Ci riferiamo allo Stretto di Hormuz e vogliamo parlare di alcune isole e isolette che vi si trovano.
Questo stretto è la porta di accesso al Golfo Persico e si stima che da qua passi il venticinque per cento del traffico petrolifero mondiale.
Non occorre essere dei geni per capire quanto sia strategico.
Proprio in prossimità del “gomito” ci sono delle isole che, oltre a non facilitare la navigazione, sono delle ottime basi per controllare i vari traffici.
E le dispute fra Emirati Arabi Uniti e Iran ne danno un chiaro segnale.
Ma siamo in Oceano Indiano ed ogni isola diventa una destinazione interessante da conoscere anche dal punto di vista turistico.

Fra le isole, iniziamo con quella che dà il nome allo stretto
Hormuz, per la verità, era l’antico nome di una florida città un po’ all’interno della costa.
A seguito delle incursioni dei mongoli, nel Trecento la popolazione si trasferì su questa isola, abbastanza vicina alla costa stessa.
L’Isola di Hormuz divenne ben presto un importantissimo centro commerciale per tutti i traffici fra Oriente e Occidente.
Si trova proprio nel vertice del gomito che forma lo stretto per aggirare la Penisola del Musandam.
Non ha sorgenti di acqua potabile che viene portata dal continente con un acquedotto.
Le altre isole
Partiamo da qui e dirigiamoci verso occidente seguendo la linea costiera.

Come dicevamo, di isole e isolette in questo braccio di mare ce ne sono tante e non rendono semplice la navigazione alle grosse petroliere.
Siccome lo scopo di queste nostre righe, però, è quello di individuare un minimo di importanza turistica, rivolgiamo la vostra attenzione soprattutto a due di esse.
Sono le isole di Qeshm e di Kish che sono anche raggiungibili con voli di linea da Teheran operati con dei piccoli jet Fokker F28 e sono entrambe porto franco.
L’Isola di Qeshm
È l’isola più grande del Golfo Persico ed ha una superficie doppia di quella del Bahrain, tanto per dare una misura.
Il suo aspetto è montuoso e le sue coste sono rocciose, punteggiate da villaggi grandi e piccoli.
Ci sono dei diving center che la considerano un gioiello subacqueo tutto da esplorare grazie alle sue acque calde e cristalline.
I fondali offrono ottime esperienze a sub e snorkelisti con barriere coralline incontaminate e una notevole biodiversità.
Quasi attaccate alla costa dell’isola, ci sono le Isole Naz e l’Isola di Hengam.
Le prime sono ritenute il paradiso di tartarughe, razze e squali, mentre la seconda è famosa per le grotte e i canyon sottomarini.
Oltre a questo, c’è la possibilità di fare un’esperienza di snorkeling veramente unica sulle rovine sommerse della città vecchia di Qeshm.

È bene anche considerare che questa è una destinazione che può anche soddisfare eventuali accompagnatori non subacquei.
Ci sono diverse cose interessanti a partite dalle mangrovie dell’Hara Mangrove Forest Protected Area con la avifauna che vi è ospitata.
Si può, poi, fare una escursione nell’interno per vedere le forme di erosione delle rocce nella Valle delle Stelle.
Oppure visitare uno dei villaggi Bandari, dove si sono conservate le antiche tradizioni e le donne più anziane portano ancora la mascherina a coprire la parte superiore del volto.
L’Isola di Kish

Questo luogo si vanta di offrire ai turisti le attrazioni più moderne di tutto il Golfo Persico.
Si va dal classico sci d’acqua o la banana-boat o il parasailing al modernissimo flyboard o al gyrocopter o, per chi non ha brevetto subacqueo, allo scooter sottomarino.
E, naturalmente, immersioni e snorkel per tutti i gusti sulla vivacissima barriera corallina.
Le attrazioni locali da invitarvi a sperimentare sono tre.
Il relitto del Koula F, un cargo incagliato che fu divorato dalle fiamme. È fuori dall’acqua con tutto lo scafo e sembra ancora in linea di navigazione.
Poi c’è la “Città Sommersa”, che è in realtà un antico acquedotto sotterraneo.
Ed infine, per grandi e piccini, c’è l’Art Center con un acquario che espone specie marine uniche del Golfo Persico.
Fra tutte le isole, questa è la più vivace, almeno se si hanno esigenze da occidentali.
Con numerosi centri commerciali, hotel e villaggi turistici, ospita fino a un milione di visitatori all’anno ed è fra le più richieste nel sud-ovest asiatico dopo Dubai e Sharm el-Sheikh.

Le isole più al largo
Qualche diving center su Qeshm talvolta organizza una full-day con barche idonee per raggiungere l’isola di Abu Musa passando per le Isole Tunb (Grande e Piccola).
Abu Musa soprattutto è nota per la sua bellissima spiaggia che offre pace e tranquillità tuffandosi in un mare azzurro e trasparente da cui arrivano le tartarughe marine a deporre le uova.
Come tutte le isole lontane dalla costa, questo piccolo arcipelago offre l’opportunità di fare tanti incontri interessanti in immersione.
Quindi, se se ne presenta l’occasione, è consigliabile approfittarne.