Il lago del Segrino, incastonato tra le colline prealpine della Lombardia, è un piccolo gioiello naturale che affascina per la sua tranquillità e per i giochi di luce e colore che lo attraversano, soprattutto grazie alla predominanza del verde.
Il verde, al lago del Segrino, non è mai un colore solo: è una tavolozza vivente. C’è il verde intenso delle acque calme, che riflettono come uno specchio le fronde degli alberi e le colline circostanti. Quando il sole è alto, l’acqua sembra quasi smeraldo, luminosa e vibrante, mentre al tramonto diventa più cupa, profonda, quasi misteriosa. Il verde degli alberi che lo circondano – castagni, faggi, ontani – crea un abbraccio naturale che lo protegge dal tempo e dal rumore del mondo.

Passeggiando lungo il suo perimetro, che è facilmente percorribile a piedi o in bicicletta, si è avvolti da mille sfumature: il verde tenero dell’erba nuova in primavera, quello argentato delle foglie mosse dal vento, quello scuro e umido del muschio che si arrampica sulle rocce e sui tronchi lungo il sentiero.

In estate, il verde del Segrino si intensifica e diventa quasi un filtro magico che calma lo sguardo e rinfresca l’anima. È il colore della quiete, della vita che pulsa senza fretta. È un verde che invita a fermarsi, ad ascoltare il silenzio rotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio delle foglie.

Il lago del Segrino è un luogo dove il verde non è solo un colore: è una presenza, un modo di essere, un invito alla contemplazione e all’armonia con la natura. Chi vi si reca, anche solo per poco, porta con sé quel verde negli occhi e nel cuore.
Un piccolo lago verde incastonato nelle montagne
Il Lago del Segrino, una piccola pozza rispetto al Lago di Como, conserva in sé un fascino naturalistico unico per tutto il territorio. Luogo di relax e natura, ad esso sono collegate numerose leggende e fatti storici. Tra cui il suo nome, Segrino, che potrebbe essere stato dato da niente di meno che la Regina Teodolinda, che passando da questi territori, si sia lasciata abbagliare dallo smeraldo nascosto tra il Monte Cornizzolo e il Monte Scioscia. A tal proposito, una possibile radice del nome è nel See-Grün, in tedesco il “Lago Verde”. Questa leggenda, a cui seguono molte altre, è stata anche di ispirazione a Carlo Emilio Gadda, che come molti altri autori, ha trovato nel Lago del Segrino e in tutto il territorio del Lago di Como un’ispirazione travolgente.
Un’altra leggenda porta le vicende di San Giorgio e il Drago anche sul Lago del Segrino: il lago infatti fu dimora di una terribile bestia, a cui venne ceduta Cleodolinda, una principessa, per placare la sua ira animalesca. Cleodolinda venne lasciata all’ombra di un sambuco selvatico, in attesa del suo tragico destino… Ma il cavaliere del drago salvò la principessa, facendole dono di un rametto di sambuco. La principessa, per l’emozione di essere stata salvata, fece per sbaglio cadere dei fiori di sambuco in un impasto, dando origine ai gustosi Panmeini.

Sul Lago di Como ogni storia raccontata porta a qualcosa da assaporare, che sia un panorama, un dolce o un’eccitante escursione.
Ma il Lago del Segrino, quasi da baricentro tra Como, Lecco e Bellagio, è il luogo perfetto per una pausa ristoratrice. Il suo perimetro è completamente pedonabile ed interdetto al traffico a motore. La pista ciclopedonale è pressoché pianeggiante, pertanto è perfetta per famiglie con bambini. È consentito l’accesso ai cani, sempre muniti di guinzaglio ed eventuale museruola. Il Lago del Segrino è anche balneabile: non è consentito l’uso di imbarcazioni a motore, pertanto crogiolarsi al sole del Lido e poi fare un tranquillo bagno nelle sue acque può essere disturbato solo da qualche canoa o dalle folaghe. Guardandosi intorno si capisce però che l’uomo è un disturbo: la flora e la fauna in questo luogo coabitano in perfetto equilibrio… Tra i canneti è possibile ammirare come lo svasso si prende cura dei piccoli, oppure con perseveranza e pazienza un airone potrebbe sostare da queste parti. Non lasciarsi però incantare dai rospi in amore: possono essere davvero assordanti!

Ma come tradizione vuole, anche sugli animali vige una leggenda: pare che nel Lago del Segrino vivano anche dei lucci. Non sono aggressivi, eppure il fascino del pericolo attira i curiosi verso l’acqua.
Ad ogni modo, il Lago del Segrino può essere un’interessante uscita fuori dalla mappa che può riservare interessanti sorprese. L’intero percorso copre una distanza di 5 km, ma l’itinerario può essere ampliato, portandoti verso il Monte Cornizzolo oppure in direzione Canzo. Si consiglia, ai più pigri, la seconda soluzione, soprattutto d’estate: il Lago del Segrino è posizionato al termine della vallata della Vallassina; essendo ombreggiato e incastonato in uno stretto corridoio, è un’area sempre ventilata. Piacevole è dunque abbandonare l’auto ad Eupilio, passeggiare intorno al Lago e dirigersi verso Canzo, per poi sostare in uno dei graziosi locali che abbelliscono questo pittoresco borgo.