Come in un film

Come in un film

Il Marocco alla fine del Marocco. Dove l’Atlante si tuffa nel Sahara. E il Paese si trasfigura in canyon e montagne, dune e sabbie. Una perfetta scenografia naturale di celebri libri e film, dal Tè nel deserto al Gladiatore, da Kundun alla Mummia . 

“Le dune gialle si estendevano di fronte, più avanti. C’era il calore ardente del sole, il lento inerpicarsi sulle alture e il cauto avventurarsi negli avvallamenti, a più e più riprese.” Il Sahara descritto da Paul Bowles ne Il tè nel deserto, uno dei suoi libri più conosciuti, è ambientato in Marocco. Ma sono solo poche pagine, anzi poche righe, che lo scrittore dedica alla magia del deserto. Lasciano un senso di insoddisfazione, di incompiutezza. E il desiderio di andarlo a scoprire, questo deserto. Che in Marocco porta nomi sconosciuti, evocativi, che parlano di mistero, lontananza: Kem Kem, Kereb Azouggouarh, Djebel Debgane. Questo è il Marocco alla fine del Marocco. Dove il volto più famoso del Paese, fatto di lussi e mondanità, di uadi e oasi, di magnifici ksour e kasbe, si trasfigura in canyon e montagne, dune e sabbia. Qui è dove l’Atlante si tuffa nel Sahara.   

Zagora, nel sudest del Paese, è la cittadina che segna il confine tra questi mondi, così vicini eppure così totalmente diversi. Sulla strada principale un cartello avvisa: “52 jours à Tomboctou”. Da qui, si va verso il Sud, l’incognito, l’infinito. Nella trafficata Zagora, tra alberghi con piscina, negozi che traboccano di tappeti, argenti, stoffe, e ristorantini specializzati in tajine, è difficile anche solo immaginarli questi 52 giorni di deserto, fatti di carovane di cammelli, spedizioni in jeep, campi tra le dune. Il cartello, in realtà, è diventato una semplice quinta, utilizzata dai turisti che si sono fatti fotografare proprio lì davanti. E che del deserto hanno sentito, forse, solo l’odore della sabbia portata dal vento.   

 

In jeep lungo la pista

L’infinito Sahara però è proprio a due passi, a Tagounite, qualche chilometro più a sud. Da questo minuscolo villaggio parte una pista, percorribile solo con una jeep e con un autista che conosca bene la zona, che s’inoltra verso est e arriva fino alle cittadine di Taouz, Merzouga, Erfoud. Sono circa trecento chilometri di vero, leggendario deserto. Che si possono ricoprire in un solo giorno e che permettono, anche a chi non se la sente d’impegnarsi in una spedizione, di gustare e immergersi nel Sahara quello autentico, immenso e lontano. La pista compare e scompare, e costeggia il territorio algerino. Non essendoci né strade né segnalazioni, si rischia costantemente di sconfinare. Capita così, all’improvviso, d’imbattersi in una postazione di militari: due tende, una jeep che ha visto tempi migliori, una radio trasmittente che gracchia di continuo. Il controllo dei documenti diventa l’unica occasione per questo pugno di uomini di fare due chiacchiere in francese e di offrire il solito bicchierino di dolcissimo tè (che fosse questo il Tè nel deserto di Bowles?). 

Siamo solo a una manciata di chilometri dalle località più celebri e frequentate del Marocco, ma la sensazione di lontananza e di isolamento è totale. Al di là della pista, sulla sabbia finissima, non compaiono tracce lasciate da altre jeep. Né si nota alcun segno di passaggio umano. Tutt’intorno il paesaggio è grandioso, sorprendente. A nord si staglia l’alto profilo del Djebel Marakib, mentre in primo piano le rocce nerissime del Djebel Haouar fanno da sentinella a un cordone di dune color ocra: immense e vergini. Verso sud, oltre il confine algerino, s’intravedono le spaventose e inaccessibili sabbie sempre in movimento dell’Erg di Iguidi e dell’Erg Occidentale. Per l’intera giornata, davanti agli occhi, scorrono le immagini del Grande Sahara.   

