Oman, Iraq e Turkmenistan, Uzbekistan e Kirghizistan
Un viaggio del Vicino Oriente e in Asia Centrale è un’esperienza che invita ad ascoltare il ritmo profondo dei luoghi, a leggere le tracce lasciate dal tempo, a riconoscere il dialogo continuo tra paesaggi e civiltà.
Come in Oman, dove la storia di antiche rotte di mercanti e navigatori si intreccia ad iconici deserti e penisole, ai sultani, ai profumi di incenso e noce moscata. Due affascinanti viaggi esplorazione per immergersi nelle sabbie omanite, pernottando in campi tendati mobili di grande comfort sotto un cielo colmo di stelle: il Rub’ al-Khali con le sue dune rosse e ocra che si espandono per più di mille chilometri, detto il “quarto vuoto”, e il più raccolto Wahiba Sands, nella regione sud-orientale della penisola arabica. Poi la costa omanita, dalla meravigliosa penisola di Bar al Hikman risalendo verso nord, incontrando lunghe spiagge incontaminate, piccole insenature, promontori rocciosi, dune bianche che si perdono nell’oceano. Infine un itinerario alla scoperta di Muscat, la capitale del Sultanato, delle zone montuose dei monti Hajar, dell’antica capitale Nizwa e, dopo un breve attraversamento del deserto del Wahiba Sands, fino al promontorio di Ras al Hadd, alla cittadina di Sur e alle isole Daymaniyat, riserva naturale dai fondali corallini.
E in Turkmenistan, Uzbekistan e Kirghizistan: tre Paesi, tre frontiere, ma un unico, grande continuum, dalle sabbie del deserto del Karakum alle verdeggianti vallate del Tien Shan, nel cuore culturale dell’Asia Centrale. Un viaggio lungo le arterie pulsanti di quella che fu la Grande Via della Seta, attraverso deserti, fiumi, distese di niente puntellate da fiorenti città carovaniere, fortezze di adobe che si sgretolano nella steppa rovente, coltivazioni di cotone e bachi da seta, montagne che sfiorano il cielo e laghi cristallini. In luoghi dove Oriente e Occidente sono entrati in contatto e dove i popoli hanno assorbito e diffuso religioni come il Buddismo, il Cristianesimo nestoriano, lo Zoroastrismo e, in modo predominante, l’Islam.
E in Iraq per un viaggio pionieristico in una terra, la Mesopotamia, plasmata dalla coppia di fiumi più famosa della Terra, il Tigri e l’Eufrate, dove nacque la scrittura e quindi la Storia. Un itinerario nel mondo islamico, tra le città sante agli sciiti di Karbala, Najaf e Khufa, che si avventura tra le paludi mesopotamiche e che offre anche un focus approfondito e prolungato della Regione autonoma del Kurdistan, la terra del popolo curdo che non riesce ad essere disegnata sugli atlanti ma dove il cuore batte forte.