Dodici ore indimenticabili tra stazioni di ricerca, colonie di pinguini, paesaggi incontaminati: il viaggio estremo e ritorno vola da Punta Arenas, nella Patagonia cilena, fino al continente perennemente ricoperto dai ghiacci, con il dovuto rispetto verso un ecosistema fragile e insostituibile.
Ci sono giorni che possono valere una vita. Uno di questi è senz’altro quello in cui viaggerete in Antartide. Dodici ore epiche durante le quali atterrerete sull’Isola Re Giorgio dopo due ore di volo, navigherete su un gommone zodiac verso l’Isola di Ardley, avvisterete colonie di pinguini, visiterete una chiesa ortodossa e soprattutto, sarete sopraffatti dall’emozione di essere, davvero, in capo al mondo. L’ultima frontiera del viaggio è un’escursione giornaliera proposta di Civitatis che permette di partire direttamente da Punta Arenas, da quel lembo di Cile che affaccia direttamente sull’Oceano Antartico, ed atterrare in una delle isole che distano dalla costa del continente antartico poco più di un centinaio di chilometri.
Il continente ghiacciato
L’oggetto del desiderio è mettere piede, anche se per sole 12 ore, in Antartide, il continente ghiacciato che circonda il Polo Sud, il luogo più freddo, secco e ventoso della Terra. Chiaramente si tratta di un’escursione che permetterà di scoprire solo una minuscola parte di quei 14 milioni di km quadrati quasi interamente ricoperti da una calotta glaciale che ricopre rocce, montagne e valli abitate da pinguini, dalle famose foche di Weddell e di Ross, mentre tutto intorno nuotano le balene. Non si tratta di visitare città, che non esistono, ma solo un villaggio abitato da un’ottantina di persone, però in estate potrete vivere la magia del sole che rimane sempre sopra l’orizzonte.

L’Antartide, con un ambiente naturale a dir poco ostile che rende difficilissimo arrivo e permanenza, protetto da leggi internazionali per la ricerca scientifica e la conservazione, non è quindi per tutti ma per pochissimi, consapevoli che anche quei pochissimi dovranno rispettare un ecosistema fragile, prezioso e insostituibile (e probabilmente rimanerci solo un giorno può essere un modo per limitare i danni da permanenza turistica). E tenendo anche presente che l’escursione giornaliera di 12 ore, comprensive del volo di andata e ritorno e del tempo di esplorazione in Antartide, costa 5.666 euro a persona a cui vanno aggiunti i costi per raggiungere Punta Arenas, nella Regione di Magellano, Cile meridionale. Che, per noi, e per buona parte del globo, non è proprio dietro l’angolo.
Bel tempo permettendo
Mettendo nello zaino il giusto spirito di adattamento, che cosa si potrà fare in queste poche ore a contatto con un mondo incontaminato e remoto? Intanto concedersi qualche giorno di possibile attesa, perché ci si alzerà in volo da Punta Arenas soltanto condizioni meteo permettendo. «Questo tour include quattro notti di alloggio in un hotel a 3 o 4 stelle a Punta Arenas nei quattro giorni precedenti la partenza per l’isola Rey Jorge, poiché il volo dipende dalle condizioni meteorologiche» spiega Sofia Visinoni, del’area comunicazione di Civitatis, piattaforma internazionale di visite guidate, escursioni e attività in lingua italiana nelle principali destinazioni del mondo, che ha già programmato partenze per il 24 dicembre, il 7 e 13 gennaio, il 10 e il 17 febbraio e il 12 e il 20 marzo 2026. «Partire dalla capitale della Regione di Magellano permette di evitare di navigare per lunghe ore attraverso il Passaggio di Drake – continua. – Verremo a prendervi al vostro hotel e vi accompagneremo all’aeroporto per prendere un volo diretto in Antartide, della durata compresa tra un’ora e mezza e due ore».
Volando sul mitico Passaggio di Drake
Il mitico Passaggio di Drake, uno dei tratti di mare più burrascosi dell’intero pianeta, si supererà con circa due ore di traversata aerea fino ad atterrare alla base Presidente Frei Montalva sull’isola King George nell’arcipelago delle Shetland, che ospita strutture scientifiche di diversi paesi, tra cui la Russia che vi mantiene una stazione di ricerca operativa tutto l’anno.

Per la pur piccola popolazione residente oltre ai rarissimi e occasionali visitatori, sono presenti un ospedale, l’ufficio postale, una scuola, un albergo e un piccolo negozio di souvenir.
Dentro una stazione di ricerca
«Una volta lì, visiteremo Villa Las Estrellas, un piccolo villaggio appartenente al Cile nella Base Presidente Eduardo Frei Montalva. Successivamente, ci avvicineremo alla Chiesa ortodossa della Santissima Trinità, nella famosa Base Bellingshausen. Vedremo i lavori di ricerca permanenti che vengono svolti in questa zona dal governo russo dal 1968. Per sfruttare al massimo la giornata, non faremo soste per mangiare, ma approfitteremo dei tragitti per ricaricare le energie con diversi snack che potrete portare con voi il giorno dell’escursione».
Fra migliaia di pinguini Papua
Dopo la terraferma, sarà la volta delle acque gelide dell’Oceano Antartico che circondano l’arcipelago delle Shetland da affrontare a bordo di un gommone tipo zodiac che, partendo dalla baia di Fildes, vi condurrà all’isola di Ardley, dichiarata Area Antartica Specialmente Protetta per l’importanza delle colonie di uccelli marini che la abitano. Sul ghiaccio che ricopre i poco meno di due chilometri di lunghezza che la costituiscono, vivono e prosperano colonie di pinguini papua, barbuto e Adelaide.

Secondo BirdLife International l’isola, che a lungo fu considerata una penisola, ospita una colonia riproduttiva di 4.600 coppie di pinguini, quindi l’incontro dovrebbe essere relativamente semplice. Salutati i pinguini sarà il momento di tornare, sempre in barca e condizioni climatiche permettendo, sull’isola Re Giorgio, dove sono previse altre cinque ore di esplorazione prima di tornare in aeroporto per il volo di ritorno. lasciarsi incantare da un paesaggio a dir poco straordinario sarà la parola d’ordine di questi momenti, poi il ritorno al popoloso mondo abitato. Cercando di lasciare meno tracce possibili di sé.