 

Carovane, oro e schiavi

Se si scava nella storia e si torna indietro nel tempo, si scopre che anche da Zagora e da Rissani (i nostri punti di partenza e di arrivo) sono passate, per più di mille anni, le ricche carovane cariche di oro e di schiavi che collegavano il Marocco alle altre grandi Regine della Sabbia, Chinguetti e Tomboctou. Qui, oggi, di quel passato glorioso fatto di commerci e di cultura rimane forse solo la memoria. Che rivive però nella magnificenza di questi panorami. Così, non serve chiudere gli occhi per immaginare lunghe fila di dromedari e di uomini, avvolti nei loro lunghi burnus, i mantelli con cappuccio indossati dai Berberi, che attraversano le distese infinite di sabbia.  

E mentre la jeep corre su un tratto di hamada, un altopiano piatto e sassoso, dietro alcune rocce compare come dal nulla un accampamento di nomadi: tre grandi tende, un focolare, qualche capra. Non sono Tuareg, ma Berberi del sud. Chiamati Mori, etnicamente sono molto vicini alle genti della Mauritania e del nord del Mali. Vivono e sopravvivono in questo nulla. O almeno, in quello che a noi sembra un vuoto assoluto, ma che in realtà, per loro, è un pieno: di vita, di natura, di spiriti. Genti che dimostrano una grande capacità di adattamento, un’infinita forza fisica e interiore. Come scriveva Bruce Chatwin: “Più viaggiavo, più mi convincevo che i nomadi erano stati il motore della storia”. Il sole, tra queste pietre, batte implacabile. I pastori ci offrono da bere al riparo di una tenda. Un’abitudine all’ospitalità antica come il mondo, raccontata anche nel ritornello di una nenia marocchina: “Ho bevuto acqua di falda da un recipiente smaltato tutto scheggiato, unico per tutti gli ospiti; sapeva di sale, ma non si può rifiutare quando si è invitati sotto la tenda del pastore… però aveva un buon sapore e io avevo sete”.   

 

Il Gladiatore e la Mummia 

Quando, al calar del sole, abbandoniamo la pista sahariana, ci aspetta un’altra sorpresa: l’Erg Chebbi. Questo catino sabbioso, fatto di dune piramidali, incombe sul villaggio di Merzouga. Le sue sabbie corrono per una cinquantina di chilometri, con una profondità che tocca i dieci. Sempre belle, sempre impressionanti. Ma ormai civilizzate: Merzouga e i suoi alberghi lussuosi, i ristoranti, i negozi e i campeggi, hanno in parte cancellato quell’atmosfera di assoluta lontananza che il Sahara è capace di creare. Spesso, le dune si trasformano in un naturale ottovolante su cui – a piedi o in jeep – si può salire per poi buttarsi a capofitto. Una scenografia per un set cinematografico. Non è un caso che proprio qui si realizzano le nuove produzioni marocchine, che vantano film famosissimi. Sulle dune di Merzouga e nella cinecittà di Ouarzazate, nei villaggi fortificati e nelle kasbe del sud sono stati girati Il gladiatore di Ridley Scott, Kundun di Martin Scorsese, La Mummia di Stephen Sommers. La perfetta bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi villaggi lo rende un’immenso teatro naturale: è la grande magia del Marocco. Che consente di unire, in un unico viaggio, in un unico itinerario, i selvaggi panorami del Sahara a un mondo da film.    Come scriveva Paul Bowles: “Giungendo nel Sahara per la prima o la decima volta, si rimane colpiti dall’immobilità. Un incredibile silenzio assoluto domina i villaggi, e anche nei luoghi più affollati come i mercati aleggia la quiete… Poi c’è il cielo, che offusca tutti gli altri nient’altro che timide copie”.  

