Alla scoperta di Dugi Otok, sulla costa dalmata, davanti a Zara. Possibile tappa wild in una vacanza estiva nell’Adriatico appena oltreconfine o per un’esperienza tra spiagge e parchi naturali. E un mini Mar Morto.

«Andiamo a dare un’occhiata, questo posto è imperdibile». Valery, la nostra giovanissima guida, ferma la sua auto, lascia i finestrini completamente aperti – «qui è tranquillo e nessuno ruba niente» – ed esorta a scendere, con quel bagliore negli occhi che ha chi ama la propria terra. Ci sono luoghi così unici che ogni autoctono si sente quasi in obbligo di condurre i viaggiatori, anche se questi non ne fanno espressamente richiesta.

Capiterà anche a voi arrivando a Dugi Otok, l’isola dalmata nel mezzo del mare Adriatico, a soli 50 minuti di traghetto da Zadar, Zara, e situata a circa 35 chilometri a ovest della città croata. Capiterà vicino al lago di Mir, uno dei suoi tesori più preziosi all’interno del Parco Naturale di Telaš?ica. È un lago salato, tra i più rari in Europa, formatosi durante l’ultima glaciazione e separato dal mare solo da una sottile striscia di terra, mare che si infila attraverso fessure sotterranee. Le sue acque balneabili sono calde (in questa stagione estiva la temperatura raggiunge 33ºC, mentre in inverno scende a circa 5 °C), quasi terapeutiche, e la sensazione di galleggiare senza sforzo, simile a quella del Mar Morto, è incredibilmente rilassante.

 

Croazia, Isola Lunga, Zadar (Zara), centro storico ph Antonio Calbi
Croazia, Isola Lunga, Zadar (Zara), centro storico ph Antonio Calbi 

 

Il fondo è fangoso e quel fango preso e sparso sulla pelle garantisce morbidezza e benessere. Da qui, con una passeggiata di una quarantina di minuti lungo un sentiero che costeggia il lago e respirando i profumi della macchia mediterranea, si raggiunge Skra?a, uno spazio letteralmente invaso da originali sculture di pietra (kamene skulpture), dalle forme insolite e sorprendenti, che sono state assemblate spontaneamente nel corso degli anni da quanti hanno visitato il posto e che s’integrano con il paesaggio naturale. Trovarsi qui dà una forte sensazione di connessione con la natura, la stessa connessione che si ritrova in tutta l’isola “lunga”, come viene soprannominata, per via delle sue dimensioni: 45 chilometri di lunghezza per poco più di 4 chilometri di larghezza. Dugi Otok è una vera scoperta e colpisce per il blu dell’acqua che si fonde con le gradazioni di verde della vegetazione.

Il parco Telaš?ica con le sue imponenti scogliere

Spettacolari le “Stene”, nella parte occidentale del Parco di Telaš?ica, uno degli scenari più spettacolari di tutto l’Adriatico. Sono scogliere rocciose che si ergono maestose come sentinelle eterne dell’Adriatico e si tuffano vertiginosamente nelle acque turchesi del mare sottostante (superano l’altezza di oltre centosessanta metri e proseguono verticalmente per oltre ottanta metri sotto la superficie marina). In questo scenario, prospera la flora e trova rifugio la fauna. Piccole piante resilienti, come il timo selvatico, sbocciano tra le fessure delle rocce, mentre i gabbiani e i falchi pellegrini solcano il cielo, dipingendo traiettorie di libertà nel cielo azzurro. Si narra poi che nelle fessure di queste rocce vi abitino anche i petero?i?i, piccoli uomini che sono soliti fare scherzi alle persone, senza farsi mai vedere. A poca distanza si trova il villaggio di Sali, il più grande e anche il centro amministrativo dell’isola, con le case in pietra e numerose barche ancorate nel porto, abitato soprattutto da pescatori.

 

Croazia, Isola Lunga, Skraca e le sculture di pietra, foto Antonio Calbi
Croazia, Isola Lunga, Skraca e le sculture di pietra, foto Antonio Calbi 

 

Come Goran che ha dedicato una vita alla pesca e ora gestisce un ristorante – Kršovica Izletište – proprio sulla riva del mare e una fattoria di animali domestici. Per trovarlo, basta chiedere in giro. Il menù propone pesce fresco alla griglia, salumi e formaggi locali. E non si può non assaggiare un bicchiere di Maraschino, un rosolio fatto con i frutti e le foglie dell’amarena marasca, tipica dalmata.In agosto, il villaggio è anche teatro di Le Usanze di Sali (Saljske užance) una festa di tre giorni (quest’anno dal 9 all’11) che unisce musica, buon cibo, presentazioni di costumi popolari, mentre gli abitanti si destreggiano in competizioni gastronomiche che entusiasmano i buongustai. Tra le altre cose da non perdere dell’isola c’è la spiaggia della sabbiosa baia di Sakarun: bianchi ciottoli e acque di un intenso color turchese la rendono simile a un’isola caraibica. Il fondo sottomarino è ricco di prati di Posidonia oceanica e perciò non di rado si possono trovare i suoi depositi che formano strutture chiamati “banquettes”. Intorno una fitta pineta regala frescura.

