La sfida non è smettere di viaggiare, ma farlo in modo migliore e per periodi più lunghi. Dal SudAfrica all’Indonesia, sino alla sorpresa di Grado, ecco mete belle ma anche tranquille dal punto di vista della guerra.
Per festeggiare l’Earth Month, il mese di aprile dedicato alla consapevolezza ambientale e alla tutela del nostro pianeta, ecco una serie di proposte di viaggi sostenibili nel rispetto delle comunità locali e gli ecosistemi. Il turismo rappresenta quasi il 10% delle emissioni globali, tra cui in particolare quelle dei voli. L’analisi dell’impronta di carbonio condotta nel 2023 evidenzia che il vero impatto deriva da quelle indirette, e cioè i voli internazionali (76%) e le attività in destinazione come alloggi, trasporti e ristorazione (23%).
I viaggi consapevoli
“Non si tratta di rinunciare ai viaggi, ma di trasformare radicalmente il modo in cui li affrontiamo: viaggiare meno spesso, per periodi più lunghi e con maggiore consapevolezza è la chiave per ridurre l’impatto senza rinunciare all’esperienza”, afferma Marion Phillips, Head of Sustainability di Evaneos (realtà che organizza viaggi sostenibili in collaborazione con un agente locale in oltre 160 paesi”. La decarbonizzazione Carbon30 di Evaneos punta a ridurre in modo strutturale le emissioni per viaggio intervenendo lungo tutta la customer journey: dalla scelta del trasporto alla durata del soggiorno, fino alle esperienze in destinazione. L’obiettivo è promuovere un modello basato su viaggi della durata prestabilita di un minimo di 7 giorni per il corto-medio raggio fino a 14 giorni per l’ultra-lungo, eliminando i soggiorni inferiori ai 5 giorni per i Paesi raggiungibili in aereo. Carbon30 si traduce inoltre anche in azioni concrete per la salvaguardia delle destinazioni. Un esempio per tutti? In Indonesia, la piattaforma ha avviato Indo 360, un piano strutturato in 5 punti insieme a partner locali, per riequilibrare i flussi turistici, oggi concentrati per circa il 40% soltanto a Bali. L’obiettivo è combattere l’overtourism in un Paese che ne è stato particolarmente colpito, incentivando al contempo soggiorni più lunghi e strutture sostenibili, nel rispetto del territorio.
Una meta vicina: Grado
Il territorio di Grado vanta una straordinaria ricchezza naturale: la sua laguna, lunga 25 km e tra le più belle del Mediterraneo, e le riserve naturali custodiscono una biodiversità unica. Tra queste, la Foce dell’Isonzo – Isola della Cona rappresenta un autentico paradiso: considerata la migliore area d’Italia per il birdwatching, si estende su 2.400 ettari lungo gli ultimi 15 km del fiume Isonzo e ospita oltre 340 specie di uccelli, una varietà rara nel panorama nazionale. La laguna offre inoltre habitat di grande valore, con specie di flora e fauna presenti quasi esclusivamente nell’Adriatico settentrionale, come la salicornia, oltre a ecosistemi oggi minacciati a livello globale. Proprio per conservare questo ecosistema sono stati effettuati negli ultimi anni lavori di ripristino della foce dell’Isonzo sull’isola della Cona: il rafforzamento degli argini per contrastare erosione e innalzamento del livello del mare, e la creazione di un sistema che consente, quando necessario, di alimentare le aree con acqua dolce dal fiume Isonzo, evitando la salinizzazione e preservando le ultime paludi d’acqua dolce costiere. Questi interventi hanno favorito lo sviluppo di habitat di interesse comunitario, frequentati da numerose specie animali e vegetali.