Kerzner annuncia il primo One&Only Resort alle Fiji, apertura nel 2029

Kerzner annuncia il primo One&Only Resort alle Fiji, apertura nel 2029

 

Kerzner International ha annunciato la firma del primo resort One&Only nelle isole Fiji. Situato nell’incantevole arcipelago delle Isole Yasawa, nelle Fiji occidentali, il resort aprirà nel 2029 e includerà anche 20 esclusive One&Only Private Homes che saranno in vendita a partire da novembre 2025.
Il progetto rappresenta un traguardo significativo e testimonia il crescente ruolo delle Fiji come destinazione per investimenti internazionali, reso possibile dalla partnership strategica tra Kerzner e BSP Life, uno dei principali investitori istituzionali del Paese e membro del Gruppo finanziario BSP. La collaborazione combina l’esperienza internazionale di Kerzner nella creazione di destinazioni d’eccellenza con l’impegno di BSP Group nel promuovere lo sviluppo economico nell’area South Pacific.
“Le Fiji sono da tempo una destinazione ambita per il nostro portfolio globale e siamo entusiasti di presentare questa location straordinaria agli ospiti di One&Only”, ha dichiarato Philippe Zuber, Ceo di Kerzner. “Sbloccare questo nuovo capitolo si allinea perfettamente con la nostra strategia di crescita nell’area Asia-Pacific e rafforza l’approccio distintivo del marchio, che punta a offrire costantemente esperienze eccezionali, valorizzando al contempo il calore e l’ospitalità dello spirito figiano a livello internazionale”.

Il resort

Sviluppato su un terreno di 127 acri lungo la spettacolare e incontaminata costa di Nacula Island, nell’arcipelago delle Yasawa, il resort sarà un rifugio esclusivo dove natura selvaggia, cultura autentica e la rinomata ospitalità ultra-lusso di One&Only si incontrano. Incorniciato da tramonti mozzafiato, spiagge di sabbia bianca, acque cristalline e una lussureggiante flora tropicale, l’isola – raggiungibile in soli 30 minuti di idrovolante dall’aeroporto internazionale – si presenta come un autentico santuario, capace di offrire un’esperienza senza pari tra meraviglie naturali e vivacità culturale.
“Guidati da principi comuni di sviluppo rispettoso e da un profondo impegno verso la preservazione del patrimonio ancestrale delle Fiji, siamo entusiasti di collaborare con BSP Life per questo progetto di rilevanza storica”, ha aggiunto Juan Aguilar, Presidente Real Estate di Kerzner. “Ispirati dallo spirito delle Fiji, il design, il carattere e le esperienze del resort e delle Private Homes rifletteranno l’anima stessa delle isole”.
Progettata per armonizzarsi con il territorio circostante, l’architettura del resort darà priorità alla sensibilità ecologica e minimizzando l’impatto ambientale durante lo sviluppo del progetto. La struttura incarnerà l’essenza tradizionale figiana combinando armoniosamente artigianato locale ed estetica contemporanea attraverso un design senza tempo, viste mozzafiato e spazi open-air, mentre le esperienze uniche e immersive di One&Only celebreranno il ritmo idilliaco della vita delle Fiji.

Una nuova base nel Pacifico

L’arrivo di One&Only eleva gli standard dell’ospitalità di lusso nel Pacifico, rafforzando il posizionamento delle Fiji come destinazione per i viaggiatori più esigenti. Il resort disporrà di 40 camere, suite e ville, sei ristoranti d’eccellenza, il centro wellness Club One e introdurrà una comunità di 20 esclusive One&Only Private Homes che combinano il comfort di una residenza privata con i servizi d’eccellenza del brand.
Michael Nacola, Managing Director di BSP Life Fiji, ha sottolineato l’importanza della partnership:
“Questo è un momento cruciale nel nostro percorso di crescita. Negli ultimi dieci anni il nostro portfolio investimenti è cresciuto significativamente grazie a studiate partnership strategiche, e quella con Kerzner in questa eccitante avventura è l’avvio di una nuova era di collaborazione tra un marchio d’ospitalità leader a livello globale e un’istituzione importante del Sud Pacifico. I benefici di questo investimento — dalla creazione di posti di lavoro allo sviluppo di competenze fino alla crescita del turismo — dimostrano il nostro impegno nel promuovere prosperità per la regione. L’arrivo di Kerzner rafforza inoltre il posizionamento delle Fiji come destinazione di investimento di primo piano a livello globale. Ringraziamo il Gruppo per aver scelto di investire nel Paese e di collaborare con BSP Life, e guardiamo con fiducia a una partnership di successo”.

