Nel 2026 si celebra il centenario dei 4000 chilometri più famosi degli USA, celebrati da musica, film e letteratura. Un itinerario da Chicago a Santa Monica, tra motel, stazioni di servizio, drive in illuminati al neon. Magari con i Rolling Stones in sottofondo e On the Road di Kerouac a portata di mano.

È il viaggio di tutti i viaggi e la strada di tutte le strade. La Route 66, o meglio il suo mito, è forse ciò che resta del sogno americano: libertà su una striscia d’asfalto. Il 2026 sarà l’anno della sua celebrazione perché Mother Road compie 100 anni e, sebbene oggi il suo tracciato originale non esista praticamente più sostituto da una serie di interstate che ne moltiplicano su sei corsie a scorrimento veloce i suoi 3940 chilometri, sono in programma iniziative, attrazioni e esperienze culinarie.

Eppure, l’unico vero modo di celebrarla rimane sempre e comunque percorrerla, perdendosi tra le cittadine anonime che la punteggiano, tra i motel dove fermarsi a dormire, tra i diners aperti 24 ore su 24 per servire colazioni improbabili su altrettanto improbabili divanetti in similpelle, cameriere che rimboccano tazze di caffè americano e apple pie pronte a lasciarsi assaggiare affogate nel gelato di vaniglia. Finestrino abbassato e, sul sedile accanto, una copia di On the road di Kerouac ad indicarci la strada.

Tutto cominciò un 30 aprile

Il 2026 è quindi l’anno della Route 66 e vale la pena cominciare a immaginare (e a preparare) il lungo viaggio lungo la strada che il 30 aprile 1926 venne inaugurata per collegare Chicago, Illinois, a Los Angeles, California: non era neanche completamente asfaltata e per esserlo avrebbe aspettato altri 8 anni. Era la strada che in migliaia percorsero per lasciare l’Oklahoma distrutto dalla grande tempesta di sabbia, la devastante Dust Bowl, e cercare una nuova vita in California.

 

Cool Springs Station. Arizona
Cool Springs Station. Arizona 

 

Anche se tra loro i più famosi rimasero i componenti della famiglia Joad, ma soltanto perché Steinbeck ne fece i protagonisti del suo fortunatissimo romanzo Furore. Poi, a cantarla, arrivarono Chuck Berry, i Rolling Stones e Nat King Cole, mentre lungo i suoi margini nascevano motel, stazioni di servizio, drive in e quell’illuminazione al neon così cinematograficamente simbolica. Il sogno americano fatto strada: non a caso è proprio sulla 66 che nasce l’industria del fast food con il Red Giant Hamburgs a Springfield, in Missouri, che fu il primo drive-in, ed il primo McDonald’s a San Bernardino. L’inizio della decadenza negli anni ’60 e la rinascita, riverniciata dal mito, come strada di interesse storico con il primo cartello indicante “Historic Route 66” installato nel 1990 a Kearney Street all’incrocio con Glenstone Avenue a Springfield, Missouri. Ora i cartelli son diventati tanti, s’incontrano lungo la strada, e in molti li chiamano “selfie point”. E anche se oggi la Route 66 non esiste più, scomparsa per lunghi tratti, schiacciata dall’Interstate o semplicemente ridotta a spezzoni di asfalto, l’idea di percorrerla tutta non è mai tramontata, anzi, rimbalzando tra pagine Facebook dedicate, squadre di pallacanestro omonime, jeans, serie televisive, film Disney di successo, videogiochi e persino un marchio di sigarette. Tutto targato Route 66.

 

Pontiac, Illinois
Pontiac, Illinois 

 

Illinois: viaggio al via

Il viaggio comincia a Chicago, dove la Route 66 muove i primi chilometri. Prima di partire, una sosta da Lou Mitchell’s, storico diner aperto dal 1923, è quasi un rito: colazione servita tutto il giorno e i famosi donut holes offerti a ogni cliente. Poco più a sud, a Pontiac, si trova il Route 66 Hall of Fame and Museum, che conserva cimeli, foto e ricordi dei tempi d’oro della Mother Road. Tra cui il murale più grande dedicato al celebre cartello “Route 66”: un must per ogni viaggiatore.

