Benvenuti alla Fiermontina Ocean, dove il turismo diventa strumento per garantire un futuro alla comunità.
Costa nord occidentale del Marocco, provincia di Larache. Superate il villaggio di Khemis Sahel e percorrete cinque chilometri di strada sterrata in mezzo a una foresta di querce da sughero. È qui che i fratelli Fouad Giacomo e Antonia Yasmina Filali hanno deciso di mettere le basi di un progetto che rende omaggio alla propria famiglia. Tra queste immense spiagge deserte, a meta’ strada tra Rabat e Tangeri, il tempo sembra essersi fermato sessant’anni fa. Le nuvole corrono veloci sopra le dune dorate, i gabbiani vanno e vengono, la campagna regala scene rurali.

Tutto comincia con la nonna dei fratelli, Antonia Fiermonte, pittrice e violinista, che dall’Italia si trasferisce a Parigi dove sposa lo scultore René Letourneur. Negli anni 50 il destino della famiglia si unisce a quello di Thami Filali, giudice della legge coranica in Marocco, grazie al matrimonio della figlia di Antonia, Anne, e Abtellatif, figlio di Thami. Da quelle nozze cresce di generazione in generazione, e sempre più forte, il legame tra Italia e Marocco, che oggi i figli di Anne, Fouad Giacomo e Antonia Yasmina, portano avanti.
La Fiermontina è il secondo progetto dei fratelli, che nel 1993 avevano già creato la Fondation Orient-Occident a Rabat per favorire l’integrazione e il dialogo interculturale. La Fiermontina Ocean è il proseguimento di quanto iniziato tempo fa, un esempio di turismo sostenibile nel senso più concreto che si possa dare a questo termine. La domanda da cui sono partiti è: come può la bellezza generare futuro?. Con una passione rara hanno contribuito al recupero e sviluppo di villaggi quasi scomparsi, non solo fornendo acqua, strade, ma anche istruzione e formazione, favorendo la nascita di cooperative locali, iniziative agricole sostenibili e un business basato sull’economia sociale e solidale. È questa la prima grande bellezza del lodge.
Nei villaggi di Dchier, Tcharouah e Mezgalef molte famiglie vivevano isolate, prive di opportunità e spesso costrette a lasciare la propria terra in cerca di un lavoro. Gli abitanti oggi lavorano nel progetto, diventando essi stessi protagonisti della trasformazione del loro territorio. I bambini hanno una nuova prospettiva, le donne, la propria autonomia. Gli uomini hanno riscoperto il valore delle tradizioni tramandate dai loro padri. Le case in pietra sono tornate ad aprire le proprie porte. Per proteggere le dune del Sahel e il delicato ecosistema costiero, Fouad Giacomo e Antonia Yasmina hanno avviato importanti interventi di riforestazione, piantando ulivi, frutteti e orti biologici.
Chi arriva oggi a La Fiermontina Ocean trova bucoliche suite affacciate sull’oceano o ville immerse nella natura, con arredi eleganti nella loro semplicità, ispirazione, cultura e lo charme rilassato di un beach club in un tratto di costa selvaggia, sentieri tra boschi e uliveti da percorrere a cavallo. Tramonti che incendiano le dune.
Ma scopre anche una comunità. Gli ospiti della Fiermontina possono infatti fare colazione nella casa di Fatima Zahra, con tè alla menta e dolci fatti in casa, possono imparare dalle donne del villaggio a preparare il cous cous o la tajine seguendo antiche ricette. Un luogo che ci insegna che il turismo può diventare uno strumento di dignità, di incontro e di crescita condivisa e che un viaggio può lasciare molto di più che un bel ricordo.







