In un pianeta dove lo sci rischia fortemente l’estinzione a causa del cambiamento climatico, nessuno si aspetterebbe che migliaia di persone si riversassero, ogni anno, in una piccola capitale degli sport invernali dell’Africa Australe, che riscuote un crescente successo. Eppure, negli ultimi anni, il Lesotho, piccolo regno montuoso senza sbocco sul mare incastonato nel Sudafrica-sudorientale , è diventato una meta di riferimento per molti appassionati di sci provenienti – per il momento – da tutta l’Africa meridionale. L’altitudine elevata e la conformazione montuosa rendono il Lesotho il paese più freddo del continente: sugli altopiani, tra giugno e agosto, le temperature scendono abitualmente fino a 8 gradi sotto zero.
L’Afriski Mountain Resort, situata a circa 3.200 metri) di altitudine tra le montagne settentrionali del Maluti, è l’unica stazione sciistica pienamente operativa della piccola (30mila chilometri quadrati, qualcuno meno del Belgio) monarchia costituzionale, nonché l’unica dell’Africa subsahariana.
Diciassette ettari di piste
Il maestoso paesaggio innevato è ideale per lo sci; sia i visitatori abituali che quelli alle prime armi apprezzano le piste, che si estendono su una superficie di 17 ettari attorno al resort, un’area grande quanto circa 24 campi da calcio regolamentari. La struttura, che ha aperto i battenti 25 anni fa, si trova a breve distanza di autobus o auto, circa 80 chilometri, da Butha-Buthe, la più vicina città.
L’anno scorso, il turismo ha contribuito per circa il 7% al pil annuale del Lesotho, che ammonta a circa 2,6 miliardi di dollari. Dal canto suo, Afriski apporta risorse economiche preziose in un paese classificato dalla Banca Mondiale tra i più poveri al mondo; inoltre, grazie agli impianti di innevamento artificiale, la stazione riesce a rimanere aperta per tutta la durata dell’inverno australe.
Una terra di alta montagna
Se è vero che Donald Trump, quando impose al Lesotho i dazi più alti del mondo, si permise si apostrofarlo come un paese di cui “nessuno ha mai sentito parlare”, appena un anno prima il regno – e con una popolazione di 2,3 milioni di abitanti – aveva celebrato il bicentenario della fondazione della nazione Basotho e il 58° anniversario dell’indipendenza dal dominio britannico.
Situato interamente a un’altitudine pari o superiore ai 1.000 metri, il regno è soggetto a abbondanti nevicate; qui lo sci sta guadagnando popolarità, trasformandosi da sport di nicchia – un tempo associato principalmente al Nord America e alle Alpi europee – ad un’attività sempre più diffusa. La maggior parte delle persone raggiunge il Paese in auto dal vicino Sudafrica, ma i visitatori internazionali possono anche arrivare in aereo all’aeroporto di Maseru, la capitale del Paese, seppure perlopiù via Johannesburg.
La “scommessa” vinta da Afriski
L’amministratore delegato di Afriski, Theo Ferreira, afferma che quasi il 70% dei visitatori proviene dal Sudafrica; i restanti arrivano principalmente dal Lesotho o da altre zone dell’Africa meridionale. Il resort conta oggi 227 dipendenti, tra assunti a tempo pieno e stagionali – quasi tutti cittadini del Lesotho, a eccezione di una trentina di sudafricani che lavorano soprattutto come maestri di sci. Sebbene la struttura disponga di posti letto per 420 ospiti, le vicine località di Butha-Buthe e Mohlokong offrono ulteriori sistemazioni durante l’alta stagione. La giornata di maggior affluenza – ha riferito lo stesso manager – dell’anno in corso ha registrato oltre 1.400 visitatori, mentre il record assoluto è stato di oltre 1.600 presenze (tra visitatori giornalieri e ospiti che hanno pernottato).
Poiché l’instabilità meteorologica può rendere scarsa la neve naturale, il resort ricorre all’innevamento artificiale per garantire la pratica dello sci per l’intera stagione invernale. Afriski sta contribuendo all’affermazione del turismo sciistico come ulteriore attrattiva dell’Africa meridionale, regione nota soprattutto per la fauna selvatica e i paesaggi costieri affacciati sugli oceani Indiano e Atlantico.
I turisti: “Africa? Pensi al Sahara… e invece…”
Per molti visitatori, Afriski è il luogo in cui hanno preso le prime lezioni di sci, affrontando cadute e rialzandosi per riprovare ancora e ancora, fino a riuscire a completare la prima discesa senza cadere. Janco Smits, uno studente di Città del Capo la descrive all’agenzia di stampa Associated Presse come “una pista fantastica per imparare”. “All’inizio è un po’ scoraggiante, perché cadi, e cadi anche di brutto”, ha raccontato. “Ma le persone qui mi hanno dato una lezione e, onestamente, dopo un’ora mi sentivo già sicuro di me”.
“Quando pensi al continente africano, non pensi alla neve. Pensi… al sole e al Sahara“, ha detto Thato Ramaphoko, visitatore alla prima esperienza presso il resort e proveniente dalla capitale sudafricana Pretoria.. “Ma il fatto di poter vivere tutto questo e poi venire qui e trovare la neve… è qualcosa di incredibile; dovevo assolutamente vederlo con i miei occhi”.
Le altre attrazioni locali
I visitatori di Afriski possono anche assaporare un po’ del Lesotho gustando i tradizionali involtini di pasta sfoglia con salsiccia e la Maluti Lager, la birra prodotta localmente di cui il Paese va fiero. Quanto ai souvenir da portare a casa, provate la colorata coperta Basotho: è caratterizzata da tinte vivaci e motivi che si ritrovano anche nell’abbigliamento locale e che vengono integrati in modo creativo in diverse giacche e attrezzature da sci.
