Lontano dalla folla estiva, itinerari antichi e nuovi tra la terraferma e le sue piccole isole sono un’occasione per assaporare l’aura slow di questa parte della Riviera. Scopriamone 5 inediti, dedicati alle architetture difensive.
La Liguria è bella anche d’inverno, quando le temperature restano miti, il mare conserva il suo fascino e i luoghi si offrono a chi li attraversa con maggiore calma e attenzione. È il momento in cui la folla estiva lascia spazio alla lentezza, i sentieri si fanno più silenziosi e il paesaggio – tra costa, isole ed entroterra – può essere osservato con attenzione, senza fretta. Una stagione ideale per scoprire un volto meno prevedibile del Levante ligure, dove la bellezza non è solo scenografia ma racconto stratificato. In questo contesto si inserisce il progetto che propone cinque nuovi itinerari tematici dedicati alle architetture difensive nel sito UNESCO Porto Venere, Cinque Terre e Isole, pensati per promuovere un turismo più sostenibile e consapevole.
Gli itinerari nel sito Unesco
Castelli, torri, forti e batterie costiere diventano il filo conduttore di un sistema di percorsi che collega Porto Venere, le Cinque Terre e le isole di Palmaria, Tino e Tinetto, offrendo un’alternativa ai tracciati più frequentati. L’obiettivo è duplice: valorizzare un patrimonio storico spesso percepito come marginale e distribuire in modo più equilibrato i flussi, portando i visitatori verso punti panoramici, borghi e sentieri meno conosciuti. Ne emerge una chiave di lettura unitaria del territorio, capace di raccontare il rapporto tra comunità costiere, ambiente e funzione strategica del paesaggio nel corso dei secoli.
I Custodi del mare è un itinerario di mezza giornata che collega il Castello di Levanto a quello di Monterosso, seguendo la linea della costa tra la scogliera a picco sul mare di Punta La Gatta, il casale agricolo gestito dal FAI Podere Case Lovara e l’ex stazione semaforica di Punta Mesco. Un percorso che alterna tratti panoramici e memoria storica, mettendo in relazione due presidi nati per il controllo del mare e oggi affacciati su uno dei tratti più suggestivi del Parco Nazionale.
I castelli da scoprire
La Via dei Castelli, articolata su due giornate, rappresenta il cuore escursionistico del progetto. L’itinerario unisce riviera ed entroterra seguendo sentieri meno frequentati, che solo in alcuni tratti intercettano i percorsi più noti delle Cinque Terre. Parte da Porto Venere, attraversa Campiglia, Riomaggiore, Corniglia, Vernazza per arrivare a Monterosso al Mare. Il percorso, pensato per chi ama camminare con lentezza, intreccia storie medievali e paesaggio rurale, collegando antiche torri, mura e castrum. Lungo la via si scoprono testimonianze come la Torre Capitolare e Castello Doria di Porto Venere, che oggi raccontano l’organizzazione difensiva genovese e offrono vedute ampie sul mare
Le origini della Spezia (e non solo)
Le origini della Spezia è un percorso di circa quattro ore tocca il Forte Parodi e i borghi di Carpena, con il suo castello, Codeglia e Castè. Un itinerario che si muove ai margini della città contemporanea, riportando alla luce un sistema difensivo e insediativo che precede la nascita dell’Arsenale e della Spezia moderna.
Con Tra costa e collina: dal Varignano a Biassa si attraversa un tratto significativo del sistema difensivo tra mare e alture, passando da un’antica villa romana, presidi costieri a borghi collinari. Il paesaggio cambia rapidamente, ma resta leggibile come un unico organismo, modellato da esigenze militari e agricole.
La strada dei condannati. Sul serio
L’itinerario giornaliero L’Isola Palmaria e il Porto di Venere offre l’opportunità di ritrovare le tracce delle fortificazioni del sistema difensivo insulare del Golfo della Spezia, come il Forte Umberto I e il Forte Cavour, oggi spazi recuperati o accessibili in parte, che restituiscono la complessità storica delle difese marittime. Affascinante la Strada dei Condannati, realizzata dai detenuti dell’isola condannati ai lavori forzati.
Nel loro insieme, questi cinque itinerari costruiscono una rete coerente che integra mare, costa ed entroterra, rafforzando la percezione dell’unità culturale e paesaggistica del sito UNESCO. Un invito a scoprire una Liguria fuori stagione, dove camminare diventa un atto di conoscenza e rispetto. I materiali informativi, con mappe e approfondimenti storici, sono disponibili sul portale dedicato e permettono di pianificare un’esperienza di viaggio lenta, lontana dai picchi dell’estate e più vicina all’anima profonda del territorio.