Il turismo di massa non c’è ancora

Pur nella sua bellezza non è ancora stata presa di mira dal turismo di massa, e vale la pena approfittarne per lunghe nuotate, tra l’altro è poco profonda e ideale per i bambini. Particolare anche la spiaggia di Veli Rat, fatta di ciottoli e circondata dai pini marittimi. Nei dintorni, sulla punta settentrionale, spicca maestoso il faro Veli Rat, il più grande di tutta la Croazia. Continuando la scoperta dell’isola, ecco che il villaggio di Božava, a poca distanza dal faro, si svela come un segreto ben custodito, dove il tempo sembra scorrere più lentamente. Attorno al porticciolo piccole barche di pescatori ondeggiano dolcemente sull’acqua e le case dalle tonalità pastello e alcuni murales sono schizzi di colore in mezzo al verde. Diversi i locali per il pranzo o per trascorrere la serata e vi è anche un sentiero per una passeggiata nella pineta, sempre non perdendo di vista le baie e le calette sottostanti. Qui si trova la maggior parte delle strutture per soggiornare (come l’hotel Maxim con camere semplici ma vista spettacolare sul mare), e numerosi appartamenti che si affittano (tra cui quelli di Gorgonia o Villa Parisa).

 

Croazia, Isola Lunga, Skraca e le sculture di pietra, foto Antonio Calbi
Croazia, Isola Lunga, Skraca e le sculture di pietra, foto Antonio Calbi 

 

La raccomandazione è usare l’acqua con attenzione, sull’isola infatti è preziosa quanto l’oro: non essendoci flussi superficiali ci si serve di acqua piovana. Anche quella da bere non costa poco, ma hanno ideato delle piccole bottiglie di vetro “trasportabili”, al posto di quelle di plastica per tutelare l’ambiente.

Una tappa a Zara: cosa vedere

E ognuna ha una frase motivazione, un invito a fare qualcosa. Dall’isola si può fare anche in giornata un’escursione alla vicina Zara (partenze e arrivi al porto di Brbinj), oppure ci si può fermare al ritorno prima di riprendere la nave o la barca per rientrare in Italia. Un tempo era Iadera, colonia romana fondata dai Romani come una città per i propri soldati in pensione, nel VII sec. diventa il centro della provincia bizantina della Dalmazia. E quella storia si respira in ogni pietra, insieme alle tracce del suo passato, specie quello legato alla Seconda Guerra Mondiale, quando il 60% del suo centro storico fu raso al suolo delle bombe alleate. La città viene definita anche una piccola Roma, per via delle numerose chiese che si ritrovano tra le strade e le piazze.

Tra queste quella di Santa Anastasia, la piu? grande cattedrale in Dalmazia, con il suo rosone romanico di stile pisano-pugliese e in luminosa pietra d’Istria, costruita sui resti di una basilica del primo cristianesimo. Ancora la chiesa di San Simeone. Al suo interno, si trova il sarcofago di San Simeone del 1380, un’opera di oreficeria di grande valore. Fu ordinato dalla regina ungaro-croata Elisabetta per conservare le reliquie del Santo e fu costruito dall’orefice Francesco di Milano che all’epoca abitava a Zara.

 

Croazia, Isola Lunga, spiaggia di Sakarun, foto Antonio Calbi
Croazia, Isola Lunga, spiaggia di Sakarun, foto Antonio Calbi 

 

Da vedere pure il Foro, davanti alla chiesa di San Donato e il palazzo dell’arcivescovo, con accanto la colonna monumentale, utilizzata nel Medioevo come “la colonna della vergogna”. Ma è l’Organo Marino il ritrovo per centinaia di persone ogni giorno, opera dell’architetto Nikola Basic. Un gioiello architettonico, realizzato nella parte sommersa della riva cittadina, che trasforma il moto delle onde in suoni melodiosi. ll mare, spinto dall’aria, entra in 35 canne di varia lunghezza, diametro ed inclinazione, e grazie a dei fischietti (Labium) che suonano in 7 accordi di 5 toni, produce un’incredibile melodia naturale che rapisce.

Cattedrali e il “Saluto al sole”

Accanto un’altra installazione, il Saluto al Sole, sempre dello stesso architetto, un disco fatto di lastre di vetro multistrato dalla forma di anfiteatro, attorno alla quale girano tutti i pianeti del sistema solare. Accumula la luce solare di giorno, trasformandola di notte in suggestivi effetti in armonia con i suoni dell’organo. E soprattutto è un vero impianto solare che produce 46500 kWh all’anno e che alimenta l’illuminazione del lungomare. Da qui si può ammirare il sole nell’ora in cui “va a dormire”. Il leggendario regista Alfred Hitchcock, famoso per il suo occhio attento ai dettagli e alla bellezza, rimase profondamente colpito da questo spettacolo naturale, durante una visita alla città negli anni ’60, tanto da dichiarare che quelli di Zadar “sono tra i tramonti più belli del mondo”. Le sue parole continuano a risuonare, attirando tutti i visitatori desiderosi di vivere quel momento magico che tanto colpì il grande maestro del cinema e che lascia d’incanto oggi ancora di più, accompagnati dalle parole in musica.