Kerzner e BSP Life hanno inoltre espresso profonda gratitudine agli originali proprietari delle terre di Nacula nelle Yasawa e al Governo figiano per la fiducia e lo spirito di collaborazione che hanno reso possibile questa iniziativa. Il progetto in via di sviluppo nelle Fiji si unisce ad altre aperture molto attese per One&Only, tra cui One&Only Moonlight Basin a Big Sky, Montana, Stati Uniti (in apertura a novembre 2025), e i resort con Private Homes di Half Moon Bay (Antigua) e Hudson Valley, New York (USA).

 

AlUla, scatto astronomico selezionato dalla NASA come Astronomy Picture of the Day

AlUla, scatto astronomico selezionato dalla NASA come Astronomy Picture of the Day

Un evento celeste straordinario, catturato sotto i cieli incontaminati di AlUla, è stato selezionato dalla NASA come Astronomy Picture of the Day (APOD), la rubrica quotidiana in cui l’agenzia spaziale americana mette in evidenza una delle migliori fotografie astronomiche al mondo. L’immagine surreale, scattata dai fotografi Yousif Alqasimi ed Essa Al Jasmi, mostra il vivido bagliore verde di una meteora mentre attraversa l’ammasso stellare delle Pleiadi, catturata con un’esposizione di un’ora.
Questa fotografia a lunga esposizione, pubblicata sul sito il 25 agosto con il titolo “The Meteor and the Star Cluster”, è la prima immagine realizzata ad AlUla ad essere presentata su una piattaforma della NASA. Lo scatto straordinario è stato reso possibile grazie al supporto di AlUla Manara, un’iniziativa che promuove la tutela e la valorizzazione dell’affascinante ambiente naturale di AlUla, riconosciuto come luogo unico per l’osservazione astronomica.

Dove è stata scattata la foto

Le immagini sono state scattate tra Hegra, il primo sito dell’Arabia Saudita dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO, e la Riserva Naturale di Gharameel, uno dei Dark Sky Parks certificati di AlUla – l’unica regione del GCC a vantare questo riconoscimento. Inoltre, i cieli notturni incontaminati di AlUla rientrano tra il 5% delle località al mondo con la migliore qualità del cielo buio, ideale per l’osservazione delle stelle e l’astro-turismo. Questo dato evidenzia la straordinaria bellezza e la chiarezza impareggiabile del paesaggio notturno della destinazione.
Questo prestigioso riconoscimento da parte della NASA rafforza ulteriormente il posizionamento globale di AlUla come destinazione d’eccellenza per l’astro-turismo e l’osservazione del cielo, offrendo infinite opportunità per ammirare le meraviglie dell’universo.

Sardegna Sud-Est : In questa zona della Sardegna non c’è solo una delle più belle spiagge urbane d’Italia

Sardegna Sud-Est : In questa zona della Sardegna non c’è solo una delle più belle spiagge urbane d’Italia

La Sardegna Sud-Est è un tratto di costa che incanta con le sue lunghe spiagge di sabbia bianca, le acque cristalline e le suggestive formazioni granitiche. Dalla vivace capitale Cagliari, con la sua spiaggia urbana, fino alle perle turistiche di Villasimius e Costa Rei, questa parte dell’isola offre un’esperienza completa, ideale per chi cerca relax, sport acquatici e la possibilità di esplorare aree marine protette.

Preparati a tuffarti in un mare caraibico, a esplorare fondali ricchi di vita, a passeggiare tra dune e stagni popolati da fenicotteri rosa e a vivere un’estate all’insegna del benessere e della bellezza.

1. Cagliari e il Poetto: La Capitale e la Sua Spiaggia Urbana

Cagliari, la capitale della Sardegna, è una città affascinante che si affaccia sul Golfo degli Angeli, con un centro storico ricco di storia e panorami mozzafiato. La sua spiaggia principale è il Poetto, una lunga distesa di sabbia bianca e fine che si estende per chilometri, affiancata da una pista ciclabile e da numerosi chioschi e locali.

Sardegna Sud-Est spiagge

Un mix perfetto di vita urbana e relax balneare:

  • Il Poetto: Ideale per lunghe passeggiate, corsa, sport da spiaggia e per le famiglie. Le acque sono generalmente calme e poco profonde.
  • Kitesurf e Windsurf: Le condizioni di vento favorevoli rendono il Poetto un ottimo spot per questi sport, con scuole e noleggi attrezzature.
  • Stagno di Molentargius-Saline: Alle spalle del Poetto, un’area umida protetta, famosa per la presenza di fenicotteri rosa e altre specie di uccelli. Ideale per il birdwatching e passeggiate.
  • Visita a Cagliari: Esplora il quartiere Castello, il Bastione di Saint Remy, il mercato di San Benedetto e i vicoli del centro storico.