Una meta lontana: SudAfrica
Il Sudafrica rappresenta uno dei casi più concreti di turismo sostenibile applicato su larga scala, dove la conservazione ambientale non è solo una dichiarazione d’intenti ma una pratica supportata da dati, investimenti e risultati tangibili. Da oltre un secolo, il Paese ha costruito un sistema articolato di tutela del territorio che oggi comprende 19 parchi nazionali, per un totale di oltre 4 milioni di ettari protetti. A questi si aggiungono centinaia di riserve private e aree comunitarie, creando uno dei network di conservazione più estesi e diversificati al mondo. Inoltre, già nel 1996, il Paese è stato il pioniere del turismo responsabile, che venne integrato nella politica nazionale: un invito a enti pubblici e privati a prendersi cura della fauna, specialmente quella a rischio. Un esempio è Hluhluwe-iMfolozi, la più antica riserva africana, dove negli anni ’50 restavano meno di 100 esemplari di rinoceronte bianco. Grazie al programma “Operation Rhino”, il numero è cresciuto fino a diverse migliaia, permettendo la reintroduzione della specie in altri Paesi del continente. Oggi, il Sudafrica ospita circa l’80% della popolazione mondiale di rinoceronte bianco, un risultato straordinario che dimostra come la gestione attiva e il turismo possano finanziare la conservazione. Allo stesso modo, Addo Elephant National Park racconta una storia di recupero: nel 1931 vi sopravvivevano appena 11 elefanti; oggi la popolazione supera i 600 individui, inseriti in un ecosistema protetto che include anche specie marine lungo la costa. Nel Northern Cape, la riserva privata Tswalu Kalahari Reserve rappresenta un modello avanzato di conservazione rigenerativa. Qui il turismo è volutamente limitato: pochi ospiti, lodge a basso impatto e attività su misura riducono la pressione sull’ambiente. I ricavi finanziano progetti scientifici di lungo periodo, come il monitoraggio di specie rare (pangolini, leopardi del deserto) e il ripristino della vegetazione del Kalahari. Negli ultimi 30 anni, Tswalu ha reintrodotto oltre 20 specie e ha recuperato habitat degradati, dimostrando come anche il turismo di fascia alta possa avere un impatto ambientale positivo.
La California che ti sorprende
Tra cantine vinicole a basso impatto, cucina zero-waste, città modello di sostenibilità e attività outdoor immerse in riserve naturali protette, la California propone un viaggio consapevole dal nord al sud, dove ogni tappa invita a godere del meglio della destinazione rispettando il pianeta. Nel Nord della California, a Morgan Hill, le esperienze eco-friendly spaziano dalle cantine sostenibili come Guglielmo Winery e Clos LaChance Vineyards, che adottano tecniche agricole naturali riducendo emissioni e consumo d’acqua, fino a realtà come The FillerUp Shop, punto di riferimento per prodotti zero-waste. Per chi ama l’outdoor, Coyote Valley Open Space Preserve e Anderson Lake County Park, aree dedicate alla conservazione e alla valorizzazione della bellezza naturale, offrono percorsi immersi nella natura incontaminata. A San Francisco l’esperienza green si sposta sull’acqua con la nave ibrido-elettrica Enhydra di Red and White Fleet, un modo panoramico e a basse emissioni per esplorare la baia. Anche la cultura si fa green: il Palm Theatre è il primo cinema degli Stati Uniti alimentato a energia solare. All’estremità meridionale della Costa Centrale, la Contea di Ventura celebra l’Earth Day con un calendario di eventi che unisce intrattenimento e consapevolezza ambientale. Tra questi, l’imperdibile Whale Festival (19 aprile) a Oxnard con laboratori educativi dedicati alle balene grigie del Pacifico, attività pensate per sensibilizzare sulla tutela degli oceani e concerti dal vivo. Il tutto in una città con chilometri di spiagge incontaminate di sabbia bianca, eleganti architetture vittoriane e un porto pittoresco, vera porta d’accesso al Channel Islands National Park, un arcipelago con cinque isole selvagge che custodisce un patrimonio unico di biodiversità, con centinaia di specie endemiche e habitat intatti. Spostandosi nella California del Sud, Irvine emerge come una delle città più green degli Stati Uniti, con oltre 6.600 ettari di spazi aperti preservati e il progetto del Great Park, destinato a superare Central Park per dimensioni, una volta completato. Qui Irvine Ranch Conservancy trasforma i visitatori in protagonisti attivi della tutela ambientale, guidandoli in iniziative di ripristino degli habitat, piantumazione di specie autoctone e rimozione di piante invasive, rendendo ogni passeggiata o attività all’aperto un gesto concreto per il pianeta.