A circa 200 chilometri a nord del Circolo Polare Artico, a Jukkasjärvi, in Svezia, esiste un hotel che ogni primavera… si scioglie. È l’ICEHOTEL, un hotel costruito interamente con ghiaccio e neve, realizzato da un team di artisti capaci di fondere insieme arte e natura. L’ICEHOTEL 36 è la versione per questo inverno e, tra le installazioni principali, c’è un pianoforte a coda, a grandezza naturale e scolpito nel ghiaccio, che può essere suonato. Scopriamo insieme cosa rende soggiornare nell’ICEHOTEL 36 un’esperienza unica e come si trascorre una notte nel freddo artico.

L’entrata dell’ICEHOTEL. Photo Asaf Kliger. © ICEHOTEL www.icehotel.com

L’entrata dell’ICEHOTEL.

La creazione dell’hotel inizia molto prima dell’inverno. Il ghiaccio viene raccolto dal fiume Torne già in primavera, mentre la costruzione vera e propria prende forma a novembre. Sotto la direzione creativa di Luca Roncoroni, costruttori, artisti e lighting designer hanno collaborato fianco a fianco per creare questo unicum di neve e ghiaccio. L’ICEHOTEL 36 è dotato di una sala principale, una sala delle cerimonie e dodici Art Suites create da artisti provenienti da dodici paesi diversi. In tutte le sale la temperatura è di circa –5 °C.

ICEHOTEL36. Photo Asaf Kliger. © ICEHOTEL www.icehotel.com

ICEHOTEL36.

Dormire nel freddo artico: un’esperienza unica

Dormire nell’ICEHOTEL è un’esperienza ben organizzata. Gli ospiti vengono guidati passo dopo passo, a partire da come vestirsi e preparare il letto fino alla sistemazione nei sacchi a pelo artici, progettati per temperature molto più rigide di quelle interne. Servizi come spogliatoi, deposito bagagli e sauna si trovano in un edificio separato e riscaldato, per garantire maggiore comfort.

ICEHOTEL36. Photo Asaf Kliger. © ICEHOTEL www.icehotel.com

ICEHOTEL36.

L’ICEHOTEL 365: la sezione permanente dell’hotel di ghiaccio

Dal 2016, accanto alla struttura invernale, è presente una sezione permanente aperta tutto l’anno, progettata dall’architetto svedese Hans Eek. L’ICEHOTEL 365 è costituito da suite di ghiaccio e neve, una galleria, uno spazio eventi e l’ICEBAR. Il tutto è mantenuto a una temperatura consona grazie a un sistema di pannelli solari. Accanto agli ambienti costantemente sotto zero, sono disponibili anche camere e cabine riscaldate, per chi preferisce alternare l’esperienza sul ghiaccio a notti più confortevoli.

ICEHOTEL36. Photo Asaf Kliger. © ICEHOTEL www.icehotel.com

ICEHOTEL36.

L’esperienza a Jukkasjärvi non si esaurisce negli spazi dell’hotel, ma è possibile sperimentare diverse attività tutte legate al territorio come, per esempio, cimentarsi nella scultura su ghiaccio, uscite notturne per osservare l’aurora, o momenti dedicati al relax come una sauna seguita da una cena all’aperto. Anche la cucina riflette questo stretto legame con il territorio circostante, valorizzando ingredienti locali e stagionali.

ICEHOTEL36. Photo Asaf Kliger. © ICEHOTEL www.icehotel.com

ICEHOTEL36.

Com’è nata l’idea di un hotel di ghiaccio

Come spesso accade, tutto nasce da un fiume, in questo caso dal fiume Torne. Alla fine degli anni Ottanta, ispirato dalla tradizione giapponese della scultura su ghiaccio, Yngve Bergqvist invitò alcuni artisti a Jukkasjärvi per sperimentare nuove forme d’arte sul fiume ghiacciato. Da qui venne l’idea di creare una prima struttura, l’ARTic Hall, un igloo pensato come piccola galleria d’arte. Negli anni seguenti l’ARTic Hall si è ingrandita e la tecnica di costruzione perfezionata. Poi, una sera, un gruppo di ospiti chiese di poter dormire dentro l’ARTic Hall, avvolti in pelli di renna e sacchi a pelo. Il mattino seguente erano talmente entusiasti dell’esperienza che nacque l’idea dell’ICEHOTEL.

Ma l’ICEHOTEL è sostenibile?

L’ICEHOTEL usa energia solare e geotermica per raffreddare o riscaldare gli edifici, secondo necessità. L’illuminazione è a basso consumo e l’organizzazione privilegia fornitori locali e una logistica che punta a ridurre al minimo le emissioni derivanti dai trasporti e dalle consegne.