Come arrivare: Cagliari è servita da aeroporto internazionale (Elmas), porto e stazione ferroviaria. Il Poetto è facilmente raggiungibile dal centro città con autobus.

2. Villasimius: Perle Sabbiose e Area Marina Protetta

Villasimius è una delle località più rinomate del sud-est, famosa per le sue spiagge di sabbia bianca finissima e per l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, che preserva un ecosistema marino di straordinaria bellezza.

Sardegna Sud-Est spiagge

Un paradiso per gli amanti del mare e della natura:

  • Porto Giunco: Una delle spiagge più iconiche, con sabbia bianca, mare turchese e un’antica torre di avvistamento. Alle spalle, lo stagno dei fenicotteri.
  • Punta Molentis: Una piccola e incantevole caletta di sabbia bianca, circondata da rocce granitiche e macchia mediterranea.
  • Spiaggia del Riso: Caratterizzata da piccoli granelli di quarzo che sembrano chicchi di riso.
  • Area Marina Protetta: Ideale per snorkeling e immersioni, con fondali ricchi di posidonia, pesci colorati e relitti. Numerosi diving center offrono escursioni guidate.
  • Gite in Barca: Per esplorare la costa, le calette e le isole vicine come l’Isola dei Cavoli.

Come arrivare: Villasimius è raggiungibile in auto da Cagliari (SP17 o Nuova SS125).

3. Costa Rei: Lunghe Spiagge e Paesaggi Incantevoli

Costa Rei è un lungo tratto di costa che si estende per chilometri, caratterizzato da ampie spiagge di sabbia bianca e fine, bagnate da un mare cristallino e circondate da una rigogliosa macchia mediterranea. È una destinazione molto apprezzata dalle famiglie e da chi cerca relax.

Sardegna Sud-Est spiagge

Un luogo per il relax e le lunghe passeggiate:

  • Spiaggia di Cala Sinzias: Ampia e sabbiosa, con servizi e un mare trasparente.
  • Spiaggia di Monte Turno: Conosciuta per la sua sabbia dorata e le acque poco profonde, ideale per i bambini.
  • Scoglio di Peppino (Castiadas): Una formazione rocciosa suggestiva che emerge dal mare, un punto iconico per le foto.
  • Sport da Spiaggia: Ideali per beach volley, racchettoni e altre attività.
  • Trekking leggero: Sentieri panoramici lungo la costa e nell’entroterra.

Come arrivare: Costa Rei è raggiungibile in auto da Cagliari (Nuova SS125).

4. Chia: Dune, Vento e Laguna dei Fenicotteri

Chia è una località famosa per le sue spiagge di sabbia dorata e le suggestive dune, modellate dal vento. Il mare è cristallino e spesso ventoso, rendendola una meta privilegiata per gli amanti degli sport acquatici. La presenza di una laguna alle spalle delle spiagge aggiunge un tocco naturalistico con i suoi fenicotteri.

Sardegna Sud-Est spiagge

Un paradiso per gli sportivi e gli amanti della natura:

  • Spiaggia di Su Giudeu: Lunga e ampia, con dune sabbiose e un mare trasparente, ideale per kitesurf e windsurf.
  • Cala Cipolla: Una piccola e incantevole caletta di sabbia dorata, circondata da rocce e macchia mediterranea.
  • Laguna di Chia: Un’area umida dove è possibile avvistare i fenicotteri rosa e altre specie di uccelli.
  • Trekking e Horse Riding: Sentieri panoramici lungo la costa e possibilità di passeggiate a cavallo sulle dune.

Come arrivare: Chia è raggiungibile in auto da Cagliari (SS195).

5. Pula e Nora: Archeologia e Mare Protetto

Pula è una località vivace con un bel centro storico e spiagge sabbiose. A pochi chilometri, si trova l’antica città di Nora, un importante sito archeologico fenicio-punico-romano che si affaccia direttamente sul mare. La costa circostante è caratterizzata da calette e un mare limpido.

