La conversione, la rinuncia ai beni, l’incontro con il lupo, il cantico delle creature. A 800 anni dalla morte, la figura di San Francesco ancora oggi segna in maniera indelebile il territorio dell’Umbria. Non solo per le chiese e i santuari a lui dedicati, ma perché gran parte delle città e dei borghi custodisce leggende e storie del poverello d’Assisi. Nell’anno delle commemorazioni, proponiamo un itinerario alla scoperta dei luoghi della regione, sulle orme del Santo, tra la Valnerina e la Valle Umbra.
Narni, alla scoperta dei tesori nascosti
Uno dei primi borghi umbri raggiungibili dall’A1 all’uscita di Orte è Narni. Qui la leggenda vuole che San Francesco abbia compiuto alcune guarigioni, per poi ritirarsi nel vicino Sacro Speco, dove oggi sorge un’abbazia. Narni, che per la sua bellezza e le sue atmosfere ha ispirato lo scrittore britannico C.S. Lewis nell’ideazione di una delle opere letterarie più famose del ‘900, Le cronache di Narnia, conserva ancora la sua struttura medievale. I terremoti e i vari crolli che ci sono stati nei secoli non hanno cambiato il suo aspetto, ma hanno nascosto bellezze architettoniche uniche e veri e proprio pezzi di storia cittadina. Nel 1979 un gruppo di giovanissimi speleologi di Narni, capeggiati da Roberto Nini, scoprì un piccolo passaggio nei pressi di un antico convento domenicano. Da quel momento, anche grazie ad alcuni finanziamenti pubblici e grazie anche a informazioni recuperate negli archivi vaticani, non solo alcune aree sono state riportate alla luce e rese visitabili, ma è oggi possibile conoscere con relativa sicurezza il nome e la funzione delle varie aree come quella della Sala dei Tormenti. Oggi, sotto terra, è possibile visitare anche una chiesa e dipinti di origine medievale, oltre che ammirare graffiti lasciati sui muri da alcuni prigionieri. Roberto Nini oggi è una delle guide della Narni Sotterranea. Vi racconterà, con emozione malcelata, i primi giorni di questa incredibile scoperta.
Tra cascate, cammini e presepi
Risalendo verso nord, nei pressi di Terni si può fare un’interessante deviazione verso una delle cascate più belle e famose d’Italia: quella delle Marmore. Da qui, alla sua base, parte una tappa del Cammino di Francesco: 9 chilometri in leggera salita fino al bellissimo lago di Piediluco. Non lontano da qui, ma al di là del confine con il Lazio, c’è il borgo di Greccio, fortemente legato a San Francesco, perché proprio lì, nell’attuale santuario francescano, ci fu la prima rappresentazione del Presepe nel 1223.
Spoleto, la città dei due mondi
Poco più a nord di Terni si entra nella Valle Umbra. “Porta” della valle è la città di Spoleto. Qui in viaggio per diventare cavaliere, Francesco sente la chiamata a cambiare vita. Prima città romana e poi città ducale, Spoleto conserva quell’atmosfera medievale e allo stesso tempo rappresenta in Umbria ma anche in Italia un centro artistico e culturale molto importante, grazie al Festival dei Due Mondi, un festival di musica e teatro che lega l’Italia e l’Europa da una parte e gli Stati Uniti dall’altra. È una cittadina pittoresca da scoprire a piedi. A iniziare dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, conosciuta più comunemente come Duomo di Spoleto. La si raggiunge dalla scenografica scalinata che conduce il visitatore prima con lo sguardo e poi fisicamente verso la chiesa. Da non perdere anche la suggestiva casa romana, scoperta nei sotterranei di un edificio di origine medievale, il suggestivo teatro romano e la Rocca Albornoziana che ospitò più volte Lucrezia Borgia. Trasformata in un carcere, negli anni 80 è stata convertita in un’area museale del Ducato di Spoleto. Intorno alla Rocca c’è una bella passeggiata che conduce al Ponte delle Torri e al Monteluco dall’altra parte della valle. Dalla vecchia stazione si può oggi percorrere gran parte del vecchio tracciato della ferrovia che andava da Spoleto a Norcia, sia a piedi che in bicicletta, tra rampe elicoidali e ponti. Quest’anno il tracciato della vecchia ferrovia compie 100 anni.
Foligno, nella terra del Sagrantino
Tra ulivi e vigneti di Sagrantino, si prosegue verso nord, dove, al centro della valle, c’è Foligno. Qui San Francesco vende il suo cavallo e i suoi beni per restaurare la Chiesa di San Damiano. La città di Foligno, diversamente dagli altri borghi più o meno arroccati, si estende in piano. Da visitare sicuramente il suggestivo Palazzo Trinci, una delle dimore tardo-gotiche più belle d’Italia. Ospita cicli di affreschi attribuiti a Gentile da Fabriano e alla sua bottega. Da non perdere, poi, la vicina Cattedrale di San Feliciano che si affaccia su piazza della Repubblica, come anche Palazzo Orfini, dove nel 1472 venne stampata la prima edizione della Divina Commedia. A Foligno si tiene anche uno dei tornei più antichi d’Italia: la Giostra della Quintana. Cavalli e cavalieri si sfidano nella conquista dell’anello tenuto dall’effigie del saraceno.
Assisi, inizio e fine di tutto
Città simbolo di Francesco, Assisi è il luogo dove il santo è nato e dove poi è morto. L’inizio e la fine di un incredibile ciclo di leggende e fatti che hanno segnato profondamente la Chiesa cattolica e il territorio dell’Umbria. Adagiata alle pendici del Monte Subasio, la cittadina mantiene intatta la sua architettura medievale, con piccole stradine acciottolate. Simbolo di Assisi è certamente la Cattedrale di San Francesco, un complesso di due chiese sovrapposte e una cripta che conserva le spoglie del santo. È uno dei santuari più visitati al mondo. Al suo interno affreschi di Cimabue e Giotto, considerati vere e proprie pietre miliari della pittura moderna.
Gubbio, sulle tracce del lupo e dei “ceri”
Gubbio è legata al Santo d’Assisi in primo luogo per la leggenda del Lupo. Nel luogo dove Francesco ammansì l’animale che terrorizzava gli abitanti del borgo, c’è oggi una chiesa appena fuori dal centro storico: Santa Maria della Vittoria. Il paese si estende su più livelli terrazzati lungo il fianco del monte Ingino. Fondata dagli umbri, la città conserva ancora i segni della successiva dominazione romana, come il Teatro e il Mausoleo. Fulcro della cittadina è oggi la medievale Piazza Grande sulla quale si affacciano il Palazzo dei Consoli e quello del Podestà. Per raggiungere, invece, la Basilica di Sant’Ubaldo, si può scegliere la vecchia funivia a cesti. La Basilica si trova sul Colle Eletto e conserva, oltre che le spoglie del Santo, anche i famosi “ceri”, le grandi opere di legno che vengono sollevate e portate di corsa lungo le strade della cittadina ogni 15 maggio. I tre ceri sono oggi simbolo della Regione Umbria. Non si tratta di una gara. L’ordine d’arrivo è prestabilito. La sfida è la velocità e la capacità di mantenere in equilibrio i ceri. Gubbio è poi nota per il più grande albero di Natale al mondo. Dal 1981, ogni anno sulle pendici del Monte Ingino viene allestito un albero di Natale fatto solo di luci. È alto oltre 650 metri e largo 450. È entrato nel Guinness dei primati.