Missouri e Kansas, l’epopea dei pionieri e dei minatori

 

Galena, Kansas
Galena, Kansas 

 

Entrando nel Missouri, la strada si riempie di attrazioni eccentriche: la sedia a dondolo più grande del mondo e la seconda forchetta più grande del mondo a Springfield sono solo due esempi di una creatività tutta americana. Da lì a poco è Kansas, il tratto più corto (poco più di 20 km), ma ricco di storia. Qui si trovano il Marsh Arch Bridge (o Rainbow Bridge), il Baxter Springs Heritage Center & Museum e il Galena Mining & Historical Museum. Sono i luoghi sacri dell’epopea dei pionieri e dei minatori.

Oklahoma. Cuore storico della Mother Road

L’Oklahoma custodisce lo spirito autentico della Route 66. A Clinton, il Oklahoma Route 66 Museum racconta la nascita e l’evoluzione di questa strada leggendaria. Da non perdere la Blue Whale of Catoosa, una gigantesca balena blu oggi in restauro per il centenario della Route, e la storica Threatt Filling Station a Luther, uno dei primi punti di sosta per viaggiatori afroamericani, oggi rinata a memoria. C’è anche il Rock Café di Stroud che è stato la fonte d’ispirazione per il film Cars. E si può anche dormire al National Autograph Collection, all’interno della storica First National Bank.

Tra Texas, con le Cadillac a testa in giù, e New Mexico

 

Cadillac Ranch, Amarillo, Texas
Cadillac Ranch, Amarillo, Texas 

 

Ad Amarillo, nel cuore del Texas, sorge una delle installazioni più iconiche della Route 66: il Cadillac Ranch, con la sua sfilata di automobili colorate conficcate per metà nel terreno come alberi di metallo e coperte di graffiti colorati. A Santa Rosa, il Route 66 Auto Museum espone auto d’epoca e memorabilia dedicati al mondo dei motori. Ad Albuquerque, aprirà presto il nuovo West Central Route 66 Visitor Center, una struttura polifunzionale di 2.000 m² con una collezione di insegne al neon, un museo, anfiteatro, sala conferenze, negozio di souvenir e spazi per eventi e mercati all’aperto. Qui sarà disponibile anche un’esperienza immersiva, la “Route 66 Remixed”, in collaborazione con Meow Wolf, Refract Studio e artisti locali, che trasformerà la Central Avenue in un “road trip artistico” con installazioni su larga scala ed esperienze digitali che celebrano le tradizioni locali. Le installazioni comprendono esperienze di realtà aumentata in location come il Guild Theater e l’Albuquerque Museum Sculpture Garden, oltre ad opere fisiche tra cui sculture e la decorazione del bus Albuquerque Rapid Transit.

Arizona – Il cuore vintage della Route

 

Flagstaff, Arizona
Flagstaff, Arizona 

 

Dal Petrified Forest National Park, unico parco nazionale attraversato dalla Route 66, fino al mitico Jack Rabbit Trading Post di Joseph City, l’Arizona rappresenta la Route 66 dei grandi spazi aperti. Qui si celebra anche la musica come compagna di viaggio prediletta capace di raccontare i luoghi e la loro anima: Winslow, celebrata dagli Eagles in Take It Easy, e Kingman, con i suoi musei dedicati alla storia e al futuro dei veicoli lungo la Route.

California. Il traguardo sull’oceano

L’ultimo tratto attraversa il Deserto del Mojave dove il Bottle Tree Ranch di Elmer Long luccica con le sue sculture di bottiglie scintillanti. A San Bernardino, è immancabile una visita al primo McDonald’s Museum, testimonianza del più iconico fast food made in USA. È qui che inizia ad arrivare l’aria dell’oceano e della California. Infine è il momento di Santa Monica. Anzi, di Santa Monica Pier. Qui l’insegna End of the Trail segna la conclusione del viaggio, con l’oceano Pacifico dritto davanti a voi. È il momento dell’arrivo e degli addii. Il mito, però, non si saluta. Quello rimane.

 

Santa Monica, California
Santa Monica, California