Sardegna Sud-Est spiagge

Un mix di storia e bellezza naturale:

  • Spiaggia di Nora: Piccola e suggestiva, con sabbia e ciottoli, e un mare cristallino, ideale per lo snorkeling tra i resti sommersi dell’antica città.
  • Sito Archeologico di Nora: Esplora le rovine dell’antica città, con il teatro romano, le terme e i mosaici.
  • Acquario di Laguna di Nora: Un centro di recupero per tartarughe marine e un acquario didattico.
  • Gite in Barca: Per esplorare la costa e le calette vicine.

Come arrivare: Pula e Nora sono raggiungibili in auto da Cagliari (SS195).

Tra terme, Petrarca e D’Annunzio. Il Veneto dei Colli Euganei a passo lento. In bicicletta

Tra terme, Petrarca e D’Annunzio. Il Veneto dei Colli Euganei a passo lento. In bicicletta

Un itinerario tra vigne, uliveti, ville signorili, il tutto dominato dal colore verde. Tra piste ciclabili e strade locali a basso traffico, il loop che parte e arriva ad Abano.

Sui Colli Euganei. In bici. Nella terra di Francesco Petrarca e Ugo Foscolo, tra dolci colline, sono diversi gli itinerari su due ruote che si possono percorrere, sia su ciclabili separate che su strade locali a basso traffico. Tra vigne, uliveti, ville signorili e tanto verde. Alla scoperta di un territorio affascinante.Uno degli itinerari più interessanti per scoprire quest’area della provincia di Padova è quello circolare che parte dalla località termale di Abano e passa per alcune storiche ville, per Arquà Petrarca, dove il sommo poeta visse gli ultimi anni della sua vita, fino al Castello di San Pelagio. Circa 50 chilometri (e 500 metri di dislivello), su e giù tra i Colli Euganei.

La zona termale famosa in tutto il mondo

Abano è una cittadina termale in provincia di Padova tra le più importanti in Europa. Sono diversi gli hotel che offrono grandi spa dove immergersi nell’acqua termale che è utilizzata per la sua azione benefica su diverse patologie, come problemi articolari, muscolari e respiratori, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e disinfettanti.

In bici tra le ville storiche e abbazie

 

I Colli Euganei verso sera - Foto di Paolo Ribichini
I Colli Euganei verso sera – 

 

Da Abano si sale in sella e si percorre la strada che va verso sud-ovest in direzione di Torreglia che si raggiunge dopo aver pedalato per 6 chilometri. Nei pressi di Torreglia vale una visita guidata la Villa dei Vescovi, di impianto rinascimentale ispirata al classicismo romano, oggi proprietà del Fai. È possibile visitare non solo la villa ma anche il parco circostante dal quale si gode di una interessante vista sui Colli Euganei. Deviando di poco dal percorso, si può raggiungere poco più a nord, l’Abbazia di Praglia, complesso benedettino dell’XI secolo.

Piacevole saliscendi

Dopo circa altri sei chilometri di pedalata si giunge a Galzignano, altra zona termale dai paesaggi suggestivi. Da qui inizia la parte più faticosa del percorso con la salita dei “Sette Guadi” che porta verso il Monte Fasolo. Per affrontare questo tratto senza preparazione, consigliamo l’uso della e-bike. Dopo la salita inizia una breve discesa che inganna i meno esperti perché poi la strada ricomincia a salire verso Cingolina.

Tra la “piccola Versailles” e i frantoi

 

Ricostruzione della riunione, condotta da Gabriele D'Annunzio, che defì i dettagli della missione su Vienna nel 1918
Ricostruzione della riunione, condotta da Gabriele D’Annunzio, che defì i dettagli della missione su Vienna nel 1918 

 

Si giunge, quindi, nella località di Valsanzibio. In zona ci sono alcuni frantoi dove degustare e acquistare oli evo, oltre che scoprire le tecniche di produzione. Vale, inoltre, una visita Villa Barbarigo, uno dei gioielli barocchi più affascinanti d’Italia, conosciuta anche come la “piccola Versailles dei Colli Euganei”. Fu costruita dall’omonima famiglia come voto per la fine della peste nel XVII secolo. Il progetto fu affidato a Bernini. Non Gian Lorenzo, bensì Luigi, fratello meno famoso del primo. Da non perdere una visita del giardino che rappresenta il processo di purificazione spirituale con le diverse fontane di cui è costellato. Il percorso in bici passa di fronte al Portale di Diana, un tempo accesso alla villa attraverso barche e gondole, oggi ingresso monumentale.

