“Il Laos non è un posto, è uno stato d’animo.”
Così lo scrittore Tiziano Terzani condensava in questa frase l’essenza di un Paese dalla religiosità profonda, dove il ritmo è scandito dallo scorrere del fiume Mekong.
Ci avviciniamo a questa cultura gentile in punta di piedi partecipando alla cerimonia del Tak Bat a Luang Prabang, città dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. All’alba, in ginocchio lungo la strada, gli abitanti offrono cibo ai monaci buddhisti come atto di devozione.
Ma in Laos il viaggio non è solo spirituale: la natura ci stupisce quando arriviamo nell’arcipelago di Siphandone con le sue Quattromila Isole sul Mekong o quando attraversiamo la foresta lussureggiante di Nam Kat Yorla Pa e raggiungiamo alcuni villaggi di due tipiche minoranze etniche laotiane: gli Ikhor e i Hmong. E non meno straordinario è il tempio pre-Angkoriano di Wat Phou (UNESCO), il “Tempio Montagna” in stile Khmer, considerato uno dei più belli del sud-est asiatico.