Si può dire che quasi quotidianamente oggi si parla di Iran nei vari mezzi di comunicazione.
Purtroppo, le notizie non sono certo positive e quello che riportano non è edificante.
Al di là dello sconsiglio della Farnesina, dubitiamo fortemente che ci siano turisti o viaggiatori che, per quanto avventurosi, al momento abbiano idea di fare delle vacanze in Iran.
Ed è un vero peccato, perché questo Paese ha veramente tanto da dare.
Ha visto nascere una delle più grandi e raffinate civiltà mai esistite dalla preistoria ai giorni nostri.
E ancora oggi riuscirebbe a regalare forti emozioni a chi volesse solo capire la sua realtà culturale.
Cosa offre
Astraiamoci dai problemi che affliggono attualmente l’Iran e continuiamo a parlare come se dovessimo organizzare a breve una vacanza.
Per ovvi motivi, la Persia – per chiamarla col suo vecchio nome – è rimasta fuori dalle rotte del turismo di massa.
Tuttora richiede, richiederebbe, una visita ponderata, preparata e assolutamente non ”mordi e fuggi”.
Cosa ci possiamo aspettare dall’Iran?
Architettura
È uno dei Paesi che può vantare capolavori dell’architettura mondiale.
Solo alcuni esempi sono la Moschea dell’Imam ed il palazzo Chehel Sotun ad Isfahan.
O anche le Torri del Silenzio di Yazd dal significato curioso.

Persone
La perla più preziosa dell’Iran è la sua gente.
L’amicizia e l’ospitalità, la socievolezza e la generosità sono alcune delle principali caratteristiche degli iraniani.
La loro accoglienza è spontanea e calorosa.
Storia
Con ben 3000 anni di storia documentata, l’Iran vanta una ricca eredità di rovine e monumenti.
Poter girovagare tra le vestigia di imperi antichi visitando Pasargade e Persepoli sono esperienze uniche.
Arte e Artigianato
La complessa morfologia del Paese ed il susseguirsi degli eventi della sua storia hanno favorito una tradizione artistica caratterizzata da un’estrema vitalità e ricchezza.
L’ Iran è un Paese in cui si venera ancora la poesia, in cui la storia è ancora raccontata dai nodi dei gabbeh, ovvero dei tappeti, e dalle delicate pennellate dei miniaturisti.
I tappeti, per non parlare degli intarsi o del vetro soffiato o delle ceramiche o dei vari metalli cesellati, sono delle vere opere d’arte più che semplice artigianato.
Iran, i luoghi

In quanto a morfologia del territorio, si potrebbe dire che l’Iran non si fa mancare nulla.
Ci sono montagne molto alte come il Monte Damavand nel nord del Paese che è di 5610 metri.
E ci sono fitte foreste incontaminate sulla catena dell’Elburz che costeggia la sponda del Mar Caspio.
Come ci si potrebbe aspettare, c’è anche il deserto, anzi un “immenso deserto” come si traduce il suo nome “Dasht-e-Kevir”.
E c’è il mare stupendo, ricco di pesci e di coralli.
Non per nulla le coste iraniane sono sull’Oceano Indiano, con le isole dello Stretto di Hormuz.
Poi, ci sono delle città che, ognuna a modo suo, hanno un fascino speciale.
Nel nostro ipotetico viaggio potremmo patire da Teheran e, andando verso sud, passare da Qom, proseguire per Isfahan e arrivare a Shiraz con una visita a Persepoli.
Va detto subito che queste sono le città da non perdere, ma ce ne sono altre dove sicuramente meriterebbe fare una tappa, come Hamadan, Kashan, Yazd o Kerman.
Teheran
Se si guarda oggi questa città, non si può credere che nel X secolo fosse solo un piccolo villaggio alle pendici dei Monti Alborz.
Vi si rifugiavano gli abitanti della vicina storica città di Ray per sfuggire al caldo.
Questo fece sì che in un paio di secoli divenisse un centro commerciale importante, anche grazie alla quantità di acqua proveniente dalle vicine montagne.
Sulla spinta delle tante invasioni si arrivò piano piano a fortificare sempre di più il sito.
E dopo altre vicende finalmente nel XVIII secolo divenne ufficialmente la Capitale della Persia.
Oggi conta quasi 15 milioni di abitanti ed ospita imprese commerciali e industriali di tanti tipi, da quelle automobilistiche a quelle elettroniche passando per la florida produzione delle armi.

Qom
È la seconda delle due città sante dell’Iran – l’altra è Mashhad – e conserva il corpo di Fatima l’Immacolata venerata dagli sciiti fino dal X secolo.
Rappresentò il cuore della rivoluzione iraniana, vi risiedeva l’Ayatollah Khomeyni ed è tuttora una dei centri più conservatori del Paese.
Il centro di questa città non è accessibile ai non-musulmani ed i suoi pregevoli monumenti possono essere visti solo dall’esterno.
Isfahan
È nota per le bellezze architettoniche e per i suoi giardini.
Città antichissima, nella sua storia ha subito occupazioni da parte di arabi, mongoli e afgani.
Spettacolare la Piazza Imam Khomeyni – ufficialmente Meydān Naqsh-e Jahān, ovvero “Piazza Metà del Mondo” – una delle piazze più grandi della Terra.
Vi si affacciano costruzioni che lasciano a bocca aperta come la Moschea del Venerdì, la Moschea dello Scià, il Palazzo Ali Qapu e tante altre.

Shiraz
È stata la Capitale della Persia fino a quando questo onore non fu trasferito a Teheran ed ha probabilmente più di 4000 anni di vita.
Nei suoi dintorni sono state rinvenute delle giare ancora contenenti del vino e che risalgono a 7000 anni fa…forse il primo vino del mondo.
Grazie a tributi versati a Gengis Khan e a Tamerlano, alla città furono risparmiati saccheggi e distruzione.
Del resto, qua non vivevano guerrieri, ma gente di cultura.
Fino dal XIII secolo, Shiraz divenne un centro culturale, guida nelle arti e nelle lettere.
Interessante in centro la Cittadella di Karim Khan del XVIII secolo che assomiglia a una fortezza medievale.
Persepoli

Appena a qualche decina di chilometri a Nord di Shiraz si trova un imponente e suggestivo sito archeologico.
Sono i resti di Persepoli – la “Città dei Persiani” – una delle cinque Capitali dell’Impero Achemenide e risalente al 520 a.C.
Si sviluppa su una superficie di 125000 metri quadrati in parte costruita e in parte scavata nel Monte Rahmet.
Si pensa che non avesse funzioni di vera e propria Capitale, tecnicamente parlando, ma che fosse soprattutto un centro cerimoniale.
Lo stile della realizzazione di questa opera d’arte non è del tutto omogeneo, forse perché furono chiamati a realizzarla i migliori artisti da ogni parte dell’Impero.
Cosa dire per chiudere queste poche note sull’Iran?
Forse solo che ci auguriamo che la situazione del Paese si normalizzi al più presto.
Per il bene degli iraniani, ovviamente, ma anche per poterci andare da turisti.