Sulle orme di Petrarca

Infine, si giunge ad Arquà Petrarca senza particolari sforzi. Arquà ha mantenuto la sua struttura medievale quasi inalterata. Oltre alla tomba di Petrarca, è possibile visitare anche la sua casa dove visse negli ultimi anni della sua vita. Al suo interno è conservato il suo studiolo e alcuni oggetti personali. Ad Arquà sono diversi i ristoranti che propongono piatti tradizionali. Da assaggiare i bigoli, le giuggiole. Il tutto condito con olio evo locale.

 

Dettaglio dell'epigrafe sulla tomba di Francesco Petrarca ad Arquà
Dettaglio dell’epigrafe sulla tomba di Francesco Petrarca ad Arquà 

 

Aerei “dannunziani” e castelli

Da Arquà Petrarca si ritorna indietro fino a Valsanzibio e da qui in discesa fino a Battaglia Terme. Si attraversa la statale 16 e si prosegue per Due Carrare. Seguendo alcune strade secondarie in direzione nord, si raggiunge il castello di San Pelagio, ultima tappa del tour, alla scoperta dei Colli Euganei. Si tratta di una villa-castello del XIV secolo e conserva ancora la sua torre merlata del ‘300. Oggi ospita il museo dell’Aria e dello Spazio. Qui è possibile ammirare oltre 300 modelli (in varie scale) di aerei e cimeli aeronautici. In questo castello soggiornò anche Gabriele D’Annunzio e proprio tra le sue mura fu pianificato l’audace volo su Vienna del 9 agosto 1918, con il lancio di migliaia di volantini tricolori. Questo gesto provocatorio rese questo castello il simbolo del pionierismo aeronautico. Proseguendo poco più a nord, si ritorna ad Abano Terme.

 

Cartellonistica lungo la ciclabile tra Abano e Torreglia
Cartellonistica lungo la ciclabile tra Abano e Torreglia 
Da Roma a Siena come una volta: il fascino del treno d’epoca

Da Roma a Siena come una volta: il fascino del treno d’epoca

Quest’autunno torna il fascino dei grandi viaggi di un tempo con il Siena Express, un treno storico che collegherà Roma a Siena per tre weekend esclusivi. Un’esperienza pensata per chi desidera rallentare, godersi il paesaggio e riscoprire il piacere del viaggio stesso. La partenza è fissata da Roma Termini il sabato mattina alle 07:42, con arrivo a Siena alle 13:20. Il ritorno è previsto la domenica alle 15:05, per un weekend che profuma di Toscana e tradizione. Le date da segnare in agenda sono 27-28 settembre, 4-5 ottobre e 1-2 novembre 2025. I biglietti partono da 29 euro, rendendo l’esperienza accessibile a tutti. A bordo si viaggia nelle storiche carrozze Gran Confort, restaurate per evocare l’eleganza dei treni degli anni ’70. Sedili ampi, atmosfera d’altri tempi e un ritmo lento permettono di assaporare ogni istante. Il percorso attraversa paesaggi da cartolina: Argentario, Val d’Orcia, borghi medievali e colline punteggiate di vigneti, fino ad arrivare nel cuore di Siena. Il treno effettua diverse fermate intermedie, tra cui Tarquinia, Capalbio, Orbetello, Grosseto, Montepescali, Monte Antico, Buonconvento e Monteroni d’Arbia. Un itinerario che diventa parte integrante dell’esperienza: non solo una destinazione, ma un viaggio nella bellezza. L’iniziativa, firmata da FS Treni Turistici Italiani, si inserisce nel progetto nazionale dedicato allo slow tourism. L’obiettivo è riportare in primo piano il piacere del viaggio, lontano dalla fretta e dai tempi serrati, per riconnettersi con la natura, la cultura e la storia dei luoghi attraversati.