocca di Cave, che comprende il Museo Geopaleontologico “Ardito Desio”, il Planetario, la Stazione Astronomica, il Giardino dei Dinosauri e la celebre Scogliera Cretacea. Il territorio custodisce fossili marini e testimonianze geologiche importanti. L’Anello della Scogliera permette di attraversare un antico fondale fossilizzato, tra rocce, fossili, panorami e natura. Fra le tradizioni popolari ed enogastronomiche, la Festa del Marrone è uno degli appuntamenti di spicco. In estate, Rocca di Cave ospita anche la Notte Bianca, con spettacoli itineranti, osservazioni astronomiche e attività divulgative curate dal GeoMuseo Planetario.