Sempre più numerosi in tutto il mondo gli hotel che lanciano pacchetti specifici. Un mercato che nel 2024 valeva 72,6 miliardi di dollari e che ne varrà ben 237,9 entro il 2034.
Orari irregolari, dispositivi elettronici, caffeina, alcol, ansia, stress: sono loro i nuovi nemici della salute, fattori che rovinano silenziosamente, giorno per giorno, la nostra qualità della vita, insinuandosi nella quotidianità come coinquilini innocui, per poi prendere il sopravvento e diventarne i padroni. Tra le conseguenze principali e più pericolose ci sono i disturbi del sonno, ovvero insonnia, apnee notturne, narcolessia, sindrome delle gambe senza riposo e parasonie come il sonnambulismo. Avere difficoltà ad addormentarsi o soffrire di sonno frammentato può letteralmente distruggere, negli anni, la salute fisica e mentale di una persona, portandola a sentirsi costantemente stanca e nervosa e a soffrire di mal di testa invalidanti. Eliminare per un po’ le cattive abitudini e “staccare” da tutto ciò che ci stressa è dunque fondamentale per ricaricarsi, e le vacanze sono ormai l’unica finestra di tempo disponibile per provarci. Da qui nasce lo sleep tourism, o turismo del sonno, una tendenza del settore wellness che spinge i viaggiatori a scegliere la propria meta non in base alla bellezza del paesaggio o alle attrattive culturali, ma alla sua capacità di migliorare la qualità del riposo. Un fenomeno che racconta molto del presente in cui viviamo e che risponde a problemi drammatici e sempre più diffusi come l’insonnia da stress e il burnout digitale. Solo nel nostro Paese, secondo le stime dell’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno (AIMS), sarebbero circa 12 milioni le persone che hanno problemi a dormire. Una cifra importante, spia di un fenomeno globale che ha portato alla nascita, nel 2008, della Giornata Mondiale del Sonno, che si celebra ogni anno nel venerdì che precede l’equinozio di primavera (quest’anno il 13 marzo).
Gli hotel diventano “santuari del sonno”
Per i turisti del riposo, l’obiettivo della vacanza non è più l’esplorazione di un posto nuovo ma il recupero dell’equilibrio psicofisico, a partire dalle ore notturne. Una domanda crescente, per rispondere alla quale, nel 2025-2026, molti hotel in tutto il mondo si sono evoluti trasformando le camere in veri e propri “santuari del sonno”. Alberghi di questo tipo offrono materassi che regolano temperatura e rigidità durante la notte, camere insonorizzate, tende oscuranti totali e illuminazione circadiana in grado di favorire la produzione di melatonina. Anche la scelta dei cuscini è particolarmente curata, prediligendo materiali come il lattice, la piuma e il cirmolo e profumazioni rilassanti. Il kit di benvenuto, coerentemente, comprende maschere per gli occhi, coperte ponderate – ovvero appesantite, per favorire il sonno e ridurre l’ansia – e diffusori di oli essenziali come la lavanda o la camomilla.

Gli hotel specializzati in sleep tourism mettono anche a disposizione consulenti che assistono gli ospiti nelle attività serali per ottimizzare il riposo e trattamenti SPA con sessioni di ipnoterapia, bagni di suoni e meditazione guidata. Senza dimenticare l’alimentazione, perché anche i menù – soprattutto quelli serali – sono studiati per facilitare la digestione, con tisane specifiche e cibi ricchi di triptofano.
Un fenomeno in crescita esponenziale
Dal dormire in igloo alle case sugli alberi agli hotel subacquei, molti alberghi di lusso hanno lanciato iniziative originali e pacchetti specifici in tutto il mondo. Particolarmente indicate per questo tipo di esperienza le strutture “adults only”, capaci di garantire il silenzio assoluto necessario per il recupero, ma c’è da credere che presto si attrezzeranno in modo efficace anche gli hotel per famiglie. Secondo un’analisi 2025 dell’agenzia HT Market Intelligence, nel periodo 2020-2033 il mercato globale del turismo del sonno crescerà del 7,8% l’anno, mentre secondo i dati 2025 di Market.us questo mercato che tra hotel di lusso, boutique hotel, resort, alloggi in famiglia e ville nel 2024 valeva circa 72,6 miliardi di dollari, ne varrà ben 237,9 entro il 2034, ed è dunque destinato a crescere del 12,6% l’anno nel periodo 2025-2034. Una nicchia emergente all’interno della più ampia industria del turismo del benessere, pensata per aiutarci a fuggire dalle fonti di stress della vita quotidiana. O, più prosaicamente, da noi stessi.