Ci sono luoghi in cui il paesaggio, oltre a essere bello da vedere, invita a essere letto con attenzione. I geoparchi aderenti alla Rete Europea e riconosciuti dall’UNESCO nascono proprio con questo spirito.
Ci sono luoghi in cui il paesaggio, oltre a essere bello da vedere, invita a essere letto con attenzione. I geoparchi aderenti alla Rete Europea e riconosciuti dall’UNESCO nascono proprio con questo spirito: territori di particolare valore geologico, dove lo sviluppo turistico non consuma ma valorizza e la tutela del patrimonio naturale si intreccia con la vita delle comunità locali. Non parchi “recintati”, ma paesaggi abitati, da attraversare a piedi o in bicicletta, lungo sentieri, borghi e strade minori, scegliendo un turismo sostenibile, curioso e lento.
Nel Centro-Sud Italia i geoparchi riconosciuti sono sette e invitano a un viaggio che attraversa l’Italia minore, tra montagne, altopiani, coste e aree interne ancora poco frequentate.
Il primo incontro, scendendo lungo la dorsale appenninica, è con il Geoparco della Majella, in Abruzzo, un grande massiccio montuoso che si innalza a pochi chilometri dall’Adriatico. Qui il paesaggio è fatto di altipiani d’alta quota, gole profonde come quelle dell’Orfento e dell’Alento, boschi e pareti rocciose che ospitano eremi scavati nella pietra. È una meta ideale per il trekking e per chi cerca silenzi e spazi aperti, con borghi come Caramanico Terme, Pacentro o Guardiagrele che permettono di unire cammini, terme, artigianato e cucina locale.
Proseguendo verso sud si entra nel cuore della Puglia più interna, quella del Geoparco dell’Alta Murgia, un altopiano carsico che si estende tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Qui il viaggio è fatto di orizzonti larghi, doline, pascoli pietrosi, boschi e campi coltivati. Il paesaggio racconta un rapporto millenario tra uomo e natura, visibile nei muretti a secco, nelle vecchie miniere di bauxite, negli jazzi e nelle masserie. Castel del Monte e Gravina di Puglia sono i riferimenti più noti, ma il geoparco si scopre soprattutto lentamente, attraversando i piccoli comuni e le strade bianche dell’entroterra.
Tra Basilicata e Calabria si apre poi uno dei territori montani più vasti e spettacolari d’Italia: il Geoparco del Pollino, che coincide con il più grande parco nazionale del Paese. Le alte cime del massiccio del Pollino e dei monti di Orsomarso ospitano i celebri pini loricati, simbolo del territorio. Dai punti più elevati, come la Serra Dolcedorme, lo sguardo abbraccia ampi panorami che giungono fino al mare. È un luogo perfetto per l’escursionismo, il canyoning e il turismo nei borghi, dal borgo arbëreshë di Civita a Morano Calabro, dove la montagna detta ancora i ritmi della vita quotidiana.
Più a ovest, in Campania, il Geoparco del Cilento Vallo di Diano e Alburni offre uno dei paesaggi più vari del Sud Italia. Dalla costa tirrenica alle montagne interne, il territorio alterna grotte, canyon, fiumi, altopiani e siti archeologici di fama mondiale come Paestum e Velia, insieme alla Certosa di Padula. Qui il turismo sostenibile è già una pratica diffusa, tra sentieri costieri, aree interne poco affollate, agriturismi e piccoli musei, in un territorio che ha fatto della Dieta Mediterranea un patrimonio culturale oltre che alimentare.
Scendendo ancora si raggiunge l’estremo sud della Calabria, dove il Geoparco dell’Aspromonte sorprende per la sua natura aspra e insieme spettacolare. Le montagne si innalzano rapidamente dal mare e sono incise da profonde fiumare e canyon che hanno modellato la roccia nel corso dei millenni. Dai belvedere naturali lo sguardo spazia sullo Stretto di Messina, sull’Etna e sulle isole Eolie. È una destinazione ideale per chi cerca luoghi autentici, tra foreste, cascate, sentieri e borghi grecanici ancora poco toccati dal turismo di massa.
Attraversato lo Stretto, in Sicilia, il viaggio continua nel Geoparco delle Madonie, a nord dell’isola, tra la costa tirrenica e l’entroterra montano. In uno spazio relativamente ridotto si concentrano vette, boschi, grotte, sorgenti e una biodiversità sorprendente. I borghi delle Madonie, come Castelbuono e Petralia Sottana, sono punti di partenza ideali per escursioni, visite ai musei geologici e attività all’aria aperta, offrendo una Sicilia diversa, lontana dalle rotte più affollate.
Nel cuore dell’isola, attorno a Enna, si estende infine il Geoparco Rocca di Cerere, un territorio segnato da paesaggi di gesso e zolfo, miniere abbandonate e altopiani che raccontano una storia profonda legata alla terra e al lavoro umano. Il Parco Minerario di Floristella-Grottacalda è una tappa significativa, così come Piazza Armerina con la sua Villa Romana del Casale, patrimonio UNESCO. Qui il turismo sostenibile passa attraverso la valorizzazione della memoria, dei piccoli comuni e delle produzioni locali.
I geoparchi UNESCO del Centro-Sud Italia sono un invito a viaggiare con uno sguardo diverso: non solo per vedere, ma per capire. Luoghi dove il paesaggio diventa racconto e il turismo una forma di conoscenza, capace di rispettare la terra e chi la abi