Dal 2 al 14 settembre, Palermo celebra la patrona Santa Rosalia con eventi culturali e gastronomici.
Settembre è il momento ideale per programmare una “fuga”, anche last minute, a Palermo. Nel capoluogo siciliano, infatti, proprio dal 2 al 14 di questo mese si tengono (a cura della Confraternita di Santa Rosaliaai Porrazzi) nuovi festeggiamenti in onore di Santa Rosalia, patrona della città, venerata nella tradizione popolare come la “Santuzza”. Nel cuore del centro storico tutto parla di Rosalia: dalla grande installazione sulla piazza della Cattedrale ai murales di street art dei vicoli intorno Ballarò e nei pressi della Vucciria. Visitare Palermo in questi giorni significa fare una full immersion nello spirito più autentico della cultura siciliana, in tutte le sue sfaccettature.
L’itinerario che non ti aspetti, fuori dalle guide ordinarie
Quello che vi proponiamo è un viaggio nel cuore di Palermo alla ricerca delle esperienze più particolari e sorprendenti, quelle che non si trovano nelle classiche guide turistiche, ma che sicuramente possono darvi un’idea della città “vera” e vitale, in un caleidoscopio di emozioni multisensoriali. Che preferiate avviarvi a piedi in un urban trekking storico, artistico e gastronomico, oppure scegliere la più comoda soluzione di esplorare la città su una delle caratteristiche “apette” colorate, preparatevi a vivere un’atmosfera di festa continua, dove sacro e profano si miscelano in alchimia.
Street art e tipici piatti palermitani nel mercato Ballarò
La piazzetta Ballarò, a due passi dalla famosa e scenografica piazza dei Quattro Canti e dall’altrettanto nota Piazza della Vergogna, è il fulcro del coloratissimo e animatissimo mercato che ogni giorno attira visitatori curiosi da tutto il mondo, in un tripudio multietnico di cibo, spezie, sapori, aromi.
I vicoli qui intorno sono un inno alla moderna street art, con murales che fanno la gioia degli influencer alla ricerca di scatti insoliti e particolari in città. Qua potrete trovare davvero di tutto: dal sale aromatizzato al limone delle saline di Trapani allo zafferano dell’Etna, dalla limonata “a cosce aperte” (chiamata così per l’effetto effervescente del bicarbonato) al “Pani Ca’ Meusa” (tipico street food palermitano, un panino farcito con la milza), fino allo sfincione (caratteristica pizza con sugo e origano) e a tutte le specialità di pesce alla griglia che vengono servite anche in pittoreschi tavolini sistemati accanto alle bancarelle e alle trattorie di strada.
Tappa golosa per assaggiare i cannoli del convento
Sapevate che all’interno dell’antico Monastero di Santa Caterina d’Alessandra, magnifico nei suoi interni barocchi (e di cui si possono ancora visitare le celle dove vivevano le monache di clausura) esiste la dolceria più famosa di Palermo? Si tratta dei “Segreti del Chiostro”, e qui preparatevi per fare la fila se volete entrare nel laboratorio a vista e gustare i famosi cannoli giganti al pistacchio, il gelo di melone o altre prelibatezze che fanno la gioia dei golosi grandi e piccini.
Visitare la Mostra di Elliott Erwitt a Palazzo Reale
C’è tempo fino al 30 novembre per ammirare, all’interno del magnifico Palazzo Reale (che racchiude, fra l’altro, la Cappella Palatina, uno dei più famosi gioielli artistici di Palermo in assoluto) la mostra fotografica di Elliott Erwitt, il fotografo statunitense divenuto un cult con le sue immagini in bianco e nero che hanno immortalato divi dello spettacolo e della politica (da Marilyn Monroe a Che Guevara) e per aver documentato scene della vita e dell’evoluzione sociale negli Usa nel corso del Novecento.
Scoprire la Sagrestia e la Cripta di Casa Professa
La Chiesa del Gesù di Casa Professa non solo è uno dei più sontuosi esempi di Barocco Palermitano del XVII secolo, ma custodisce anche due “scrigni” segreti: la Sacrestia e la Cripta. La prima, in fine legno intagliato, racchiude pregiate testimonianze di arte sacra ed ex voto nei secoli. Scendendo nella cripta, invece, accanto ad antichi sarcofagi si ritrovano resti di teschi e ossa, che danno all’atmosfera davvero con un tocco più “inquietante”.
Stop over alla Vucciria, per sconfinare sul Lungomare
Se volete fare una passeggiata verso il Lungomare il consiglio è di passare attraverso l’animato mercato della Vucciria. Qui il pesce, in tutte le sue declinazioni, regna sovrano. Anche qui sarete piacevolmente “storditi” dalle urla dei venditori che vi chiameranno per assaggiare prelibatezze varie e tipici street food, e se volete potrete sedervi ad uno dei tavolini delle tante trattorie su strada, o, semplicemente, potrete sorseggiare on the road una spremuta fresca di melograno.
Il vicolo filosofico di Piazzetta Visita Poveri
Se desiderate fare una full immersion nella saggezza popolare siciliana segnate nel vostro taccuino di viaggio quest’indirizzo a Palermo: piazzetta Visita Poveri. Qui attraverserete uno dei vicoli più pittoreschi e poetici in assoluto della città, nella caratteristica atmosfera delle antiche case con i panni stesi, sulle finestre e sui balconcini, che sventolano fra installazioni con frasi che fanno riflettere e sorridere.
I capolavori che non ti aspetti: la chiesa Martorana e San Cataldo
La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (nota come “La Martorana”), edificata nel 1143, con i suoi mosaici, vi lascerà letteralmente senza fiato, ed è dunque una tappa da inserire nel vostro percorso palermitano. Proprio accanto a questo edificio religioso non perdete l’enigmatica chiesa di San Cataldo, stupefacente nel suo rigore, che risale all’anno 1154.
Esperienza da brivido nelle Catacombe dei Cappuccini, la collezione di mummie più grande al mondo
Immaginate oltre 2000 corpi, risalenti al periodo fra il Seicento e l’Ottocento, conservati in maniera sorprendente, ancora nei loro abiti originari. Calarsi nella Catacombe dei Cappuccini, con il dovuto “rispetto” visto che sono considerate un luogo sacro, è comunque una delle esperienze più inquietanti che possono farsi a Palermo. Si tratta di uno spettacolo macabro, ma nel contempo ricco di valore culturale, che nei secoli ha attirato poeti e scrittori di spicco: da Alexandre Dumas a Mario Praz, da Guy de Maupassant a Carlo Levi. Le mummie sono conservate in nicchie lungo gallerie di tufo, divise per età (ci sono anche bambini, fra cui la piccola Rosalia, di 2 anni, vissuta nel XIX secolo, che la tradizione narra sia la mummia meglio conservata di tutte), ceto sociale e professione. Una cappella speciale è riservata alle vergini, il cui scheletri mummificati presentano ancora coroncine di fiori sulla testa. La leggenda tramanda che fra questi corpi ci sarebbe addirittura il Conte di Cagliostro, inutilmente cercato da Napoleone quando visitò il convento. Fra le mummie dei Cappuccini spicca quella di Fratello Silvestro da Gubbio, il primo ad essere inumato in questo luogo, nel 1599.















